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  • 3 hours ago
"È il mio atto politico". Così Alba Rohrwacher nell'intervista all'Adnkronos parla di 'Un bon petit soldat' di Stephane Brize, presentato in Concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia e prossimamente nelle sale con I Wonder Pictures. Dopo 'La legge del mercato', 'In guerra' e 'Un altro mondo', Brizé prosegue la sua indagine sul conflitto tra individuo e sistema del lavoro. Ma, questa volta assume una dimensione ancora più tagliente: quella di una donna che tenta di sopravvivere dentro un meccanismo costruito dagli uomini, dove la brutalità è norma e la vulnerabilità è colpa. (di Lucrezia Leombruni)

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Transcript
00:00Nei suoi film il conflitto tra l'individuo e il sistema del lavoro è centrale.
00:06Che cosa le interessa oggi nell'esplorazione del lavoro, anche della dignità e del potere?
00:14Il mio film è sempre la descrizione di un sistema.
00:18Sì, è vero che per me il sistema è molto interessante esaminare la brutalità del sistema rispetto agli individui
00:26e in questo caso ha una donna, quindi questo conflitto assume una connotazione ancora diversa
00:32perché questa donna è all'interno di un sistema che è stato costruito dai uomini, dai maschi
00:40e quindi le donne che ha raggiunto la sua età possono accedere a queste posizioni solo
00:46perché di fatto accettano di abbracciare queste regole che sono le stesse alla base del sistema brutale.
00:53Quindi c'è questo circolo vizioso incredibile e io voglio continuare a esplorare il sistema
00:59da questo punto di vista che è quasi grottesco nella sua brutalità
01:05e come una donna riesce a sopravvivere è quello a cui deve rinunciare per poter stare in quella posizione.
01:11Il regista in questo film affronta questa logica del capitalista del profitto.
01:18Vediamo anche i personaggi del film performare, performare senza mai fermarsi.
01:25Quindi ti volevo chiedere questo performare a tutti i costi, questo profitto a tutti i costi
01:29tu lo vedi anche nell'industria cinematografica?
01:36Spero che l'arte abbia delle vie di fuga e delle alternative
01:43e mi sembra che è possibile
01:47è chiaro che c'è un sistema che ti può spingere dentro un circolo vizioso
01:53ma credo anche che gli artisti fanno proprio il contrario
01:57ovvero cercano di preservare la loro integrità, la loro visione, la loro umanità
02:03dedicando la loro vita alla loro opera
02:05e quindi io invece ho fiducia nell'arte
02:08e ho fiducia che l'arte sia salvifica
02:11che possa contenere dei messaggi che migliorino il mondo
02:15in questo caso secondo me questo film fa proprio quello
02:18cioè questo film è un film politico
02:22da qualche parte è un film femminista
02:25è un film che ci dice questo sistema è un sistema ammalato
02:30e questo personaggio che prova a preservare la sua integrità
02:34succombe
02:35e quindi anche farlo questo film è stato un atto politico
02:42è stata una ricerca rispetto a un nostro credo condiviso
02:47e quindi ti rispondo no
02:49io credo che noi conosciamo delle strade alternative
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