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  • 1 giorno fa
SE HOLLYWOOD, la primavera prossima, sarà ancora territorio (parzialmente) libero, l'Oscar per il Miglior documentario sarà suo. Musk di Alex Gibney (Enron, Frreakecnomy, We Steal Secrets: The story of WikiLeaks, Going Clear su Scientology, Zero Days), sono 225 minuti (più 10 di "intermission", alla prima mondiale per la stampa al Lido, fuori concorso) sulla vita, la mente, l'ossessione e l'opera di Elon Musk.
Musk: la famiglia, il DOGE, le prossime elezioni
Tante cose che abbiamo già visto (del resto lui non si è mai nascosto), ma nelle mani di un autore capace di rimettere tutto di nuovo in gioco, con un fil più che rouge che dalle dichiarazioni del padre e del fratello arriva all'uso che verrà fatto dei tantissimi dati raccolti dal suo DOGE (Department of Government Efficiency) sui cittadini americani. Dati che i suoi algoritmi useranno durante le prossime elezioni di mid-term, negli USA, a novembre: per manipolarle? La risposta del più grande documentarista (politico-economico e non solo) americano vivente Alex Gibney, Premio Oscar 2008 per Taxi to the Dark Side (denuncia delle torture sui prigionieri dopo l'11/9) è sì.
Il fuck di Elon Musk e il mondo videogioco
Tutto è partito con il desiderio di intervistarlo: un dialogo su Twitter (come poi, acquistato da Musk, è diventato X ce lo racconta il film), iniziato con la domanda del regista e il fuck di Musk. Da quel no è nato il film: «Musk è convinto che viviamo in un mondo artificiale creato da un essere del futuro. Una specie di Matrix che deve tantissimo al suo film di fantascienza preferito, di quando era bambino: a un uomo gli dei davano il potere di dominare il mondo. E lui lo usava. Sempre più un uso personale. Fino alle estreme conseguenze... L'ha detto più volte lui stesso, aggiungendo, come alternativa, che la realtà è come un videogioco. Per questo ho creato il suo avatar, che intervisto nel film: le risposte sono tutte dichiarazioni pubbliche dello stesso Musk. Sempre per questo vedete momenti da videogioco (per chi scrive, i meno riusciti, ndr).
Musk, tra vecchio e nuovo capitalismo
Musk è lo specchio di un qualcosa che c'è sempre stato: il capitalista. Ma siamo in un'epoca di capitalismo degenerato che si allea a governi, non solo americani, di destra, più affini e soprattutto corruttibili. Il legame con la politica, nella sua ottica di arricchimento privato, c'è sempre stato, anche con Obama e Biden. Adesso però il sistema, quello in cui si muovono lui e gli altri giganti della Silicon Vallery, è diverso. E l'AI renderà tutto ancora più diverso.
Anche se non è più alla Casa Bianca, a preoccuparmi sono tutti i dati di cui è venuto in possesso quando era a capo del DOGE. E che userà a novembre». Se ha paura di ripercussioni, dopo la prima mondiale (l'uscita nelle sale americane è un generico autunno)? «Ho consultato i miei avvocati fin da subito. Mi hanno detto e ripetuto di stare tranquillo. In tanti mi hanno detto di no, quando li ho contattati per preprarmi e inserirli nel film. Chi vedete sullo schermo e accanto a me (la giornalista di Wired Usa Zoe Schiffer e l'influencer MAGA ed ex compagna di Musk, Ashley St. Clair a cui hanno offerto 40 milioni di dollari per tacere, ndr) sono davvero coraggiosi», dice il regista.
Musk è la nostra Storia, di oggi e del futuro: ci siamo tutti, dentro. Da vedere? Si. Fa paura? Sì. 

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Trascrizione
00:003, 2, 1
00:02He's possibly the greatest living inventor
00:06He is the real life Iron Man
00:08He's one of the greatest builders of all time
00:11The greatest capitalist in history
00:16He's chaotic, random, capricious
00:18Manifestly cruel and selfish
00:23In a science fiction novel
00:25He would not be the hero
00:28He is a man who has lost his mind
00:32He's a fascist
00:34Elon is a nuke
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