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  • 1 giorno fa
THE ECHO CHAMBER, il secondo film italiano in concorso all'83esima Mostra d'arte Cinematografica di Venezia, sarà nei cinema dal 10 settembre. È la storia sui cui Bernardo Bertolucci lavorava prima di morire, e che racconta molto anche di lui. Le sceneggiatrici Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, con cui il grande regista scomparso nel 2018 aveva lavorato, hanno portato a termine il racconto. «Avevamo fatto delle grandi conversazione, poi le avevamo messe per iscritto. Siccome la sceneggiatura doveva essere in inglese, la mandammo al traduttore. La traduzione arrivò il giorno dell'annuncio della sua morte, a novembre», ricordano oggi le due. Quella storia («Eravamo partiti dall'idea di un uomo e una donna che abitano lo stesso appartamento senza incontrarsi mai») è diventato il film di Andrea Pallaoro, interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Il film è interamente ambientato nell'appartamento (personaggio, anche lui, come in The Dreamers) del protagonista. Un musicista alle prese con dolori cronici, dipendenza da farmaci e inquietudine creativa. In quelle stanze emerge una storia d'amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono. Lo spiega la danese Alicia Vikander, premio Oscar per The Danish Girl, che interpreta Anne: «È tenerezza? È dipendenza? Cura o controllo? È tutto insieme, fa tutto parte di una relazione, in fondo, che può essere bella e allo stesso tempo folle. E ovviamente alla base c'è una connessione emotiva».
The Echo Chamber è un film fatto di lunghi silenzi e dialoghi illuminanti, apparizioni e mancanze, che suggerisce e non spiega, in cui le frasi pronunciate dalla Sarandon (che non cantava dall'epoca di The Rocky Horror Picture Show) fanno trapelare il senso dell'essere artista e inducono a pensare proprio a Bertolucci e dai suoi ultimi e claustrofobici film (L'assedio e Io e te).
Dice Luca Marinelli, protagonista del film nel ruolo di Leo: «C'era un dolore, c'era un'assenza, c'erano dei vuoti, c'erano dei bisogni, c'era passione, interesse. Però erano delle cose abbastanza lontane. A me ha interessato molto che tutto non fosse totalmente spiegato e che avessimo poche nozioni, da un certo punto di vista».

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00:00Di Ico Chamber, il secondo film italiano in concorso all'83esima mostra d'arte cinematografica di Venezia, che sarà nei
00:08cinema dal 10 settembre, è la storia su cui Bernardo Bertolucci lavorava prima di morire, che racconta molto anche di
00:17lui.
00:17Le sceneggiatrici Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi hanno portato a termine il racconto diretto da Andrea Pallaoro e interpretato da
00:26Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
00:30Il film è interamente ambientato nell'appartamento del protagonista, un produttore musicale alle prese con dolori cronici, dipendenza da farmaci
00:40e inquietudine creativa.
00:42In quelle stanze emerge una storia d'amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio
00:50e controllo si confondono, come ha spiegato Vikander.
00:57È tenerezza, è dipendenza, cura o controllo? È tutto insieme, fa tutto parte di una relazione in fondo, che può
01:06essere bella e allo stesso tempo folle e ovviamente alla base c'è una connessione emotiva.
01:13Vico Ciamber è un film fatto di lunghi silenzi e dialoghi illuminanti, apparizioni e mancanze, che suggerisce e non spiega,
01:22in cui le frasi pronunciate dalla Sarandon fanno trapelare il senso dell'essere artista e inducono a pensare proprio a
01:31Bertolucci.
01:32C'era un dolore, c'era un'assenza, c'erano dei vuoti, c'erano dei bisogni, c'era passione, interessi,
01:40però erano, come dire, erano delle cose abbastanza lontane.
01:46Questo a me ha interessato molto, il fatto che non tutto fosse completamente spiegato e che avessimo poche nozioni da
01:53un certo punto di vista.
01:54Tu e io sappiamo cosa fare di quel dolore, lo sappiamo usare, quindi non sfuggirgli, ok?
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