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  • 2 giorni fa
IN TRENCH. Nella penombra della cappella illuminata dalle candele, dai ceri, dalla luce che arriva dai mosaici colorati. La sigaretta accesa, perché siamo nel 1999 a Bari (poi, evolverà anche lei, la sigaretta). L'estranea parla alle spalle della donna che sta piangendo e pregando, perché i medici salvino la figlia a cui un cane rabbioso ha azzannato la gamba. Lei, la strega, le promette la salvezza, ma in cambio... Ed è solo l'inizio. 
La clip che vedete qui sopra è un'anticipazione di L'estranea di Paolo Strippoli (Piove, La valle dei sorrisi), terzo film italiano in concorso per il Leone d'oro della Mostra del cinema di Venezia 2026. Nei cinema dall'8 ottobre. Con Valeria Bruni Tedeschi nel trench della donna del titolo.
Tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia è infelice a modo suo. Strippoli, nato a Corato (Bari) nel 1993, cita l'incipit di Anna Karenina e lo allarga alla sua terra, alla sua famiglia e vita, di certo a una certa cultura/costume/tradizione/società in cui è cresciuto. Mescola horror, grottesco, satira anti-borghese («Una certa borghesia che si fa governare dall'esterno sacrificando le relazioni e i rapporti tra i suoi membri»), Shining e va avanti e indietro nel Tempo. Cosa ci salverà? Un diluvio universale (citando Vittorio De Sica, oltre che Pasolini e Visconti), forse. Di certo Freud e la sua analisi (qui al femminile) del disagio della civiltà e della necessità di uccidere il padre (qui, appunto, dallo yan passiamo allo yin). La famiglia, intesa come errori dei genitori che ricadono sui figli: meglio, come possono questi non essere schiacciati dagli errori dei primi?
Jasmine Trinca e Adriano Giannini sono Anna e Walter, i genitori della famiglia Colonna: ricchi, belli, casa meravigliosa, due figli perfetti, Alice e Tobia. Finché il cane che hanno adottato non azzanna Alice. E Anna non incontra l'estranea. Una strega, a tutti gli effetti: quali effetti? Non spoileriamo nulla. Aggiungiamo che Alice adulta è interpretata da Romana Maggiora Vergano. E che i migliori sono Giannini e lei, l'estranea del titolo e strega da brivido. Senza nome: «Chi è? Posso dire che la conosco benissimo, avrà circa tre anni meno di me. Da sempre è dentro di me e da sempre mi mette di fronte a dilemmi, commerci, scelte. Piede destro o piede sinistro? Quando mi hanno proprosto il film è stata lei a dire di sì. A volte è simpatica, ma in genere è soprattutto tanto faticosa». Parola di Valeria Bruni Tedeschi. Strega. L'estranea del terzo film italiano in concorso al Festival di Venezia 2026.

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Trascrizione
00:03Io voglio fare una proposta.
00:07Guarda.
00:12La gamba di lì ci si può salvare.
00:17Di questa giornata resterà solo una cicatrice.
00:21E' un brutto spavento.
00:25Niente più bagni al mare per un po' di tempo.
00:27Ma all'inizio avrà male, poi neanche più male.
00:30Solo un ricordo lontano.
00:37Ti piacerebbe?
00:40Ti piacerebbe?
00:42Eh, cosa sto dicendo?
00:46Ma...
00:47ha una condizione.
01:05voleva qualcosa in cappi.
01:06Grazie.
01:09Grazie.
01:11Grazie.
01:13Grazie.
01:14Grazie.
01:15Grazie.
01:17Grazie.
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