Un frase pronunciata da Brad Pitt nel marzo 1996, in un’intervista rilasciata al magazine americano Tiger Beat è tornata virale sui social. Alla domanda su quale fosse la sua attrice preferita, Pitt non ha nominato nessuna delle star più celebri e glamour dell’epoca, ma un nome decisamente fuori dagli schemi. «Ti dirò chi è la mia attrice preferita: Dianne Wiest. Per me, è la donna più bella della storia del cinema». [idgallery id="1358975" title="Brad Pitt compie 56 anni. L'evoluzione beauty"] Il fascino senza tempo di Dianne Wiest Classe 1948 e arrivata al cinema dopo una lunga e amata gavetta a Broadway, Dianne Wiest è diventata una delle interpreti più apprezzate del cinema americano, lontana dall’immagine della classica star da copertina. Ha vinto due premi Oscar come miglior attrice non protagonista, entrambi per film di Woody Allen: Hannah e le sue sorelle nel 1987 e Pallottole su Broadway nel 1995. La musa di Woody forse proprio per quella bellezza elegante, pulita e semplice che l'ha sempre contraddistinta. Al suo palmarès si aggiungono quattro Emmy Award, un Golden Globe e un premio SAG. Il pubblico più giovane la ricorda anche per film diventati cult come Ragazzi perduti (The Lost Boys) e, più recentemente, per serie come I Care a Lot e Mayor of Kingstown. Profonda, drammatica, ma anche leggera e spontanea, Dianne Wiest ha dominato il palco teatrale e il set cinematografico lasciano un segno memorabile tra gli spettatori. La sua bellezza non è mai stata quella classica e costruita della star hollywoodiana. È una bellezza espressiva, intensa e fuori dagli schemi. Il suo viso ha lineamenti morbidi, occhi grandi e molto espressivi, un sorriso capace di trasformarsi rapidamente e un’eleganza naturale, mai ostentata.
[caption id="attachment_2839156" align="aligncenter" width="1024"] Dianne Wiest, Barbara Hershey e Mia Farrow in una scena del film “Hannah e le sue sorelle”, 1986. (Foto: Orion/Getty Images)[/caption] La bellezza secondo Brad Pitt Nella stessa intervista, l’attore ha spiegato anche cosa intendesse per bellezza, distinguendola nettamente dal concetto di sex symbol: «Poi c’è chi non ti colpisce a prima vista, ma ci parli, e diventa la cosa più bella del mondo». Applicata a Wiest, la riflessione ra...
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