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  • 1 giorno fa
Nell'estate più calda in quota dal 1991, sulle Dolomiti il ghiacciaio della Marmolada ha registrato un arretramento allarmante. I dati emergono dall’ottava edizione della Campagna Glaciologica Partecipata sulla Marmolada promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, che ha visto la collaborazione dei ricercatori dell’Università di Padova, dell’ARPAV, della Fondazione Glaciologica Italiana, di studenti e cittadini volontari provenienti da quattro regioni diverse. Alle attività di monitoraggio svolte sul ghiacciaio hanno partecipato una trentina di persone, dai 16 ai 75 anni, tra cui escursionisti esperti, insegnanti, ma anche semplici appassionati e curiosi. I dati raccolti confermano il continuo ritiro del ghiacciaio principale, con un arretramento medio sui segnali frontali di 23 metri (l’anno scorso erano 8), a conferma di un’annata record dal punto di vista delle temperature estive, che ha superato anche il caldissimo 2003.«I dati raccolti quest’anno aggravano la tendenza già evidente negli ultimi decenni, segnando un nuovo record negativo di riduzione di superficie del ghiacciaio, che in un anno ha perso 9 ettari scendendo ad un totale di 83 ettari rispetto ai 92 dello scorso anno, ormai ben lontano dai 100 ettari del 2023 - commenta il professor Mauro Varotto, docente del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'antichità e responsabile scientifico della campagna glaciologica partecipata, riportando i risultati dell’analisi condotta su immagini satellitari da Francesco Ferrarese.- Si tratta di una perdita record che avevamo registrato solo nel 2022, con il tragico crollo del ghiacciaio. Se si ripetono estati come quella appena trascorsa, il ghiacciaio potrebbe avere solo una decina d’anni di vita».

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