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  • 5 mesi fa
In 60 anni sulle Alpi italiane è stata persa un'area glaciale di oltre 170 km quadrati, pari alla superficie del lago di Como. È il dato che emerge dal bilancio finale di Carovana dei ghiacciai di Legambiente con la Fondazione Glaciologica Italiana che quest'estate ha osservato lo stato di salute di alcuni ghiacciai alpini sempre più minacciati.

[idarticle id="2068305" title="Ghiacciai a rischio: arriva il primo manuale per famiglie"]

Otto i ghiacciai, osservati speciali: cinque in Italia - il ghiacciaio dell'Adamello, in Lombardia, il ghiacciaio del Ventina, in Lombardia, il ghiacciaio di Solda in Alto Adige, quelli della Bessanese e della Ciamarella, in Piemonte, sulle Alpi Graie - e tre all'estero – l'Aletsch, il Re delle Alpi, e i ghiacciai della Zugspitze, in Germania con lo Schneeferner e il Höllentalferner.

Tutti accumunati dallo stesso destino, arretramento frontale e riduzione di area e spessore. Nelle regioni montane europee inoltre le temperature del permafrost stanno aumentando in modo costante. Fonte: u.s. Legambiente Onlus (NPK)

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Trascrizione
00:00Sesta edizione Caravana dei Ghiacciai, anche quest'anno internazionale. Abbiamo iniziato
00:19col ghiacciaio dell'Alec in Svizzera, il più grande delle Alpi e poi vicino all'Alec abbiamo
00:24osservato l'incredibile frana di Blatten, fortunatamente senza vittime grazie al monitoraggio
00:30straordinario effettuato dagli Svizzeri. Dopodiché siamo passati in Lombardia per osservare gli effetti
00:36del ritiro del ghiacciai ma anche l'instabilità della montagna. Analoga situazione sul ghiacciaio
00:43dell'Orto Scevedale, Solda, anche qui si sta ritirando con ghiacciai neri, Rocklaser e quindi
00:49un panorama in continuo cambiamento. In Germania il ghiacciaio dello Zubspix, che si sta riducendo
00:56incredibilmente, ma soprattutto lo straordinario laboratorio messo in piedi dall'Università di
01:01Monaco per il monitoraggio del permafrost, per raccontarci di come la montagna è in movimento,
01:06di come sta aumentando l'instabilità della montagna.
01:19Le nuvole che si addensano sull'ultima tappa della caravana di ghiacciai sono un po' la
01:29metafora della terra incognita che stiamo per affrontare con la crisi climatica. Ci rendiamo
01:35conto che ci sarà una trasformazione di questi ambienti e non sappiamo come affrontarli. I dati
01:41che la caravana ha raccolto, gli strumenti che abbiamo osservato, le persone che ci hanno
01:46indicato la via della ricerca scientifica come l'elemento base per ricostruire un rapporto nuovo
01:52con l'ambiente, ci danno la strada giusta. Ci permettono anche di muoverci di fronte a un
01:57paesaggio che si sta, come dire, addensando di nubi. La scienza offre i dati giusti per poter
02:03offrire alla nostra frequentazione della montagna, alla nostra gestione dell'ambiente montano,
02:09le regole giuste e i metodi giusti per dare uno sviluppo sostenibile a questi territori.
02:14Abbiamo osservato un laboratorio straordinario messo in piedi da CNR, ARPA e dal Comitato
02:22Graciologico Italiano. Qui, sul ghiacciaio della Ciamarella e della Bessanese, i diversi
02:28studiosi si occupano di permafrost, di nuovi laghi, di nuovi ecosistemi, di vegetazione
02:34che sta salendo e di animali che stanno colonizzando queste zone. Un buon esempio italiano di come
02:40si può organizzare la ricerca scientifica.
02:46La caravana dei ghiacciai ha dimostrato l'importanza del monitoraggio scientifico dei fenomeni di
02:51instabilità nell'alta montagna. Questi permettono, nel tempo, di seguire l'evoluzione dei parametri
02:58naturali, interpretare il dato storico e soprattutto spazializzare il dato del cambiamento. Questo è un
03:04elemento che ci permetterà di fare le scelte giuste nell'interpretare i fenomeni e capire le zone più
03:09pericolose da quelle che lo sono di meno, le zone che ci offrono maggiori risorse nel futuro da quelle
03:15che invece dovranno essere lasciate senza attingere queste risorse. Tutto questo ci ricorda quanto il
03:23monitoraggio è importante. È necessario che ci sia un monitoraggio sempre di più su una dimensione non
03:29solo alpina, europea, perché solo comprendendo quello che sta capitando al nostro pianeta noi potremo
03:35mettere in campo le adeguate misure. Tutto ciò lo stiamo raccontando anche col manifesto per una
03:42governance dei ghiacciai, un manifesto europeo, un manifesto che chiede ai decisori di prestare più
03:48attenzione al mondo della scienza, a quello che si racconta a proposito della crisi climatica per
03:55tradurre tutto ciò in operazioni e in azioni concrete di mitigazione e di adattamento.
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