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  • 14 ore fa
Vada, 21 ago. (askanews) - La fotografia come strumento per ragionare sul patrimonio culturale immateriale, riflettere sul tempo e sulle relazioni, in un'esperienza che è visiva, ma vuole coinvolgere altri sensi. Chiara Innocenti ha portato al Vada Photo Festival 2026 la sua mostra "Torneranno le lucciole?". "È un interrogativo che a me sta molto a cuore - ha detto la fotografa toscana ad askanews - una domanda importante e non così scontata, ovviamente fa riferimento al celebre articolo di Pasolini, la metafora sulla scomparsa delle lucciole per denunciare appunto la perdita di identità, di cultura popolare, di cultura contadina, di tutte quelle tradizioni che sono state un po' soffocate dal boom economico". Gli allestimenti, le strutture, i materiali. È come se la fotografia qui volesse allargare il proprio spettro sociale. "Per me è un manifesto sulla lentezza - ha aggiunto l'artista - Le fotografie non vogliono documentare, ma vogliono entrare in dialogo con una consistenza, con un suono, con un profumo". Importante anche l'aspetto della relazione e, soprattutto, il ragionamento sotteso sul tempo che passa, sugli attimi che si sono perduti e su quel potere della fotografia di dare una consistenza alle tracce del passato. "Queste immagini - ha concluso Chiara Innocenti - mi sono state date, donate nel vero senso della parola, da persone con le quali io ho passato del tempo, perché ovviamente per fare questo io ho dedicato molto tempo. Quindi ho parlato in alcuni casi con i bimbi che sono in queste foto in altri casi con parenti o amici, quindi mi hanno raccontato delle cose che si sono sviluppate nel tempo, sono nate in dei momenti magari non per tutti importanti, ma che in sé racchiudono un momento, un attimo e da questo attimo poi si sviluppa tutto il lavoro che corre nel tempo".La mostra è parte della sesta edizione del Vada Photo Festival, che nel piccolo centro del litorale livornese quest'anno ragiona di nostalgia ed estetica del ritorno.

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00:00La fotografia come strumento per ragionare sul patrimonio culturale immateriale, riflettere sul tempo e sulle relazioni, in un'esperienza che
00:08è visiva ma vuole coinvolgere altri sensi.
00:10Chiara Innocenti ha portato al Vada Photo Festival 2026 la sua mostra Torneranno le lucciole.
00:16È un interrogativo che a me sta molto a cuore, una domanda importante e non così scontata. Ovviamente fa riferimento
00:24al celebre articolo di Pasolini che utilizza la metafora sulla scomparsa delle luccele per denunciare la perdita di identità, di
00:34cultura popolare, di cultura contadina, insomma tutte quelle tradizioni che sono state un po' soffocate dal boom economico.
00:40Gli allestimenti, le strutture, i materiali. È come se la fotografia qui volesse allargare il proprio spettro sociale.
00:46Per me è un manifesto sulla lentezza. Le fotografie non vogliono documentari ma vogliono entrare in dialogo con una consistenza,
00:55con un suono, con un profumo.
00:57Importante anche l'aspetto della relazione e soprattutto il ragionamento sotteso sul tempo che passa, sugli attimi che si sono
01:03perduti e su quel potere della fotografia di dare una consistenza alle tacce del passato.
01:08Queste immagini mi sono state date, proprio donate, nel vero senso della parola, da persone con le quali io ho
01:14passato del tempo perché ovviamente per fare questo progetto io parlo di tempo ma ne ho dedicato anche tanto.
01:20Quindi ho parlato in alcuni casi con i bimbi che sono in queste foto, in altri casi magari con una
01:27parentela o un'amicizia eccetera.
01:29Quindi mi hanno raccontato delle cose che si sono sviluppate nel tempo, che sono nate in dei momenti magari non
01:37per tutti importanti ma che in sé racchiudono un momento, un attimo.
01:42E da questo attimo poi si sviluppa tutto il lavoro che corre nel tempo.
01:49La mostra è parte della sesta edizione del Vada Photo Festival che nel piccolo centro litorale livornese quest'anno ragiona
01:55di nostalgia ed estetica del ritorno.
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