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CortometraggiTrascrizione
00:10C'è una sfida molto importante in comunicazione che è quella della comunicazione della transizione
00:16energetica, della comunicazione della sostenibilità e oggi ne parliamo con Michele Vitiello, segretario
00:23generale del WEC. Michele grazie per essere con noi e come si vince una sfida così importante?
00:30Provando a semplificare i concetti, semplificare non significa banalizzare, significa levare le
00:37sovrastrutture inutili. La transizione energetica è un processo troppo importante perché sia
00:43discusso soltanto all'interno dei convegni o nelle università, ma soprattutto la transizione
00:49energetica è un processo che si realizza soltanto se coinvolge i cittadini, perché sono i cittadini
00:54i protagonisti della transizione energetica e quindi è ai cittadini che bisogna raccontare
00:59come utilizzare bene l'energia e soprattutto come risparmiarla.
01:03La vostra organizzazione, che è un'organizzazione internazionale, fa proprio questo mettendo
01:08insieme tutti i soggetti perché è davvero un gioco di squadra.
01:12Sì, perché le cose si realizzano soltanto se si sta insieme. World Energy Council, noi
01:18rappresentiamo il Comitato Italiano, ma è un'organizzazione internazionale che nasce
01:22nel 1930 con un'intuizione felice, cioè l'idea di costruire delle organizzazioni che tengono
01:29insieme le istituzioni di governo, le università e le aziende che si occupano di energia.
01:35Noi in Italia facciamo lo stesso dal 1988 e l'obiettivo di World Energy Council è umanizzare
01:42la transizione energetica, cioè tenere al centro di tutti i processi l'essere umano e il
01:46suo sviluppo.
01:47Intanto il tema si è umanizzato perché è entrato nelle case di tutti noi banalmente
01:51con le bollette, ma come si può andare avanti e semplificare un discorso così complesso,
01:57farlo capire, a più generazioni perché riguarda tutti?
02:01Sì, diciamo che fino a poco tempo fa pensavamo che di energia non ci dovessimo occupare perché
02:08era molto semplice entrare in stanza, accendere la luce premendo un bottone senza preoccuparsi
02:16come quell'energia fosse prodotta, da dove venisse, quanto costasse. Poi una serie di
02:23crisi energetiche importanti, prima la invasione illegale che la Russia ha mosso all'Ucraina
02:30e quindi la rinuncia dell'Europa al gas russo che era circa il 40% del gas che arrivava da
02:35noi,
02:35oggi siamo al 12% dopo 4 anni e mezzo di conflitto, poi la chiusura dello stretto di
02:41Ormuz, tutto questo all'interno di un momento storico che richiede sempre più energia, quindi
02:47questo ha fatto sì che l'energia diventasse un tema di dibattito pubblico, se ne parlasse
02:53sempre di più, per fortuna. Il rischio è che questo asset, che è un asset strategico
02:59e in quanto tale deve essere trattato in maniera non partisan, perché deve essere trattato
03:04sulla base di razionalità scientifica, possa diventare un terreno di scontro di campagna
03:09elettorale. Esatto, lei dice spesso nei suoi interventi da divulgatore proprio della materia
03:14che non deve diventare il tema dell'energia una guerra ideologica, al momento invece sembra
03:19proprio andare in questa direzione il dibattito. Non esistono fonti energetiche di destra
03:24e non esistono fonti energetiche di sinistra, esistono le fonti energetiche oggi disponibili,
03:30l'Europa ha fatto una scelta precisa, cioè quella di essere leader nel percorso di decarbonizzazione
03:35e bene abbiamo fatto perché il nostro sviluppo si è basato su un forte utilizzo di fonti fossili,
03:42quindi è giusto che oggi noi diamo l'esempio al resto del mondo, questo va coniugato naturalmente
03:47con altri due punti che noi consideriamo nel trilemma dell'energia, non soltanto la sostenibilità
03:52ambientale, ma anche la sicurezza energetica e la competitività economica e l'accessibilità
03:58all'energia e naturalmente tutto questo contribuisce a costruire la giusta transizione energetica
04:05se c'è questo punto di equilibrio tra questi tre elementi.
04:08Parlerei di energia però vuol dire anche parlare di guerre, di geopolitica, di indipendenza
04:13nazionale, è un racconto molto complesso che si fa su più tavoli.
04:17Sì, si fa su più tavoli. Le crisi che abbiamo vissuto, le ho citate prima, sono state delle
04:22crisi che l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha definito le più gravi della storia che abbiamo
04:28vissuto. Basti pensare che l'IEA che nasce nel 1974 soltanto in quattro occasioni ha preso
04:35le scelte che ha preso anche oggi, cioè di liberare una riserva strategica di circa 400
04:42milioni di barili. L'Italia ha contribuito con circa 10 milioni di barili, è un periodo
04:49particolarmente complesso, quindi tutte le scelte a maggior ragione devono essere prese
04:53sulla base della razionalità.
04:55Voi incontrate istituzioni, imprese, cittadini, università, qual è il pubblico più difficile
05:01da convincere, da coinvolgere, da sensibilizzare?
05:05Le persone che non vogliono ascoltare. Chi lo fa magari in buona fede c'è chi lo fa in
05:11cattiva fede, chi lo fa in cattiva fede perché vuole tutelare degli interessi e quindi descrive
05:19alcune fonti energetiche come cattive rispetto ad altre. È vero che l'obiettivo deve essere
05:25quello della decarbonizzazione, quindi utilizzare sempre più fonti che riducono l'impatto di emissioni
05:31climalteranti, ma è anche vero che oggi nessuna fonte deve essere eccessivamente in contrapposizione
05:37rispetto all'altra e nessuna esclude l'altra perché per la nostra sicurezza abbiamo bisogno
05:42di diversificare le fonti, cioè dobbiamo attingere a una pluralità di fonti ma anche
05:48a una pluralità di partner commerciali con i quali ci interfacciamo.
05:52Spesso però i temi dell'energia si traducono in un solo e semplice slogan, qual è l'errore
05:57che vede fare di comunicazione più spesso nella comunicazione di materie così complesse?
06:01C'è un greenwashing da combattere e soprattutto la banalizzazione di un problema complesso,
06:10oggi il problema è particolarmente complesso, non lo diciamo noi, lo dicono le agenzie internazionali
06:16che si occupano di energia, questo significa mettere la necessità di parlarne razionalmente
06:24e scientificamente perché si possa arrivare a delle risposte efficaci.
06:29Come si fa a semplificare senza banalizzare?
06:32Noi diciamo che dobbiamo condurre una lotta agli acronimi, molto spesso...
06:38È anche una mia lotta da sempre, anche da giornalista, nonostante web sia una cosa...
06:42Nonostante sia stato presentato così...
06:44Non lo abbiamo scelto noi, ma simpaticamente una lotta agli acronimi significa semplificare
06:50i concetti non dando per scontato che tutti sappiano tutto, a volte c'è anche un compiacimento
06:57da parte degli esperti di alcuni settori di non farsi comprendere o di farsi comprendere
07:02soltanto un target di riferimento.
07:04Questo però non aiuta a raggiungere...
07:05Quando si parlava in latino, per la mandragola...
07:09Sì, in latino è stato utilissimo come lingua che ha unito i popoli che parlavano lingue
07:15differenti e hanno trovato una lingua comune.
07:18Oggi sull'energia serve una lingua comune che è quella della razionalità semplificata.
07:25Noi lavoriamo molto su questo con la lotta agli acronimi, ma anche raccogliendo inviti
07:32come questo, cioè avendo l'opportunità di parlare a target che solitamente non seguono
07:37necessariamente il mondo e l'energia, ma seguono tanti altri temi.
07:40Però ripeto, è un tema che riguarda ognuno di noi.
07:43Più che una sfida tecnologica, possiamo dire che è una sfida culturale.
07:46Sì, infatti noi diciamo che ci sono essenzialmente tre transizioni da portare avanti.
07:50La prima è quella culturale, la seconda è quella energetica e poi c'è quella digitale.
07:55Spesso vengono definite transizioni gemelle.
07:58In realtà è vero che l'una supporta l'altra, ma sono transizioni che hanno velocità diverse.
08:04Quella digitale è molto più veloce, quella energetica ha bisogno di infrastrutture solide
08:09e tempi un po' più lunghi per costruire quello che serve.
08:13Ecco, a proposito di strumenti per comunicare, se lei dovesse fare un TikTok per spiegare
08:18ai ragazzi del perché l'energia riguarda il loro futuro, cosa direbbe?
08:24Possiamo anche non fare il ballettino.
08:26Beh, anche farlo in un ballettino, però non so quanto sarebbe efficace e quanto sarebbe
08:34attrattivo per chi deve guardare il contenuto.
08:38Semplicemente direi che lo strumento che sta utilizzando per guardare quel TikTok è uno strumento
08:45digitale che richiede energia.
08:47Energia, per l'intelligenza artificiale.
08:50Esattamente.
08:50Si parla tanto dell'intelligenza artificiale, ma non dello strumento per cui ce l'abbiamo.
08:55Esattamente.
08:55Infatti qualsiasi scenario e qualsiasi previsione per il futuro prevede che ci sarà sempre
09:03più bisogno di energia, non soltanto per gli usi industriali.
09:05Energia elettrica, noi diciamo decarbonizzata, ma anche stabile e accessibile.
09:10Serve sempre più energia per gli usi industriali, ma anche per gli usi civili.
09:15Per la richiesta, la necessità che abbiamo di digitale sempre maggiore, l'intelligenza
09:22artificiale ha una doppia lama.
09:24È vero che è un tema disruptive da quel punto di vista perché esplode la necessità
09:33di maggiore energia, ma è soprattutto uno strumento che può aiutarci a costruire reti
09:38intelligenti che sulla base della flessibilità ci aiutano a efficientare gli sprechi e quindi
09:45a utilizzare la giusta energia.
09:46L'hai stato inserito nella lista da Fortune dei 40, under 40.
09:51Ecco, essere giovani, quanto è importante per innovare, quanto conta l'esperienza e poi
09:55complimenti per essere stato inserito in questa lista.
09:59Grazie.
09:59Io dico che la gioventù è uno stato mentale.
10:01Mi interfaccio spesso con giovani ragazzi di 78 anni, anche perché il bello di WEC Italia
10:08che mette assieme esperienze e generazioni diverse, noi crediamo fortemente in quello che
10:14è il dialogo intergenerazionale.
10:17È vero che oggi ho 36 anni, in Italia vengo considerato giovane, in altri paesi forse sarei
10:24considerato, non di quanti anni, ma quasi, quasi.
10:28In Italia è giovanissimo.
10:29La mia cervicale direbbe il contrario, ma è vero che questi processi si realizzano
10:35soltanto se c'è un vero dialogo intergenerazionale.
10:38Oggi questa generazione è la generazione più formata di sempre.
10:43I giovani hanno avuto l'opportunità di formarsi di più, meglio, di viaggiare molto
10:50di più rispetto alle generazioni precedenti.
10:52Questo è un dato oggettivo.
10:53È bene però che le generazioni precedenti si aprano effettivamente a quelli che sono
11:01i contributi di questa generazione, che più di loro vive il tempo presente e magari sa
11:05interpretare con chiavi diverse quelle che sono le possibili soluzioni.
11:09Lecco la branca con il Ministero dell'Ambiente.
11:11La comunicazione istituzionale in questo senso ha un ruolo ancora più di responsabilità.
11:16Sì, il Ministero in questo periodo sta portando avanti un ciclo di dialoghi in giro per l'Italia
11:23in alcune grandi città che però sono blueprint per aree più vaste, proprio per incontrare
11:29i cittadini, le forze attive, le associazioni, le istituzioni locali e raccontare in questo
11:37periodo in particolar modo il percorso che si sta facendo da un punto di vista giuridico
11:41e normativo sul nuovo nucleare sostenibile.
11:43Esatto.
11:43Arriviamo alla vera sfida di questi tempi sulla comunicazione dell'energia nucleare.
11:50Sì, c'è da contrastare tante fake news.
11:53Io sentivo l'altro giorno che alcuni divulgatori autoprofessati raccontavano come attorno a certe
12:04centrali nucleari siano nati dei vitelli con tre teste.
12:07Questa cosa è una cosa in realtà molto pericolosa da dire in televisione e da dire in giro perché
12:12crea un panico ingiustificato nei confronti di una tecnologia che oggi è utilissima per
12:19la sicurezza energetica. Lo abbiamo visto con queste recentissime crisi. I paesi che non
12:24hanno rinunciato all'energia nucleare sono stati più sicuri rispetto ad altri dal punto
12:28di vista dei approvvigionamenti. La stessa Ursula von der Leyen ha detto che uscire dal nucleare,
12:35rinunciare al nucleare per l'Europa è stata una grave scelta strategica. I paesi come la
12:41Germania che vi hanno rinunciato si sono accorti che poi stanno bruciando molto più carbone
12:48rispetto a prima. Invece ragionare sulla possibilità di avere una fonte stabile,
12:54decarbonizzata, che ci consente in futuro anche di essere più attrattivi per gli investimenti,
12:58è certamente un ragionamento di responsabilità che si fa nei confronti delle prossime generazioni.
13:04Questa trasmissione si chiama Power Talks, il potere della comunicazione. Le chiedo,
13:09secondo lei, è più difficile produrre energia o fiducia? Che poi è il rapporto fondamentale,
13:14la parola chiave di una buona comunicazione. Oggi vi dico che la fiducia serve per produrre
13:20anche energia. Nel nostro paese c'è un forte tasso di sfiducia che spesso viene alimentato
13:26anche da una certa parte politica irresponsabile e quella sfiducia fa sì che il nostro paese
13:32non costruisca le infrastrutture che servono per avere più energia. C'è un fortissimo fenomeno
13:39di subcultura nimbi che...
13:42Non nel mio giardino. Esattamente.
13:44Ma non nel mio giardino. Ho letto l'altro giorno una frase che mi ha colpito.
13:50Nel nostro paese si diceva tutti vogliono il cambiamento finché qualcosa non deve cambiare.
13:55Effettivamente un po' è così ma questa paura non va dileggiata, va compresa. Le cose che
14:02non conosciamo ci spaventano. Allora il nostro compito non è deridere chi ha paura o pensare
14:08che con l'imposizione possa cambiare idea. Il nostro compito è far sì che le persone
14:13siano correttamente informate, possano scegliere in libertà e la libertà è data solo dalla
14:19consapevolezza. Se dovesse indicare una decisione energetica
14:23che l'Italia non può più rimandare nei prossimi anni, di cosa stiamo parlando?
14:28Sicuramente l'Italia deve avere molte più rinnovabili. Questo significa accelerare i processi
14:35delle decisioni che riguardano la realizzazione di impianti rinnovabili. Allo stesso tempo
14:42deve diffondere in maniera omogenea sul suo territorio i sistemi di accumulo dell'energia
14:47che sono complementari all'utilizzo di fonti rinnovabili, perché le fonti rinnovabili
14:52sono intermittenti, i sistemi di accumulo ci servono a utilizzare l'energia quando serve
14:57e soprattutto deve trattare l'energia come un asset strategico. Non deve avere pregiudizi
15:03nei confronti delle fonti energetiche, come per esempio quella del nucleare sostenibile.
15:08In una parola, comunicare l'energia è?
15:12Bellissimo. È bellissimo perché l'energia è la base dello sviluppo del sistema paese.
15:19E come l'aria ce ne accorgiamo quando manca.
15:22Esattamente. Ci sono alcune organizzazioni internazionali che per darci l'idea dell'importanza
15:29dell'energia ci ricordano la sensazione di panico che abbiamo quando si scarica la batteria
15:34del cellulare. Provate a pensare come ci si sente esclusi dal mondo con la batteria
15:40del cellulare scarico e che cosa significa vivere una condizione di impossibilità di
15:46accesso all'energia o di povertà energetica che riguarda però tutte le nostre attività
15:51della vita quotidiana.
15:53Grazie a Michele Vitiello per essere stato con noi e per questa bella chiacchierata.
15:57Direi che c'è ancora tanto da dire rispetto a questo tema e grazie a voi per aver seguito
16:02questa puntata di Power Talks. Alla prossima.
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