Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
Divieti ai social, divieti ai telefoni in classe. L’Europa che giustamente ha un approccio ai rischi molto diverso da quello americano per esempio (negli Stati Uniti il rischio è individuale, in Europa si fa di tutto per evitare pericoli ai cittadini) sembra essere affascinata dai divieti che possano permettere di evitare problemi specialmente se giovani (e direi anche anziani), insomma le categorie più fragili. Ma se fosse solo questo avremmo definitivamente perso la corsa con Cina e America a governare e usare quella che è una rivoluzione, l’intelligenza artificiale. Fortunatamente però in Europa si è iniziato anche a fornire strumenti per governare e non solo subire la tecnologia. Eh sì, perché recenti statistiche hanno scoperto che l’86% degli studenti usa l’AI ma solo al 16% viene insegnato come usarla, secondo i dati forniti da Code.AI che è l’organizzazione non profit che si occupa di costruire programmi per lo studio dell’intelligenza artitificiale nelle scuole primarie e secondarie. E proprio con Code.AI è stato sviluppato dall’Europa un programma presentato lo scorso giugno per l’alfabetizzazione in materia di AI dei giovani. Un quadro di riferimento che era già a disposizione da un anno per la sperimentazione ma che è stato definito in queste settimane e messo a disposizione delle strutture scolastiche, insegnanti e studenti. Quattro gli ambiti: interagire con l’AI, creare con l’AI, gestire l’AI e plasmare l’AI. Con la proposta anche di attività pratiche da svolgere in classe su questi temi. Siamo portati a vedere solo gli effetti finali dell’intelligenza artificiale, fare domande e avere risposte per esempio. E attraverso una, lasciatemelo dire, narrazione tesa solo a dimostrare quanto America e Cina siano avanti a noi, stiamo rischiando di perdere la vera sfida che è appunto quella dell’alfabetizzazione, vale a dire la conoscenza e le competenze necessarie per governare questa nuova tecnologia. La prova? Quei 200 milioni di bambini che saranno interessati dai nuovi programmi formativi sull’intelligenza artificiale decisi in Cina. Bambini. Troppo chiedere di pensare in queste settimane d’estate come implementare nelle scuole il programma europeo? Evitiamo di rifugiarci nel solito lamento molto italiano di quanto siamo in ritardo e di quanto l’Europa sia lenta. Questa volta molto dipende da noi. O meglio da chi, il governo, dovrebbe attivarsi in misura maggiore.      

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:03Spegnete i telefonini, parliamo di intelligenza artificiale, divieti ai social, divieti ai
00:09telefoni in classe. L'Europa giustamente ha un approccio ai rischi molto diverso da quello
00:15americano. Negli Stati Uniti il rischio è individuale e in Europa si fa di tutto per
00:21evitare pericoli collettivamente ai cittadini. E sembriamo essere affascinati dai divieti
00:27che possano permettere di evitare problemi specialmente ai giovani e direi anche agli
00:33anziani, insomma a quelle categorie considerate più fragili. Ma se fosse solo questo avremmo
00:41definitivamente perso la corsa con Cina e America a governare e usare quella che è una rivoluzione,
00:49l'intelligenza artificiale. Fortunatamente però nell'Unione si è iniziato anche a fornire
00:54strumenti per governare e non solo subire la tecnologia. E sì, perché recenti statistiche
01:02hanno scoperto che l'86% degli studenti utilizza l'intelligenza artificiale, AI nell'acronimo
01:12anglosassone. Ma pensate, solo al 16% viene insegnato come usarlo. Questo secondo i dati
01:20forniti da Code AI, che è l'organizzazione non-profit che si occupa di costruire programmi
01:27per lo studio esattamente dell'intelligenza artificiale pensate nelle scuole primarie
01:33e secondarie. E proprio con Code AI è stato sviluppato dall'Europa un programma presentato
01:40lo scorso giugno per l'alfabetizzazione in materia di AI dei giovani. Un quadro di riferimento
01:48che era già a disposizione da un anno per la sperimentazione nelle scuole, ma che è stato
01:53definito in queste settimane e messo a disposizione di tutte quante le strutture scolastiche,
01:59insegnanti e studenti. Sono quattro gli ambiti, interagire con l'AI, creare con l'AI, gestire
02:06l'AI e plasmare l'AI, con la proposta anche di attività pratiche da svolgere in classe su questi
02:12temi. Noi in genere siamo portati a vedere solo gli effetti finali dell'intelligenza
02:18artificiale, fare domande e avere risposte per esempio. E attraverso una, lasciatemelo dire,
02:24narrazione tesa solo a dimostrare quanto America e Cina siano avanti a noi, stiamo rischiando
02:30di perdere la vera sfida che è appunto quella dell'alfabetizzazione, vale a dire la conoscenza
02:36le competenze necessarie per governare questa tecnologia. Volete una prova? 200 milioni di
02:44bambini saranno interessati dai nuovi programmi formativi sull'intelligenza artificiale decisi
02:52in Cina. Bambini, troppo chiedere di pensare in queste settimane d'estate come implementare
02:59nelle scuole italiane il programma europeo? Evitiamo di rifugiarci nel solito lamento
03:06molto italiano di quanto siamo in ritardo e di quanto l'Europa sia lenta. Questa volta
03:12molto dipende da noi, o meglio da chi, il governo, i decisori politici, insomma chi è
03:18alla guida di questa nazione, che dovrebbero attivarsi in misura molto maggiore.
Commenti

Consigliato