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  • 1 giorno fa
La prova d’appello di due dei tre commissari tecnici italiani al lavoro ai Mondiali ha reso irresistibile la tentazione della notte bianca, e quindi sono qui a raccontarvi di come Carlo Ancelotti abbia rimesso il Brasile in linea di galleggiamento, e di come Vincenzo Montella e la sua Turchia siano stati eliminati dopo due sole partite, esito incredibile per una delle nazionali più pronosticate fra le sorprese positive del torneo.La rinascita del Brasile dopo i languori del match inaugurale con il Marocco era nelle cose, perché Haiti è una delle squadre più deboli del torneo e la sua distanza da ogni prospettiva di qualificazione la fa giocare aperta, non arroccata nella sua area di rigore: un invito a nozze per velocisti come Vinicius. Difatti i gol sono fioccati, tre regolari già nel primo tempo e due annullati per fuorigioco davvero millimetrici. Più del risultato, che era scontato, è interessante quindi notare come Ancelotti abbia governato le scelte di formazione nei sei giorni più lunghi del suo mandato al vertice della Seleçao, quelli in cui la delusione per la prima partita ha acceso un feroce dibattito sui giocatori da promuovere e da bocciare in vista della seconda. Nessuna rivoluzione tecnica, e su questo i dubbi erano pochi, nessuna concessione al malcontento giornalistico, e questo - credetemi - è un merito non da poco perché il circo mediatico che accompagna la nazionale brasiliana non ha eguali sul pianeta. La pressione che è in grado di esercitare può essere sostenuta soltanto da un vecchio lupo di mare, e così Ancelotti si è comportato: due cambi nei ruoli più deficitari contro il Marocco, terzino destro e centravanti, e via così. Il recupero di Neymar è stato rinviato alla terza partita, e ufficializzato nella conferenza del dopogara in modo da esorcizzare ogni ulteriore discussione; il rilancio di Endrick posticipato alla ripresa, a evitargli ruolo e responsabilità da salvatore della patria, impropri in una rosa così ricca di esperienza. Di più: giovane per giovane, quando Raphinha si è fatto male nel finale del primo tempo Ancelotti l’ha sostituito con Rayan, stabilendo così che Endrick, tecnicamente concorrente di Vinicius, vada iscritto piuttosto alla corsa dei centravanti. Difatti è entrato dopo un’ora al posto di Matheus Cunha, che con i primi due gol aveva ampiamente superato la prova, e le varie concorrenze lì davanti hanno trovato un equilibrio.Montella invece ha perso la seconda partita più o meno come aveva perso la prima. L’Australia l’aveva colpito in contropiede, il Paraguay ha trovato dopo due minuti un gol della domenica con un gran tiro scagliato da fuori area, e su quel vantaggio ha costruito una difesa ordinata e tignosa, anche in 10 contro 11 dopo la storica espulsione di Almiron, il primo a beccarsi un cartellino rosso per aver parlato con la mano davanti alla bocca. Prima e dopo, comunque, palla sempre ai turchi, incapaci però di costruire lo straccio di una palla-gol fino all’assalto finale, comunque spuntato. Yildiz ha giocato dal primo minuto stavolta, qualche serpentina delle sue si è vista ma il blocco basso del Paraguay le ha sempre assorbite: ragionando con occhiali bianconeri, la sua eliminazione repentina in parallelo alla tripletta di David descrive alla perfezione l’imprevedibilità di un Mondiale. Tra Calhanoglu e Guler la spartizione della leadership è stata più sottrazione che addizione: il primo ha tirato poco e male, e sappiamo quanto possa essere pericoloso, il secondo ha trattenuto palla consentendo sempre al Paraguay di riposizionarsi. E la Turchia torna a casa in un clima pesantissimo.

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00:05La prova d'appello di due dei tre commissari tecnici italiani al lavoro in questo mondiale
00:12ha reso irresistibile la tentazione della Notte Bianca e quindi sono qui a raccontarvi di come
00:18Carlo Ancelotti abbia rimesso il Brasile in linea di galleggiamento e di come Vincenzo Montella e
00:25la sua Turchia siano stati eliminati dopo due sole partite. Esito incredibile per una delle nazionali
00:32più pronosticate fra le sorprese positive del torneo. La rinescita del Brasile dopo i languori
00:39del match inaugurale col Marocco era nelle cose perché Haiti è una delle squadre più deboli del
00:45torneo e la sua distanza da ogni prospettiva di qualificazione la fa giocare aperta non arroccata
00:53nella sua area di rivolto. Un invito a nozze per velocisti nello spazio come Vinicius.
00:58Di fatti i gol sono fioccati, tre regolari già nel primo tempo e due annullati per fuorigioco davvero
01:04millimetrici. Più del risultato quindi che era scontato è interessante notare come Ancelotti
01:10abbia governato le scelte di formazione nei sei giorni più lunghi del suo mandato al vertice
01:16della Selesao, quelli in cui la delusione per la prima partita ha acceso un feroce dibattito
01:23sui giocatori da promuovere e da bocciare in vista della seconda.
01:28Nessuna rivoluzione tecnica, e su questo i dubbi erano pochi, nessuna concessione al
01:34malcontento giornalistico. E questa, credetemi, è un merito, non da poco, perché il circo
01:41mediatico che accompagna la nazionale brasiliana a un mondiale non ha uguali sul pianeta. La
01:47pressione che è in grado di esercitare può essere sostenuta soltanto da un vecchio lupo
01:52di mare e così Ancelotti si è comportato. Due cambi nei ruoli più deficitari contro il
01:58Marocco, che era il terzino destro e centravanti, e via così. Il recupero di Neymar è stato rinviato
02:06alla terza partita e ufficializzato nella conferenza del dopogara, in modo da esorcizzare
02:12ogni ulteriore discussione. Il rilancio di Hendrick posticipato alla ripresa, a evitargli
02:18ruolo e responsabilità da Salvatore della Patria, impropri in una rosa così ricca di
02:23esperienza. Di più, giovane per giovane, quando Rafinha si è fatto male nel finale del primo
02:28tempo, Ancelotti l'ha sostituito con Ryan, stabilendo così che Hendrick, tecnicamente concorrente
02:35di Vinicius, va descritto piuttosto alla corsa dei centravanti. Difatti è entrato dopo
02:42un'ora al posto di Mateus Cugna, che con i primi due gol aveva ampiamente superato la
02:48prova e le varie concorrenze di davanti hanno trovato un equilibrio. Montella invece ha perso
02:55la seconda partita, più o meno come aveva perso la prima. L'Australia l'aveva colpito
03:00in contropiede. Il Paraguay ha trovato dopo due minuti un gol della domenica, con un gran
03:06tiro scagliato da fuori area, e su quel vantaggio ha costruito una difesa ordinata e tignosa,
03:13anche in 10 contro 11 dopo la storica espulsione di Almiron, il primo a beccarsi un cartellino
03:19rosso per aver parlato con la mano davanti alla bocca. Prima e dopo comunque palla sempre
03:27ai turchi, incapaci però di costruire lo straccio di una palla a gol fino all'assalto finale,
03:33comunque spuntato. Hildiz ha giocato dal primo minuto stavolta, qualche serpentina delle sue
03:40si è vista, ma il blocco basso del Paraguay le ha sempre assorbite. Ragionando con occhiali
03:46bianconeri, la sua eliminazione repentina, in parallelo la tripletta di David, descrive
03:53alla perfezione l'imprevedibilità di un mondiale. Tra Cialanoglu e Guler la spartizione della
04:00leadership è stata più sottrazione che addizione. Il primo ha tirato poco e male e sappiamo quanto
04:06possa essere pericoloso. Il secondo ha trattenuto palla consentendo sempre al Paraguay di riposizionarsi.
04:13e la Turchia torna a casa in un clima pesantissimo.
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