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  • 2 giorni fa
(di Luca Marconi) Napoli Nipponica è «un'installazione collettiva» ideata da Valeria Apicella per Visioni Contemporary del Comune di Napoli: il suo Spazio Punto Zero all’ex Lanificio ospita da giorni «una Napoli giapponese dove potete vivere opere in mostra, bere un tè, condividere curiosità e partecipare a workshop e dibattiti». E all'appuntamento non poteva mancare Rosaria Iazzetta, artista e docente all’Accademia, che il 5 giugno dalle 18 racconterà una immensa esperienza di viaggio in moto dall'Italia al Giappone, presentando il film documentario e il libro “Geografie del Coraggio”: Rosaria ha attraversato in solitaria 13 Paesi, compresi Russia, Kazakistan, Mongolia, Cina e Corea del Sud, visitando 58 città per intervistare altrettante donne - attiviste, sportive, giornaliste - lungo i 14.706 chilometri percorsi col supporto della Yahama Motor Japan.Dopo aver concluso gli studi accademici e dopo la laurea in Sociologia alla Federico II, Iazzetta è stata la prima artista italiana a vincere una borsa di studio per il Giappone bandita dal ministero degli Esteri e finanziata dal governo Monbusho e la prima a concludere un master alla Tokyo University of the Arts. Dal 2018 è all'Accademia di Napoli da coordinatrice della Scuola di Scultura, dopo oltre 10.000 ore di insegnamento tra l'Accademia di Catanzaro prima, Frosinone poi, ma ha cominciato nel 2002 proprio a Tokyo, all'Istituto Italiano di Cultura di Chiyoda e allo Shinkokurizu Opera City di Shinjuku. Da artista, si è fatta conoscere soprattutto per le opere alle Vele di Scampia, o su Terra dei Fuochi o sulla vastissima umanità dolente dell'area metropolitana di Napoli, sempre con un taglio sociale toccante a tutti gli effetti, perché spinge sui linguaggi più efficaci del marketing per sdoganare messaggi di profonda inadeguatezza e malessere, mettendo chi è ostaggio di cattive abitudini o miti letali - come l'arricchimento istantaneo del camorrista - davanti a uno specchio magniloquente ma per niente lusinghiero.E quando si è messa in viaggio, ha scelto soprattutto un percorso di incontri, scegliendo le sue donne «in base alla conoscenza dei territori in cui lottano e vivono, per meglio analizzare il senso profondo delle battaglie che portano avanti e per suggestionare le altre che vedranno il film o leggeranno il libro “Geografie del Coraggio”. Documentando le loro vite, possiamo tracciare il difficile cammino tutto sommato comune delle donne fotografandone il vissuto concreto dall'Occidente all'Oriente». A Napoli Nipponica, faranno compagnia a Iazzetta le artiste Eiko Maekawa, fumettista, che ha realizzato un suo diario di viaggio a Napoli, Vittoria Assembri, che terrà anche una performance sonora il 6 giugno e la performer e artista visiva Valeria Apicella. Iazzetta si affaccia al progetto collettivo «come una figura errante, in viaggio dentro e oltre me stessa, tra donne che intrecciano fili immaginari, raccolgono frammenti di storie come conchiglie sulla spiaggia per tramandare ricordi e visioni e restituire significato alla pratica del momento o a paradisi perduti che così non svaniranno del tutto». Iazzetta definisce il film dalla sua esperienza una «riflessione sui limiti, il coraggio e la trasformazione», il suo è stato soprattutto un «viaggio di consapevolezza».Cosa ti resta di questo viaggio?«Quello che mi resta è la possibilità d'essere capaci di superare i propri limiti, molti dei quali crediamo insormontabili ma altrettanti sono robusti soltanto nella nostra testa. Mi resta l’idea che il mondo non è così grande come sembra, le sofferenze e le necessità sono più comuni di quanto possiamo immaginare e resta la sensazione che per quanto le cose possano sembrare diverse da paese a paese, esistono abusi e soprusi che vengono tuttora inflitti alle donne che hanno un unico comune denominatore, il patriarcato. Mi resta, di questo viaggio, la convinzione che una condivisione allargata ci permetta di costruire una lotta più radicata, profonda e duratura, ora sono convinta che se avessimo più opportunità di creare coesioni internazionali faremmo anche prima a combattere determinati sistemi».Sei andata incontro a tante attiviste, artiste, sportive o giornaliste come Shiori Ito che col best-seller “Black Box” ha raccontato al mondo gli abusi subiti. Senti ancora le donne intervistate?«Sì, con alcune sono rimaste in contatto, altre invece si sono perse nella nebbia del tempo. Con diverse solo a distanza di qualche anno abbiamo condiviso il documentario. Qualcuna ha avuto modo di vederlo subito. Altre hanno fatto progressi e ci hanno tenuto a farmelo sapere, a raccontarmi che hanno avuto la capacità di far evolvere la loro lotta dai giorni in cui mi hanno descritto i loro problemi».Che cosa è cambiato in questo tempo?«Per me è cambiata la perce...

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Trascrizione
00:00Vado a fare un po' un giro con la moto e vado ad incontrare delle persone straordinarie.
00:30Vado a travi a la guerra, vado a la guerra, ii penso che il potere della rep
00:52che credo che non ci sia un problema.
00:563,000 ragazzi hanno diventato una madre.
01:01Ma questo problema, socializzazione,
01:06hanno scolasticato, hanno scolasticato.
01:09Sto studiando la bibliografia,
01:12ma la mia famiglia non ha capito.
01:16Io voglio aiutare le persone.
01:17Ora in Ucraina abbiamo una situazione difficile
01:21e sento che voglio aiutare le persone
01:23con la mia pratica di arte.
01:25Se studiare l'arte
01:27o se vuoi fare qualcosa nell'arte
01:29essere differente è uno dei termini
01:32e essere differente è una cosa che
01:34sei davvero contente.
01:35Essere più coraggiosi
01:37secondo me potrebbe aiutare molto anche gli uomini
01:39e tutta l'umanità.
01:40Solidarietà è il clave.
01:50Era il 27 di giugno del 2018
01:53quando partivo
01:55per raggiungere il Giappone in moto
01:57e il punto esatto
01:59della mia partenza era proprio questo.
02:01Dietro le mie spalle c'era questa visuale
02:03e nella mia testa
02:06questa immagine
02:07di questo panorama era
02:09estremamente presente e mi ha
02:11accompagnato per tutti
02:13quasi i 15 mila chilometri.
02:15oggi sono felice di poter pensare
02:18che quel viaggio è stato
02:21immortalato in un documentario
02:24in 90 minuti di incredibile energia
02:26dove le donne intervistate
02:29hanno potuto dire quello che
02:31veramente stavano vivendo
02:33in quei 13 paesi che ho attraversato
02:35e che veramente
02:37quella destinazione non era
02:39soltanto una destinazione metaforica
02:41di un posto che in fondo
02:43già conoscevo per un po'
02:45ma che in qualche modo era
02:47una sorta di meta simbolica
02:49di tutte quelle possibilità
02:51che in qualche modo le donne
02:52ma non solo le donne
02:54mettono in piedi per poter raggiungere.
02:57In realtà le distanze
02:59sono in qualche modo
03:01geograficamente
03:03forti, impegnative
03:05ma con questo documentario
03:08Geografie del coraggio
03:09si racconta come è possibile
03:11poterle superare.
03:13Ecco, sono veramente onorata
03:14di poter presentare questo documentario
03:16all'Istituto Italiano di Cultura di New York
03:19il 7 di marzo 2023
03:20e sono altrettante felice
03:22di poterlo fare successivamente
03:24ad aprile in Italia e a maggio
03:26in Giappone.
03:28Ringrazio tutti quelli che hanno
03:29reso possibile questa esperienza
03:32perché senza l'aiuto
03:34e il contributo di tutti
03:35tutto questo non poteva succedere.
03:37Le distanze, ecco,
03:39solo attraverso l'amore e la creatività
03:41possono essere accorciate.
03:43Grazie.
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