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  • 1 giorno fa
Sono le 15.45 del primo marzo 2024 quando in un alloggio di Nizza Monferrato si scatena l’inferno. È il giorno in cui Makka Sulaev, all’epoca 18enne, uccide il padre Akhyad con due coltellate per difendere la madre dall’ennesima aggressione. Un delitto raccontato in un audio di alcuni minuti registrato dal fratello minore di Makka. L’audio è stato ascoltato nell’ambito del processo di fronte alla Corte d’assise d’Appello e rappresenta l’esatta cronologia del delitto. Il nastro restituisce il contesto violento e la paura di quei momenti: si sentono urla strazianti, offese in lingua cecena e persino un ingenuo tentativo di far ragionare l’uomo. «Non si picchiano le persone», ripete due volte Martina Bonini, la ragazza che stava dando ripetizioni ai fratellini minori di Makka e che si è ritrovata spettatrice della furia con cui Akhyad stava colpendo la moglie e Makka. «Non si picchiano le persone», insiste la giovane maestra. Parole che restano inascoltate. Il padre violento non si ferma e il seguito della registrazione sono le urla agghiaccianti della madre di Makka che viene ferocemente picchiata e il momento in cui la 18enne sferra la prima coltellata al padre, che si accascia nel corridoio. (simona lorenzetti)

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