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  • 3 anni fa

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Trascrizione
00:00Pierfrancesco Favino, Adriano Giannini, due dei protagonisti di Adagio, un filmone con questa Roma in fiamme, personaggi loschi,
00:16diciamocelo subito, che cosa vi dava questo film sulla pagina scritta, che cosa è stato metterlo in pratica sul set
00:30con le trasformazioni e comunque l'attenzione di questa storia?
00:36Il primo motivo è Stefano Sollima, il cinema di Stefano Sollima è cinema, vero, con la C maiuscola, ricco di
00:47senso del cinema, per cui stare all'interno dei suoi film,
00:51io ho la fortuna che questo sia il terzo insieme, è un gran piacere, una grande libertà, libertà creativa, libertà
00:59di sperimentazione, libertà di improvvisazione,
01:04grande comprensione reciproca anche dovuta all'amicizia, però è un cinema ambizioso nel senso più profondo del termine,
01:12con l'ambizione di non fermarsi a delle formule trite, con l'idea di cercare la capacità che Stefano ha
01:22di costruire dei mondi con delle costanti,
01:25che hanno a che fare con la scelta del film di genere o, come dice lui stesso, con la chiusura
01:29di una trilogia romana,
01:31però con la libertà di costruire dei personaggi che si affondano le radici in una realtà o anche in un
01:37percorso cinematografico preesistente,
01:39come potrebbe essere il romanzo criminale per me, ma per portarli invece in una dimensione diversa,
01:44che è una dimensione più pittorica, che è una dimensione quasi più fumettistica e al contempo capace di avere al
01:49loro interno
01:50un'emotività, secondo me, nuova nel cinema di Stefano, come in questo caso, in cui c'è una maturazione diversa,
01:56sia del suo modo di lavorare che degli spazi all'interno del quale noi abbiamo avuto modo di lavorare.
02:01Io credo proprio che il lavorare con Stefano sia estremamente affascinante, anche impegnativo, per carità,
02:08perché è giustamente impegnativo, però mai come con Stefano hai la sensazione di fare sempre,
02:18o ti viene richiesto di fare sempre qualcosa in più, anche quando sei dopo 18 ore di lavoro,
02:24però è la cosa giusta, è la cosa giusta che va fatta in quel momento, in quell'inquadratura, in quel
02:29momento della storia.
02:30Qual è la cosa del personaggio reciproco che vi colpiva maggiormente rispetto ad altri precedenti lavori fatti?
02:39Io il mio personaggio l'ho immaginato quasi una specie di calibano della tempesta di Shakespeare,
02:44c'è qualcuno che è dimenticato nella polvere, un uomo che comunque ha fatto talmente tanti errori
02:48che si porta dentro un dolore, una piaga così forti che poi effettivamente lo hanno,
02:54lo stanno marcendo dall'interno. Mi piace il fatto che comunque tutto ciò che gli accade è assolutamente inatteso,
03:01che la storia dalla quale lui si era volutamente astratto lo richiama con una forza quasi antica,
03:13alla quale potrebbe dire di no, ma l'istinto di un mondo, anche l'adrenalina di un mondo,
03:20persino la presunzione di giovinezza, in qualche modo lo richiama come se risentisse l'odore della guerra,
03:28della giovinezza, della forza e fa un gesto che di certo non può redimerlo, perché non c'è ritenzione,
03:39perché non c'è nei film di Solli ma la ritenzione.
03:42Com'è stato entrare in questi personaggi, a parte il trucco, ma anche proprio entrare nei ruoli,
03:52cosa vi interessava particolarmente?
03:56Lavorare con Stefano per noi era...
03:58La prima volta per tutti e due?
03:59Quindi la grossa novità è stata quella, entrare nel mondo del cinema di Solli ma che è un mondo che
04:05io non conoscevo
04:06e avevo bazzicato anche poco, direi, ed è stata una novità vera e propria, perché a parte l'approccio al
04:16film,
04:17però proprio a livello di lavorazione è stata un'esperienza totalmente nuova.
04:21Non posso entrare nei dettagli, come sai, però un personaggio del genere e scene come quelle che ho fatto,
04:30ne ho fatte poche in carriera, mi sono divertito molto, non so se le rifarei.
04:36Lo stesso vale anche per me, ma io le forze me lo consentono, le rifarei ancora,
04:40non ho mai fatto un film così e in più io ho la difficoltà di fare un personaggio romano e...
04:50All'inizio è un po' spiazzante, no?
04:53Sì, perché mi si è sentito tanto parlare in napoletano, per cui sono stato aiutato molto da lui, da loro.
05:03No, anch'io sono molto contento perché quando l'ho visto il film mi sono sentito messo nel posto giusto.
05:12Centrato?
05:13Sì, e questo dimostra, secondo me, questa capacità di sollima straordinaria di raccontare per immagini in maniera magnifica,
05:25magniloquente, proprio bene, anche grazie a una bellissima fotografia di Paolo Carnera
05:29e allo stesso tempo però di non staccare mai l'affetto, l'affezione per i personaggi.
05:36L'idea che sia un film di genere, che non è una parolaccia ovviamente...
05:44Finalmente, meno male!
05:46Ecco, è persino in concorso a Venezia, no?
05:49Sì.
05:50Questa è una cosa abbastanza inconsueta.
05:53Perché si chiede?
05:54Però mi sembra che poi le scelte fatte quest'anno siano...
05:57insomma, abbia sparigliato un po' rispetto al cinema italiano.
06:01C'è di tutto, che secondo me sarebbe dovuto essere sempre così.
06:05Ma insomma, c'è una tradizione.
06:09Io mi rendo conto che viviamo in un mondo che dimentica molto, che sta ossessivamente sul presente,
06:14ma insomma, Melville, Melville alla francese, dove lo mettiamo, no?
06:19Sempre fatto un cinema di genere, era un cinema straordinariamente d'autore.
06:24Però c'era Melville, c'era Godard, quindi voglio dire, possono esserci tutti, ecco.
06:28Sarebbe proprio il pluralismo ai festival, soprattutto rispetto al nostro cinema.
06:34E poi è sempre caralizzato che a Venezia ci fa il film dove non si parla mai.
06:38Grazie.
06:38Grazie.
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