00:01Amato dalla maggior parte dei lavoratori che, secondo una recente indagine dell'INAP, sarebbero
00:05disposti anche a ridursi lo stipendio pur di mantenerlo, il lavoro agile o smart working
00:10è destinato a restare nelle nostre vite anche dopo la fine dello stato di emergenza proclamato
00:14a causa della pandemia e previsto per ora in scadenza il 31 marzo.
00:17Le regole per utilizzarlo ad aprire già ci sono sia nel pubblico che nel privato, ma
00:21toccherà poi ai contratti di categoria definire gli altri dettagli a partire dagli strumenti
00:25di lavoro, dal diritto alla disconnessione, passando per privacy, tempi di riposo e tipo
00:30di controllo del datore di lavoro. Non tutti a fine emergenza torneranno a lavoro in presenza
00:34o comunque non tutti i giorni. Quello che gli esperti già chiamano lavoro ibrido, metÃ
00:38in presenza e metà da remoto, sembra il punto di ricaduta più probabile nel mondo lavorativo
00:42post-pandemico, ma per proseguire l'attività da casa i dipendenti dovranno siglare degli
00:47accordi singolarmente coi propri datori. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, con
00:51il rinnovo del loro contratto il 21 dicembre scorso, è arrivata anche la prima regolamentazione
00:56in una CCNL del lavoro a distanza non emergenziale. Si distinguerà tra lavoro agile. Sarà necessario
01:01un accordo individuale tra l'amministrazione e il singolo dipendente che definirà tra l'altro
01:06gli obiettivi, le modalità di esecuzione e i criteri di misurazione della prestazione
01:10lavorativa.
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