00:01Di solito siamo abituati a vederli all'opera in eventi come l'alluvione o un terremoto.
00:11I membri della società italiana di psicologia dell'emergenza si sono attivati anche in questo caso,
00:17in questa emergenza coronavirus, un ambito che forse nemmeno voi avevate ancora toccato in questo livello.
00:26Assolutamente, abbiamo alle spalle delle esercitazioni su rischio chimico in realtà ,
00:34ma questo è un evento assolutamente nuovo, tutti noi ci mettiamo alla prova per la prima volta purtroppo.
00:41Quindi vi siete messi a disposizione delle istituzioni, vi siete messi a disposizione della popolazione,
00:46anche dei vostri colleghi che devono capire come affrontare delle situazioni che sono appunto nuove.
00:53Per cui Enrica, Pedrelli, quali sono i disagi a livello emotivo che possono capitare in questa situazione così particolare?
01:06Intanto vediamo appunto la particolarità della protezione, in questo caso noi stiamo attuando delle forme di protezione
01:17che vanno nella direzione del non contatto, della non condivisione, dell'isolamento.
01:24E questo è chiaramente qualcosa che già frammenta un poco e crea una condizione che è un po' il contrario
01:35di quello in cui ci ritroviamo
01:36quando abbiamo altri eventi emergenziali come il terremoto ad esempio.
01:41Nel terremoto succede che quando la popolazione si ritrova, fa comunità , fa gruppo, già fa cura e si cura.
01:49In questa situazione invece noi dobbiamo ritrovare un po' di protezione nell'isolarci, quindi nel ritrarci nelle nostre case,
01:59nei nostri habitat tenendo delle distanze.
02:02Questo già è in qualche modo un po' disumano, non fa parte della naturalezza dell'essere umano
02:10e questo può dare già delle contraindicazioni, siamo soli, abbiamo bisogno di tenere contatto comunque con un habitat più ampio.
02:21Prendiamo quindi spunto dalla comunicazione, ci attacchiamo su Facebook, guardiamo quello che succede fuori
02:30e alle volte tutto questo promuove dei comportamenti anche molto ossessivi, anche molto ansiogeni di per sé.
02:39Possiamo trovare...
02:41Chi è più a rischio?
02:43A rischio sono le persone che appunto hanno una... tendenzialmente vanno in crisi con ansia, che sentono la paura di
02:53tutto questo.
02:54A rischio sono le persone che fanno fatica a seguire le indicazioni senza dover comunque pensare che forse quello che
03:05è stato detto non è del tutto vero,
03:07che forse quello che è stato scritto non è tutta la verità , quindi che creano di per sé già altri
03:14pensieri e altri dubbi su quello che viene dato come informazione,
03:19tant'è che una delle indicazioni principali è proprio quella di attenersi alle informazioni che vengono date dalle fonti governative.
03:28Chi è in ansia è assolutamente a rischio, perché poi non riesce a calmirare un processo di ossessività o di
03:39dubbio,
03:40che in questa situazione è anche molto suggestionato dal continuo tantam delle notizie e dagli aggiornamenti continui che vengono fatti.
03:50Gli scaffali vuoti che vediamo in questi giorni ai supermercati hanno a che fare con questo?
03:57Sì, purtroppo sì, perché appunto capita, anch'io sono andata a fare spese,
04:04anche io ho visto che effettivamente lo scaffale può essere vuoto e questo succede ed è successo perché probabilmente qualcuno
04:13appunto preso dall'ansia
04:17del rifornirsi, dall'accumularsi, ha fatto incetta di cibo o di acqua, quel che è, e in questa situazione ha
04:27contaminato altri.
04:29Quello che succede nell'essere umano è che noi siamo comunque purtroppo molto fragili e imitiamo quello che altri fanno.
04:37Io credo che molte persone che sono andate a fare spesa magari non avranno nessuna idea di fare incetta,
04:42ma vedendo qualcuno che comunque acquistava avranno acquistato anche loro in misura maggiore del necessario,
04:49creando in questo modo una scena molto brutta di mancanza alla fine perché chi viene dopo non trova quello che
05:00magari stava cercando
05:01e che giustamente avrebbe potuto acquistare se questo fenomeno non si fosse avverato.
05:06Purtroppo appunto c'è questo fenomeno che riguarda la difficoltà di essere critici, di essere lucidi,
05:13di farci guidare dal buonsenso quando c'è qualcosa che ci dà preoccupazione o ansia.
05:18Che strategie possiamo adottare per tornare un po' più lucidi o per aiutare chi ci sta accanto ad essere più
05:26lucidi?
05:26Intanto partiamo dal presupposto che in questa situazione non è una situazione normale, appunto,
05:31è una situazione emergenziale ed è normale essere un po' preoccupati.
05:37Ci sono cose nuove che dobbiamo fare e cose nuove che stanno accadendo e che comunque condizionano la nostra quotidianità .
05:44Allora, a fronte di questa situazione che non è appunto una situazione standard, normale, quotidiana,
05:52ognuno di noi deve attivarsi a promuovere quelle azioni, quelle prassi che danno un poco di calma,
06:03di benessere, di piacere, di attenzione a sé.
06:08Cioè non possiamo pensare di star bene comunque.
06:11In una situazione del genere partiamo da una premessa di disagio, di disagio per tanti,
06:16e dunque abbiamo solo che da attivarci, quando abbiamo il modo, abbiamo il tempo,
06:22in quelle pratiche che ci aiutano a stare meglio.
06:24Ognuno può avere la propria, sono delle pratiche che possono essere di tipo antistress,
06:30che riguardano comunque la capacità di andare nella calma, che è un vissuto, non è un pensiero.
06:38E quindi più spesso sono pratiche che riguardano tutto il corpo, la fisicità ,
06:43semplici come magari andare in bicicletta, giusto perché mi aiuta a scaricarmi,
06:48ma anche forse un po' più complesse, come altre attività , i prassi che riguardano il benessere
06:53e lo stare bene con se stessi.
06:56Forse anche il rispetto delle regole che vengono date in queste ore può aiutare tutti,
07:04se stessi e poi una collettività , ho sbagliato.
07:07Assolutamente.
07:07Noi abbiamo questa richiesta forte di seguire delle raccomandazioni o delle norme,
07:16vere e proprie norme e questo è quello che dà un po' senso all'emergenza e alla comunità .
07:25Se noi riusciamo proprio a interpretare queste norme mettendo in campo il nostro senso civico
07:32e capendo che noi siamo comunque nel nostro piccolo ciascuno un operatore di protezione civile,
07:41gli operatori di protezione civile non sono solo quelli che hanno il distintivo
07:47o i professionisti della salute e della sicurezza.
07:52Quando c'è un'emergenza ogni cittadino è protezione civile
07:57e quindi non abbiamo molta scelta o interpretiamo questo momento
08:01forti del nostro senso civico che ci rende uniti,
08:06altrimenti rischiamo di andare ognuno per sé
08:09e creare contraddizioni e creare anche malcostume
08:13come questo che abbiamo visto a tratti nei supermercati.
08:18Una categoria che forse a maggior ragione oggi non riusciamo a tenere lontana
08:24da certe notizie sono i bambini.
08:27Qui ovviamente sono coinvolti nell'emergenza perché non vanno a scuola
08:32e perché sentono parlare ciascuno di noi di una quotidianitÃ
08:35che viene stravolta, che bisogna organizzare.
08:38Insomma anche loro percepiscono quello che sta accadendo.
08:43Come ci comportiamo con loro?
08:46Le informazioni le abbiamo, noi siamo gli adulti
08:49e abbiamo tutte le informazioni possibili a disposizione
08:52e i bambini hanno bisogno di sapere le cose,
08:55saperle in modo semplice, ma quando le sanno e hanno la veritÃ
08:59e noi le diciamo così, col senso proprio di metterle a corrente
09:04di quello che sta succedendo, poi possono davvero essere
09:09dei grandissimi alleati e dei grandissimi collaboratori.
09:12fanno quello che diciamo loro, se quello che abbiamo detto è sensato ed è vero.
09:20Li possiamo benissimo aiutare a capire se ci sono delle domande in più,
09:26ma fondamentalmente i bambini sono capaci di dare senso a quello che dà ordine
09:34e che ci aiuta anche a stare meglio insieme,
09:40lì dove pure ci sono tante limitazioni, come loro hanno,
09:44per non andare a scuola vuol dire comunque non vedere gli amici
09:47e non poter avere questa pesantezza dello studio,
09:52ma anche la leggerezza della compagnia.
09:54per cui vanno dette le cose per quello che sono
09:59e va chiesta pazienza, sempre che anche noi riusciamo a dargliela,
10:05perché di nuovo siamo noi gli esempi, per cui in primis
10:10la sfida è nostra, la difficoltà è sempre più nostra che loro in realtà .
10:17Grazie anche a Pedrali del SIVEM, che ricordiamo la società italiana
10:20di psicologia dell'emergenza si è messa a disposizione anche delle istituzioni
10:25qualora volessero avere qualche consiglio per affrontare questa situazione con i cittadini.
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