00:00Imbottigliato dalle opposizioni in Parlamento nella sua corsa verso le elezioni anticipate
00:04e la Brexit, Boris Johnson è costretto ora ad inseguire una difficile via di fuga, un
00:09accordo digeribile anche al popolo Brexiteer sull'uscita dall'UE entro il 31 di ottobre,
00:14la scadenza che insiste a proclamare invalicabile, ignorando l'ennesima mano tesa della neopresidente
00:19della Commissione UE, Ursula von der Leyen, laddove mai Londra ne dovesse far domanda,
00:24a dispetto della legge approvata a Westminster dai suoi contestatori e che, sulla carta,
00:28la proroga gli impone di chiederla nel caso in cui tra poco più di un mese la sola alternativa
00:32fosse quella del no deal. Il premier Tory ha accolto con la baldanza di sempre, ma anche
00:37con accenti spazientiti, l'ennesima sconfitta parlamentare, ossia la bocciatura per la seconda
00:41volta di fila di una mozione presentata in aula per avere via libera ad elezioni anticipate
00:46l'AMPO il 15 ottobre, arrivata nell'ultima giornata utile prima dell'avvio della lunga
00:50e contestatissima sospensione o prorogation del Parlamento decisa dall'esecutivo medesimo
00:55per cinque settimane. Ora, retorica a parte, a Beaujau non resta in questa fase che giocare
01:00davvero la carta della problematica ricerca di un nuovo accordo in extremis con Bruxelles
01:04entro il Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre, malgrado lo scetticismo dei 27 decisi ufficialmente
01:10a non rinegoziare l'intesa raggiunta con Theresa May.
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