Uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology rivela un paradosso che riguarda milioni di persone ogni estate: il Deet, il principio attivo più diffuso negli spray antizanzara, può trasformarsi in un segnale di richiamo per gli stessi insetti che dovrebbe allontanare. La ricerca, firmata dal fisiologo italiano Claudio Lazzari dell'Università di Tours e dal biologo Clément Vinauger del Virginia Tech, ha dimostrato che le zanzare sono in grado di imparare ad associare l'odore del repellente alla prospettiva di un pasto di sangue. In altre parole, se la concentrazione del prodotto sulla pelle scende sotto una certa soglia, l'insetto smette di fuggire e comincia ad avvicinarsi.
[idgallery id="1926623" title="Zanzare alla larga: i cibi e i rimedi che funzionano"] Zanzare, così funziona il meccanismo di apprendimento del Deet Il Deet – acronimo di N,N-dietil-meta-toluamide – è stato sintetizzato per la prima volta nel 1946 e da allora è rimasto il punto di riferimento nella protezione dagli insetti. Si riteneva che agisse in modo puramente chimico: o rendeva irriconoscibile il corpo umano ai recettori olfattivi della zanzara, oppure aveva semplicemente un odore così sgradevole da tenerla lontana. I nuovi dati suggeriscono che questa spiegazione sia incompleta.
[idarticle id="2162020,2160187" title="Zanzare: cosa fare e come difendersi da punture e prurito,Passi avanti contro le zanzare: in arrivo un nuovo repellente"]
I ricercatori hanno lavorato con la zanzara Aedes aegypti, la specie responsabile della trasmissione di dengue, Zika, febbre gialla e chikungunya. Hanno applicato un classico condizionamento di tipo pavloviano: durante il pasto di sangue, l'insetto veniva esposto all'odore del Deet. Dopo appena quattro sessioni ripetute, oltre il 60% delle zanzare tentava di nutrirsi non appena percepiva il repellente, anche in assenza di sangue.
La fase successiva ha confermato il dato in modo ancora più netto: le zanzare «allenate» venivano lasciate libere di scegliere tra una mano umana trattata con Deet e una non trattata. Quelle senza addestramento si dirigevano verso la mano senza prodotto. Quelle condizionate, invece, si avvicinavano a quella con il repellente. Il cervello dell'insetto aveva riscritto la risposta istintiva di fuga.
[idgallery id="1740075" title="Zanzare: i consigli per difendersi dalle punture"] Il vero problema: la concentrazione del repellente che cala nel tempo Il punto critico non è il Deet in sé, ma la sua concentrazione sulla pelle. Quando il prodotto viene applicato, la quantità è sufficiente a respingere le zanzare. Con il passare delle ore, però, la concentrazione diminuisce. Ed è esattamente in quella zona grigia, tra l'«abbastanza» e il «troppo poco», che può formarsi l'associazione sbagliata.
«Se una zanzara punge qualcuno che ha applicato il Deet ore prima e la concentrazione è troppo bassa per respingerla ma abbastanza alta da essere percepita, quell'insetto potrebbe diventare più propenso a pungere chi ha quell'odore», spiega Lazzari. Non si tratta di un fallimento del prodotto, ma di un problema di tempistica nell'utilizzo.
[idarticle id="1740070,375541" title="Zanzare: come tenerle lontane con i rimedi anti puntura,Zanzare, 10 cose da sapere per tenerle alla larga"] Come usare il repellente in modo più efficace I risultati dello studio non invitano ad abbandonare il Deet. Resta uno dei prodotti più efficaci disponibili in commercio, e le autorità sanitarie di molti paesi, tra cui il Regno Unito, raccomandano formulazioni con concentrazione al 50% come prima scelta contro le punture di zanzara.
Quello che cambia è la logica di applicazione. Applicare una grande quantità di prodotto la mattina e affidarsi alla sua durata per tutta la giornata non è la strategia ottimale. Vinauger suggerisce di applicare le dosi indicate sulle istruzioni del prodotto e di riapplicare regolarmente, in modo che la concentrazione rimanga sempre al di sopra della soglia repellente. La frequenza di riapplicazione diventa quindi almeno quanto importante come la quantità usata in una singola applicazione.
[idgallery id="2344281" title="8 piante anti-zanzare, da avere sui balconi e in giardino"] Oltre lo spray: le altre precauzioni che funzionano contro le zanzare Lo studio ricorda anche che il Deet non è l'unica difesa disponibile. Alcune misure semplici mantengono un'efficacia concreta. Le zanzariere alle finestre, quando ben mantenute, riducono significativamente il contatto con gli insetti in casa. L'eliminazione dell'acqua stagnante nei vasi, nei sottovasi e in qualsiasi contenitore all'aperto blocca la riproduzione. Indossare maniche lunghe nelle ore di punta, tra l'alba e il tramonto, limita le aree di pelle esposta.
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