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  • 2 giorni fa
X Factor 2026 riparte con una nuova giuria e una certezza: Giorgia alla conduzione. Accanto alle conferme di Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi arriva Irama, new entry del talent musicale di Sky Italia che debutterà a settembre su Sky e NOW.

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Irama, il giudice perfetto e scontato per X Factor
Irama è un artista indiscutibilmente efficace e bravo nel suo lavoro: sa scrivere hit, occupare le classifiche, sa parlare a pubblici diversi e sa muoversi con naturalezza tra streaming, radio e grande pubblico. Irama sa fare quello che gli piace, ma è normale che ciò che gli piace rappresenti  l’intero mercato discografico italiano? Un sistema in cui il pop nasce, cresce e muore per funzionare. Grande precisazione: nulla di nuovo sul fronte musicale, letteralmente però. In questo senso, il suo ingresso a X Factor non è un’eccezione o una sorpresa, era fin troppo scontato.

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Una giuria che fotografa la musica che funziona
Lo stesso ragionamento si può estendere al resto del tavolo. Francesco Gabbani rappresenta il pop d’autore capace di arrivare al grande pubblico. Paola Iezzi incarna la lunga traiettoria del pop-dance. Jake La Furia porta dentro la giuria la componente urban e rap, uno dei linguaggi più popolari degli ultimi vent’anni e ormai pienamente integrato nel mainstream. Insomma una giuria di rappresentanza: ognuno copre un segmento preciso di ciò che oggi funziona nel mercato discografico italiano. La domanda sorge spontanea: e quindi? Cosa aspettarsi da un programma televisivo che deve inserire gli artisti proprio dentro questo mercato? La risposta è nulla. E forse è questo un pò il problema. Non ci si aspetta nulla di nuovo, di critico o di diverso e quindi stimolante.

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Il talent come «punto d’incontro tra nuovi talenti»
Chiaramente l'alternativa al giudice perfetto, come Irama, non è qualche musicista del calypso caraibico, ma esistono delle vie di mezzo. E se davvero il talent si definisce , secondo Giuseppe De Bellis, Executive Vice President Sport, News & Entertainment Sky Italia, «un programma che, come pochi, è capace di trasformare la televisione in un luogo rilevante per la musica italiana» - e ancora -  «il punto d’incontro tra nuovi talenti, industria musicale, racconto pop e conversazione sociale», allora, forse, qualche riflessione più critica sulle condizioni di questa industria avrebbe senso aprirla e portarla in scena.

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Lunga vita al pop e a Irama
Una critica che non toglie nulla né agli artisti che compongono la giuria, professionisti del settore con competenze, né al pop come genere musicale. Non è una questione di gusti, ma di sistema: un settore piatto sul piano artistico e in crisi sul piano economico. Un mercato in cui, come sostiene la cantante dei Garbage, Shirley Manson, «in cima ci sono le grandi star che non devono preoccuparsi dei costi di base, in fondo gli emergenti che viaggiano su un furgone. Nel mezzo ci sono le band per le quali far quadrare il bilancio è diventato semplicemente impossibile». Dato che X Factor, ancora per ora, è una grande cassa di risonanza, perchè non usarla davvero per intercettare e valorizzare «l’evoluzione musicale e anche culturale e sociale di una nuova generazione di giovani talenti?». Detto questo: lunga vita al pop e ad Irama che, comunque, potrebbe condividere questo pensiero.

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