Il cantautore romano Niccolò Fabi, ospite della giornalista Giorgia Cardinaletti nel programma di approfondimento Tg1 Talks, è tornato a raccontare a cuore aperto il dramma della morte della figlia Olivia, scomparsa sedici anni fa a soli 2 anni per una meningite fulminante. Durante l'intervista, rilasciata in vista del suo atteso concerto estivo all'Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera, l'artista ha spiegato come sia riuscito a trasformare un dolore devastante e incalcolabile in un flusso di pace e solidarietà. Lo ha fatto grazie alla musica e all'impegno sociale, ripercorrendo anche la storica ed emozionante reunion personale con gli amici e colleghi storici Max Gazzè e Daniele Silvestri.
[idgallery id="301973" title="Niccolò Fabi: «Dopo una carriera di alti e bassi, a 47 anni sento di avercela fatta»"] Niccolò Fabi, la morte della figlia Olivia: «Dolore incomprensibile» Nel 2010, subito dopo la perdita della figlia Olivia, Fabi affidò ai social uno straziante sfogo in cui ammetteva che il palcoscenico sarebbe stato «l'ultimo posto» in cui avrebbe voluto stare. A distanza di anni, la prospettiva è cambiata. Non senza difficoltà, certo. Ma tutto è accaduto grazie a un profondo percorso interiore: «Il dolore è una delle emozioni più forti, talmente incomprensibile che nella lingua italiana non esiste una parola per descrivere un genitore che perde un figlio», ha confessato al Tg1.
La svolta è arrivata grazie all'incontro con Medici con l'Africa Cuamm. La ong lo ha aiutato a canalizzare quella sofferenza «in un fiume che scorre, senza ostacolarlo, verso un luogo di pace e non di rabbia». Da quel momento, Niccolò Fabi ha compiuto ben dieci missioni umanitarie.
[idarticle id="301955,2225832" title="Niccolò Fabi: «Dopo una carriera di alti e bassi, a 47 anni sento di avercela fatta»,Superare un lutto: gli esercizi pratici della psicologa per andare avanti"] Il viaggio in Sud Sudan con Gazzè e Silvestri Proprio l'impegno solidale è stato il gancio perfetto per unire nuovamente le strade di Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri. I tre, cresciuti insieme nei piccoli locali romani agli inizi della carriera, nel 2013 stavano cercando un momento per stare da soli dopo che le loro vite erano state stravolte da nuove nascite e, nel caso di Niccolò, da perdite dolorose. «Cercavamo un momento per isolarci, pensavamo a un weekend», ha rivelato il cantautore. L'unica settimana libera nelle agende di tutti coincideva però con il viaggio di Fabi in Sud Sudan per consegnare una raccolta fondi: «È stato un sì all’unisono». Un'esperienza fortissima che ha rinsaldato un legame fraterno che va ben oltre la musica.
Durante l'intervista, il tema si è spostato su una riflessione più ampia. Cardinaletti gli ha chiesto, se potesse cambiare vita per un giorno, chi sceglierebbe di essere. La risposta del cantante è stata «un medico o un insegnante, sono figure che ho a cuore: sanità e istruzione sono i capisaldi della società, due ambiti che dovrebbero essere garantiti e salvagoguardati perché trattano la salute fisica, biologica e quella mentale attraverso la conoscenza».
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