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  • 3 settimane fa
Bilbao, 29 mag. (askanews) - È l'ultimo grande artista delle Novecento americano e il suo nome si connota di leggenda. Eppure Jasper Johns, oggi 96enne, ancora non lo riusciamo a incasellare in una definizione precisa: il suo percorso e la sua lezione si continuano a muovere con ironia e senso di un presente che resta, in fondo, inscalfibile. Il Museo Guggenheim di Bilbao gli dedica una grande retrospettiva con 140 opere: "Jasper Johns: Night Driver"."È una figura fondamentale del contemporaneo, che ha trasformato radicalmente il panorama artistico degli Stati Uniti a metà degli anni Cinquanta - ha detto la direttrice del museo, Miren Arzalluz -. In questa occasione siamo stati molto fortunati ad avere una stretta collaborazione con l'artista, che ci ha accompagnato, aiutato e ci ha anche prestato un numero importantissimo di opere dalla sua collezione personale".La mostra si apre con le opere più celebri di Johns: i numeri, le mappe americane, gli straordinari bersagli che mantengono una intensità sorprendente e, soprattutto, le bandiere che lo hanno reso famoso un decennio prima dell'affermarsi della Pop Art. Guardandole oggi sembrano le vestigia di un'idea di America che esse stesse avevano contribuito a decostruire, con un processo che continua anche adesso sotto i nostri occhi. Poi il percorso prosegue, attraverso tutte le stagioni della sua ricerca."Per la generazione di Johns e dei suoi amici, come John Cage e Merce Cunningham - ha detto ad askanews il curatore della mostra, Enrique Juncosa - l'arte era una questione di vita e di morte. E Johns ha sostenuto che l'arte dovrebbe essere qualcosa che non puoi fare a meno di creare, perché è come un bisogno o una necessità. A ma piace questa idea dell'artista e del suo lavoro. Lui non ha quasi mai dato spiegazioni delle sue opere soprattutto in merito al significato, e questo permette ai critici di interpretarlo e, poiché ci sono tanti rimandi e riferimenti, lascia spazio a molto idee e interpretazioni diverse".Uno dei temi ricorrenti quando si parla di Jasper Johns è il protendersi della sua pittura fuori dalle due dimensioni del quadro, il suo inglobare la realtà, attirandola dento e oltre la cornice. Lo stesso discorso vale per le sculture e si potrebbe stare a lungo a discutere della dimensione letteraria del suo lavoro. Ma la cosa che si sente di più è il fatto che Johns abbia anticipato molte delle tendenze dell'arte venute dopo di lui; come Duchamp e Rauschenberg, figure a lui care, anch'egli nella varietà delle posizioni ha seminato idee che altri hanno poi usato per la loro arte. E il titolo dell'esposizione di Bilbao, "Night Driver", sembra descrivere - come avrebbe potuto fare Micheal Stipe - questo incessante movimento del lavoro dell'artista."Mi piace l'idea del guidare, come idea di viaggio, di movimento verso un altro spazio, di scoperta di qualcosa di nuovo - ha aggiunto Juncosa -. Ci parla anche di concentrazione e solitudine, perché guida da solo. Il titolo mi sembra giusto, assomiglia a quello di una canzone pop, e poi credo sottolinei ancora di più la dimensione emotiva del lavoro di Johns".E l'emozione è l'altro grande aspetto di questa mostra, che offre al pubblico anche due splendide stanze dedicate ai lavori su carta di Jasper Johns, non meno potente di quello pittorico. E se il fatto che un grande esponente del New Dada ci possa oggi emozionare così è forse l'idea che più alimenta il misterioso leggerissimo sorriso che spesso troviamo nei ritratti dell'artista. Un sorriso di dolce e disincantata malinconia. (Leonardo Merlini)

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00:00È l'ultimo grande artista del Novecento americano e il suo nome si connota di leggenda.
00:05Eppure a Jasper Jones, oggi 96 anni, ancora non lo riusciamo a incasellare in una definizione precisa.
00:11Il suo percorso e la sua lezione si continuano a muovere con ironia e senso di un presente che resta
00:16in fondo, inscalfibile.
00:18Il Museo Guggenheim di Bilbao gli dedica una grande retrospettiva con 140 opere, Jasper Jones, Night Driver.
00:24È una figura fondamentale del contemporaneo che ha trasformato radicalmente il panorama artistico degli Stati Uniti a metà degli anni
00:3550, ha detto la direttrice del museo, Myron Arzarius.
00:39In questa occasione siamo stati molto fortunati ad avere una stretta collaborazione con l'artista, che ci ha accompagnato, aiutato
00:45e ci ha anche prestato un numero importantissimo di opere della sua collezione personale.
00:50La mostra si apre con le opere più celebre di Jones, i numeri, le mappe americane, gli straordinari bersagli che
00:56mantengono un'intensità sorprendente e soprattutto le bandiere che l'hanno reso famoso un decennio prima dell'affermarsi della pop
01:03art.
01:04Guardandole oggi sembrano le vestigia di un'idea di America che a se stesse avevano contribuito a decostruire con un
01:10processo che continua anche adesso sotto i nostri occhi.
01:13Poi il percorso prosegue attraverso tutte le stagioni della sua ricerca.
01:23Per la generazione di Jones e dei suoi amici come John Cage e Mer Scunningham, ha detto ad Ascanius, il
01:28curatore della mostra, Enrique Huncosa, l'arte era una questione di vita e di morte.
01:33E Jones ha sostenuto che l'arte dovrebbe essere qualcosa che non puoi fare a meno di creare, perché è
01:38come un bisogno, una necessità.
01:40A me piace questa idea dell'artista e del suo lavoro. Lui non ha quasi mai dato spiegazioni delle sue
01:45opere, soprattutto in merito al significato, e questo permette ai critici di interpretarlo, perché ci sono molti rimandi e riferimenti,
01:51e lascia spazio a idee e interpretazioni diverse.
01:55Uno dei temi ricorrenti quando si parla di Jasper Jones è il protendersi della sua pittura fuori dalle due dimensioni
02:01del quadro, il suo inglobare la realtà, attirandola dentro e oltre la cornice.
02:05Lo stesso discorso vale per le sculture e si potrebbe stare a lungo a discutere della dimensione letteraria del suo
02:11lavoro.
02:11Ma la cosa che si sente di più è il fatto che Jones abbia anticipato molte delle tendenze dell'arte
02:15venute dopo di lui, come Duchamp e Rauschenberg, figura lui care,
02:19anche egli, nella varietà delle posizioni, ha seminato idee che altri hanno poi usato per la loro arte.
02:25E il titolo dell'esposizione di Bilbao, Night Driver, sembra descrivere, come avrebbe potuto fare Michael Stipe, questo incessante movimento
02:32del lavoro dell'artista.
02:37Mi piace l'idea del guidare come idea di viaggio, di movimento verso un altro spazio, di scoperta di qualcosa
02:42di nuovo, ha aggiunto Cuncosa.
02:44Ci parla anche di concentrazione e solitudine, perché guida da solo.
02:49Il titolo mi sembra giusto, assomiglia con una canzone pop e poi credo sottolinei ancora di più la dimensione emotiva
02:56del lavoro di Jones.
02:59E l'emozione è l'altro grande aspetto di questa mostra, che offre al pubblico anche due spendi di stanze
03:03dedicate ai lavori su carità di Jasper Jones, non meno potenti di quelli pittorici.
03:08E se il fatto che un grande esponente del New Dada ci possa oggi emozionare così, è forse l'idea
03:13che più alimenta il misterioso leggerissimo sorriso che spesso troviamo nei ritrati dell'artista.
03:18Un sorriso di dolce e disincantata malinconia.
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