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  • 1 giorno fa
Il social network americano non potra' piu' ricevere introiti pubblicitari in Turchia

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00:00E' guerra aperta tra la Turchia e Twitter. Da oggi il social network americano non potrà
00:05infatti più ricevere introiti pubblicitari nel paese della mezzaluna per non aver accettato
00:09di adeguarsi ad una controversa normativa sui giganti del web, ritenuta da opposizioni
00:13e ONG un bavaglio alla libertà d'espressione. Una sanzione che giunge dopo le multe milionarie
00:18dei mesi scorsi e che colpisce anche Periscope, controllata da Twitter e Pinterest. La legge
00:23impone alle piattaforme con oltre un milione di visitatori unici al giorno di nominare
00:27un rappresentante legale in Turchia, responsabile dei contenuti e della loro eventuale rimozione
00:32entro 48 ore, su richiesta dell'autorità giudiziaria. Una norma che suscita allarme in un paese che
00:37solo nel 2019 ha bloccato l'accesso a oltre 400.000 siti, 40.000 tweet e più di 6.000
00:42post
00:43su Facebook. In Turchia i social rischiano di diventare strumenti di una censura di Stato
00:47e l'allarme è lanciato da Amnesty International. In caso di ulteriori resistenze, Twitter e gli
00:52altri ribelli rischiano entro giugno una riduzione della larghezza di banda fino al 90%,
00:58equivalente ad un sostanziale oscuramento. Malgrado la grande popolarità su queste
01:02piattaforme, è stato proprio il presidente Erdogan a spingere la riforma per mettere ordine
01:06nel settore, dopo alcune offese sui social, alla figlia Esdra e al genero ed ex ministro
01:11delle finanze berata al Bairac.
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