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Trascrizione
00:04Musica
00:22Buonasera a tutti e ben ritrovati al consueto appuntamento con la salute qui a T2 Parma su CECAP Salute Benessere.
00:27Questa è l'ultima puntata di questa edizione primaverile e chiudiamo alla grande con un argomento davvero molto interessante soprattutto
00:34con ospiti di primo livello che vado subito a presentarvi.
00:38Parleremo di traumatologia sportiva in particolare dell'articolazione del ginocchio quindi anch'io dovrò essere molto attenta su ciò che
00:45si dirà questa sera.
00:46Diamo il benvenuto al dottor Paolo Travanti specialista ortopedia traumatologia e chirurgia del ginocchio che presta servizio presso la casa
00:52di cura città di Parma.
00:53Ben ritrovato dottore. È stato presidente di Sigascot, società italiana ginocchio, ortoscopia, sport cartilagine e tecnologie ortopediche nonché membro attivo
01:05di numerosi enti internazionali.
01:07A fianco a lui il dottor Andrea D'Alessandro, medico sportivo, fisioterapista, agopunto, l'attuario coordinatore settore sanitario dello staff
01:14sanitario del Parma Calcio.
01:15Buonasera. Ben ritrovato. Ben ritrovato anche a lei. E Paolo Giordani, preparatore atletico professionista FIGC, anch'esso ha lavorato per
01:23Parma Calcio come recupero infortuni,
01:26cinque stagioni come preparatore atletico Cari Parma Baseball con all'attivo lo scudetto, la Coppa dei Cambioni, cinque anni come
01:32preparatore atletico squadra femminile di calcio che ha partecipato agli europei
01:36e ora ovviamente attualmente con la spezia in serie B. Ben arrivato anche a lei.
01:41Allora, prima di entrare nel caldo dell'argomento, come sempre vi ricordo i nostri numeri di telefono.
01:47Se volete fare delle domande in diretta potete farlo tranquillamente, 0521 46 42 27 il numero di telefono da assegnare,
01:55oppure come sempre c'è l'SMS molto semplice, molto facile, 333 92 00 170.
02:01Quindi partecipate, telefonate e ponete le vostre domande ai nostri professionisti qui in studio.
02:06Prima di entrare, come dicevo, nell'avvivo della puntata, il servizio di Giulia Viviani.
02:20La traumatologia è la branca della clinica ortopedica e traumatologica che si interessa delle lesioni da traumi
02:26ed ha un ruolo preeminente nella medicina dello sport.
02:28Diversi sono gli studi e le ricerche che si occupano di questa disciplina medica.
02:32Le recenti acquisizioni confermano la necessità di considerare l'atleta infortunato,
02:36diversamente da come viene considerato il paziente normale.
02:40Anche se si parla di gomito del tennista, ginocchio del saltatore, tallone del corridore,
02:44tali patologie non sono esclusivo appannaggio dello sportivo, ma anzi,
02:48spesso sono più di frequente osservazione in altre categorie di pazienti.
02:52Tuttavia il trattamento della lesione sportiva è diverso.
02:54In sintesi si chiede al medico un completo recupero funzionale in tempi più brevi possibili.
02:58Il paziente non sportivo, invece, in genere, chiede la guarigione della lesione
03:02indipendentemente dalla metodica terapeutica e dai tempi richiesti.
03:06Pertanto il traumatologo dello sport deve dare massima comunicazione di informazione
03:10allo sportivo traumatizzato ed impostare i programmi terapeutici
03:13nella ricerca del recupero completo dell'atleta nel minor tempo possibile.
03:17Lo sportivo, per la ripetitività del gesto atletico, sia in allenamento che in gara,
03:21sottopone a sollecitazione le proprie strutture osteomuscolari,
03:24esponendosi al rischio di produrre nel tempo patologie da sovraccarico funzionale.
03:29Oltre a questo rischio, l'atleta, soprattutto se inesperto o poco allenato,
03:32può eseguire il gesto atletico scorrettamente o in condizioni non ottimali,
03:36creando i presupposti per danneggiare il proprio organismo.
03:38Le lesioni acute, invece, riconoscono un momento meccanico preciso, cadute o colpi diretti,
03:43che produce lesioni immediate e dolorose, che impone la sospensione dell'attività.
03:47Le lesioni possono quindi essere di due tipi, da sovraccarico funzionale o traumatiche,
03:51e possono interessare muscoli, ossa, articolazioni e legamenti.
03:55Il trattamento immediato di quasi tutte le lesioni acute negli atleti è costituito dal riposo,
03:59ghiaccio, compressione e sollevamento.
04:01In particolare, il riposo va instaurato immediatamente per ridurre al minimo l'emorragia,
04:06la lesione e il gonfiore.
04:07Il ghiaccio limita l'infiammazione e riduce il dolore,
04:10mentre la compressione e il sollevamento limitano l'edema.
04:12Tra le discipline sportive praticate soprattutto a livello amatoriale,
04:16quella che più di tutte provoca traumi, soprattutto rottura del crociato anteriore del ginocchio
04:20e distorsione alla caviglia, è il calcio, in particolare il calcetto,
04:24caratterizzato da ritmi veloci, repentini scatti e torsioni.
04:27L'80% dei traumi negli sportivi adulti tra 25 e 50 anni avviene oltre che nel calcio,
04:33nella palla a volo e nel basket,
04:34mentre negli sportivi over 50, nel 65% dei casi,
04:38il problema nasce da cadute che comportano traumi agli arti inferiori.
04:42Prestare particolare attenzione alle fasi di riscaldamento e stretching
04:45e rispettare la raccomandazione delle 48 ore di riposo dopo uno sforzo intenso
04:49sono buoni punti di partenza per prevenire i traumi da sport.
05:04Grazie come sempre a Giulia Viviani per il servizio che ci ha introdotto un po' l'argomento della serata.
05:10Allora, dottor Adravanti, ovviamente stessa parliamo di traumatologia sportiva,
05:13quindi voi avete modo di lavorare con grandissimi atleti di prima serie
05:19e poi abbiamo visto che però ci sono tantissime persone normali, come posso essere io o tanti altri,
05:24che avviano un'attività sportiva anche magari in un'età più adulta
05:28e cercano di insomma mantenersi attivi e giovani e di fare anche magari qualche piccola gara.
05:33Lei è un chirurgo ortopedico, che cos'è a questo punto il ginocchio?
05:38È un arto molto importante, un'articolazione molto importante?
05:41Perché è così delicato ed è così importante poi soprattutto tenerne cura?
05:46Intanto credo che si debba essere alcuni di tutte le articolazioni, non soltanto il ginocchio.
05:50Visto che ci occupiamo prettamente un po' del...
05:53Si parla del ginocchio, che è l'articolazione di cui io mi interesso,
05:56chiaramente l'articolazione del ginocchio è un'articolazione complessa
06:00perché è un'articolazione centrale dell'arte inferiore, è stata là anche la caviglia
06:06e l'arte inferiore è sottoposto a più stress e più trauma rispetto all'arte superiore.
06:11Poi dipende dal tipo di sport, perché se lei considera il calcio o gli sport di contatto
06:16chiaramente il ginocchio è il più interessato e viceversa se lei comincia a pensare a altri sport
06:21come possono essere per esempio alcuni sport dell'atletica, dove la spalla, per esempio il gomito
06:25o il lancio del giavellotto, il lancio del peso, oppure lo stesso basket al pallavolo
06:33di cui l'arte superiore è importante. Quindi il ginocchio è molto coinvolto negli sport di contatto
06:37e la realtà che mi coinvolge stasera vicino all'amico Andrea D'Alessandro è il calcio
06:45e il ginocchio sicuramente la fa la parte del leono.
06:48È l'articolazione più esposta dei traumi, soprattutto perché è un'articolazione a metà tra le due, anche caviglia
06:53ed è un'articolazione che ha una motilità molto ampia, per cui ha un'articolazione complessa
07:00perché ha anche strutture ligamentose, c'è anche la caviglia, però il ginocchio sono molto più complesse
07:05e quindi è sicuramente più esposta alla traumatologia dello sport.
07:09Solitamente quando si va ad operare un trauma di questo genere c'è sempre e comunque un risultato ottimale
07:17e si rientra in attività in minor tempo, poi magari ovviamente lo chiederemo anche al nostro studento
07:23il fisioterapista, al preparatore atletico, ma il chirurgo ha in questo caso un compito molto importante
07:29a seconda anche del trauma che il ginocchio va a subire.
07:32Guardi, io credo sempre che se ne parla molto, il chirurgo è una parola importante,
07:36ha una parola importante la parte riabilitativa, direi molto importante la parte riabilitativa
07:40dopo l'intervento chirurgico, se l'intervento chirurgico c'è bisogno
07:44e è molto importante la fase di ritorno allo sport, sono tutte e tre fasi fondamentali,
07:49è chiaro che tutte e tre devono essere integrate, ci vuole un sincronismo perfetto.
07:54Sull'entità del trauma chiaramente lei mi ha chiesto prima se c'è sempre un recupero,
07:59direi che in medicina il sempre è una parola grossa.
08:02C'è la possibilità oggi con il miglioramento delle tecniche chirurgiche,
08:06miglioramento delle conoscenze riabilitative, miglioramento con le conoscenze di preparazione
08:13al rientro dello sport che ha un ruolo molto importante, adesso per esempio stiamo facendo
08:17un libro con la società scientifica di cui lei ha nominato, sono il pass president,
08:23un libro molto importante, il ritorno allo sport, proprio in collaborazione con medici dello sport,
08:26fisiatri e preparatori, per capire il ruolo importante di questa terza fase del rientro dopo un infortunio.
08:35Poi chiaramente dipende dalle gravità dell'infortunio, quindi non si può generalizzare,
08:39così dire che sempre c'è un recupero ottimale. Spesso oggi ci sono possibilità di un ottimo recupero funzionale.
08:46Quali sono i traumi più frequenti in questo caso e dove spesso si va ad operare in ambito chirurgico?
08:53I traumi più frequenti in ambito chirurgico coinvolgono tutte e tre le strutture fondamentali del ginocchio.
09:01Quella più conosciuta è quella dei legamenti, si parla ovviamente in maniera sempre del famoso
09:08legamento crociato anteriore, che è il legamento perno del ginocchio, nel senso che è quello a cui il ginocchio ruota,
09:13quando il ginocchio ruota lo rompe. Però ci sono anche molto complesse le strutture collaterali,
09:20i legamenti collaterali, il crociato posteriore che è il legamento più grosso del ginocchio
09:25e che una sua lesione può creare problematiche importanti per rientro nello sport.
09:29Poi ci sono, il secondo capitolo, le lesioni meniscali, che questo è un discorso molto complesso,
09:35ha tanti piccoli legamentini menischi cui si attacca alla capsula del ginocchio e che vanno analizzati.
09:40E il terzo problema che fa parte più della complessità della fase degenerativa che può conseguire
09:47l'attività sportiva, che è la cartilagine. E diciamo c'è la fase traumatica pura che
09:51coinvolge spesso le due prime strutture, cioè legamenti e menischi, e la fase degenerativa
09:57che coinvolge più la cartilagine, che però rappresenta poi forse il problema più complesso
10:01per noi per il rientro allo sport.
10:03E di solito come viene fatta la diagnosi? Ci sono delle diagnostiche principe che vengono utilizzate?
10:10Si arriva prima appunto da un medico che ha seguito l'atleta appunto durante l'incidente?
10:17Prego dottore, si voleva aggiungere qualcosa?
10:19No, no, a parte dicevo il medico di primo impatto fa una diagnosi diciamo non finale.
10:28La parte poi spetta all'ortopedico, se parliamo di ginocchio, spetta all'ortopedico,
10:33nel nostro caso fare una diagnosi che è sempre clinica, perché la diagnosi deve essere sempre clinica.
10:38Paolo mi insegna che prima di andare a fare esami strumentali, oggi c'è un'abitudine forse scorretta,
10:47senza forse scorretta, di fare subito una risonanza, vengono dal medico,
10:52nella fattispecie vengono dall'ortopedico già con una risonanza, no Paolo?
10:56Certo, certo. Spesso avviene che arrivano con la risonanza.
11:00Il passaggio, allora mi perdoni, qual è di solito?
11:02Il passaggio corretto all'infortunio dovrebbe essere la visita di un medico specialista sul campo,
11:11se parliamo di infortunio ovviamente di sportivo, di atleti a livello,
11:14perché se avviene nello sportivo amatoriale che gioca la sera con gli amici diventa difficile,
11:19e questo diventa più facile un accesso, un pronto soccorso.
11:22La visita del medico specialista sul campo, in particolare per esempio il dottor D'Alessandro,
11:28che può fare questa visita dell'atleta, che ha già un'idea importante dell'entità dell'infortunio,
11:34quindi io spesso per esempio vengo coinvolto quando si tratta di infortuni maggiori, non degli infortuni minori.
11:40La visita del chirurgo ortopedico, diciamo dello specialista del settore, del traumatologo dello sport,
11:45in questo caso potrei essere io, e la decisione, come un accordo, di fare un esame strumentale
11:51di cui esame il principio è la risonanza, e lì nascono alcune problematiche,
11:56c'è stato il caso per esempio che se non hai parlato di Marchiso, il giocatore di Juventus,
12:00fatto male, rotto, rotto, non rotto, poi non è rotto, quindi che ha creato enormi problematiche,
12:04ero stato intervistato per questo su Sky, a proposito di questo argomento,
12:09con difficoltà si possono fare delle affermazioni, perché?
12:12Perché l'unione tra la clinica e la risonanza magnetica, se uno estrapola la risonanza magnetica
12:17e non la accorpa e non la compara con la visita clinica, spesso ci possono essere degli errori.
12:23Delle discrepanze.
12:24Delle discrepanze anche importanti.
12:26Ecco perché, ripeto, è fondamentale una serie ben precisa di step che possono portare
12:33alla diagnosi in maniera ottimale.
12:36Diagnosi solo sulla risonanza magnetica è un errore clamoroso.
12:39Quindi diciamo che se parliamo sempre di ambito sportivo di alto livello, quindi professionisti,
12:44dottor D'Alessandro, il primo che arriva sul campo è il medico sportivo.
12:47Sì, io posso dire proprio questo, a proposito di questo che sta dicendo lei,
12:51che ha un vantaggio il medico che assiste all'evento, perché la modalità della lesione,
12:59dalla modalità della dinamica che porta alla lesione, è importantissima sia per il medico
13:04che fa il primo soccorso, ma soprattutto per quello che può dire all'ortopedico al momento
13:09poi della visita ortopedica.
13:09Quindi proprio vedere come è avvenuto sul campo.
13:12Sì, perché alcuni tipi di lesioni dell'articolazione del ginocchio sono dovuti a movimenti errati,
13:19in perstenzione, in vago, in vago, in faccia, secondo le varie direzioni che il ginocchio assume
13:25in modo scorretto e questo ci porta già, assieme poi a tanti altri, a tanti dati obiettivi e soggettivi,
13:34soggettivi non sempre, perché dipende un poco dalla soglia del dolore del singolo atleta,
13:39molte volte si enfatizza il dolore, ma ci sono dei sintomi obiettivi, che è la tumefazione,
13:46che si vede al momento, subito un ginocchio che si gonfia, una limitazione funzionale,
13:51cioè un ginocchio che non si riesce più a muovere, l'arto che non si riesce più a muovere,
13:55la caduta, come cade l'attreta, ma soprattutto la torsione che subisce il ginocchio,
14:01è di aiuto fondamentale in una prima diagnosi, che poi viene alimentata dalla visita ortopedica,
14:12perché io sono fisiatra e io penso di non antepormi mai all'ortopedico, ma no perché sono amico di Paolo
14:20e stimo Paolo come professionista, sia come clinico ma soprattutto come chirurgo,
14:30però il fisiatra ha un ruolo diverso dall'ortopedico, molte volte le due figure si confondono
14:37e vanno verso un obiettivo comune, però secondo indirizzi molto diversi,
14:43il fisiatra è soprattutto un medico riabilitatore, l'ortopedico è un clinico e un chirurgo
14:48e quindi molte volte le due professioni devono operare in sinergia per ottenere un risultato valido.
14:57Ma mi sembra di capire che in questo tipo di traumatologia sportiva, non solo del ginocchio,
15:01ma comunque quando si cerca di recuperare un atleta che ha avuto un trauma,
15:05le figure che abbiamo qui questa sera, quindi il medico chirurgo-ortopedico, il fisioterapista
15:11e il preparatore atletico lavorino veramente a stretto contatto.
15:14Se c'è una sinergia tra queste figure sì, non sembra così perché molte volte ci può essere
15:21una certa conflittualità dettati da contesti diversi, però la sinergia aiuta.
15:28Di solito aiuta soprattutto immagino il paziente, Giordani credo che sia un punto primario anche
15:34per quanto riguarda un preparatore atletico, è ovvio che gli atleti sono sempre in grande
15:38allenamento, quindi sempre pronti all'azione sportiva e all'atto atletico, però quando
15:44l'infortunio avviene…
15:46Certo, sicuramente l'approccio e il rapporto soprattutto tra lo staff sanitario e lo staff
15:53tecnico, quindi in questo caso si crea, è assolutamente fondamentale che sia in stretto
15:59contatto, in stretta sinergia, anche perché quando un atleta infortunato viene al preparatore
16:10atletico, viene in una situazione particolare, in una situazione psicologica in cui è stato
16:15fermo e quindi non ha potuto svolgere la sua attività professionale e da un punto di vista
16:21anche di timore di riprendere l'attività e comunque di poter incorrere ancora un infortunio.
16:30Quindi sicuramente il rapporto che ci deve essere tra medici e staff tecnici in questo
16:38caso è fondamentale, proprio per proporre qualcosa di concreto, di corretto, adatto al
16:45momento, dato la problematica che è successa, è funzionale a quello che poi la persona andrà
16:51a fare, sia nei tempi che nel tipo di attività.
16:55Dottore Dravanti, in ambito chirurgico, quali sono le nuove tecnologie, se ci sono, come si
17:03va ad operare sia nell'ambito del menisco che magari nel legamento crociato, come diceva
17:07lei poco fa, che sono i due aspetti chirurgici più importanti per quanto riguarda il ginocchio?
17:13Questa parentesi nella traumatologia dello sport sono spesso abbinati, cioè le lesioni
17:17legamentose e le lesioni meniscali, per esempio durante un trauma che ha creato una lesione
17:21legamentosa spesso si associano a lesioni meniscali.
17:24Quindi si trovano insieme a volte?
17:26Si trovano combinate, esistono ovviamente anche lesioni isolate, cioè separate del menisco
17:31del legamento crociato.
17:32Ma guardi, più che di novità, secondo me è giusto inculcare nell'audience, che ci
17:39riusciamo stasera, il concetto che il chirurgo esperto, come il preparatore esperto, come il
17:47fisiatra esperto, cerchino di capire esattamente che tipo di lesione si è creata e anatomicamente
17:59si inserisce nel contesto della lesione.
18:01Mi spiego meglio, cioè spesso per esempio il menisco è considerato per esempio deve
18:06essere tolto, perché un menisco rotto va tolto, ecco va rimosso, non è così, ecco
18:11il menisco per esempio oggi ha per esempio tantissimi piccoli fascetti che anatomicamente
18:18si sono poi visti nel tempo e la loro importanza si è valutata, per cui spesso per esempio
18:23bisogna dare un punto in una certa zona del menisco, le loro inserzioni che si chiamano radici
18:29devono essere strutturate, fino per esempio a qualche anno fa le radici meniscali venivano
18:32quasi considerate come succedono, neanche valutate, oggi per esempio si effettuano spesso
18:39le inserzioni delle radici meniscali, che sono le parti terminali dei menischi che hanno
18:43una funzione grossa nella stabilità del menisco e aiutano molto la stabilizzazione della ricostruzione
18:48legamentosa.
18:50Quindi ci sono tante cose che sono, poi è chiaro che da noi entra in gioco il medico esperto
18:55che ha anche a conoscenza di un tipo di device, device vuol dire uno strumento che può aiutarci
19:00in certi tipi di suture.
19:02Lo stesso vale per il legamento crociato, per esempio all'anatomia del legamento crociato
19:06si è evidenziata e ha cambiato molto le tecniche di tipo, più che metodologie ricostruttive,
19:13tipologie di posizionamento del legamento, cioè sapere riconoscere esattamente, lì fa la
19:17grande differenza il chirurgo esperto, il chirurgo meno esperto, nel punto giusto, nel modo giusto,
19:22perché il legamento ha certe tensioni, quindi la tensione del legamento deve essere perfetta,
19:26altrimenti il legamento può restare un cosiddetto un pochino lasso oppure un pochino troppo
19:31tirato e quindi cambia molto il posizionamento del legamento, però concettualmente di grandi
19:37novità non ce ne sono, però la differenza secondo me invece diventa sempre più grossa
19:42tra chi è chirurgo esperto e chi è meno esperto e questo lo fa anche chi si rivolge
19:46al determinato settore, per esempio il chirurgo del ginocchio chiaramente è molto focalizzato
19:50sul ginocchio, chi si occupa di altre decorazioni, o non esserlo chi fa la chirurgia dei legamenti
19:54per esempio che si occupa di una chirurgia del piede per esempio, o in altri ambiti sportivi
19:58o in altri ambiti sportivi, adesso questa sera abbiamo una presenza molto forte per quanto
20:02riguarda il calcio, però insomma in ambiti come baseball in cui ha lavorato Giordani o
20:07pallacanestro, altre discipline ci sono altre caratteristiche, allora noi ci fermiamo un attimo
20:13per la pausa pubblicitare come sempre, ritorniamo in diretta fra pochissimo, restate con noi,
20:17a fra pochissimo
20:34Bentornati in diretta, siete sempre su Checkup Salute Benessere qui su Pilumbar, ma questa
20:38sera stiamo parlando di traumatologia sportiva, in particolare l'articolazione del ginocchio,
20:43stavamo poco fa parlando con il dottor Adravanti degli interventi che si vanno insomma a eseguire
20:49sulle articolazioni, sul crociato, poi giustamente mi diceva che non c'è solo il crociato anteriore,
20:53ma ci sono dei legamenti molto importanti che vanno tenuti sotto controllo e quali sono
20:59e che molto spesso magari ci dimentichiamo perché si sente parlare sempre solo dei soliti.
21:04Sicuramente gli altri legamenti importanti sono tutti i legamenti collaterali che poi non ce ne sono
21:07due basta, ma ce ne sono tanti piccoli legamentini attorno al ginocchio, i legamenti sono importanti,
21:12guardi, più aumento l'esperienza nella chirurgia sportiva del ginocchio, della chirurgia sportiva
21:18del ginocchio e più, e sento ovviamente i miei colleghi di alto livello sia nazionali che
21:24internazionali, più continuiamo a fare, cominciamo e stiamo continuando a fare più
21:29tempi periferici, cioè anche all'associato, alla ricostruzione del legamento crociato
21:33sono per esempio dei piccoli gesti a riparare alcuni legamenti periferici importanti, non ultimo
21:38c'è un legamento che si chiama legamento anterolaterale del ginocchio che ha un ruolo
21:42importante nella stabilità rotatoria e che se spesso lasciato trascurato durante la ricostruzione
21:47del crociato anteriore determina recidiva e fallimento dell'intervento chirurgico.
21:53Tutto questo dipende sempre da una stretta correlazione con l'anatomia, quindi gesti
21:57periferici spesso, molto frequenti, addirittura paradossalmente si fanno molto di più gesti
22:02periferici adesso e i tempi di recupero diventano più lunghi adesso, una volta si pensava che
22:08i famosi sei mesi erano i tempi canonici per un ritorno allo sport dopo un intervento
22:13di ricostruzione crociata anteriore, oggi si tende molte volte a dire al paziente che possono
22:20essere anche di più e più il chirurgo esperto più tende a rallentare i tempi di recupero.
22:27Dottor D'Alessandro, le chiedo a preservare il proprio operato, perché tu sai benissimo
22:37che c'è una fase di legamento e attenzione, cioè in cui il legamento si deve saldare al
22:42tessuto ossido che viene innestato e che spesso è più lungo di quello che...
22:45biologicamente. Poi noi siamo stati in chirurgia anche a fare i fenomeni, cioè dire i tempi
22:50di recupero... Tre mesi e mezzo. Tre mesi, due mesi, tre mesi, tre mesi, tre mesi, tre mesi,
22:54tre mesi e mezzo, quattro, se l'ha parlato di qualche atleta che era tornato in effetti ed
22:57era tornato in tempi molto rapidi, ma poi stiamo assistendo a un incremento notevole
23:02degli interventi chirurgici di revisione del legamento crociato, perché spesso si assistono
23:08ai fallimenti. Errori tecnica chirurgica, errori biologici di mancata incorporazione
23:13al trapianto, errore di tempistica troppo rapida e rientra lo sport.
23:18Allora, la ringrazio per quanto riguarda il trapianto, ci torniamo fra pochissimo.
23:21Dottor D'Alessandro, come va quindi in un post-operatorio, quali sono le dinamiche che un fisioterapista
23:27ha a disposizione per poter aiutare un atleta a rientrare nei tempi corretti in campo?
23:34Sì, se parliamo di interventi chirurgici sui legamenti, anche qui c'è una concertazione
23:42con il chirurgo. Chi detta i tempi in questo caso è sempre il chirurgo ortopedico in sintonia
23:49con il riabilitatore, quindi con il fisiatra. Certo.
23:53Cioè, il problema più grosso in questo ambito è rispettare i tempi, perché noi siamo
24:03un po' il mercato lo richiede, siamo assillati, un po' spinti anche dalla stampa, dalle società,
24:09dalla stampa, dai tifosi a cercare il proprio...
24:12Quindi c'è... ci stanno varie esigenze, diciamo, da tenere ben a freno, l'esigenza del...
24:20Quindi insomma, dovete...
24:21L'esigenza del... dobbiamo tamponare la fretta. La prima, chi ci mette fretta, soprattutto
24:26chi mette fretta al riabilitatore, quindi al fisiatra, ma soprattutto anche ai fisioterapisti,
24:31perché poi l'atleta, diciamo, viene eseguita dal fisioterapista, è l'atleta. Bisogna prima
24:39far capire all'atleta che la fretta non aiuta.
24:42E se come sempre è una cattiva consigliera.
24:44E poi ci sono i protocolli standardizzati, o mai da seguire. Cioè, oggi si tende, anche
24:51ho visto con Paolo, che non si tende a immobilizzare molto dopo una virurgia del crociato, ma si tende
25:01a dare un cauto, una cauta ripresa del movimento. Ovviamente i protocolli vanno seguiti,
25:08dal fisioterapista quotidianamente, con step da valutare insieme al chirurgico ortopedico
25:15per vedere se si sta andando in una giusta direzione. Ovviamente ci sono dei parametri
25:22che ti dicono se stai andando verso una direzione giusta o sbagliata, che prima di tutto è il
25:29dolore. Il dolore è l'elemento cardine. Insomma, se qualsiasi movimento che tu fai fare al
25:34ginocchio dopo l'intervento, succede odoloce, è qualcosa che non va. L'altro elemento, chiedo
25:40scusa, è l'atomitrazione.
25:41se il ginocchio si gonfia. In effetti, per fortuna nostra, noi abbiamo avuto dei ragazzi
25:48che sono stati operati di crociato, molti, soprattutto quei pochi, che abbiamo avuto quest'anno,
25:58quest'anno non abbiamo avuto interventi di crociato, l'anno scorso abbiamo avuto interventi
26:02di crociato, siamo andati bene anche da un modo di vista di riabilitazione post intervento.
26:07Una cosa che non so, dottore, di solito, subito dopo l'intervento, quanto tempo passa
26:12per arrivare alla fase di fisioterapia? Una settimana, 15 giorni?
26:16No, no, immediato.
26:18Cioè, subito, c'è un atleta che è stato operato, mettiamo caso, il pomeriggio, il giorno
26:22dopo, due giorni dopo, già arriva a una primissima fase.
26:25All'inizio è una fase di riabilitazione, ovviamente molto cauta.
26:28Certo.
26:29Prima c'era una tendenza all'immobilizzazione.
26:32Ok.
26:33Si è visto che questo non aiuta. Una ripresa cauta, ovviamente, seguita con criteri di...
26:40Esperti, certo.
26:42Può dare subito, non il carico, ma certamente il movimento. I protocolli sono standardizzati
26:48e vanno seguiti.
26:50Perfetto. Paolo Giordani, allora, in questo caso, allora, bisogna... Arriviamo prima di farci
26:57male, se ce la facciamo, anche perché questi sono, come si diceva poco fa, casi di atleti,
27:01quindi, insomma, sono già molto allenati. Per quanto riguarda l'articolazione del ginocchio,
27:06che cosa si può fare, eventualmente, come tipo di lavoro per aiutare il recupero di una
27:12trauma? Se ci sono modalità differenti, per quanto riguarda, vabbè, l'atleta o anche
27:17la persona che ci sta seguendo a casa e che quindi non è un atleta professionista.
27:21Certo, innanzitutto bisogna proprio vedere questa differenza tra l'atleta professionista
27:26e la persona comune che ha subito un trauma qualsiasi.
27:31Ha subito un trauma e comunque vuole fare attività fisica. Diciamo che gli aspetti di
27:35prevenzione muscolare e articolare vengono proposti dalle nostre figure in modo sia collaborativo
27:45con i medici sia di base che specialisti e con i fisioterapisti, proprio per garantire
27:50alle persone una preparazione adeguata alla funzionalità, cioè al movimento e al tipo
27:58di attività che queste persone vanno a fare. Logicamente il calciatore ha determinati
28:04movimenti, ha determinati angoli di azione e di sviluppo motorio. La persona che va a camminare
28:11la domenica pomeriggio o che vuole fare semplicemente attività di palestra ha altre
28:14caratteristiche, ha altre cose da seguire. C'è da dire che ultimamente c'è una
28:20larghissima fascia di amanti dello sport, 45 anni, 50 anni come si sentiva poco fa anche
28:27nel servizio, che hanno un'intensa attività sportiva. Non sono ovviamente dei professionisti
28:31ma io penso ai 40-50 che tutte le domeniche sono o nel campo di calcetto oppure...
28:38Ma a volte fin troppo, nel senso che c'è tanta gente che non si rende conto né
28:44dell'età né soprattutto della possibilità di fare sport a certi livelli. Quindi molto
28:50spesso si trovano i ciclisti da domenica che fanno allenamenti assolutamente inadeguati
28:55sia per l'età che per il tipo di sport, di possibilità fisiche che hanno. Quindi il
29:02consiglio che si può dare alle persone comunque che vogliono fare attività fisica è
29:06quella di avere comunque una consulenza medica iniziale e quindi un consiglio e poi di essere
29:12seguiti da persone che possono consigliare loro attività effettivamente positive per
29:18loro, quindi con un aspetto preventivo muscolare articolare, una proposta di allenamento, della
29:23resistenza, della forza adeguata all'età, al sesso, alle problematiche che ci sono state
29:29e quindi poi un'introduzione all'attività pseudosportiva, comunque l'attività pseudogonistica
29:36che ogni persona può fare. E invece i professionisti, come si diceva poco fa, oltre all'aspetto
29:40psicologico di rientro, insomma in una dinamica di lavoro, come si opera?
29:45Ci sono due aspetti che poi il dottor D'Alessandro meglio di me conosce. C'è un aspetto di prevenzione
29:53che quotidianamente viene fatto con l'atleta non infortunato e quindi quello che facevo
29:58poi io anche io al Parma Calcio, viene proposto in ogni allenamento una piccola parte di lavoro
30:05preventivo dove ogni persona a livello soggettivo, quindi ogni atleta diversamente l'uno dall'altro
30:12va a fare degli esercizi sulle proprie lacune, sulle problematiche che ci sono state nel passato
30:17o semplicemente per andare a potenziare una muscolatura o a stabilizzare un'articolazione
30:24che in quel momento può essere deficitaria. L'altro aspetto invece è il post-trauma, quindi
30:30quando c'è l'aspetto successivo dall'ortopedico al medico della squadra e al fisioterapista
30:37è quello del ritorno poi in campo, nel senso che la parte di riatletizzazione viene chiamata
30:43è una parte molto delicata, perché molto spesso ci si trova l'atleta che è pronto
30:49per, ma da un punto di vista psicologico non si sente di fare e poi oggettivamente c'è
30:54un gap tra l'essere guarito e il posso fare cosa e quindi c'è una fase molto delicata
31:03che spetta al preparatore atletico ma in stretto rapporto, non quotidiano ma di più
31:10anche due o tre volte a giorno tra fisioterapista e medico proprio perché ci deve essere una
31:16programmazione minuziosa di ogni singolo gesto e quindi una successione didattica
31:20diciamo che si ricomincia piano piano a far eseguire all'atleta la consuetudine che aveva
31:26che ha sempre avuto. Diciamo dalla corsa in linea, step by step fino ad arrivare al gesto
31:33specifico insomma. Dottore mi scusi?
31:35No, io volevo a proposito del sport amatoriale, volevo spezzare una lancia che a rischiare
31:41in questo caso non sono soltanto articolazioni muscoli o tendini ma è la vita stessa, quindi
31:46la premessa prima di iniziare a fare sport a qualsiasi livello, parlo degli amatoriali
31:52ovviamente, è di fare una visita cardiologica, di fare una prova da sforzo per evitare poi
31:58non tanto problematiche legati ad articolazioni, ma anche cose più serie, cose molto più serie
32:07questo volevo dire. Sono abbastanza frequenti ahimè?
32:10Sì, ma noi lo vediamo che anche nell'ambito sportivo succedono delle cose molto incresciose
32:16figuriamoci là dove non c'è una sorveglianza molto accurata e preliminare, eventi purtroppo
32:26terribili, lottuosi ci sono.
32:29Possono succedere.
32:30Certo.
32:31Giordani, come quindi si diceva poco fa, si va ad operare step by step rimettendo l'atleta
32:36ovviamente nelle sue dinamiche di lavoro, ricominciando a fargli fare gli esercizi o quantomeno le abitudini
32:43sportive che ha sempre fatto per portarlo poi ovviamente a riportarlo in campo.
32:47Sì, si vanno a toccare proprio tutti gli aspetti sia coordinativi, quindi di regolazione e di
32:52controllo del movimento e poi tutti gli aspetti condizionali di resistenza e soprattutto di
32:56forza, però in casi comunque di trauma in particolare di interventi per dire al legamento
33:01crociato si andrà a lavorare su muscoli deputati alla stabilizzazione del ginocchio in modo tale
33:07che comunque l'articolazione abbia nei settimane successive diciamo al ritorno in campo
33:13meno problematiche possibili.
33:14Quindi in teoria un atleta dalla fase diciamo così chirurgica, fisioterapica e poi una preparazione
33:21nuova, qual è il periodo? Giro un po' la domanda a tutti. Il tempo che bene o male si assiste
33:28in questo periodo per poter rimettere l'atleta in campo? Quanto che mesi, due, tre, quattro,
33:33cinque mesi? Il dottore diceva che bisognava essere cauti, però mi sembra invece adesso
33:37che talmente le dinamiche chirurgiche, soprattutto quando c'è un professionista esperto e ovviamente
33:42quando non c'è un danno, insomma non molto complicato, mi sembra che il recupero sia
33:48abbastanza veloce.
33:50Dipende molto il discorso, cioè le fasi si integrano, chiaramente si integrano. Schematicamente
33:56che non è corretto, si può dire che esistono fondamentalmente la fase post-chirurgica che
34:01dura il primo mese in cui c'è la riattivazione della funzionalità articolare e l'inizio,
34:07è il mantenimento della forza del tono muscolare. La seconda fase che è quella di potenziamento,
34:13quindi sviluppo la terza, che comincerebbe il terzo mese di preparatorio di ritorno allo
34:17sport, ma poi si integrano. A me piace ricordare il discorso dei semafori, cioè sono semafori
34:22gialli, arancioni, rossi e verdi, cioè parte la seconda fase successiva quando la prima fase
34:28ha il semaforo verde, è finito e quindi comincia la seconda fase.
34:33Ma dire che in poche parole il discorso è, le fasi si integrano e poi per esempio la
34:39fase sia quella chirurgica che quella fisiatrica, riabilitativa, si integrano molto, nel senso
34:45che io ho il controllo del chirurgo, devo avere il controllo della prima fase, che è il
34:51controllo dell'atomefazione e del dolore, che però già si embrica con la parte riabilitativa,
34:55cioè già comincia l'atleta a fare qualche esercizio di rinforzo muscolare, qualche esercizio
35:02di mantenimento del tono muscolare già in questa fase e come anche tra la seconda e
35:06terza fase, cioè il paziente, l'atleta quando rientra nella fase della preparazione, non è
35:12che smette completamente la fase riabilitativa, che vuol dire potenziamento muscolare, sviluppo
35:17della forza, della massa, della resistenza, è un discorso un po' complesso, tra le quali
35:22poi all'interno di soprattutto le società sportive, però forse non è giusto che si parli
35:26solo di queste, perché sono proprio una nicchia, all'interno della società sportiva nascono
35:30poi tutte le problematiche che il medico della squadra deve gestire, perché alla fine sono
35:37proprio le fasi gestionali che sono più complesse, più che le fasi chirurgiche vere e proprie
35:43o riabilitative vere e proprie. La fase gestionale dell'atleta, di cui compete chiaramente al
35:47medico del team, che ha e che si avvalida di tante cose e che deve gestire le aspettative
35:53dell'atleta, che non sempre sono rapidi, di veloce recupero, ma sono di tornare quando
35:58è a posto, di gestire i rapporti con voi, con i media, con il media, di gestire il rapporto
36:06con i procuratori, altra sfera importante, soprattutto quando le cose non funzionano o
36:11hanno degli stop e di gestire il rapporto col team, con l'allenatore, che è la cosa, secondo
36:16me, io non l'ho fatta e per fortuna non la faccio, però ho molti amici che la fanno,
36:21estremamente complessa. Dottore, è così come…
36:24Diciamo che se vogliamo parlare proprio di media, intorno ai sei mesi, diciamo, anche
36:30se ogni soggetto è diverso da un altro, perché io penso, e Paolo mi può dare ragione
36:37in questo, che quando si va a operare tu pensi di vedere un'articolazione in un modo, poi
36:44la trovi in tutt'altro modo, perché quelle regioni associate di cui parlava Paolo, soprattutto
36:49se c'è anche una cartilagine compromessa degenerata accanto a una lesione non molto
36:57evidente, meniscale, non si vedeva questa lesione meniscale evidente sia alla risonanza
37:02sia ad altre indagini e bisogna darci un punto di sutura, in questo modo i tempi si allungano
37:09perché bisogna preservare l'aspetto della sutura. Un menisco suturato deve rispettare
37:15dei tempi rispetto a un menisco asportato, è molto più semplice asportare un menisco
37:20che suturarlo, perché non per la difficoltà in sé del gesto tecnico, ma proprio per rispettare
37:29la sutura. Quindi, diciamo, si parla di media, di statistiche, io penso che è molto difficile
37:36fare una prognosi così certa per un attreta quando torna. La media, diciamo, dai 4 ai 6
37:43mesi, però i tempi adesso si possono allungare a seconda del soggetto, di come l'articolazione
37:50di quel soggetto si presenta sul tavolo operatorio, perché si sono avute delle sorprese, che si pensava
37:59di operare una singola lesione, invece c'era ben altro poi sotto. Capisco. Giordani ha lavorato
38:06tanto con l'aspetto femminile, comunque anch'esse giocatrici di calcio, c'è differenza fra uomini
38:14e donne? Immagino forse di no, a parte l'aspetto della forza. Alcuni aspetti sono evidenti,
38:20di diversità da un punto di vista, logicamente, di forza. Qua ci sono medici che possono dare
38:28indicazioni ben più precise, comunque c'è una struttura ossea della donna, che comunque
38:33è l'osso più leggero, quindi è più predisposta a certi tipi di attività, a certi tipi di sport.
38:38C'è la struttura del bacino, in questo caso degli angoli del femore, eccetera, eccetera.
38:43Quindi proprio per una preparazione, intendevo, una preparazione diversa anche.
38:47E quindi sono fattori, questi, che poi vanno a incidere bene o male nella programmazione
38:53dell'allenamento. Diciamo che l'aspetto del tipo di fibra muscolare tra donna e uomo non
38:59c'è una grandissima diversità, è proprio invece la diversità di forza legata nella fase
39:05diciamo post-puberale, legata all'aspetto del testosterone e degli estrogeni, quindi fondamentalmente
39:12la donna ha più bisogno di input di forza quasi quotidiane rispetto diciamo alla seduta
39:18di forza che nell'atleta professionista si fa solitamente in ambito di prevenzione, ma
39:23poi in una seduta unica settimanale. Quindi la donna ha necessità diciamo di qualche stimolo
39:32quotidiano di forza per avere diciamo...
39:36Le faccio un'altra domanda, relative invece insomma alle persone comuni, quelli un po' come
39:39me che voglierebbero rimettersi nell'attività sportiva, non sono appunto, sono dei ciclisti
39:44della domenica o podisti della domenica. Qual è il tempo che un preparatore dovrebbe
39:50dire insomma alla persona a cui si rivolge per rimettersi in forma? Un tempo minimo per fare
39:55le cose fatte bene, cioè voglio andare a sciare, cosa mi serve, quanto tempo mi serve,
40:00che tipo di preparazione devo fare. Cioè diciamo che i tempi, allora purtroppo come dicevano
40:07prima i dottori, la fretta è sempre una cattiva consiglia, molto spesso in studio trovi delle
40:14persone che ti chiedono diciamo il miracolo, il dimagrimento in 15 giorni, che vogliono andare
40:20a lasciare dopo tre giorni, e quindi ti scontri con realtà e quindi la tua funzione non è
40:27più solo quella del preparatore atletico ma anche di una persona che a livello anche
40:32psicologico va a spiegare quali sono oggettivamente i rischi e dà consigli sull'effettiva possibilità
40:40di allenarsi. Quindi i tempi sono comunque tra i due e tre mesi minimi con i quali una persona
40:47deve poi disporre un'attività fisica adeguata in tutti i casi, quindi sia da parte di dimagrimento
40:53sia da parte poi diciamo di andare a sciare, di andare a fare una partita a tennis o diciamo
40:59a calcetto insomma. Capisco. Allora come sempre la pausa pubblicitaria incombe, ritorniamo
41:05fra pochissimo a check up salute benessere. A fra poco.
41:26Eccoci di nuovo in diretta per l'ultima parte di puntata, stanno arrivando messaggi insomma
41:32sul nostro numero di telefono che vado a ricordarvi è il 333 99 20017 quindi se volete mandarci
41:42sms potete farlo. A 51 anni mi hanno diagnosticato rotule dissassate congenite, ho fatto molto
41:48sport in gioventù ma ora solo se cammino ho gonfiori, dolori e oltre che cric crac mentre
41:54mi muovo. Consigliate operazioni e se mi opero potrò tornare a fare sport. Dottora Drabandi
42:00la giro a lei. Ma questo è un problema frequente cioè quello da quanto sempre sia difficile
42:06estrapolare la domanda. La signora Roberta ce la manda. La signora Roberta diventa difficile
42:11perché purtroppo bisognerebbe fare la visita e tutte le indagini eventualmente per dare
42:16una risposta precisa. Sicuramente a quanto ho capito una patologia frequentissima cioè
42:21il fatto del disallineamento ma l'allineamento rotule cioè la rotula in articolazione fermo
42:26è un po' complessa perché dovrebbe stare perfettamente nel centro della trocla femorale
42:31che non è altro che il femore che ha una superficie concova nella quale la rotula ci si appoggia
42:36dentro. Si appoggia sopra. Detto questo sono frequenti le forme cosiddette di displasia cioè
42:41di rapporti non corretti di congruenza non corretta tra la rotula e il femore. Questo
42:46può portare nel tempo a una precoce usura articolare che determina scricchioli, crack, rumoretti,
42:54rumore che non sono altro che una degenerazione cartilagina un po' precoce rispetto allo stesso
43:00paziente, allo stesso coetaneo, allo stesso coetaneo che invece ha una rotula più allineata.
43:04Ora parlare di chirurgia, la chirurgia di questo settore è una chirurgia difficile da eseguire,
43:11nel senso difficile non è frequente dover ricorre a quell'età, mi sembra di capire 50 anni,
43:17alla chirurgia di riallineamento della rotula. È una chirurgia del paziente più giovane.
43:20Questo è il primo dato che do alla signora Roberto. L'enfasi della chirurgia per lesioni
43:27condrali evolutive, cartilagina evolutiva, nel malallineamento della rotula a 50 anni è
43:32una chirurgia da prendere con molta cautela. Più che altro è più una terapia che si impronta
43:38dal punto di vista locale, con terapia infiltrativa e dal punto di vista riabilitativo, cioè esercizi
43:44corretti, attività corretta, più che dal punto di vista chirurgico. Però dipende dal
43:48grado della lesione, del tipo di lesione. Allora, mi sento tirata un po' in ballo perché
43:51io ho le ginocchia che fanno cric-crac da sempre e sono un pochino più giovane della
43:56signora Roberta, ma in questo caso ci sono delle tecniche per quanto riguarda la cartilagine
44:00che si stanno attivando in ambito scientifico, quindi una rigenerazione cartilaginea. Ci sono?
44:06Esistono tecniche rigenerative, esistono fondamentalmente a livello della cartilagine, ci sono tre tipi
44:12di tecniche chirurgiche. Poi c'è la tecnica conservativa che sono, come abbiamo parlato
44:16di l'acido e alloronico, oppure una metodologia che sta prendendo un po' piede e che si cominciano
44:21a vedere risultati dal punto di vista clinico buoni, discreto buoni, è l'infiltrazione di
44:26cosiddetti PRP o fattore di crescita, cioè il prelievo del sangue del paziente, la centrifuga
44:31viene estrapolato a un concentrato di proteine e piastrine che viene iniettato nel ginocchio.
44:35Questo fa parte del gruppo della terapia conservativa. Poi c'è il gruppo della terapia chirurgica
44:39del quale ci sono tre tecniche, la cosiddetta pulizia articolare, io non mi piace questo
44:44termine, pulire è una cosa che serve brutto, diciamo la cosiddetta pulizia articolare o
44:49levigatura della cartilagine, che è una terapia palliativa, le terapie riparative, cioè si
44:55stimola il proprio cartilagine e il tessuto a riparare, oppure rigenerative in loco, cioè
45:00si ricrea, si rigenera qualcosa dentro l'articolazione. La terapia rigenerative, come le terapie
45:06riparative perdono il loro significato quando si supera i 45-50 anni. Per cui purtroppo
45:12si è in una fase degenerativa in cui le tecniche riparative, rigenerative della cartilagine
45:17non hanno significato e sono terapie palliative, quelle che ci hai detto prima.
45:21Allora invece per quanto, insomma, ho visto che ho poco tempo davanti per poter salvaguardare
45:27le mie ginocchia prima di arrivare in un altro tipo di aspetto chirurgico, cosa posso fare
45:31per cercare di mantenerle il più allineate possibile. Quali sono gli esercizi che un preparatore
45:37atletico dovrebbe consigliare a me e alla signora Roberta?
45:39Ma assolutamente, essere seguita comunque da una figura professionale preparata, quindi
45:46un preparatore fisico, un personal trainer che può dare indicazioni vedendo poi anche
45:52l'ipotonia che avrà nei muscoli principali e quindi andare a proporre esercizi per stabilizzare
46:01l'articolazione o comunque per rendere in questo momento la funzionalità migliore dell'arto.
46:08Bene, Vestore vuole aggiungere qualcosa?
46:10Sì, la cosa più importante è non aumentare di peso, quindi il calo ponderale è la premessa
46:17per non sovraccaricare l'articolazione. Il secondo aspetto poi è un'attività motoria
46:24congrua, certamente non andare a correre perché si c'è un sovraccarico ma il nuoto in questo
46:29caso aiuta molto a evitare di sovraccaricare il più veloce.
46:35Certo, allora dalla regia mi dicono che c'è una telefonata che prendiamo subito in diretta.
46:39Pronto?
46:42Pronto?
46:43Buonasera, pronto, benvenuto a check-up.
46:46Buonasera signora.
46:48Prego.
46:48E buonasera anche agli illustri presenti. Io telefono da Soragna e naturalmente sto facendo
46:59tesoro di tutto ciò che gli illustri presenti stanno illustrando a noi, come dire, poveri
47:08mortali e naturalmente saluto i signori professori e il carissimo Paolo di Soragna che se non
47:20mi ha conosciuto, glielo dico io, sono Enzo e adesso il nome lo ricorderà, immagino, un
47:30nome breve e conciso.
47:31Signor Enzo, la ringrazio della chiamata, non so se ha una domanda per i nostri ospiti.
47:36Ecco, guardi, sì, gentilissima. Io chiedevo al signor Paolo se eventualmente, perché io
47:45qualcosina, ho 73 anni, sento già dei disturbini alle ginocchia, se potessi essere ospitato
47:54nel suo studio, che tutti i giorni transito davanti, se potessi illuminarmi. Ho finito.
48:02La ringrazio. Signor Enzo, grazie di aver telefonato, immagino che il dottor Adravanti riceverà
48:10tantissimi, diciamo così, pazienti nel suo studio, quindi credo che le sue porte siano
48:14aperte per tutti.
48:15Assolutamente, poi è così simpatico il signore che sarà il mio granditissimo ospite, anche
48:19per fare due chiacchiere, quando vuole. È piacevole, è piacere sentire una persona così,
48:24quindi per me non vedo l'ora di averlo come ospite nel mio studio per fare due chiacchiere
48:29riguardo delle sue ginocchia scricchiolanti.
48:33Allora, altra telefonata, pronto, buonasera.
48:37Sì, siamo in linea.
48:38Sì, buonasera, benvenuta a Check Up, prego.
48:41Ah, buonasera. Senta, io per illustrare la mia situazione ho 61 anni, in buona salute, ciclista
48:49e sportivo da tantissimi anni. Da un paio d'anni mi è scoppiata la passione dello sci. Il problema
48:57è questo, lo faccio con moltissima paura e ho imparato molto lentamente perché nel 2005
49:03ho avuto il trapianto, l'operazione all'anca, insomma, una protesi all'anca. Volevo sapere
49:10se la mia paura è giustificata nel fare questo sport e le conseguenze eventuali.
49:17La ringrazio molto della domanda. Io girerei a carrellata la domanda a tutti i nostri esperti
49:23qui in studio, partendo dal dravante ovviamente, poi andando anche dal fisioterapista al preparatore,
49:28perché in questo caso secondo me le figure servono tutte.
49:30La sua domanda del rietro allo sport dopo la chirurgia protesica anche ginocchio è una domanda
49:35molto complessa. Credo di dovermi fare carico dell'anca, sì ma comunque è uguale, equivalente.
49:43Esistono dei tipi di sport che sono consigliati, suggeriti, che sono il ciclismo, il nuoto,
49:50la bicicletta, il nuoto. Il tennis in doppio è uno degli sport in cui è consigliato, è permesso
49:58come il golf. Chiaramente lo sci non fa parte di questi, anche se ha rischio minore rispetto
50:05per esempio agli sport di contatto tipo il calcio, il calcetto o altro. Non è che lei può andare
50:10incontro a una problematica particolare, però la chirurgia protesica, la protesi è un materiale
50:17metallico che si adatta all'osso, che possa essere cementato o non cementato. La problematica
50:22è che i micromovimenti, dei movimenti torsionali tipo lo sci, possono portare a un'ampura
50:29precoce mobilizzazione dell'interfaccia tra le superfici protesiche o del cemento di
50:34confronto dell'osso del paziente. Quindi lei accorre un leggero rischio di aumentare
50:42il rischio di mobilizzazione precoce dell'impianto protesico. Però la domanda, siccome lei ci
50:47tiene a sciare, è che la sua sciatina se la può fare. Ovviamente dipende da che intensità
50:51dello sci, dal numero di volte che lei va sciare, dalla preparazione che lei può mettere
50:56quando lei va sciare, faccia rendere purtroppo che però lo sci non fa parte, mentre lo sci
51:01di fondo sì, lo sci alpino, lo sci di di senso non fa parte dagli sci consigliati o suggeriti
51:06dai chirurghi ortopedici e dalle comunità scientifiche internazionali.
51:09Grazie dottore. Paolo Giordani cosa possiamo consigliare?
51:15Quindi sicuramente tanta cautela, eseguire programmi di potenziamento muscolare specifico
51:22di stabilizzazione. Quindi tanto quadricipite? Tanto quadricipite, giusto per lo sci e di più
51:30ancora anche per gli sensori riflessori. Assolutamente. La forza è determinante anche a 60 anni, ma
51:36può darsi un altro consiglio al signore, possiamo di farsi scoppiare un altro amore, forse per il
51:41ruoto. Un po' di testosterone più può aiutare. No, diciamo che comunque sia tanto potenziamento
51:48e tanta attenzione, perché lo sci è un sport sicuramente bellissimo, che però anche nelle
51:53dinamiche, anche quasi proprio cadendo da fermo o con piccoli movimenti anche a velocità
51:58molto basse, è comunque abbastanza precolo. Quindi immagino consiglierà una lunga e buona
52:06preparazione. La sciatina con particolare attenzione, senza fare cose nere, senza cose
52:13folli. Allora, ci stiamo avvicinando alla chiusura. Volevo fare una domanda veloce ancora
52:19a tutti i nostri ospiti. Abbiamo parlato di traumi sportivi. I traumi sportivi possono portare
52:24a delle degenerazioni, anche agli atleti ovviamente, una volta che si sono subiti dei danni così
52:30importanti. Esistono due tipi di problematiche a livello sportivo, che riguardano la cartilagine,
52:35che è una struttura che si degenera, cioè quella membrana che avvolge l'osso. Esistono
52:39le problematiche post-traumatiche, cioè in conseguenza di un trauma, che chiaramente tendono
52:44ad accelerare l'usura cartilagine, ma esistono anche le problematiche, su un termine inglese
52:48così ci è più chiaro, di overloading, cioè da sovraccarico. In poche parole, sono due tipologie
52:55diverse, che producono tipi di lesioni diverse e hanno delle problematiche diverse.
53:01Il discorso è molto complesso, però è chiaro che lo sport a questo punto potrebbe sembrare,
53:05con i miei amici d'accordo, penso che siano d'accordo con me, negativissimo, perché
53:09è in porta comunque, o dei traumi. Lo sport fa male. Non è così del tutto vero, nel senso
53:15che lo sport fisiologicamente, correttamente eseguito e preparato, il gesto atletico, non
53:22fa così male. È chiaro che ci sono molte variabili che devono essere considerate. Le strutture
53:28articolari sono nate per accettare certi tipi di carichi. Per esempio, l'esempio banale,
53:33uno che fa sollevamento pesi e che solleva 320 kg, 350 kg, è chiaro ed è sicuro che purtroppo
53:41ha delle problematiche, ma questo è uno sport da sovraccarico funzionale di tutte le strutture
53:46articolari che porta dei danni. Il viceversa è che fa un'attività fisica, fisiologica,
53:51come può essere il nuoto, come diceva prima il mio grande amico Andrea, questo ovviamente
53:55lo sollecita molto meno, però esistono delle regole in cui inquadrarsi. La patologia post-traumatica
54:01è tutto un altro settore, è molto più complesso, lì il discorso diventa veramente difficile.
54:05Ci possiamo fare un'altra puntata, no dottore?
54:07Questo assolutamente.
54:08Dottor D'Alessandro, in chiusura ha qualche atleti, ne ha tanti sicuramente, atleti nel
54:14cuore è da ricordare, però un'opera di fisioterapia su cui ha avuto maggior soddisfazione di recupero?
54:21Non proprio personale, perché poi...
54:24Certo che sono tutti, la squadra è una.
54:26Sì, diciamo che sono molto legato attualmente agli atleti di Parma, in particolare a Galloppa,
54:34facciamo un nome a caso.
54:37Va bene, non se ne offenderanno gli altri, immagino.
54:39No, facciamo un nome a caso, perché Daniele è stato operato dall'amico Paolo più volte
54:47e grazie alla sua tenacia, alla sua volontà, alla sua determinazione, al suo carattere e anche
54:55grazie alla sua intelligenza lo vediamo ancora correre in campo e questa è una gratificazione
55:00immensa per me, ma penso anche per Paolo.
55:02Certo, e poi comunque anche per l'atleta, insomma, ha un grande istinto nello sport, una
55:07grande forza.
55:08Sì, è un esempio, se possiamo dire.
55:10Bene.
55:11È un ragazzo che può essere un modello di esempio per la generosità, per la sensibilità
55:18che mostra l'attaccamento alla propria professione.
55:21Certo, grazie Giordani.
55:24Molto spesso si parla di bambini nello sport, un'altra categoria che giustamente le famiglie
55:29mandano i bambini a praticare attività sportiva.
55:33Bisogna forse pensare che non sono già ancora dei grandi giocatori di calcio?
55:39Assolutamente, la problematica che io riscontro nella quotidianità anche in studio è proprio
55:44quella di bimbi che subiscono allenamenti che molto spesso sono molto più pesanti rispetto
55:51a quello che la struttura e soprattutto le fasi dello sviluppo di ogni singolo bambino
55:55possono accettare.
55:58Quindi il consiglio che può essere dato è proprio quello di innanzitutto all'interno
56:01di una squadra identificare chi può avere qualche carico in più e qualche carico in meno
56:06però in età puberale trovi veramente bambini che sono ancora molto bambini, molto indietro
56:11come tipo di sviluppo e altri che sono già degli ometti.
56:15Quasi degli ometti, certo.
56:16E quindi andare a toccare tutti gli aspetti e rispettare le fasi evolutive sia corporee
56:23ma anche proprio del rispetto del movimento e quindi degli aspetti coordinativi di base.
56:28Molto spesso i genitori pretendono e gli allenatori anche a volte che il bambino sia già capace
56:33e diceva ma perché davanti al rapporto non ha calciato?
56:37Semplicemente perché non ha alcuni schemi motori particolarmente sviluppati
56:41e non ha neanche le capacità coordinative per arrivare al gesto finale.
56:46Quindi nella strutturazione di ogni allenamento in ogni sport è proprio il consiglio di andare
56:51a dedicare una parte quotidiana o comunque settimanale a quelli che sono gli aspetti generali motori
56:57e quindi ogni società dovrà avere comunque un preparatore.
57:02Quindi dare il tempo, assolutamente.
57:04Ovviamente ai giovani atleti di crescere e di evolversi nel modo corretto per evitare...
57:08Anche perché all'inizio può sembrare una perdita di tempo dedicare a questo ma poi dopo...
57:11Eh no, poi se lo ritrovano dopo immagino che insomma atleti ben strutturati avranno...
57:14Sia da un punto di vista poi di risultato finale, di atleta finale ma anche di prevenzione
57:19e di infortuni perché tanti bambini si fanno male a giocare...
57:23Il lavoro più importante, il lavoro fondamentale, preliminare perché poi questi ragazzi possono diventare veramente atleti.
57:29A tutti i livelli.
57:31Io vi ringrazio tanto della vostra partecipazione, è stato un piacere avervi qui con noi stasera.
57:36Ultima puntata di Check Up, i saluti, diritti e ringraziamenti soprattutto sono d'obbligo
57:40perché insomma tante persone hanno lavorato per queste otto puntate.
57:44Grazie prima di tutto a voi a casa del pubblico e degli spettatori che ci avete seguito davvero con tanto
57:49affetto.
57:51Grazie a tutti i responsabili della comunicazione dell'ospedale Maggiore di Parma
57:55nella figura di Massimiliano Brunetti e ovviamente di tutti i responsabili dell'ospedale che hanno collaborato
58:01insomma con me per quanto riguarda la realizzazione delle puntate.
58:05Per quanto riguarda l'USL, la figura di Alberto Nico, sempre responsabile PR e Simona Rondani come sempre.
58:11Tutto lo staff di TV Parma, da Giulia Viviani che ci ha seguito in queste settimane con i suoi servizi
58:16sempre puntuali
58:18e poi il comparto tecnico Luca Carpigiani, Pier Davide Di Bello, Massimo Dromi, Enzo Guergi
58:23e alla regia Riccardo Venturella.
58:25Grazie ovviamente da parte mia, magari ci vediamo a settembre.
58:29Buona serata a tutti.
58:30Grazie a tutti.
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