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  • 3 ore fa

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00:04Musica
00:30Entriamo, andiamo avanti in questo cantiere dell'AI Andrea, quindi io invito a raggiungerci il professor Oreste Pollicino, professore di
00:38AILO, grande esperto, nonché presidente di classe editori e Massimo Chiriatti, grande esperto, tecnologo e director of innovation di Lenovo
00:46Italia. È un grande piacere avervi con noi, benvenuti.
00:49Professor Pollicino, lei ci ha anche seguito e aiutato un po' a impostare questo incontro di oggi, partendo proprio da
00:57questa idea. L'idea che l'intelligenza artificiale non sia un pezzo di tecnologia che ci arriva da fuori di
01:03noi, che magari ci serve a ottimizzare in azienda, a fare le cose spendendo meno, ma che sia un'infrastruttura
01:10cognitiva, cioè che agisce sulla nostra capacità di percepire, come si diceva prima, addirittura di pensare che cosa si porta
01:17dietro questa visione dell'AI.
01:19rispetto al nostro tema di oggi, cioè l'adattamento della società, dell'economia e delle imprese.
01:24Grazie. Innanzitutto, la domanda è non solo pertinente, ma è una domanda che in qualche modo invita a pensare a
01:32un concetto non di trasfigurazione, ma sicuramente di trasformazione.
01:37Perché se ci pensate, e il professor Asetti lo diceva, ma soprattutto lo diceva il Papa in quella bellissima enciclica
01:44due giorni fa, il concetto della Torre di Babele, no?
01:49Di pochi poteri privati che in qualche modo detengono non più soltanto un potere, ma un'infrastruttura di potere. Cerco
01:59di essere più chiaro.
02:00Perché il fatto che i privati, con prima l'esplosione di Internet e poi con l'accelerazione dell'automazione algoritmica,
02:11quindi opacità, quantità di dati sempre più numerosa, forza computazionale,
02:17Il fatto che ci fosse un'emersione di nuovi poteri privati non nasce con l'intelligenza artificiale, ma nasce con
02:27il concetto di automazione.
02:30Qual è la vera differenza oggi? Che con l'autonomia, se voi andate a guardarvi la definizione di Hayat, vi
02:37parla a proposito di intelligenza artificiale, di vari livelli di autonomia.
02:43Ecco, il potere privato oggi non soltanto ha questa capacità di competere o a volte di allearsi col potere pubblico,
02:51ma lo fa in modo diffuso, in modo molto più occulto,
02:56in modo molto meno trasparente e quindi in modo molto più problematico per quella che è non soltanto la questione
03:03fondamentale del qual è il ruolo dell'umano,
03:07Ma qual è il ruolo oggi di una società che di fatto deve affidarsi ad un'infrastruttura cognitiva che vuol
03:16dire di fatto anticipazione rispetto, per esempio, alla libertà di espressione?
03:22Perché quando si parla di incidenza sulla dimensione cognitiva, che si sta dicendo? Io guardo un po' a quello che
03:29mi è familiare, la Costituzione italiana, l'articolo 21 della Costituzione,
03:34la libertà di espressione del pensiero. Dal momento dell'espressione nasce la protezione, da lì in poi.
03:42Qui oggi invece c'è un momento che anticipa la tutela o deve anticipare la tutela, perché il tema non
03:49è la protezione dal momento in cui ci si esprime,
03:53ma tutto quello che c'è prima, dal momento in cui si concepisce un pensiero, si concepisce una dimensione cognitiva,
04:00al momento in cui ci facciamo una sorta di impressione da realtà, che non è più soltanto una, non è
04:09più soltanto una questione di verità o falsità,
04:13ma ci sono differenti verità e soprattutto c'è un grande problema con l'intelligenza artificiale, che è la prima
04:20risposta, se ci pensate, delle AI,
04:23e allo stesso tempo molto persuasiva, molto convincente, ma non del tutto veritiera, creando un crampo mentale rispetto a quella
04:33curiosità
04:34che è genetica invece nel mondo di Inten di cercare altre fonti, di cercare quel pluralismo che paradossalmente invece viene
04:42a scemare con un'infrastruttura cognitiva di questo tipo.
04:45È una grandissima sfida, adesso ci torniamo però a Mavi.
04:47Io direi Massimo Criati, dal pensiero alla parola, andiamo all'infrastruttura, all'architettura, perché si parlava di infrastruttura,
04:54Jense Wang ha fatto questo esempio, metafora della torta, ci sono vari strati che compongono l'intelligenza artificiale,
05:01ecco i chip sono un elemento fondamentale, siamo all'inizio di questo percorso, quindi chip, lei ha una visione internazionale,
05:09quindi l'Europa oggi, noi come siamo messi in questa infrastruttura che è l'anello iniziale di tutta la catena?
05:16Intanto ringrazio per l'invito, bellissima sala e grazie per l'attenzione.
05:22Essenzialmente possiamo partire dalla scarsità, nel senso che noi stiamo osservando purtroppo che la domanda di chip è sicuramente molto
05:32alta.
05:33Allora in economia sappiamo che quando c'è l'offerta, che in qualche modo è ristretta e la domanda molto
05:40alta, i prezzi salgono.
05:42Se noi studiamo un po' l'offerta e cominciamo a pensare alla progettazione dei chip, ecco vediamo che solo poche
05:51grandi aziende progettono i chip.
05:53E poi alcune aziende le costruiscono in effetti.
05:58E questa costruzione è localizzata in alcune parti del mondo ed è ovviamente colpita, diciamo così, dalla geopolitica, dalla distribuzione
06:09dei materiali per costruire il chip
06:12e delle macchine per costruire i chip. Sono sistemi molto complessi e allora stiamo osservando purtroppo un problema di scarsità.
06:25Adesso qual è il nostro ruolo?
06:27Noi potremmo, ovviamente con le nostre intelligenze che abbiamo per esempio in Europa, lato fisico, per esempio pensavo al professor
06:35Rasetti, chiaramente progettare.
06:38Secondo me possiamo farcela, chiaramente non vogliamo competere con altri, ma secondo me ci sono ovviamente delle situazioni nelle quali
06:48noi spacchettando questo processo di costruzione, di progettazione, di distribuzione,
06:55anche un po' di anni fa ne abbiamo parlato. Ecco, noi potremmo trovare una fase e in quella fase, per
07:02esempio della promozione, della produzione, noi potremmo dare il nostro contributo.
07:07Ora vorrei solo far sentire un piccolo passaggio perché citava lo shortage, detto così in inglese, da Taiwan, Lisa Su,
07:15la CEO di AMD, ha parlato di inferenza, che è un po' il collo di bottiglia possiamo dire del momento.
07:21Sentiamola.
07:38Questo spiega peraltro anche il boom dei semiconduttori in borsa da inizio anno, l'indice di Philadelphia che misura questo
07:45settore più 80% società come Micron che ieri ha superato il trilione di valore in una battuta.
07:52Sì, noi siamo un miliardo e passa di persone che usiamo i sistemi AI per fare questa fase di inferenza,
08:00la fase di inferenza è quello, tra virgolette, il dialogo con la macchina dopo l'addestramento.
08:05E aumentando la domanda da parte nostra, perché evidentemente tutti noi stiamo subendo una FOMO, una FOMO è classicamente definita
08:16come quella di aver paura di restare esclusi.
08:20E invece qui sembra che noi abbiamo la FOMO di possibilità, cioè vogliamo far tanto continuamente e tutti quanti noi
08:29lo siamo nel bene e nel male.
08:31Professore Policino, prima ci ha spiegato in maniera molto diretta perché non stiamo parlando di teoria ma di questioni che
08:36riguardano la nostra vita, la nostra democrazia, la nostra capacità stessa di esprimerci.
08:40Ma quindi cosa proponete? Come si può passare da una regolazione dell'AI, lei ha citato l'AI Act che
08:45è nato ormai più di dieci anni fa, poi è stato approvato più recentemente,
08:49ma sulla base di una gerarchia di livelli di rischio rispetto invece a una governance cognitiva, se questo è il
08:55tema che lei ha messo al centro oggi?
08:57Sì, governance cognitiva, qui ci sono anche tanti interlocutori del mercato, governance adattiva sia da parte delle istituzioni che da
09:06parte del mercato.
09:07Che cosa vuol dire? Vuol dire che di fatto oggi pensare soltanto, e questo Bruxelles l'ha capito bene, ancora
09:14non l'ha esplicitato, ma l'ha capito bene,
09:17che scommettere per regolamentare il futuro su una pietrificazione, magari non una pietrificazione, ma una sicuramente dimensione statica della tecnologia
09:30rischia di essere una scommessa,
09:32una scommessa che può essere vinta o può essere persa. C'è l'esatta percezione, se voi andate a Bruxelles,
09:38che questa scommessa rischia di essere persa, quindi semplificazione.
09:43Ora, il tema su cui tutti dobbiamo ragionare, dalle istituzioni, vedo qui il direttore generale dell'Agenzia per la Cyber
09:51Sicurezza, Bruno Frattassi,
09:53che ha fatto grandissimo lavoro in questi anni proprio dal punto di vista dialogico della sua agenzia, dagli attori imprenditoriali
10:01all'accademia.
10:02Il vero tema oggi è cercare di capire cosa c'è dietro questo concetto di semplificazione, perché a me pare,
10:09e questo è un rischio,
10:11che dietro semplificazione ci sia un'altra parola, rinuncia, rinuncia del modello europeo a fare quello che ha fatto sempre
10:20dal secondo dopo guerra,
10:22cioè cercare di avere una regolamentazione guida che possa orientare. Quindi da questo punto di vista il dilemma regolamentazione versus
10:31innovazione
10:32non solo è semplicistico, ma rischia in qualche modo di avere un'etichetta, quella della semplificazione, che in realtà vuol
10:40dire abdicare al costituzionalismo europeo.
10:42Questo, e faccio una nota più di pagina, non vuol dire rimanere con una normativa vincolante che abbia una pietrificazione
10:52statica,
10:53ma vuol dire ragionare per esempio su un partnership pubblico-private con regolamentazione, che funziona.
11:01Funziona però attraverso laboratori che devono essere presi sul serio.
11:05In una battuta però, professor Policino, la settimana scorsa era arrivata una proposta di regolamentazione alla Casa Bianca.
11:11Il Presidente Trump all'ultimo secondo ha detto che non la firmiamo perché altrimenti rallentiamo l'innovazione.
11:18Noi dobbiamo diventare leader, quella è la priorità, non è tanto la sicurezza.
11:21Sì, e noi su questo potremmo commentare. La battuta è attenzione perché qualsiasi tipo di Ferrari può avere una massima
11:30velocità,
11:31ma se non c'è il guardrail che la veicola va fuori strada.
11:35Quindi attenzione all'idea che un'innovazione galoppante non abbia quei presidi, che non sono di compliance,
11:43ma sono innanzitutto di natura etica, a cominciare dalla dignità, il nostro principio costituzionale, che non può essere...
11:49Anche la Ferrari elettrica che ha mille cavalli, ma non è che stia andando molto bene.
11:53C'è stata la macchina giusta.
11:54Giusto, su questo non ci avevo pensato.
11:56Ma c'è il Criati.
11:57Ecco, tema realtà, concreto, robot e uomini.
12:00Lei spesso discute su questo tema.
12:03Siamo effettivamente pronti a avere, abbiamo visto il robot qui, cane robot, ma il robot e gli umani?
12:07A che punto siamo?
12:09I robot umani, gli umanoidi, sono dei robot che dobbiamo mettere ormai in campo necessariamente.
12:17Perché? Perché abbiamo un problema demografico, nel senso che non ci sono abbastanza giovani, non solo in Italia, ma anche
12:25in Europa, anche in Oriente,
12:27per la manifattura, per esempio. Non ci sono abbastanza persone per produrre gli oggetti.
12:33E poi anche per un problema degli anziani. Spesso e volentieri non abbiamo sufficiente persone per assistere gli anziani.
12:42E poi perché siamo molto fortunati, in quanto stiamo anche qui vedendo che gli investimenti passati, per esempio nelle batterie,
12:52le macchine elettriche per l'appunto, noi pian piano la batteria la stiamo facendo migliorare, perché dura di più, ha
13:00più capacità, consuma meno e così via.
13:03E poi per la parte meccanica, elettronica e anche la parte sensoristica.
13:08Tutti i radar che abbiamo messo nelle auto e guida autonoma, adesso stanno entrando nei robot e quindi i robot
13:15stanno beneficiando di tutta questa tecnologia passata.
13:18Qui però c'è un punto, la forma, la forma umana. La forma umana significa che noi consumiamo meno energia
13:26cognitiva, perché la riconosciamo.
13:29E poi soprattutto perché non dobbiamo cambiare il mondo fisico.
13:34Perché se noi usiamo un robot umanoide, che ha le nostre fattezze, può muoversi, può salire i gradini, può fare
13:45attività anche pericolose.
13:47E questo è, secondo tanti, il futuro.
13:51Grazie.
13:52Grazie, grazie entrambi.
14:22Grazie.
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