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  • 10 minutes ago
“La manifattura italiana rappresenta il cuore pulsante del Made in Italy ed è la leva competitiva per il Sistema Paese per i prossimi anni, perché genera incremento del Pil, innovazione, valorizzazione della filiera territoriale e incremento di salari. Però, c'è un grosso cambiamento in atto: siamo arrivati a un momento di spartiacque in cui molte aziende hanno investito in un modello di fabbrica automatizzata, ma per il futuro bisogna pensare alla fabbrica intelligente, quindi all'introduzione dell'intelligenza artificiale. Chi non lo fa rischia di rimanere non solo fermo, ma addirittura di fare un passo indietro, perché oggi viviamo in un contesto estremamente complesso, in cui la situazione geopolitica, la crisi energetica e una supply chain estremamente fragile, fanno in modo che il Made in Italy e il saper far bene un prodotto da solo non sia più sufficiente”. Così Annalisa Alberti, Human Resources, Facility Management, Ict & Compliance Director Rheinmetall Italia, intervenendo al Manufacturing Forum 2026, il primo appuntamento italiano interamente dedicato alla trasformazione del manifatturiero, in programma il 26 maggio a Milano, presso il Bicocca Pavilion.

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00:03La manifattura italiana sicuramente rappresenta il cuore pulsante del Made in Italy e assolutamente
00:10è la leva competitiva per il sistema paese per i prossimi anni perché comunque genera
00:17incremento del PIL, genera innovazione, genera valorizzazione della filiera territoriale e
00:24genera incremento di salari. Però c'è un grosso cambiamento, siamo arrivati a un momento
00:30di spartiacque in cui tantissime aziende hanno sicuramente investito in un modello di fabbrica
00:37automatizzata ma per il futuro bisogna pensare alla fabbrica intelligente e quindi all'introduzione
00:43dell'intelligenza artificiale. Chi non lo fa rischia di rimanere non solo fermo ma addirittura
00:50di fare un passo indietro. Perché? Perché oggi viviamo in un contesto estremamente complesso
00:55in cui la situazione geopolitica, la situazione della crisi energetica, una supply chain estremamente
01:04fragile fanno sì che il Made in Italy, quindi il saper far bene un prodotto, da solo non
01:10sia più sufficiente. Oggi per il manifatturiero italiano bisogna saper fare bene ma saperlo
01:17fare con tempi competitivi avendo sotto controllo i costi. Quindi il manifatturiero italiano
01:24per il futuro e per le aziende che vorranno rimanere competitive sul mercato si dovrà
01:29basare sostanzialmente nell'introduzione nei propri processi produttivi dell'intelligenza
01:34artificiale perché l'intelligenza artificiale sarà quella che attraverso l'accuratezza dei
01:40dati renderà la possibilità alle aziende di sapere dove sono i colli di bottiglia, dove
01:47sono gli sprechi, dove avvengono gli errori. Cose che con i vecchi modelli di fabbrica
01:53automatizzata in realtà è molto lasciato ancora al sentiment dello specialista. Per fare
01:59tutto questo per le aziende che vorranno mettersi al passo con i tempi sarà necessario ripensare
02:06a nuove competenze, quindi a dei professionisti ibridi che sappiano gestire in maniera fluida
02:12le organizzazioni passando da macchinari, uomini, intelligenza artificiale e saperli far funzionare
02:22in un ecosistema. Affinché questo avvenga, affinché si sviluppino queste nuove competenze
02:27per il manifatturiero sarà fondamentale lavorare con le istituzioni e soprattutto con le scuole
02:33e con le università perché dovranno riadattare il proprio catalogo formativo e poi affinché
02:40questo avvenga, l'ultimo step è che questa trasformazione avvenga con un approccio listico,
02:46quindi non solo top down dai vertici aziendali ma soprattutto con un coinvolgimento bottom up.
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