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CortometraggiTrascrizione
00:11In questo numero di Salute Magazine. Antavirus letale ma poco contagioso. A Milano un evento
00:20per conoscere meglio il diabete di tipo 1. Innovazione farmaceutica, esperti a confronto
00:27in Senato. La diffusione, la natura del focolaio, i metodi di rilevazione e la sintomatologia
00:36degli antavirus in un'intervista a Matteo Riccò, coordinatore del gruppo di lavoro Salute
00:42e Sicurezza Occupazionale della Società Italiana di Igiene e dirigente medico del Servizio
00:48Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell'Ausl di Reggio Emilia.
00:52Gli antavirus sono dei piccoli virus ad RNA che tipicamente hanno come proprio ospite
01:04soprattutto roditori anche se nel corso degli ultimi anni sono stati trovati anche in altri
01:10animali come per esempio nei pesci. Tipicamente si diffondono tramite le secrezioni di questi
01:17animali in particolare tramite le urine e la particolarità assoluta di Andesvirus che è
01:25l'antavirus che è stato identificato e che ha causato il focolaio epidemico della Ondius è che è
01:32l'unico antavirus noto con documentata trasmissione interumana cioè un uomo si ammala ed è in grado di
01:42metterlo ad altre persone. La caratteristica degli antavirus di tutti gli altri antavirus è che quando
01:48un essere umano rimane infettato per avere respirato le polveri contaminate con virus escreti
01:56nell'ambiente in precedenza tramite i vari modi che abbiamo accennato prima da parte dei roditori
02:02si ammala può ammalarsi ma non trasmette l'infezione alle persone che sono intorno a lui.
02:08L'altra particolarità di Andesvirus è che a fronte di un virus che è una famiglia di virus che è
02:15sostanzialmente ubiquitaria Andesvirus è un virus che è in grado di provocare una grave sindrome
02:21respiratoria la cosiddetta sindrome polmonare da antavirus che ha una elevata letalità cioè vuol dire
02:29che per totte persone che si ammalano un numero veramente alto quando ha sviluppato tutti i sintomi
02:35può andare incontro ad eccesso a seconda delle statistiche si parla di circa 30 40 per cento.
02:42Andesvirus ha un'altra caratteristica veramente unica in questo genere di infezioni interumane
02:50cioè un tempo di latenza lunghissimo di 21 barra 42 giorni che poi il motivo per cui la quarantena è
02:57così lunga. Durante questo periodo Andesvirus è di solito identificabile in alcuni liquidi e alcuni
03:05fluidi corporei in particolare si trova nel sangue in quanto la viremia cioè la presenza del virus nel
03:12sangue è tracciabile con strumenti e con esami laboratoristici appropriati soprattutto dopo la
03:20comparsa dei primi sintomi. Diciamo che nel periodo asintomatico che come abbiamo detto è molto lungo
03:27può essere in generale difficile da identificare e da tracciare. L'altro modo per tracciare l'infezione è
03:34identificare le immunoglobuline che di solito compaiono immunoglobuline classe M che sono
03:41evidenziabili entro un paio di settimane dell'infezione. Durante la fase sintomatica la probabilità di
03:46trasmissione interumana è bassissima veramente molto molto bassa e diventa più importante quando
03:52cominciano a comparire i sintomi. I sintomi compaiono quasi repentinamente durano 1 2 3 4 giorni
03:58dopodiché si complica rapidamente nella sindrome respiratoria acuta con insufficienza
04:03respiratoria acuta che ha bisogno anche di supporto respiratorio importante forse anche più grave di
04:08come erano i casi che abbiamo imparato a conoscere con i covid 19. Un italiano su 4 non sa indicare
04:16alcun sintomo del diabete di tipo 1 e solo 1 su 10 conosce la differenza fra diabete di tipo 1
04:21e
04:21diabete di tipo 2. Sono alcune delle evidenze dell'indagine svg condotta per Sanofi sulla conoscenza
04:28degli italiani del diabete di tipo 1. Sanofi ha organizzato a Milano un evento per raccontare
04:33l'innovazione e la prevenzione della malattia ma anche per promuovere la conoscenza di una patologia
04:38che non colpisce solo i bambini. Diabete di tipo 1 e di tipo 2 non vanno confusi. Il diabete di
04:44tipo 1
04:44che interessa circa 300.000 persone in Italia si caratterizza per una distruzione delle cellule
04:52beta pancreatiche, sono le cellule che producono l'insulina, un ormone fondamentale per il nostro
04:57metabolismo. Distruzione che avviene per un meccanismo autoimmunitario, cioè vale a dire il
05:04sistema immunitario. Il nostro sistema immunitario non riconosce il proprio e distrugge le cellule
05:10e beta. Il diabete tipo 2 invece l'insulina viene prodotta ma non è in grado di svolgere
05:15la propria azione. Entrambe si caratterizzano per aumentare dei livelli di glucosa nel sangue.
05:19Siamo avanti riguardo la predizione e la prevenzione del diabete di tipo 1 in quanto abbiamo dei
05:24marcatori biologici, gli autoanticorpi che sono presenti nel sangue dei soggetti che hanno
05:31un maggior rischio di sviluppare la malattia molti anni prima. Si può predire con una buona
05:38approssimazione quando ci sarà una diagnosi e già esistono delle molecole, alcune già
05:44molto avanti approvate negli Stati Uniti ma anche in Europa, che permettono di dilazionare
05:50l'insorgenza e magari anche di prevenirla e molte altre sono in studio. La legge 13023
05:57dà la possibilità a tutte le famiglie di sottoporre i bambini allo screening degli autoanticorpi
06:01anche se ancora manca la parte operativa. La consapevolezza delle famiglie è fondamentale,
06:05bisogna dire alle famiglie che lo screening del diabete di tipo 1 si può fare, è facile,
06:10è gratuito e si fa con un semplice pungidito. E perché è importante farlo? È importante
06:15farlo perché eviti che tuo figlio possa finire in ospedale, possa finire in pronto soccorso
06:20in emergenza e possa addirittura finire in terapia intensiva. Serve solo un piccolo pungidito.
06:28I progressi della biomedicina e lo sviluppo di farmaci innovativi stanno cambiando la prevenzione
06:33la storia naturale di numerose malattie, ma la sfida resta a trasformare il progresso
06:38scientifico in un beneficio realmente accessibile ai pazienti. È quanto emerso nel corso del
06:44convegno il valore dell'innovazione farmaceutica, personale, etico, sociale ed economico che
06:49si è svolto presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato.
06:52È vero che sta arrivando una valanga di nuovi farmaci. Alcuni tra l'altro cambiano anche
07:00la storia naturale di tante malattie. Ora, diciamo che questa valanga, soltanto alcuni
07:08sono così valorosi, chiamiamoli così, in più costano tanto. Quindi noi dobbiamo trovare
07:14un equilibrio tra l'innovazione che è tanta e l'accesso. Cioè questi farmaci poi devono
07:20arrivare e hanno un costo, hanno un prezzo per farli. È un costo importante per il sistema
07:26sanitario nazionale, quindi bisogna trovare un equilibrio. Quindi la parola d'ordine è
07:29innovazione più accesso.
07:31Gli antibiotici a partire dagli anni 50 hanno rappresentato un vero cambiamento a livello
07:37di salute pubblica, poiché siamo riusciti grazie agli antibiotici a combattere le malattie
07:43infettive batteriche, quindi infezioni per le quali si moriva anche in giovane età, oggi
07:47sono completamente controllate. Il problema però che noi abbiamo oggi è l'antibiotico
07:51resistenza. Cioè questi batteri oggi, soprattutto in Italia e in alcuni paesi europei, sono diventati
07:57di solito resistenti ai comuni antibiotici e la mortalità associata a queste infezioni
08:03sostenute da batteri resistenti agli antibiotici è molto più alta. Motivo per cui è fondamentale
08:08prevenire queste infezioni, ridurre il consumo inappropriato degli antibiotici, ma avere anche
08:13a disposizione delle nuovissime molecole che l'industria farmaceutica ha messo in commercio.
08:18Queste nuove molecole, se correttamente utilizzate, riescono ad essere efficaci anche sui batteri
08:23più resistenti in assoluto. Tra i temi affrontati nel dibattito, anche i nuovi farmaci oncologici,
08:29le terapie anti-infettive, il ruolo dei vaccini nella prevenzione, l'evoluzione della medicina
08:35personalizzata e le strategie per garantire equità nell'accesso alle cure e sostenibilità
08:40del Servizio Sanitario Nazionale.
08:42Il sistema sanitario italiano è, rispetto a quelli degli altri paesi europei, più o
08:47meno con i nostri livelli di sviluppo, sottofinanziato. Allo stesso tempo le risorse sono ovviamente
08:53limitate, non ci sono margini sufficienti per portare il nostro sistema ai livelli degli
08:59altri. Ma il problema non è semplicemente dei soldi, il problema è anche della incapacità
09:04ormai acclarata del sistema di perseguire alcune delle sue finalità, prima di tutte l'equità
09:09che naturalmente non siamo riusciti a ridurre, né le disparità geografiche né tanto meno
09:13quelle sui livelli di outcome per popolazioni con livelli di istruzioni diversi.
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