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  • 2 giorni fa
Bianco non è soltanto un colore. È luce che abbaglia e silenzio che pesa. È la stanza sterile di un ospedale, il lenzuolo tirato fino al mento, il tempo sospeso delle attese. È purezza, a contrasto con la realtà materiale, cruda e cattiva della malattia. Ma è anche rinascita, possibilità, futuro. In Sangue bianco, il cortometraggio presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2026, bianco è lo spazio simbolico che fa da fondo a tre vite vere. Tre storie di persone che hanno attraversato la leucemia linfoblastica acuta, che è la leucemia infantile più diffusa.

Storie di leucemia infantile: il corto "Sangue bianco" fuori concorso a Cannes
Ragazzi diventati adulti troppo in fretta, genitori costretti a misurarsi con l’impensabile, medici che ogni giorno combattono accanto ai loro pazienti. Un racconto allo stesso tempo intimo e universale, che rende omaggio a chi ce l’ha fatta, a chi continua a lottare e a chi non c’è più.


[caption id="attachment_2783988" align="aligncenter" width="422"] La locandina del cortometraggio "Sangue bianco", scritto da Morena Rossi, diretto da Lorenzo Cioglia, presentato a Cannes 2026. In greco il titolo sarebbe leukos - λευκός - bianco e haima - αἷμα, sangue.[/caption]
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Promosso dalla società farmaceutica Amgen con il patrocinio della Fondazione Maria Letizia Verga (che dal 1979 promuove e sostiene le attività di ricerca), il corto muove da una domanda: chi restiamo, quando il nostro sangue smette di somigliarci?

LLA, la leucemia infantile più diffusa
La leucemia linfoblastica acuta (LLA) è la neoplasia più frequente in età pediatrica. «La madre di tutte le leucemie pediatriche», la definisce il dottor Carmelo Rizzari, Direttore della Struttura Complessa di Unità di Ricerca Clinica e Fase 1 Pediatria della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.
Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 800 nuovi casi di LLA, e la metà sono bambini. Una malattia aggressiva, che irrompe all’improvviso nella vita delle famiglie, ma che oggi — grazie ai progressi della ricerca — può essere curata con percentuali di guarigione superiori al 90%. Un dato che fino a pochi decenni fa sembrava un traguardo impossibile.
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Jessica e Lorenzo: quando la vita ricomincia dopo la leucemia infantile
Tra i volti del cortometraggio ci sono Jessica Dell’Agosto e Lorenzo Maspero. Due storie diverse, attraversate dalla stessa frattura. Jessica aveva 17 anni quando ha ricevuto la diagnosi. Era entrata in ospedale per una visita di controllo e da lì non sarebbe uscita per oltre un anno. Oggi ha 31 anni, è guarita e si sta specializzando in chirurgia toracica. Lorenzo, invece, aveva solo 12 anni quando ha scoperto di essere malato. Oggi ne ha 26 e sta concludendo un dottorato di ricerca in diritto. Nel suo racconto c’è la fatica dell’adolescenza interrotta, ma anche la forza silenziosa di chi ha imparato a ricostruirsi.
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Il dolore di un padre e il libro nato dall’assenza
Più difficile da ascoltare, e forse proprio per questo necessaria, è la storia di Paolo Tallini. Suo figlio Pietro è morto nell’agosto del 2023 dopo aver combattuto contro questa leucemia infantile.
Da quel dolore è nato Tante belle persone (Compagnia editoriale Aliberti), il libro che ha ispirato Sangue bianco (scritto da Morena Rossi, diretto da Lorenzo Cioglia e prodotto da Orange Branded). Un titolo che racchiude il senso profondo del racconto: perché dentro l’esperienza della malattia convivono sofferenza estrema e umanità inattesa.
Nel libro — e nel corto — c’è il ricordo di Pietro, ma anche dei medici, degli infermieri, delle famiglie incontrate nei corridoi dell’ospedale. Persone capaci di esserci anche nel momento più buio.
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La ricerca sta cambiando la storia della leucemia infantile
Il cortometraggio racconta anche quanto la ricerca scientifica abbia trasformato il destino dei pazienti pediatrici. «Sangue bianco mostra come l’innovazione terapeutica, insieme alle speranze che porta con sé, entri profondamente nella vita delle persone», spiega Alessandra Brescianini, Medical Director di Amgen Italia ed ex oncoematologa pediatrica.
Le cure oggi prevedono protocolli complessi di polichemioterapia e immunoterapia che possono durare anche due anni. Che possono arrivare al trapianto di midollo ...

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Trascrizione
00:00Non sapevamo nemmeno con la Jessica che avesse la leucemia.
00:03Appena ce l'hanno comunicato chiaramente ci ha cascato un attimino il mondo.
00:10Avevo mezzo capito ci fosse qualcosa, però ero piccolo, facevo la quinta elementare.
00:15La mattina dopo fu diagnosticata la leucemia linfoblastica aguta.
00:22Ok, guardate in camera proprio qua l'obiettivo.
00:34E' tutta sinucona.
01:03Grazie a tutti.
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