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  • 11 ore fa
Venezia, 18 mag. (askanews) - Un confronto sui depositi museali e la loro sempre maggiore rilevanza per le istituzioni culturali. La Fondazione Musei Civici di Venezia ha presentato al Museo Fortuny un nuovo appuntamento degli "Incontri intorno al Management della Cultura", momenti di riflessione e di dialogo con la cittadinanza e gli stakeholder."Abbiamo voluto lanciare questa linea di incontri intorno al management della cultura - ha detto ad askanews il segretario organizzativo della Fondazione MUVE, Mattia Agnetti - per affrontare tematiche legate all'organizzazione della vita dei musei e quindi questo quarto incontro dedicato ai depositi ha voluto rappresentare un momento di confronto e di dialogo mettendo assieme un'esperienza unica come quella del Victoria & Albert East Storehouse di Londra e il punto di vista di operatori museali che si confrontano ogni giorno con i depositi e con la vita dei depositi".Con la premessa e l'intento di creare "un accesso senza precedenti ai suoi stracolmi depositi" e di scoprire in che modo gli oggetti vengono collezionati, curati, conservati ed esposti, lo Storehouse londinese ha creato un nuovo standard: pensato per cambiare l'esperienza museale, permette al pubblico di scegliere cosa vedere, dalle scarpe scultoree di Zaha Hadid al maestoso telo scenico di Picasso. Una casa per più di 250.000 oggetti, 350.000 libri e 1.000 archivi. "I depositi - ci ha spiegato Tim Reeve, ospite dell'incontro e vice direttore del V&A East Strorehouse - sono il futuro, perché molti musei nel mondo non hanno esposto al pubblico l'80 o il 90% delle loro collezioni. E considerare i depositi in modo nuovo permette di cambiare completamente l'approccio delle persone alle collezioni e renderle significative, in particolare per le nuove generazioni. Perché se non è possibile avere accesso alle collezioni, se non è possibile usarle e capirle, allora con il tempo queste diventeranno sempre meno rilevanti e meno sicure. Per questo io credo che i depositi oggi siano fondamentali per il futuro della museologia".L'incontro al Fortuny è stato anche l'occasione per approfondire e commentare lo studio Museum Storage around the World, pubblicato da ICOM nel 2024, oltre che di ragionare su ciò che i depositi rappresentano anche a Venezia. "I depositi vengono studiati, ricercati, monitorati dai nostri ricercatori e conservatori e ci permettono di studiare le collezioni, ci permettono di innovare e ci permettono di proporre al pubblico nuove proposte scientifiche". Alla conversazione hanno poi preso parte anche Isabella Villafranca Soissons di Open Care Milano e Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione MUVE.

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00:00Un confronto sui depositi museali e la loro sempre maggiore rilevanza per le istituzioni culturali.
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00:11cultura,
00:12momenti di riflessione e di dialogo con la cittadinanza e gli stakeholder.
00:16Abbiamo voluto lanciare questa linea di incontri intorno al management della cultura per affrontare tematiche legate all'organizzazione della vita
00:23dei musei.
00:24E quindi questo quarto incontro dedicato ai depositi ha voluto rappresentare un momento di confronto e di dialogo
00:32mettendo assieme un'esperienza unica come quella del Victoria & Albert East Storehouse di Londra
00:38e il punto di vista di operatori museali che si confrontano ogni giorno con i depositi e con la vita
00:45dei depositi.
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00:49e di scoprire in che modo gli oggetti vengono collezionati, curati, conservati ed esposti,
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00:58permette al pubblico di scegliere cosa vedere, dalle scarpe scultore di Zadid al maestroso teloscenico di Picasso,
01:04una casa per più di 250.000 oggetti, 350.000 libri e 1.000 archivi.
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01:24e considerare i depositi in modo nuovo permette di cambiare completamente l'approccio delle persone alle collezioni
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01:33perché se non è possibile avere accesso alle collezioni, se non è possibile usarle e capirle,
01:38allora con il tempo queste diventeranno sempre meno rilevanti e meno sicure.
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02:07e ci permettono di proporre al pubblico nuove proposte scientifiche.
02:12Alla conversazione hanno poi preso parte anche Isabella Villafranca Suasson di OpenCair Milano
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