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  • 3 giorni fa
DURANTE LA MILANO DESIGN WEEK sarà visitabile in Triennale Milano il nuovo percorso espositivo del Museo del Design Italiano, riallestito a febbraio 2026, a cura di Marco Sammicheli e di Marilia Pederbelli, con progetto di allestimento di Roberto Giusti. L'itinerario presenta gli oggetti più significativi della collezione permanente dell'istituzione, comprese le acquisizioni più recenti, messi in dialogo con il contesto culturale, industriale e sociale in cui sono stati progettati e prodotti.
Ne ha parlato ad askanews in occasione dell'inaugurazione Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano: «È una passeggiata nella Storia: dalla seconda metà degli anni venti del Novecento traguardiamo il millennio fino al 2005. Sono 400 oggetti che raccontano la storia, la gloria e il presente del design italiano. Il progetto si sviluppa con al centro la carrellata degli oggetti, ne abbiamo scelti 400, tutti parte della nostra collezione, nessun prestito, né nella storia, né nel contemporaneo. E poi ai lati una timeline con la storia dell'industria, della cultura materiale del nostro Paese. Nella parete dall'altra parte le costanti, quello che il design italiano continua a elaborare e sviluppare: la decorazione, la grafica e la comunicazione, l'attenzione per la persona, il brivido dell'autoprogettazione e la leggerezza intesa come cultura dei materiali e studio della ricerca applicata agli oggetti.
Dobbiamo parlare di poesia degli oggetti perché gli oggetti ci consolano, partecipano della nostra vita quotidiana e spesso nei loro confronti si scatena un meccanismo di affezione. Per esempio la sezione dedicata alla persona ha degli occhiali, dei bottoni, un sanitario, un lavandino. Proprio perché tutto quello che punteggia i momenti della nostra vita non risponde solo a una funzione, ci dà l'occasione di pensare che intorno a noi quello che facciamo serve a noi e aiuta gli altri.
Abbiamo immaginato un percorso che potesse essere ospitale, che è la nostra idea di accessibilità per corpi standard, per persone con disabilità, per chi ha difficoltà a vedere, a leggere o ha deficit di attenzione. Questo museo è per tutti, perché tutti possano ritrovare nei progetti di design occasioni per riflettere sulla vita quotidiana, sui comportamenti che sono cambiati grazie al genio dell'uomo».
Grazie anche alla consulenza di Associazione Culturale Fedora, Associazione L'abilità, Laboratorio COmeta del Politecnico di Milano - realtà specializzate in accessibilità - sono a disposizione dei visitatori diversi strumenti per facilitare e supportare la fruizione e la visita al museo. Tra questi, materiali in Easy to Read (linguaggio facile da leggere), CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), Braille, caratteri ingranditi, contenuti video tradotti in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e IS (International Sign). Audiodescrizioni, mappe tattili, kit e zaini sensoriali per adulti e bambini, solo per citarne alcuni.

Qui la nostra guida critica al Fuorisalone 2026 per sapere cosa vale davvero la pena vedere

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Trascrizione
00:00È una passeggiata nella storia. Dalla seconda metà degli anni venti traguardiamo il millennio
00:05fino al 2005, 400 oggetti che raccontano la storia, la gloria e il presente del design italiano.
00:12Al centro, la carrellata degli oggetti, ne abbiamo scelti 400, tutti parte della nostra collezione,
00:18nessun prestito, né nella storia né nel contemporaneo. E poi ai lati una timeline con la storia
00:25dell'industria, della cultura materiale del nostro paese, mentre nella parete dall'altra parte le costanti,
00:32quello che il design italiano continua a elaborare e sviluppare, la decorazione, la grafica e la comunicazione,
00:41l'attenzione per la persona, il brivido dell'autoprogettazione e la leggerezza intesa come
00:47cultura dei materiali e studio della ricerca applicata agli oggetti. Dobbiamo parlare di poesia degli oggetti
00:55perché gli oggetti ci consolano, perché gli oggetti partecipano della nostra vita quotidiana
01:00e spesso nei loro confronti si scatena un meccanismo di affezione. Per esempio la sezione
01:05dedicata alla persona ha degli occhiali, dei bottoni, ha un sanitario, un lavandino, proprio
01:11perché tutto quello che punteggia i momenti della nostra vita non risponde solo di una
01:17funzione, ci dà l'occasione di pensare che intorno a noi quello che facciamo serve a noi
01:23e aiuta gli altri. Abbiamo immaginato un percorso che potesse essere ospitale, che è
01:29la nostra idea di accessibilità per corpi standard, per persone con disabilità, per chi ha difficoltà
01:35a vedere, a leggere o a deficit di attenzione, questo museo è per tutti, perché tutti possano
01:41ritrovare nei progetti di design occasioni per riflettere sulla vita quotidiana, sui comportamenti
01:48che sono cambiati grazie al genio dell'uomo.
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