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  • 1 giorno fa
«Ho sentito tanti bei discorsi al David di Donatello però secondo me bisogna anche un po’ lavorare e andare dritti» è il commento di Paolo Kessisosglu allo Spazio Corriere del Salone del Libro di Torino. Intervistato da Francesca Angeleri del Corriere Torino, l’attore, comico e conduttore televisivo italiano si racconta tra abitudini a casa e aneddoti dietro il suo romanzo d’esordio, Ieri è il momento giusto (Solferino). «Si fa anche l’arte di strada, so di dire una cosa estrema. Ci sono questi attori molto fortunati sempre sulla cresta dell’onda che hanno la fortuna di lavorare sulla base dei loro meriti sicuramente, ma più fortunati di altri che si lamentano che non ci sono fondi. Ecco, un po’ mi fa sorridere» continua l’artista sollecitato su quanto dichiarato sul palco della cerimonia al David di Donatello, tra contributi non arrivati e professionisti a rischio. Il primo libro di Kessisoglu parte da un post. «Due anni fa a maggio ho perso entrambi i miei genitori a breve distanza l’uno dall’altra - confida lo scrittore -. Scopriamo chi sono i nostri genitori quando non ci sono più. Cerchiamo poi dei ricordi, mi chiedo come farebbe papà, cosa direbbe mamma. Il prossimo romanzo? Vorrei raccontare qualcosa di bello sull’Armenia, il mio paese». (Federica Vivarelli)

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00:00Ho sentito tanti discorsi ai Davide Donatello, che sì, va bene, però secondo me bisogna anche un po' lavorare e
00:12andare dritti, ecco.
00:14Si fa l'arte anche, non so, dico una cosa estrema, però si fa l'arte anche per strada, cioè
00:21non è che ci sia bisogno per forza,
00:24di tutti questi attori molto fortunati, sempre sulla cresta dell'onda, che credo hanno la fortuna di lavorare tanto,
00:34in base ai loro meriti sicuramente, ma più fortunati di altri, che si lamentano che non ci sono fondi, un
00:41po' mi fa sorridere, ecco.
00:43Spesso ci accorgiamo, talvolta perlomeno a me è successo, che scopriamo chi sono veramente i nostri genitori quando non ci
00:50sono più,
00:51un po' perché non essendoci, invece di parlare con loro, anche se magari continuiamo a parlargli in un'altra dimensione,
00:57non possiamo più fargli domande e non possiamo più ascoltare le loro risposte, cerchiamo nei ricordi, cerchiamo nelle loro espressioni,
01:07io spesso mi chiedo se devo fare una scelta, se devo prendere una decisione, chiedo che cosa farebbe mio papà,
01:14cosa farebbe mia madre.
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