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  • 2 giorni fa
Venezia, 12 mag. (askanews) - Un Paese confuso, due artisti che hanno fatto dell'appropriazione delle manifestazioni dell'immaginario la cifra del loro lavoro, una mostra che, in un certo senso, prende atto della confusione esistente e, attraverso di essa, prova a offrire un ritratto più profondo dell'America di oggi. Fondazione Prada a Venezia ospita la mostra "Helter Skelter" che accosta il lavoro di Richard Prince a quello di Arthur Jafa, a loro modo due leggende reticenti, e forse anche dissidenti, dell'arte statunitense."Entrambi gli artisti - ha detto Nancy Spector, curatrice della mostra - sono capaci di smascherare gli errori. Prendono spunto dal libero pensiero americano, dalla cultura pop americana. E direi che il loro superpotere risiede nella capacità di liberare materiali sublimati e repressi, per rivelare le verità che si celano dietro le finzioni".Dalle pubblicità fotografate da Prince ai video assemblati di Jafa, nello spirito dei ready made di Duchamp, emergono le storie e le narrazioni, che documentano proteste e sottoculture, ma anche spiritualità, preghiera, cultura Black, insomma, pur nell'enorme confusione - cui allude anche l'utilizzo gergale dell'espressione che dà il titolo alla mostra - ci possono essere vie diverse da intraprendere, in un percorso che, in primo luogo, vuole essere di libertà, anche radicale."Il lavoro di Jafa e Prince - ha aggiunto Spector - fornisce un'esposizione dell'immaginario sotterraneo della cultura e della storia americana, e la visione di tutta la sua gloria e di tutti i suoi rischi".E la mostra in Fondazione Prada, che come sempre punta in alto senza troppi compromessi, ha la forza di comporre una sorta di ritratto di una nazione - tema da sempre al centro dell'immaginario americano, fin dagli albori della sua letteratura e del suo cinema - che, nei giorni della Biennale più geopolitcamente controversa, può essere anche vissuto, come ha già scritto qualche commentatore, come un possibile "vero" padiglione degli Stati Uniti. Un luogo dove la voluta indisciplina delle pratiche artistiche di Prince e Jafa ha la forza di creare un altrove da cui, seppure magari anche spaventati, non si vorrebbe più partire. (Leonardo Merlini)

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00:09Un paese confuso, due artisti che hanno fatto dell'appropriazione delle manifestazioni dell'immaginario
00:15la cifra del loro lavoro, una mostra che in un certo senso prende atto della confusione esistente
00:20e attraverso di essa prova a offrire un ritatto più profondo dell'America di oggi.
00:25Fondazione Prada Venezia ospita la mostra Helter Skelter che accosta il lavoro di Richard Prince
00:29a quello di Arthur Jeffa, a loro modo due leggende reticenti e forse anche dissidenti dell'arte statunitense.
00:39Entambi gli artisti, ha detto Nancy Spector, curatrice della mostra, sono capaci di smascherare gli errori
00:44che prendono spunto dal libero pensiero americano, dalla cultura pop americana
00:47e direi che il loro superpotere risiede nella capacità di liberare materiali sublimati e repressi
00:52per rivelare le verità che si cedano dietro le finzioni.
00:56Dalle pubblicità fotografate da Prince ai video assemblati di Jeffa, nello spirito dei ready-made di Duchamp,
01:01emergono le storie e le narrazioni che documentano proteste sotto cultura,
01:06ma anche spiritualità, preghiera, cultura black.
01:08Insomma, pur nell'enorme confusione, cui allude anche l'utilizzo geragale dell'espressione che dà il titolo alla mostra,
01:14ci possono essere vie diverse da intraprendere in un percorso che in un primo luogo vuole essere di libertà, anche
01:19radicale.
01:21Il lavoro di Jeffrey Prince, aggiunto Spector, fornisce un'esposizione dell'immaginario sotterraneo della cultura e della storia americana
01:28e la visione di tutta la sua gloria e di tutti i suoi rischi.
01:33E la mostra in Fondazione Prada, che come sempre punta in alto senza troppi compromessi,
01:37ha la forza di comporre una sorta di ritatto di una nazione,
01:40tema da sempre al centro dell'immaginario americano fin dagli albori della sua letteratura e del suo cinema,
01:45che, nei giorni della biennale più geopoliticamente controversa,
01:49può essere anche vissuto, come ha già scritto qualche commentatore,
01:51come un possibile vero padiglione degli Stati Uniti,
01:54un luogo dove la voluta indisciplina delle pratiche artistiche di Prince Jeffa
01:58ha la forza di creare un altrove da cui, seppur magari anche spaventati,
02:02non si vorrebbe più partire.
02:16Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie.
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