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  • 14 ore fa
Energia Europa - L'intervento di Vittorio Emanuele Parsi

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Trascrizione
00:00Devo dire che sia Mezzola sia Nardella hanno detto molte delle cose che io avrei voluto dirvi, per cui farò
00:08un po' di tagliacucci tra quello che mi ero preparato.
00:13Il primo punto, non c'è dubbio che viviamo di una situazione caratterizzata dal ritorno della guerra in Europa nel
00:221922, che continua, e dal ritorno della guerra nel Medio Oriente.
00:27A giugno abbiamo avuto un primo assaggio e adesso la guerra di Israele e degli Stati Uniti contro la Repubblica
00:36Islamica dell'Iran è una palese violazione del diritto internazionale condotta senza nessun pretesto logico, senza nessuna neanche ragione politica
00:46argomentabile,
00:47ma semplicemente sul presupposto di chi ha un grosso martello per così dire iniziare a tirare martellate a qualunque cosa
00:55che gli sembri essere un chiodo.
00:57Questo però ha causato, come è stato detto, una questione molto delicata dal punto di vista energetico.
01:08L'avvento della presidenza Trump nel 2025 è stato l'altro evento gigantesco, perché è stato il ribaltamento strategico,
01:18il riposizionamento degli Stati Uniti da garanti di un ordine liberale che con tutte le sue pecche, con tutte le
01:25sue difficoltà comunque si confrontava con il dover aderire a certi principi, a certe norme,
01:32alla passaggio a una denuncia aperta, a una svalutazione del diritto delle istituzioni, un disprezzo per gli alleati, una visione
01:42del mercato stesso che non è certo quella che poteva avere in mente Adam Smith o Riccardo.
01:51La visione del mercato di Trump sembra quella che può avere in mente Tony Soprano, per chi ricorda quella serie
02:00televisiva, cioè un mondo in cui qualcuno che ha risorse di violenza
02:06costringe gli altri a soggiacciare la sua volontà. Non è questo il mercato, non è questo il contratto, un buon
02:12contratto è quello in cui le parti escono soddisfatte entrambe perché hanno punti di vista differenti.
02:18Qualcuno si distra volentieri di qualcosa e qualcun altro volentieri lo acquisisce. Questo è un buon contratto, non è un
02:23contratto in cui uno viene fregato perché l'altro se no lo mena.
02:28Ora, il punto per noi qual è, a mio avviso? Certo, la crisi con la Russia è una crisi destinata
02:35a restare, non ci sono avvisaglie di un cambiamento nel sistema politico russo
02:40e ha detto bene Mezzola, come ha detto bene anche Nardella, cioè non essendo cambiate le condizioni per cui si
02:47è smesso di comprare gas dalla Russia, non c'è nessun motivo per ricominciare a farlo, per cambiare decisione.
02:53La guerra continua, la Russia continua a fare quello che sta facendo, è per quello che non compriamo più gas
02:57da loro e continueremo a non comprarlo fino a quando questo non cambierà.
03:03La situazione di Ormuz aggrava evidentemente il nostro problema, ma non è che un problema che si cumula su un
03:10altro cambia la natura del primo problema e questa è una cosa che noi dovremmo ricordare.
03:17A me sembra però che ci sia qualcosa di più strutturale in qualche modo, qualcosa di più strutturale che è
03:24il modo di agire dentro il mercato.
03:28Perché quando noi ci chiediamo qual è la dimensione della sicurezza energetica oggi, non possiamo limitarci all'emergenza.
03:37Quella russa è un'emergenza a cui abbiamo cercato di sopperire e tutto sommato non abbiamo sopperito male.
03:44Quella di Ormuz è un'emergenza ancora più grave per tanti motivi che cercheremo di affrontare,
03:49ma c'è un cambiamento secondo me del modo di stare nel mondo, che è quello su cui invece l
03:54'Europa può fare molto,
03:56perché ci convoca sui nostri principi, sulle nostre istituzioni, sulle nostre prassi persino direi e alla fine sulla nostra cultura
04:04politica.
04:05Sono tutte cose che sono nel nostro dominio, non dipendono dagli altri, dipendono da noi sostanzialmente.
04:10E il modo diverso di stare in questo sistema politico ed economico lo vediamo nel come i grandi attori
04:17si muovono dentro il mercato e dentro lo spazio comune.
04:23Perché noi viviamo comunque in un mondo che è ancora interdipendente, che è ancora fondato sull'idea del libero commercio
04:29e sulla libera navigazione dei mari.
04:32Ma vediamo che gli attori principali che si muovono dentro questa rete si muovono con intenzioni ostili
04:38rispetto ai principi che hanno fatto costruire questa rete infrastrutturale.
04:43E la cosiddetta weaponizzazione dell'economia, cioè l'utilizzo della dimensione economica a fini politici
04:51per cercare di indebolire gli interlocutori visti come rivali, potenzialmente nemici,
05:00e non come partners all'interno di un rapporto politico o commerciale.
05:05Allora questo, rispetto alla relazione con gli Stati Uniti, pone una grande questione, a mio avviso.
05:12E lo dico senza particolare polemica nei confronti degli Stati Uniti in generale,
05:19ma con una fonte di acuta preoccupazione del cambiamento che questa Presidenza può infliggere
05:26alla politica domestica americana innanzitutto e quindi poi alla politica internazionale degli Stati Uniti,
05:33per quello che contano gli Stati Uniti, e come questo possa danneggiare irreparabilmente
05:39la relazione di fiducia sulla quale si è basata la costruzione di questo Occidente post-bellico,
05:45post-Seconda Guerra Mondiale, che era un Occidente dal punto di vista programmatico,
05:50con tutte le sue contraddizioni, non basato su un'idea etnica di Occidente, su un'idea identitaria,
05:59ma su un'idea di adesione ad alcune questioni fondamentali.
06:02La preferenza per la democrazia rappresentativa, la preferenza per il libero mercato,
06:07la preferenza per la società aperta.
06:10Noi questo siamo in quanto occidentali oggi, e oggi l'Europa è il baluardo dell'Occidente.
06:17Ha ragione Trump quando ricorda che senza gli Stati Uniti l'Europa non sarebbe questo,
06:23ma il problema è che noi ormai lo siamo questo, da 80 anni ringraziamo gli Stati Uniti,
06:28ma non intendiamo cambiare perché gli Stati Uniti forse loro stanno cambiando.
06:31Allora il problema con gli Stati Uniti oggi, che dobbiamo porci dal punto di vista sostanziale,
06:36secondo me, quando ragioniamo di sicurezza in senso ampio, sia per la difesa sia per l'energia,
06:43e quanto sia pericolosa la concentrazione di risorse energetiche, i fossili,
06:54innovazione tecnologica detenuta in maniera sostanzialmente oligopolistica,
06:59grandi capacità finanziarie, grandi capacità militari,
07:03e un modo di muoversi dentro l'economia globale,
07:07che è un modo che è molto più simile alla Cina di qualche anno fa,
07:11che non a quello che gli Stati Uniti hanno sempre rappresentato.
07:15Questo è un problema, capite, che non è un problema di emergenza,
07:19è un problema che pone la questione della sovranità,
07:22in termini di difesa e di energia,
07:25e la sostenibilità di questa sovranità,
07:28in una dimensione che va oltre questa presidenza,
07:30che va oltre queste crisi e che è destinata probabilmente a guidare le nostre azioni
07:38per i prossimi 10-15 anni.
07:41E questo è lo sfondo su cui dobbiamo muoverci,
07:43non perché questo sfondo necessariamente sia uno sfondo immutabile,
07:47e sono le cose che vorrei dire nell'ultima parte del mio discorso,
07:51perché non c'è niente di immutabile nella vita degli esseri umani,
07:55e neanche meno in politica,
07:56ma perché su queste condizioni noi dobbiamo attrezzarci,
08:01come sempre si dovrebbe fare,
08:04attrezzarci per il peggio,
08:05affinché il peggio non si verifichi,
08:08ma se dovesse verificarsi,
08:10non si trasformi in un disastro.
08:12Questo dovremmo averlo imparato ormai in 80 anni.
08:15Ed ecco la questione centrale per me
08:17che salda l'energia e la sicurezza.
08:22C'è poi un altro tema, ancora più sullo sfondo, se volete,
08:25che può apparire un tema quasi filosofico,
08:28ma vi assicuro che non lo è.
08:31Quando noi pensiamo all'energia,
08:35quelli di voi più giovani l'avranno studiato sui libri,
08:39quelli che hanno la mia età,
08:40io non sono un millennial come la direttrice della nazione,
08:46sono un boomer, per cui voglio dire,
08:48hai voglia, ma se posso dire,
08:52se vi ricordate,
08:54negli anni dell'affermazione della globalizzazione post-guerra fredda,
09:00si parlava della natura apolide,
09:03cioè senza passaporto, senza nazionalità,
09:05dei grandi attori economici,
09:08e si parlava della dematerializzazione dell'economia
09:10come qualcosa che ci avrebbe fatto
09:12entrare in un mondo post-industriale
09:14senza che nessuno sponesse poi il problema di chi fa le cose sostanzialmente,
09:19dimenticando che noi esseri umani trasformiamo cose in cose
09:24e non creiamo da nulla,
09:26per cui francamente.
09:27Per oggi, quando vediamo le big tech,
09:30pensiamo alle sette big tech
09:32che a quelli della mia generazione ricordano le sette sorelle
09:35dei tempi negli anni 60-70,
09:39le grandi compagnie petrolifere,
09:42e vediamo queste big tech che hanno sostanzialmente
09:46un oligopolio sull'innovazione tecnologica
09:50e che si pongono rispetto al potere politico
09:52non in una dimensione di liberarsi del potere politico,
09:56ma in una dimensione di poter utilizzare il potere politico
10:00per modificare le condizioni dei paesi target,
10:04per esempio per fare in modo che
10:06in Europa non venga applicata la legislazione antitrust
10:10alle attività che queste compagnie svolgono,
10:13o per fare in modo che
10:15la pressione fiscale,
10:18la legittima riscossione fiscale
10:21su queste compagnie non possa essere esercitata,
10:24lo fanno facendo sponda sul potere politico di Washington,
10:28questo modifica strutturalmente il rapporto
10:32tra attori economici e attori politici,
10:35ma vediamo anche quando queste compagnie
10:37di fatto esercitano pressione
10:41per assicurarsi la loro catena logistica,
10:46e non sono solo le terre rare,
10:48abbiamo imparato in questi mesi anche l'energia,
10:52perché l'intelligenza artificiale,
10:55le criptovalute
10:56consumano una montagna di energia
10:59e consumano un'altra cosa
11:01a cui noi non pensiamo mai,
11:03pensiamo meno,
11:05consumano una montagna d'acqua,
11:07una montagna d'acqua,
11:09perché queste cose producono calore
11:11e siamo sempre qua per raffreddare le cose che sono calde,
11:15siamo sempre lì a buttargli secchiate d'acqua addosso,
11:18concettualmente,
11:19condizionamento.
11:20Ora voi provate a pensare
11:22che cosa significa questo,
11:24questo significa che c'è un rischio di collusione
11:30tra decisori politici
11:32e grandi attori economici di questi settori in particolare
11:36che potranno andare a determinare
11:39la decisione su
11:41per che cosa usiamo l'acqua.
11:44Non per che cosa usiamo la benzina
11:46o il gas o quant'altro,
11:48l'acqua!
11:49E sta già succedendo,
11:52sta già succedendo che si dà priorità a certi utilizzi
11:55piuttosto che ad altri.
11:57Capite che questo cambia il quadro,
12:00che non vuol dire che ci porta verso un futuro di depressione,
12:03ma vuol dire che se non siamo consapevoli
12:06dei rischi immediati,
12:10delle emergenze,
12:11dei potenziali cambiamenti strutturali
12:13e delle dinamiche più profonde,
12:15rischiamo sempre di combattere la guerra di ieri,
12:19di essere molto attrezzati a pensare
12:21di risolvere il problema che già è passato
12:25e completamente impreparati
12:26rispetto a cose che in realtà
12:29potremmo già vedere se solo ci sforzassimo
12:31di connetterle.
12:34Ed ecco perché è così importante
12:36quello che facciamo noi come europei.
12:39L'ha detto prima bene la Presidente Mezzola,
12:41l'ha ribadito l'onorevole,
12:43non so se si chiamano onorevoli qui nel Parlamento europeo,
12:46Nardella, l'ex sindaco Nardella,
12:48che facciamo prima.
12:50C'è un tema che noi spesso dimentichiamo,
12:52noi siamo comunque la seconda economia del pianeta.
12:56Siamo l'economia dei consumi più sofisticati
12:59del pianeta, l'economia europea.
13:02Siamo l'area del mondo
13:04in cui i diritti sono più tutelati,
13:08la divisione dei poteri più garantita,
13:11le istituzioni funzionano meglio,
13:13siamo prevedibili,
13:15che può sembrare noioso,
13:16ma chi fa impresa sa bene come la prevedibilità
13:19non sia esattamente un difetto,
13:21ma sia piuttosto un pregio.
13:23Tutto questo noi dobbiamo
13:25valorizzarlo.
13:26Noi siamo l'Europa.
13:28Quando penso a quello che noi dobbiamo fare,
13:30penso sempre all'orazione di Pericle
13:32agli Atenesi, se vi ricordate,
13:35che era interrotta da una formula ricorrente,
13:38poi in mente di carattere mnemonico,
13:40per così dire, no?
13:41Ma che diceva,
13:43se vi ricordate quel discorso,
13:45molto breve,
13:47noi ad Atene facciamo così.
13:50quando ricordava i nostri amministratori pubblici,
13:53i nostri governanti,
13:54diceva lui,
13:55chi prende cariche pubbliche,
13:56agisce per il bene della città
13:58e non per sistemare i suoi affari personali.
14:01E diceva,
14:02noi ad Atene facciamo così.
14:04Ecco,
14:04noi in Europa ricordiamoci come facciamo,
14:07perché come facciamo le cose,
14:09ricorda quello in cui crediamo.
14:11E quello in cui crediamo
14:13ci dice chi siamo sostanzialmente.
14:17E le cose sono estremamente collegate.
14:20Dobbiamo riconnettere gli interessi e i valori.
14:23Abbiamo bisogno di ricordarci
14:25che le nostre società sono pacifiche,
14:29ma non sono imbelli.
14:32Sono prudenti, ma non sono inermi.
14:35Devono tornare a essere però anche audaci,
14:38senza essere avventate.
14:40Tutto quello che l'Europa ha costruito
14:42ci ha aiutato a regolare
14:44quello che è intorno a noi
14:45e andava fatto,
14:46e come si andava fatto.
14:48Però è il momento in cui tutto questo
14:49serva anche per ridonarci dinamismo.
14:53E questo è il compito
14:54che spetta sicuramente alle classi politiche,
14:57che devono assumere decisioni
15:00non andando nel senso
15:02di quello che le persone penserebbero
15:03senza classi politiche,
15:04perché se no cosa servono le classi politiche?
15:07E' quello che devono fare gli intellettuali
15:09che hanno un dovere verso la verità.
15:11La verità non è una, come sapete,
15:13ma si forma attraverso il libero dibattito,
15:16ma ci deve essere un'adesione,
15:17un'onestà intellettuale in quello che si fa
15:19che non può essere la rincorsa
15:21della popolarità,
15:23perché altrimenti si tradisce
15:24la missione degli intellettuali.
15:27Ma poi devono essere anche i cittadini
15:28e le cittadine che devono capire
15:31che non si può stare nel comodo passato.
15:37Il maggior numero di morti in un naufragio
15:39sono quelli che si attardano
15:42sulla nave che sta affondando,
15:45convinti che sono sempre stati lì,
15:47perché dovrebbero buttarsi in acqua.
15:50E quando poi decidono di buttarsi in acqua,
15:52il gorgo li risucchia.
15:54E' tutto molto difficile in questa fase,
15:56e concludo perché vedo che ho un minuto,
15:59però anche su questo
16:01vi ricorderei che veniamo da generazioni
16:03che hanno avuto ben altre difficoltà.
16:06Mio padre ha combattuto una guerra,
16:08mio nonno ha combattuto una guerra,
16:09mio bisnonno ha combattuto una guerra.
16:13Sono cose molto più drammatiche
16:15rispetto a quelle che stiamo vedendo
16:16in questo momento.
16:17E per quanto riguarda i politici,
16:19dovremmo sempre ricordare due cose.
16:21La prima è che
16:23se non riesci a fare una cosa
16:25puoi anche smettere di fare politica,
16:27perché a nessuno il medico
16:29ha ordinato di fare politica,
16:31ve lo posso assicurare.
16:33E l'altra cosa che va sempre ricordata,
16:35secondo me,
16:36è la lezione di un grande uomo politico
16:38che non era certo un liberale,
16:40non era certo un democratico,
16:41perché è nato e morto prima
16:42che questi concetti si affermassero,
16:45ma che era un grande uomo di Stato.
16:48ed era il cardinale Richelieu.
16:50Il cardinale Richelieu,
16:51a quelli della mia generazione,
16:52sta un po' sulle scatole,
16:53perché noi tenivamo i tre moschettieri,
16:55chiaramente,
16:55non alle guardie del cardinale.
16:56Ma il cardinale Richelieu,
16:58nel suo testamento politico,
17:01lasciò scritta la definizione
17:02forse più profonda
17:03di cos'è la politica,
17:05che valeva allora,
17:06nel Seicento,
17:07e vale oggi.
17:08La politica
17:09è l'arte di rendere possibile
17:11quello che è necessario.
17:14Ricordiamocelo
17:14e ricordiamolo anche a loro.
17:16Grazie della vostra attenzione.
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