- 10 ore fa
I fantasmi esistono, sono tra noi, li incrociamo tutti i giorni, ma non li vediamo, spesso li ignoriamo. Sono fantasmi, o come spesso si dice, invisibili. Dormono sotto i ponti, ai margini delle stazioni, negli angoli dimenticati delle metropoli europee. Fantasmi perché ci sono, ma fingiamo di non vederli: sono invisibili per la società e per lo sguardo di chi abita le città. È da questa frattura morale, tutta contemporanea, che nasce Il cielo degli invisibili (Feltrinelli), il nuovo romanzo di François Morlupi, ospite del vodcast Il Piacere della Lettura dalla libreria Aretusa di Roma. Un noir urbano, ma soprattutto un romanzo profondamente umano, che trasforma il Policlinico Umberto I in una città nella città, un labirinto di anime perdute, destini spezzati e umanità dimenticate.
Categoria
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CreativitàTrascrizione
00:00Benvenuti al Piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, François Morlupi. Benvenuto.
00:07Grazie, grazie.
00:08Il libro di oggi è Il cielo degli invisibili, edito da Feltrinelli.
00:12È un romanzo che trasforma Roma in un crocevia di destini invisibili,
00:16dove anche l'esistenza è ai margini, chiedono di essere viste e raccontate.
00:21Una storia che intreccia umanità e mistero,
00:23e che ci invita a guardare più da vicino ciò che troppo spesso scegliamo di non vedere.
00:27Vuoi parlarci della genesi di questa tua nuova opera?
00:31Qual è stata la scintilla da cui è scaturita e quale esigenza ha nutrito in te?
00:36Allora, la genesi è derivata da due punti, principalmente.
00:39Il primo è quando faccio questi tour massacranti, che dico sempre simili a quelli degli ACDC,
00:43però senza sesso, senza droga, senza rock'n'roll, mi sono accorto che avevo un pregiudizio.
00:49E questo pregiudizio era il fatto che pensavo che le persone, le lettrici forti,
00:54perché lettori forti in Italia non esistono veramente, ma le lettrici forti in Italia
00:59fossero delle persone che avevano compiuto un percorso di studi anche universitario
01:04fino magari al massimi livelli, ovvero il dottorato.
01:06Non c'è niente di più falso.
01:08Mi sono accorto infatti che tantissimi lettrici non hanno potuto poi proseguire gli studi,
01:13però sono lettrici forti.
01:14Dunque parlo di persone aleata, cassieri e guardiani notturni,
01:18che ogni volta venivano da me dicendomi che leggevano 50, 60, 80, 90 libri l'anno.
01:23Ed è per questo che ho voluto creare innanzitutto questo paninaro Tello de Bartolo,
01:28che spezza proprio questo pregiudizio.
01:31Lui ha una terza media, rappresenta alla perfezione lo zozzone,
01:35come chiamiamo noi a Roma.
01:36Dunque colui che con la stessa mano, che prende i soldi e tutto quanto,
01:41poi farcisce il vostro panino rigorosamente senza quanto,
01:44perché sennò non sarebbe lo zozzone.
01:47Però invece è un grandissimo lettore.
01:48Dunque io questo personaggio che distrugge un po' questo archetipo,
01:53sinceramente lo volevo costruire.
01:55Poi è arrivata qualche anno fa questa notizia che mi ha molto colpito ad Istanbul,
02:01questi netturbini,
02:03che hanno cominciato a raccogliere questi libri,
02:08questi libri che le persone buttavano.
02:10Dunque loro li hanno raccolti, li hanno rivessi a nuovo,
02:15e hanno fatto una piccola biblioteca all'inizio per loro,
02:18ma poi questa biblioteca si è ampliata.
02:20Dunque sono arrivati quasi 7.000-8.000 libri
02:23ed è diventata una biblioteca comunale per tutti
02:26e non solo.
02:26Loro con questo camion dismesso l'hanno trasformato in una biblioteca ambulante
02:32e vanno nelle periferie della città per i più disagiati.
02:36Dunque questi due input mi hanno dato la volontà di creare un personaggio
02:40che avesse fatto pochissimi studi, che però al tempo stesso vivesse nella letteratura.
02:46La tua dedica è a tutti gli invisibili del mondo
02:49che lo arricchiscono con umanità, fragilità e sensibilità.
02:53Il titolo del tuo romanzo è Un Manifesto.
02:56Chi sono per te gli invisibili oggi?
02:58Gli invisibili, in questo caso, ovviamente sono questa costellazione di persone
03:02che ruota attorno appunto al mio paninaro.
03:05Io qui di preciso mi concentro ovviamente sugli invisibili, ovvero sui clochard, sui senza tetto.
03:11Io non passo al giorno che non li vedo, ahimè non vedo queste tendopoli
03:15che nascono e fioriscono sotto ogni ponte di Roma o vicino al Tevere.
03:20Fino a dieci anni fa erano 40.000 in Italia, oramai sono più di 100.000.
03:24In Europa siamo quasi a un milione di senza tetto.
03:27Dunque è veramente un tema sociale che mi sta molto a cuore
03:32ed è soprattutto un tema che secondo me dovrebbe farci riflettere
03:36come tentiamo non di risolvere il problema, ma semplicemente di emarginarli
03:40e di allontanarli dal centro della città o comunque dai quartieri per bene.
03:45Otello De Bartolo è un protagonista lontanissimo dai classici stereotipi del noir.
03:49Pensi che la figura dell'infallibile super detective si ormai anacronistica
03:54è superata nella letteratura contemporanea?
03:56Ma sì, certo, non esiste più questa figura, anche perché per questo si chiama noir.
04:02Se non si sarebbe chiamato giallo, no?
04:04Dove il giallo appunto è tra questa distinzione netta tra il bene e il male.
04:08Il bene è rappresentato dal nostro Hercule Poilot, dal nostro Sherlock Holmes
04:11che sono perfetti, che sono infallibili, che non sbagliano mai
04:13e soprattutto alla fine vincono.
04:15Dunque il giallo è molto confortante, il giallo l'ordine viene ristabilito.
04:19Mentre invece nel noir chi indaga ha delle fratture, ha delle lacerazioni,
04:25ha delle tante sfumature.
04:26Non è un personaggio bianco, non è totalmente nero, è grigio.
04:29E Otello De Bartolo ha le sue fragilità, però come dice lui è un cittadino del mondo
04:34e indaga perché si ritrova coinvolto in questa indagine.
04:39Goethe, Dostoevsky e Dumas servite in forma di panino.
04:43Quando e come ti è venuta questa idea così particolare?
04:47Ma appunto perché poi creando questo personaggio letterato mi sono detto
04:51lui cosa fa nella vita?
04:53Vende panini.
04:54Allora perché non mette la sua cultura al servizio dei propri panini?
04:58E' per questo che ha creato questi panini letterati, dunque che hanno il titolo
05:02di questi grandissimi pietre miliari della letteratura.
05:05Dunque il panino Guerra e Pace, il panino Madame Bovary
05:07e poi ovviamente a seconda del numero di pagine anche il panino ha una determinata grandezza.
05:12Dunque il panino Guerra e Pace è un panino per tutta la famiglia
05:17mentre il panino Piccolo Principe ovviamente è soltanto per i bambini.
05:20E poi c'è questa curiosità che gli ingredienti sono gli stessi che trovate nelle pagine di questi libri
05:25e soprattutto lui ha creato anche queste salse di questi perragonisti.
05:29Dunque c'è la salsa Edmondo Antesse che è una salsa che all'inizio non l'avverti
05:34ma poi l'avverti alla fine come la sua vendetta.
05:36La salsa Padron Tonio è una salsa molto amara.
05:39Mi è venuto in mente perché poi se voi andate appunto nei vari ristoranti,
05:44nei vari paninari ci sono tanti ristoratori o tanti comunque paninari che creano questi panini
05:50magari con i titoli dei film o anche con i titoli dei calciatori.
05:54Mi è capitato spesso con i titoli delle canzoni.
05:57Io mi sono detto beh il mio paninale letterato deve creare dei panini
06:00ovviamente su misura della sua letteratura.
06:02Il personaggio di Alice Penna usa molto Instagram per le indagini.
06:06Ti chiedo i social sono uno strumento di verità o solamente un luogo di mera apparenza?
06:12E chi è Alice Penna?
06:13Alice Penna è questa ragazza che vive questa frattura interna
06:18nel senso potenzialmente potrebbe fare di più
06:21e potrebbe avere sicuramente un lavoro che le permetterebbe di avere ancora più soddisfazioni.
06:26Però ha 22 anni, ha 23 anni ha trovato questo posto fisso
06:30e il posto fisso è sacro in Italia, non lo vorrebbe mai mollare
06:34sebbene poi Otello gli dica studia, studia mi raccomando perché puoi ambire a di più.
06:40Lei però è una maga dei social, i social almeno per quanto riguarda le investigazioni
06:45l'abbiamo visto recentemente, sono sempre più casi che vengono risolti
06:49grazie appunto ai social network.
06:51Dunque sì, sono uno strumento di falsità, di tanta ipocresia
06:55però possono anche essere uno strumento in certi casi di verità.
06:58Alice parlando dei legami confessa che passare tanto tempo con qualcuno
07:03e accorgersi che era un estraneo, quello è uno spreco.
07:07Come già visto in alcuni dei tuoi romanzi precedenti come segnale assente
07:11pensi che l'incomunicabilità sia una delle più grandi paure relazionali della nostra epoca?
07:17Sì, sì assolutamente sì, siamo sempre più connessi ma al tempo stesso sempre più distanti.
07:22Dunque è un tema sociale che è un po' trasversale nei miei romanzi
07:26perché mi fa molta paura questo fatto che usciamo di casa
07:31e possiamo essere aggrediti da chiunque
07:33e la maggior parte delle persone non fa nulla, non interviene
07:37ma addirittura magari filma e se ne va.
07:40E questo è un po' lo specchio dei nostri tempi.
07:42Dunque anche in questo romanzo Cielo degli invisibili
07:44c'è tanta indifferenza nei confronti appunto dei senza tetto, della mia transessuale
07:49di tutti questi emarginati che vivono in questa costellazione notturna con il mio varinaro.
07:54Scrivi, Joseph non era solo un medico, era un uomo che guardava dove gli altri voltavano lo sguardo.
07:59Joseph rappresenta il concetto di integrità.
08:02Quanto è importante nella società contemporanea essere integri, onesti,
08:06non accettare le cose per come vanno e lottare per cambiarle?
08:10Sarebbe in teoria fondamentale perché sì, penso che ognuno di noi dovrebbe avere un'integrità morale,
08:16una coscienza, anche essere professionalmente preparati e seri
08:22che dovrebbe fare unicamente quello per cui ha studiato
08:25e non improvvisarsi appunto dottore, avvocato, architetto.
08:31Io non vorrei mai essere operato da qualcuno che si improvvisa dottore all'ultimo secondo.
08:35E Joseph effettivamente è uno dei protagonisti di questa,
08:38suo malgrado di questa storia, è un professionista fino alla fine,
08:43ha dedicato la sua vita per gli altri.
08:46Scrivi, il razzismo è una brutta storia, il colore della pelle di Joseph influenza la percezione della sua scomparsa,
08:54era un tema che sentivi l'urgenza di trattare, oggi nel nostro paese c'è ancora un problema di razzismo?
09:00Beh certo che c'è ancora un problema di razzismo, c'è un forte problema di razzismo, è evidente,
09:05c'è una volontà comunque di associare il razzismo alla criminalità, di associare il razzismo a uguali problemi,
09:14ma lo sappiamo benissimo che non è così in realtà, nel senso siamo una società multiculturale
09:20e dobbiamo tanto comunque agli stranieri che vengono qui a lavorare.
09:26E Joseph ne è questa rappresentazione, è un medico che ha fatto tantissimi anni di studio,
09:30però col fatto che ovviamente è di pelle nera viene visto un po' dai suoi pazienti in maniera particolare
09:39perché c'è sempre un po' questa diffidenza.
09:41Non so se parlare direttamente di razzismo o forse di ignoranza, di paura di un qualcosa che ancora non si
09:49conosce,
09:50però obiettivamente per chi vive la città come Roma lo tocchiamo con mano un razzismo,
09:56che poi non è per forza un razzismo nei confronti delle persone appunto nere,
09:59in Italia c'è un razzismo proprio regionale fondamentalmente.
10:03Il romanzo affronta anche il tema del passato che ritorna,
10:07in questo senso credi che i traumi non risolti definiscano chi diventiamo?
10:11Sì, beh assolutamente, noi siamo il frutto dei nostri traumi, delle nostre fratture, delle nostre lacerazioni,
10:19sia il mio maresciallo per esempio Buzzini, no?
10:21È il frutto paradossalmente delle indagini che non ha riuscito a risolvere più che quelle che ha risolto,
10:28è il frutto dei suoi fantasmi, del passato di queste indagini risolte,
10:33così come il mio paninario è frutto delle sue delusioni piuttosto che della felicità.
10:36Penso che faccia parte un po' della nostra esistenza,
10:40che abbiamo sulle spalle il peso dei nostri insuccessi, dei nostri fallimenti,
10:44piuttosto che dei successi, perché ahimè molto spesso sono più i fallimenti che i successi,
10:50ma non per questo poi i fallimenti devono essere visti appunto come un peso,
10:54come una zavorra, ma questo Ansaldi dei Cinque di Monteverde
10:58ne ha la rappresentazione perfetta come un punto di forza
11:02nell'imparare a conoscere se stessi e nell'imparare dopo quali sono i nostri limiti
11:06e per poter poi eventualmente migliorarli.
11:09Molti personaggi del tuo romanzo sono alla ricerca di una seconda possibilità,
11:14credi che sia possibile redimersi anche dopo aver commesso atti terribili?
11:19Eh, quante ore ho per rispondere?
11:23Una seconda possibilità penso che questo è un periodo, un contesto storico,
11:27comunque siamo una generazione delle seconde possibilità,
11:31appunto hai fatto degli studi in ingegneria,
11:34però magari ti riesci a trovare lavoro come tutt'altro,
11:37dunque noi siamo proprio la generazione che tra virgolette riesce a barcamenarsi
11:42a trovare una seconda possibilità.
11:44Per quanto riguarda una persona che ha commesso un atto terribile,
11:48lì ci sarebbe da parlare tanto,
11:50però penso che comunque la prigione dovrebbe anche veicolare questo messaggio,
11:57non soltanto punitivo, ma anche tra virgolette di ritrovare se stessi
12:02e di dare una seconda chance.
12:04Scrivi, Roma sapeva essere una madre generosa
12:08e una matrigna crudele nello spazio di un solo incrocio.
12:11Descrivi Roma come bellissima e spietata.
12:14Com'è il rapporto tra urbe e gli invisibili del titolo del romanzo?
12:19Beh, il rapporto, fondamentalmente è un po' il rapporto che abbiamo noi romani,
12:23nel senso gli invisibili sono romani,
12:26tra virgolette sono persone che abitano la città
12:29e che avvertono queste difficoltà.
12:32Roma è una città difficile, è una città che comunque ti pone tanti paletti,
12:36che comunque ti impedisce di fare tante cose,
12:39però al tempo stesso è una città in cui non si è ancora, per fortuna, un numero,
12:45ma si ha ancora un'identità e un cognome.
12:48Il problema degli invisibili è che appunto loro non ce l'hanno proprio,
12:51dunque indipendentemente dalla città.
12:53Loro sono proprio destinati a perdere sempre e comunque,
12:56in qualsiasi città essi si trovino.
12:58Dunque il loro rapporto con la città è un rapporto difficile, difficoltoso.
13:03L'unica cosa positiva di Roma è che per fortuna c'è bel tempo,
13:07dunque in confronto a Penso e Senza Tetto di Berlino, di Parigi e di Londra
13:12hanno comunque un clima sicuramente più, meno difficile, meno violento nei loro confronti.
13:19Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato di Il cielo degli invisibili,
13:24Edito Feltrinelli e tu François, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
13:29Il mio libro è bellissimo, io lo consiglio più volte.
13:35Tu consiglio, e ho avuto l'onore di presentarlo appunto a Roma qualche giorno fa,
13:42Michel Bussi, un autore di cui non ha certo bisogno delle mie presentazioni,
13:46però questo libro, Le ombre del mondo, è un libro diverso in confronto alla sua bibliografia.
13:52Lui ci ha abituato con Infenere, con Mamma Torto, con Un aereo senza di lei,
13:58a dei noir con un colpo di scena mostruoso di quelli che ti ricorderai per sempre.
14:03Questo invece è più un romanzo storico, un romanzo che racconta comunque, sempre attraverso un giallo,
14:08un noir, sempre attraverso dei buoni colpi di scena, un genocidio che è avvenuto 30 anni fa,
14:13in cui sono morte un milione di persone, di cui fondamentalmente non se n'è quasi mai parlato
14:16nel nostro paese e nell'Europa. Ed è secondo me un romanzo storico amaro, duro, violento,
14:22pieno di persone fratturate, che però deve essere assolutamente letto perché dà tanto.
14:29Grazie mille.
14:30Grazie a voi.