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Energia Europa: L'intervento di Tommaso Foti
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00:00Io chiedo di raggiungermi qui sul palco al Ministro Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e la
00:06coesione.
00:07Benvenuto Ministro, grazie di aver accettato il nostro invito.
00:13Noi, praticamente, l'agenda dell'intervista ce l'abbiamo già fatta Emma Marcegaglia poco fa, quindi di seguire i punti.
00:21Partendo dall'ultimo, cioè questa deadline del 30 giugno, poi addirittura di fine anno,
00:26se questa guerra non si riesce a chiudere in qualche modo, rischia di mettere il nostro Paese davvero in una
00:32condizione di recessione addirittura, con tutto quel che ne consegue.
00:36Buongiorno a tutti, innanzitutto mi consenta di ringraziare Quotidiano Nazionale, lei personalmente, per l'invito.
00:44Devo anche aggiungere che rispetto al nostro ultimo incontro, questo è un salotto molto silenzioso, perché ricorderà...
00:53Eravamo in Umbria, eravamo?
00:55In Marche.
00:57Era stato un po' drammatico, insomma, riuscire a parlare, non ci sentivamo uno con l'altro ed eravamo a un
01:03metro di distanza.
01:04Io penso che innanzitutto ci sia una riflessione da fare.
01:10Questa era una guerra che nessuno aveva messo in conto.
01:14E quando spesso e volentieri si dice, ah ma l'Italia non lo sapeva, ma altri lo sapevano, l'hanno
01:21saputo tutti un quarto d'ora prima che iniziasse formalmente.
01:26E' una guerra che probabilmente, un po' come quella pensata da Putin, doveva essere una guerra lampo e come vedete
01:35di guerra lampo non ce ne sono.
01:38Noi viviamo una situazione che è sedimentata perché negli ultimi anni, tra l'inversione della Russia in Ucraina e questo
01:50secondo o ultimo colpo, è chiaro che abbiamo avuto una situazione drammatica sotto il profilo di quello che è uno
01:59dei settori fondamentali per lo sviluppo economico e sociale dell'Europa e dell'Italia.
02:07Devo ricordare a me stesso che in passato, quando si parla dell'Europa e della nascita dell'Europa, bisogna anche
02:16ricordarsi di due momenti fondamentali.
02:20La nascita della comunità europea carbone e acciaio e la nascita dell'Euratom perché quelli sono i due momenti in
02:30cui si inizia a realizzare un principio di coesioni tra paesi, poi verranno i trattati di Roma,
02:38che oltretutto nella guerra 40-45 si erano trovati, tra parentesi, su fronti opposti, a dimostrazione del fatto che le
02:48classi dirigenti di allora in Europa avevano visto lungo capendo perfettamente che dopo le macerie di una guerra
02:56la ricostruzione passava attraverso le materie prime importanti di allora.
03:03Oggi noi, lo dico condividendo gli interventi che sono stati prima resi, in particolare quando la Presidente Marcegaglia ha posto
03:15una questione reale,
03:16questa è una guerra che se finisce entro un mese, un mese e mezzo da uno scenario, certo uno scenario
03:24che avremmo tutti voluto scongiurare, certo uno scenario che lascerà ugualmente delle tracce pesanti,
03:31ma comunque uno scenario che consente di poter, penso dire, evitare la recessione.
03:39Se si va molto avanti la situazione un po' cambia, è la ragione per la quale noi in Europa continuiamo
03:49a dire
03:49vabbè, d'accordo poter venire meno al patto di stabilità per quanto riguarda le spese della difesa, però attenzione che
04:00il tema dell'energia non è inferiore assolutamente come impatto a quello della difesa,
04:07anzi, se dobbiamo dirlo fino in fondo, è più pregnante in questo momento la situazione che abbiamo di fronte sotto
04:16il profilo energetico di quella pura importante della difesa.
04:21C'è una propensione a condividere il tema, c'è una propensione a non condividere mai la soluzione.
04:31Faccio un esempio sugli ETS, sugli ETS si è formato in Europa uno schieramento contrapposto.
04:40Noi abbiamo da una parte Italia, Polonia, Austria, Ungheria, Slovacchia, Grecia, che sostengono, sospendiamo gli ETS in questa fase,
04:51e dall'altra parte Spagna, Portogallo e paesi Scandinavi, Svezia, Danimarca, Finlandia, che sono decisamente sul fronte opposto,
05:02ritenendo che cosa? Che se noi interveniamo sugli ETS viene meno tutta quella costruzione che è stata fatta relativamente alla
05:12decarbonizzazione.
05:13Ora, voi capite che diventa difficile trovare una sintesi se non prescindiamo un attimo da quelli che sono indubbiamente degli
05:25obiettivi di medio-lungo periodo.
05:28Teniamo presente che gran parte della costruzione che è stata fatta è il 55% al 2030 per arrivare a
05:36emissioni zero nel 2050.
05:38Ma anche qui, di fronte a queste crisi, di fronte a queste situazioni, vogliamo introdurre dei margini di flessibilità
05:47che fermo restando l'obiettivo finale consentano anche a quei paesi come il nostro, che più di altri dipendono ad
05:58esempio dalle fonti fossili.
06:00Io voglio ricordare che, dottoressa Merceraglia, noi nucleari in Italia ce l'avevamo ed eravamo all'avanguardia nel nucleare,
06:09perché negli anni, voglio dire, 60-70 l'Italia aveva iniziato una politica del nucleare.
06:18E cosa è successo? È successo che nel 1986, 40 anni fa, perché dobbiamo dircele fino in fondo,
06:25succede l'incidente alla centrale nucleare di Cernobil, andiamo a un referendum che non vietava il nucleare,
06:35doveva realizzare una moratoria sul nucleare ed è diventata la tomba del nucleare,
06:41poi confermata con il referendum successivo di questo secolo.
06:46Devo dire personalmente che allora, come anche nel secondo referendum,
06:53ho fatto parte di quella schiera molto ridotta che era favorevole al nucleare.
06:59Così come oggi sono lieto che questo governo, il governo Meloni,
07:06abbia posto il tema del nucleare come un tema essenziale della politica energetica.
07:13dobbiamo essere altrettanto realisti e pensare che anche se partiamo col nucleare,
07:20non lo realizziamo entro due anni.
07:23Quindi il nostro obiettivo deve essere un combinato disposto
07:27che fermo restando il nucleare, che in Italia pesa zero,
07:31in Europa faccio presente che pesa il 23%,
07:34perché 49% è di rinnovabili,
07:37e il 23% è di nucleare, la differenza è fossile.
07:42Ciò nonostante, c'è un secondo elemento che dobbiamo tenere presente.
07:46In Europa, come in Italia, la dipendenza energetica,
07:50perché la dipendenza energetica dell'Europa in questo momento è del 57%,
07:56e dell'Italia è 16 punti in più di percentuale.
07:59Siamo a 73-74%.
08:02Quindi è evidente che nel breve periodo gli incontri del Presidente Meloni di questi tre anni
08:11sono stati dedicati molto, soprattutto, diciamo, ai paesi dell'Africa.
08:18Ma per quale ragione?
08:19Perché dobbiamo andare, scusatemi, dove possiamo avere una alternativa,
08:26quella che era una dipendenza energetica dalla Russia,
08:30dalla quale non possiamo prescindere in questo momento,
08:33perché anche qui non dobbiamo cercare scorciatoie,
08:37ma per cinque anni abbiamo detto no al fatto di approvvigionarsi dalla Russia.
08:44Facciamo, come Europa, un prestito di 90 miliardi all'Ucraina,
08:48non possiamo pensare in questo momento di tornare alla fonte russa.
08:56Anche perché questo...
08:57Scusi se interrompo, Ministro, perché proprio su questo
09:01chiedevo poco fa anche alla Presidente Mezzola che cosa ne pensavano.
09:05C'è stato un dibattito in Italia, negli ultimi settimane,
09:09sollevato tra l'altro da Descalzi, dalla Didieni,
09:12sull'idea di... ma non ce la facciamo nel 27
09:14a chiudere del tutto i rubinetti con Putin, con la Russia.
09:17Secondo lei ce la facciamo invece, abbiamo le risposte.
09:19Ma guardi, io non mi metto in competizione con il dottor Descalzi
09:23per il semplice fatto che lui sta perfettamente di cosa parla
09:28e io molto meno.
09:29Il problema è politico in questo caso.
09:32Scusatemi, noi non possiamo avere un'Europa a doppia faccia.
09:37Non si può dire che noi difendiamo i principi, i valori dell'Europa
09:43e quindi ci schieriamo a favore dell'Ucraina
09:46a fronte di una invasione che ha subito
09:51e al tempo stesso sotto banco, diciamo,
09:54però se trattiamo un po' di gas con la Russia va bene ugualmente.
09:59No, questo oggettivamente in questa fase non vale.
10:03Diverso è il ragionamento che legittimamente noi dobbiamo spingere
10:09perché dall'inizio di quest'anno con l'invasione dell'Iran,
10:15voi avrete visto, con la guerra all'Iran più che l'invasione,
10:20ma avete visto che il tema Ucraina-Russia
10:24pare sparito anche dai media.
10:27È così.
10:29Francamente devo dire che è una cosa abbastanza preoccupante
10:33perché sembra che ci sia solo un tema,
10:36ma in realtà noi, ahimè, ne abbiamo due sul tavolo.
10:40E il ruolo dell'Europa deve essere, da un lato e dall'altro,
10:46quello di chiudere questi conflitti,
10:47ovviamente salvaguardando quelli che sono i principi
10:53che l'Europa ha sempre sostenuto,
10:56non abbandonando, voglio dire, a un compromesso a ribasso,
10:59ma è evidente che in questo momento
11:02sia la possibilità di un accordo USA-Iran
11:07sia la possibilità di un accordo tra Ucraina e Russia
11:13è fortemente auspicabile nell'interesse non solo europeo
11:18ma del mondo intero,
11:19perché come dimostrano infatti poi lo stretto di Hormuz,
11:23non è che strozzi solo l'Europa,
11:25è ne strozza di continenti e come se li strozza.
11:30Ministro, c'è un altro aspetto,
11:32lei poco fa lo ha citato,
11:33ne ha parlato anche ma Marcegaglia,
11:35è la questione ETS,
11:36che è questa parolina che torna,
11:38ETS,
11:39che è questa parolina che torna nel dibattito pubblico
11:42e scopriamo che è importantissima,
11:44perché dalle maglie più o meno larghe
11:45di questa imposta indiretta,
11:47possiamo chiamarla così,
11:49passano delle politiche importanti
11:52rispetto agli investimenti energetici
11:54delle aziende più energivore
11:56che abbiamo nel nostro paese.
11:58Ora, lei ha fatto tutto un lavoro di moral suasion,
12:02possiamo chiamarlo così,
12:03in Europa e insieme alla Germania,
12:05perché Italia e Germania
12:06sono più o meno nelle stesse condizioni.
12:09da questa possibilità di allargare
12:13le maglie che fanno pagare la CO2 alle imprese,
12:16semplifico molto,
12:18passa però anche la ridefinizione del Green Deal,
12:20di cui di nuovo si parla moltissimo.
12:25Cosa significa per lei,
12:27per il governo Meloni,
12:28la ridefinizione del Green Deal?
12:30Perché poco fa Mezzola ci ha detto
12:33attenzione, però continuare a credere
12:36nelle alternative,
12:38nelle rinnovabili è fondamentale,
12:40non possiamo andare indietro su questo.
12:43Quindi che cosa, secondo lei,
12:45si può o si deve fare?
12:47Guardi, il mix energetico
12:49che possa essere decisamente migliorato
12:52dalle rinnovabili
12:53sta anche in quello che sono state le scelte
12:56che si sono fatte, ad esempio,
12:58sulla politica di coesione
13:00e sulla politica del PNRR.
13:03Giusto per dire una cosa,
13:06sul tema rinnovabili,
13:07dei 57 miliardi della missione 2 del PNRR,
13:1121 miliardi,
13:13sono stati riservati alle rinnovabili.
13:16E qui, dobbiamo essere chiari però,
13:20noi abbiamo un tema,
13:22indubbiamente,
13:24di aumentare quella che è la produzione
13:26delle rinnovabili,
13:27ma dall'altro dobbiamo tenere presente
13:29anche che la capacità di accumulo
13:32e la condizione di un'energia continua
13:35non può essere ottenuta
13:37solo con le rinnovabili.
13:39Guardate, io continuo a sentire dire
13:41del mix energetico della Spagna.
13:45Nessuno dice che il mix energetico della Spagna
13:47ha qualcosa come 20% di nucleare.
13:52E' lì la chiave poi che ti consente
13:54di governare un attimo
13:56o tutte le altre fonti.
13:58Ma se tu sei a zero con il nucleare,
14:01e tanto per essere chiari,
14:02ci rimaniamo ancora per 8, 7, 8 anni,
14:06perché questi sono i tempi tecnici
14:09per poter far ripartire il nucleare in Italia,
14:12e noi dobbiamo cercare nel frattempo
14:15di avere, scusatemi, le condizioni
14:18perché le nostre imprese,
14:20a partire da quelle energivore,
14:22ma quando noi parliamo di imprese energivore,
14:24scusatemi,
14:25l'acciaio,
14:26possiamo pensare,
14:28al di là di alcune scelte
14:30abbastanza discutibili
14:32di riduzione di produzione dell'acciaio
14:35stabilite per decreti europei,
14:38ma al di là di questo,
14:40l'acciaio verde, benissimo,
14:41lo si sta realizzando,
14:43si sta andando avanti,
14:44si fanno degli investimenti importanti,
14:46ma non possiamo pensare
14:48che si prescida da costi energetici.
14:51Andiamo a un settore,
14:54quello della ceramica,
14:55la ceramica italiana,
14:58un po' di anni fa,
14:59era morta,
15:01si è innovata totalmente,
15:03si è messa su un'altra fascia di prezzo,
15:05su un'altra fascia di prodotto,
15:07è tutto quello che vogliamo,
15:08ma oggi come oggi,
15:10quando noi andiamo a chiedere
15:12ai produttori di ceramica,
15:14signori dovete innovare gli impianti,
15:17ti dicono che tecnicamente
15:18sono arrivati al massimo dell'innovazione,
15:21si può andare oltre
15:23al massimo dell'innovazione tecnologica,
15:26no, a un certo punto
15:27bisogna fermarsi,
15:28perché finché la scienza,
15:30finché la ricerca,
15:31non ti daranno delle soluzioni migliori
15:34e aggiuntive,
15:35tu devi fare quei ferri che hai,
15:37e in questo caso,
15:40consentitemelo,
15:43bisogna anche un po' spogliare
15:45quella che è un'intuizione
15:47o un progetto politico
15:49da una fissazione ideologica,
15:52perché senza neutralità tecnologica
15:55non andiamo da nessuna parte,
15:57questo dobbiamo averlo chiaro,
15:59noi come l'Europa,
16:01perché oggi siamo in una posizione
16:03di essere un continente
16:04di 450 milioni di abitanti
16:07con 16 mila miliardi di PIL,
16:13un peso rilevante,
16:14è stato osservato prima,
16:17ma attenzione,
16:18andare verso la deindustrializzazione
16:21dell'Europa,
16:22ci mettiamo molto poco,
16:24e voi sapete
16:25che realizzare un sistema produttivo
16:29è una costruzione di anni,
16:33a distruggere un sistema produttivo
16:34ci si mette pochi mesi,
16:36quindi in questa fase,
16:39mi permetto di fare questa osservazione,
16:42il realismo
16:43è molto più importante
16:45di ogni convinzione personale,
16:48noi dobbiamo consentire
16:49in Europa
16:50ai singoli paesi
16:52di poter continuare a produrre,
16:55certo,
16:57andando sull'ambito dell'innovazione,
16:59certo,
16:59andando sull'ambito della ricerca,
17:02ma non dimentichiamo anche
17:04che in un mercato competitivo
17:05il costo dell'energia
17:07è un fattore imprescindibile,
17:11in passato
17:12il tema vero
17:13era il costo del personale,
17:16si diceva
17:17ma là il personale costa meno,
17:20abbiamo dimostrato
17:21che con la qualità,
17:23anche con costi diversi,
17:25e mi sia consentito,
17:26con garanzie del tutto diverse,
17:29dell'Europa
17:29rispetto ad altri mercati
17:31del lavoro concorrenti,
17:33beh, abbiamo dimostrato
17:34di poter essere
17:36un competitore
17:37ugualmente valido
17:39sul mercato globale,
17:41ma quando arriviamo
17:42a un costo spropositato
17:44dell'energia
17:45in un rapporto
17:47tre o a quattro
17:48di costi con gli Stati Uniti,
17:49scusatemi,
17:50ma chi è che riesce
17:51a tenere il passo?
17:53E ancora di più,
17:54noi che su quel rapporto
17:56tre o quattro volte
17:57siamo ancora
17:58al 50% in più,
18:00perché questo va detto.
18:02Va bene Ministro,
18:03grazie,
18:04grazie per la sua
18:07partecipazione,
18:07la sua analisi,
18:09e io spero di rincontrarla,
18:10visto che noi ci siamo
18:11appunto incontrati
18:12qualche mese fa
18:13nelle Marche,
18:13c'era molto caos,
18:15ma l'organizzazione
18:16in quel caso
18:17non era del quotidiano nazionale,
18:18per questo che adesso
18:19c'è silenzio,
18:20ve l'abbiamo organizzato.
18:21Grazie a voi
18:22dell'invito,
18:23grazie per la richiesta
18:24di partecipazione.
18:25Grazie mille.
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