00:02Parliamo di previdenza complementare, sappiamo che è un argomento decisamente importante,
00:08un argomento da trattare sin dalla giovanità, ma in Italia purtroppo vediamo una situazione
00:14ancora molto lontana, una grande percentuale degli italiani non aderisce e non ha neanche
00:20informazioni adeguate. Com'è la situazione ad oggi e soprattutto secondo lei cosa cambierà
00:26con la riforma che inizierà a luglio 2026? La situazione ad oggi è quella che lei ha
00:31descritto, gli italiani poco ne sanno, poco ne hanno interesse e soprattutto non vogliono
00:37rischiare. Nel comportamento finanziario le famiglie italiane tendono ad avere un atteggiamento
00:43di istinto, decidono con la pancia e meno con la testa e l'istinto gli dice che in fondo
00:49è un mondo da cui è meglio star lontano, sostanzialmente perché non condividono la
00:56previsione di vedersi restituire una rendita successiva durante l'epoca della pensione,
01:03ma preferiscono la restituzione immediata di tutto il capitale. Cosa porterà la riforma?
01:08La riforma tende a incidere proprio su questo fronte, cioè a convincere che esiste una serie
01:14di opzioni su cui gli italiani potranno scegliere, i giovani lavoratori potranno scegliere, che supera
01:20questo limite della scelta alla fine del piano pensionistico tutto e subito o una piccola
01:27rendita per gli anni che restano da vivere.
01:30Ma secondo lei è una questione culturale dell'Italia o una mancata educazione finanziaria
01:36a fine della giovanità?
01:39È una questione strutturale degli italiani, culturale ma anche strutturale. Gli italiani
01:46scelgono in materia finanziaria e in materia di soldi in modo istintivo, mettono da parte
01:52soldi, la propensione al risparmio continua a essere alta nonostante l'economia abbia notevoli
01:57difficoltà, quindi soldi da parte sì, ma nel salvadanaio, pronti per essere utilizzati, sotto
02:04il materasso nel cassetto e questo non è soltanto un atteggiamento ma è proprio una
02:09vocazione strutturale. I soldini sono miei, devo tenerli a disposizione perché qualsiasi
02:14cosa succede devo potermela cavare. Questo è un dato positivo ma naturalmente espone
02:20il risparmio al rischio che nel medio periodo o nel lungo periodo i rendimenti siano molto
02:25scarsi o addirittura il capitale si impoverisca.
02:29Secondo lei abbiamo visto adesso l'intervento del governo, c'è qualcos'altro che si può fare
02:33per sensibilizzare gli italiani su questo tema anche magari da parte dell'industria del
02:37risparmio gestito?
02:39Credo che sia una responsabilità soprattutto dell'industria del risparmio gestito e cioè
02:43la chiarezza, la trasparenza, un'informazione anche semplificata perché chi decide in modo
02:50istintuale non legge 400 pagine di nota di spiegazione, quindi bisogna trovare un giusto
02:56equilibrio fra una informazione completa ma al tempo stesso comprensibile. C'è un linguaggio
03:03che va semplificato, c'è una dimensione informativa che va semplificata e c'è soprattutto una
03:08prospettiva di certezza che va data agli italiani. Gli italiani non si fidano, non si fidano
03:14istintivamente e di questo devi tenerne conto.
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