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  • 4 ore fa
Roma, 5 mag. (askanews) - "Lo doveva fare, sono contento che l'abbia fatto, il discorso è stato giusto, è stato saggio dire che loro sono di passaggio mentre il cinema resta e quando si sostiene uno sguardo che abbia un'identità e una forza tale da essere riconosciuto come unico, quello resta quasi per sempre. Quindi è giusto riconoscere che bisogna tutelare gli sguardi degli autori di questa contemporaneità e non limitarci a ideologizzare il discorso e a politicizzarlo, che è la cosa peggiore che si possa fare".Così il regista Gabriele Mainetti, uscendo dall'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno riceve i candidati ai David di Donatello, commentando le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che, tornando sulla questione della gestione dei finanziamenti per i film, ha detto che è stato "inaccettabile" non aver finanziato il documentario sulla morte di Giulio Regeni.Il film di Mainetti, "La città proibita", tra le otto candidature ha ottenuto anche quella per la miglior regia. Il regista ha detto: "Sono contento, molto contento, è molto bello, fa piacere, vuol dire che ti vogliono bene nonostante tu faccia un film di genere, che ormai in Italia non si fanno più".

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00:00Lo doveva fare, sono contento che l'abbia fatto e il discorso è stato giusto,
00:05questo saggio dire che loro siano di passaggio è che il cinema resta,
00:14perché il cinema resta e quando si sostiene uno sguardo che abbia un'identità e una forza tale
00:21da essere riconosciuto come unico, quello la resta quasi per sempre.
00:26Quindi è giusto riconoscere che bisogna tutelare gli sguardi degli autori di questa contemporaneità
00:33e non limitarci a ideologizzare il discorso e a politicizzarlo, che la cosa peggiore si possa fare.
00:40Poi non è che non ci siano, noi crediamo tutti in qualcosa, però quello viene dopo.
00:46Sono contento, molto contento, è molto bello essere candidato, fa piacere, vuol dire che ti vogliono bene
00:52nonostante tu faccia un film di genere e ormai in Italia non si fanno più.
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