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  • 2 giorni fa
«Non si tratta di un docu-film, ma di una ricostruzione dettagliata - grazie all'uso di materiale storico e d'archivio - di una vicenda per molti anni rimasta nascosta», così il re degli Ottomila, Reinhold Messner, in occasione della prima altoatesina a Bolzano del suo ultimo film, «K2 - La Grande Controversia», un progetto pensato per il grande schermo che racconta la famosa spedizione italiana sul K2 del 1954. «Il racconto non ripercorre soltanto la vicenda in sé, ma si sofferma anche - e soprattutto - sugli aspetti psicologici che hanno accompagnato i suoi protagonisti». Al centro la figura chiave di Walter Bonatti: «La sua eredità è fatta di valori che ci accompagneranno per i prossimo 150 anni; Bonatti ha dato la base filosofica dell'approccio alle grandi imprese dell'alpinismo, allacciandosi ai pionieri prima di lui», conclude Messner. Il documentario si propone come una riflessione profonda sulla natura umana, sull'onore e sulla ricerca della verità. (video Ansa)

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Trascrizione
00:00Oggi prima la tua tesina di questo nuovo docufilm, che cosa ha voluto raccontare?
00:07Prima di tutto non è un puro docufilm, è un film non rivoluzionario, un film usato, che usa materiali documentari
00:16e fa la parte psicologica, la parte che è stata nascosta fino ad adesso, come fiction, è una miscela.
00:26E penso che per questo materiale che c'era è l'unica possibilità.
00:32Bisogna sapere che il CAI italiano mi ha offerto, ho dato l'ordine di fare una storia sul K2-54,
00:43potendo usare il materiale di allora.
00:46Però il materiale di allora funziona fino a 7.700 metri, oltre non c'è materiale.
00:53Allora la chiave della salita non si vede nel materiale usato nel 54 nel cinema.
01:01Un altro fatto, quella cosa che veramente ha fatto la grande discussione sul K2, è nata dieci anni dopo e
01:09non nel 54.
01:11Per questo anche, siccome il mio italiano non è perfettamente chiaro nella psicologia, uso la mia madrelingua per raccontare la
01:20storia.
01:21È una cosa molto strana che un sottirolese va in Germania, in Astra, perché il film è pensato anche per
01:29chiarire fuori quello che è successo,
01:31e racconta una storia italiana, una delle più belle storie italiane, con la sua madrelingua,
01:38per dire, per sicurezza, per la finezza di quello che racconto.
01:42Perché ho preso molto seriamente la responsabilità di chiarire i fatti della spedizione al K2.
01:51Ecco, una figura centrale ovviamente è quella di Walter Bonetti.
01:55Quale eredità lascia come personaggio?
01:58No, specialmente lui ha lasciato dei valori che crescono entro 150 anni,
02:03facendo alpinismo nelle Alpi e nelle Himalaya.
02:07E lui ha dato la base, sia filosofica, allacciandosi ai grandi pionieri prima di lui.
02:14E poi il suo K2 era il più giovane, ma il più forte.
02:18È stato poi aggredito dieci anni dopo da compagni che hanno inventato delle cose molto strane
02:24per farlo boccia ancora.
02:27Non pensavano che dieci anni dopo la conquista del K2,
02:31Bonetti diventerebbe l'alpinista numero uno del mondo.
02:36E da questa perspettiva io racconto tutta la storia.
02:41E si vede nelle immagini originali chi in questo gruppo fa amico,
02:47come per esempio Eric Abram, su Tirolesi, Bolzanino,
02:51era sempre con Bonetti.
02:53Si vede che i compagnoni è sempre col capo spedizione
02:56e si sono messi non d'accordo.
02:59Sono diventati amici o anche compagni allacciandosi.
03:06Mentre qualcuno altro è stato non espulso, ma messo al margine.
03:11E solo se si vede tutte queste piccolezze, queste finezze,
03:15si può capire che cosa è successo dopo.
03:17Perché una persona normale, che non ha mai scalato una grande montagna,
03:22non può immaginare che un successo del genere possa portare alla fine
03:26a una lite che dura 50 anni.
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