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00:08Oltre lo stretto la nostra inchiesta sul futuro dell'energia continua in collegamento da Parigi,
00:14dalla sede dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, dove c'è Laura Cozzi che è responsabile
00:19delle previsioni della tecnologia e della sostenibilità .
00:22Buongiorno, grazie mille di avermi invitata.
00:24Mi spiace moltissimo non essere con voi di persona, ma ti ringrazio molto Andrea per la
00:28possibilità di unirmi a voi.
00:30Grazie ancora di essere tornata con noi Laura Cozzi.
00:32La prima domanda è questa, perché abbiamo sentito il direttore dell'Agenzia Internazionale
00:37dell'Energia che in questi giorni a Washington per gli incontri del Fondo Monetario Internazionale
00:41definire questa crisi come la peggiore del 1973, addirittura paragonare l'impatto di questa
00:47crisi a quello che il Covid fece anche al mercato dell'energia.
00:52Questo potrebbe accadere nel secondo trimestre.
00:54La prima domanda, Laura Cozzi, è come sta cambiando il vostro autocle, le previsioni
00:58con cui eravamo entrati nel corso dell'anno?
01:01Cosa può succedere adesso?
01:05Avete tutti sicuramente sentito le varie interviste che il nostro direttore esecutivo, il dottor
01:11Fatih Birol, ha fatto negli ultimi giorni e nelle ultime settimane.
01:16Se guardiamo semplicemente ai volumi che sono impattati dalla crisi che stiamo vivendo,
01:24in effetti il quadro è preoccupante, nel senso che se guardiamo ai volumi che sono impattati
01:31dal punto di vista del petrolio, dobbiamo mettere insieme le crisi del 1973 e del 1979 per arrivare
01:38a un volume equivalente. Se guardiamo al gas naturale, sostanzialmente il volume perso è simile
01:46in un mese a quanto abbiamo perso durante tutto l'arco del 2022, durante l'attacco dalla Russia all'Ucraina.
01:55Quindi a livello mondiale parliamo più o meno di circa un quinto dei flussi di petrolio e gas
02:03che transitano in un momento normale dallo stretto di Ormus, quindi i volumi molto grandi.
02:12L'agenzia è stata fondata, come ben sapete, nel 1974 a seguito del primo shock petrolifero
02:20e quindi il nostro lavoro quotidiano adesso è veramente quello di monitorare e capire cosa sta succedendo ai mercati.
02:26Abbiamo rilasciato l'11 di marzo il più grande volume di stock, di riserve che i nostri Paesi membri
02:36all'unanimità hanno deciso di rilasciare nei prossimi due o tre mesi 400 milioni di barili
02:47iniziato questo durante una conferenza G7 che abbiamo ospitato qui con il ministro Lescure
02:53e il ministro Pichetto Fratin. In aggiunta alla risposta e al rilascio delle riserve
03:04che ha aiutato anche a calmirare i prezzi, il nostro direttore si sta attivando moltissimo
03:10sulla diplomazia internazionale, ha cercato di attivare alcuni Paesi produttori
03:17a continuare a produrre in maniera sostenuta. Sicuramente gli sforzi dell'Arabia Saudita
03:25che sta cercando di inviare attraverso l'oleodotto West East sempre più crudo e sempre più prodotti
03:34sta alleviando un po' la pressione dei 20 milioni di barili al giorno che abbiamo perso.
03:42Stiamo lavorando un po' su tutti i fronti ovviamente, è una crisi che richiede veramente
03:53una collegialità della risposta e ovviamente come ogni anno abbiamo iniziato a lavorare
04:01sul board di energia Atlus che prevediamo di rilasciare alla fine dell'anno
04:07e il punto di partenza sarà ovviamente la crisi e come i vari governi e tutti noi consumatori
04:15risponderemo adesso e nei prossimi mesi.
04:18Ecco Laura Cozzi, il vero tema adesso è pensare a quello che sarà la prossima mappa
04:22del mondo dell'energia. Quali sono i principali cambiamenti che già adesso vedete avanzare?
04:34È chiarissima una cosa che la sicurezza energetica è diventata di nuovo di importanza vitale
04:45e direi che è diventata a tal punto di importanza vitale che non parliamo più solo di sicurezza
04:51energetica ma parliamo di sicurezza economica, sicurezza nazionale che sono un po' l'altra
04:56faccia della sicurezza energetica. Quindi stiamo vedendo veramente in tutto il mondo
05:01una serie di nuove misure che sono messe al centro con la sicurezza degli approvvigionamenti
05:08essendo la priorità politica numero uno.
05:15È importante forse sottolineare che c'erano già una serie di cambiamenti che sono avvenuti
05:21nel 2025 che verranno probabilmente ancora più fortificati da quanto sta accadendo. Gli ultimi
05:30nostri dati mostrano che al 2025 la domanda di energia è cresciuta, tutte le fonti sono
05:38cresciute in uno spirito veramente di diversificazione ma per la prima volta nella storia dell'energia
05:45è stato il solare a prendere la fetta più grande della crescita della domanda di energia.
05:51Questo era già soggiacente quindi una spinta di diversificazione in tutti i paesi del mondo
05:56questa crescita del solare arriva dall'Europa alla Cina, all'Arabia Saudita al Vietnam
06:02cioè veramente un po' dappertutto nel mondo. Quindi questo trend che già si vedeva nei dati
06:08dello scorso anno lo stiamo vedendo ancora più forte ma non è solo il solare, abbiamo visto
06:13al 2025 a livello mondiale un picco della produzione di nucleare e un picco di numero di paesi
06:19interessati al nucleare. Non solo, le batterie hanno in cui 2025 in cui si è visto un investimento
06:27massimo nelle batterie. Tutti questi trend di diversificazione verso nuove fonti e un ampio spettro
06:36di tecnologie verrà sicuramente rinforzato ancora di più.
06:42Allora Laura Cozzi, stiamo parlando del fattore tempo però perché il tempo è il fattore determinante
06:48in questa crisi anche ammesso che dal nuovo round di negoziati che dovrebbe iniziare nelle prossime
06:54ore Islamabad possa uscire una soluzione. Quanto tempo poi sarà necessario per ristabilire
07:02ciclo dall'estrazione alla produzione anche al trasporto? Perché molte infrastrutture
07:07sono state colpite.
07:08Allora sostanzialmente noi stiamo vivendo due crisi allo stesso tempo, cioè una ha a che
07:12fare con la chiusura dello stress di Ormuz e finché lo stretto non viene riaperto e non
07:18vediamo la ricircolazione di queste navi e dei flussi sostanzialmente c'è un blocco del
07:27trade. In realtà a questo si sta aggiungendo i fatti che molte infrastrutture energetiche
07:33sono state colpite, quindi anche una volta lo stretto riaperto dobbiamo ripensare alla
07:39ricostruzione e agli investimenti che devono essere rieffettuati per mettere a ciclo completo
07:50di nuovo i pozzi, gli stoccaggi e in maniera molto importante per l'Europa anche uno dei
07:59giacimenti più grossi di gas naturale. Quindi ci sarà un lag che vedrà gli impatti durare
08:07per settimane e mesi anche una volta lo stretto venga riaperto. Quello che stiamo sentendo con
08:16i governi di tutto il mondo sostanzialmente è diversificazione, diversificazione, diversificazione
08:22che sia diversificazione di fonti, diversificazioni di rotte, diversificazione di partner, quindi
08:28veramente questo è diventata la situazione che è in primo piano.
08:33Intanto però Laura Cozzi, qui in Europa si fanno previsioni anche molto diverse tra loro
08:38su quanta energia avremo ancora a disposizione, dal carburante per gli aerei fino al diesel,
08:44alla pompa di benzina. Qual è la vostra stima concreta in Europa? Cosa ci può dire
08:50da questo punto di vista Laura?
08:52Allora, l'Europa si trova in una situazione un po' diversa rispetto ad altri paesi, cioè
09:00questo shock per il momento ha impattato in maniera molto forte soprattutto i paesi asiatici
09:06dove c'è un vero shortage di combustibili e lo stanno vivendo al quotidiano, cioè moltissimi
09:13i paesi hanno già messo in Asia in atto delle misure molto più strette rispetto a quelle
09:19che stiamo vivendo in Europa adesso. In Europa adesso sostanzialmente stiamo vivendo una crisi
09:23di prezzi ma non ancora una crisi di forniture. Ci sono sostanzialmente due combustibili che
09:32verranno impattati prima di altri e sono tutta la parte diesel e la parte legata all'aviazione
09:42e al trasporto marittimo. Queste tre filiere saranno quelle più impartate dal punto di vista
09:48prezzi e dal punto di vista forniture. Nel un po' più lungo periodo il gas perché entriamo
09:54adesso nella fase di riempimento degli stoccaggi. L'Europa oggi è in una situazione diversa e migliore
10:04rispetto al 2022 quando abbiamo avuto la crisi Russia-Ucraina. Abbiamo adesso, siamo riusciti a ridurre
10:15in maniera molto importante i consumi di gas. Stiamo utilizzando 100-120 milioni di metri cubi
10:21meno l'anno rispetto al 2022. Una grande fetta di questi consumi l'abbiamo evitata grazie a una
10:33grande spinta sulle rinnovabili. I dati a oggi sono che il 75% dell'elettricità europea è prodotta
10:43da fonti che non sono fossili, che siano nucleare, idraulico, solare e eolico. Un grande
10:50miglioramento rispetto al 2022. La fragilità rimane quella della competitività e dei prezzi
10:59che rimane problematica e per l'elettricità e per il gas. Quindi la spinta per avere un futuro
11:10più resiliente è quella di continuare a spingere sulle diversificazioni e direi che sul comparto
11:18elettrico abbiamo fatto molto, dobbiamo spingerci ora sugli altri comparti, in particolare sui
11:25trasporti, spingendo che sia sulla filiera elettrica, che sia sulla filiera biocarburanti
11:32o altro, ma continuare con una spinta forte di diversificazione.
11:36Oh, citava Laura anche l'Asia, ma parliamo anche dell'Europa, perché qui si fanno anche
11:44da parte della Commissione europea previsioni che riguardano anche cambiamenti nel nostro
11:49comportamento, misure d'austerity, razionamento. Insomma, stiamo andando in quella direzione
11:54oppure è troppo presto per parlarne? Che idea si è fatta Laura Cozzi di questo?
12:02Allora, il problema del razionamento in realtà in Asia e in alcuni paesi è una realtà giÃ
12:10oggi. Ci sono oltre 30 paesi, in maggior parte in Asia, ma non solo, anche in America Latina
12:21e in Africa, che hanno già messo in atto delle misure di austerity. Parliamo dalla Thailandia,
12:27che ha richiesto a tutti i lavoratori del governo di andare al 100% in smart working. Pensiamo
12:40all'India, dove le bombole a gas hanno richiesto alle famiglie di limitare il numero di riapprovvigionamenti
12:51solo uno ogni 20 giorni. Quindi è una realtà già in molti paesi in Asia. Noi abbiamo suggerito
13:00come terzo volano delle misure, dopo il rilascio degli stock, tutta la diplomazia che il nostro
13:07direttore esecutivo sta facendo. Abbiamo anche suggerito di iniziare a guardare e a dire
13:13alle persone che se possono di limitare certi usi, certi spostamenti, per cercare di conservare
13:22petrolio e gas oggi e cercare di evitare i razionamenti nel futuro. Quindi invogliamo
13:29sicuramente tutti quelli che possono a cercare di iniziare a mettere in atto oggi delle misure
13:34di risparmio che potrebbero evitare e aiutare sicuramente a evitare in un futuro dei razionamenti
13:41più forti.
13:42Allora è stata chiarissima come sempre, grazie ancora a Laura Cozzi che è Director per la
13:47Sostenibilità , la Tecnologia e gli Outlook all'Agenzia Internazionale dell'Energia.
13:51Grazie ancora, buon lavoro e a presto Laura.
13:54Grazie a voi, grazie.
13:56Noi ci vediamo tra qualche istante.
14:04Grazie a voi.
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