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Trascrizione
00:05Ben ritrovati dall'allarme recessione, un rallentamento marcato della crescita fino alla distruzione della domanda energetica.
00:16Da una parte il Fondo Monetario Internazionale, dall'altra l'Agenzia Internazionale per l'Energia.
00:23Cerchiamo di capire in uno scenario come questo qual è la situazione delle imprese italiane, qual è la situazione dell
00:33'export per le imprese che hanno rapporti con i paesi del Golfo.
00:39Io ringrazio per aver accettato il nostro invito Alessandro Terzulli, capo economista di Sace, l'Agenzia Italiana del Credito per
00:48l'Export.
00:49Grazie per essere con noi Terzulli.
00:51Grazie a voi, buonasera.
00:53Allora, da un allarme all'altro potremmo dire qual è la situazione delle imprese italiane, qual è la situazione dell
01:00'export delle imprese italiane in un contesto come questo?
01:03Che segnali ci porta?
01:04È una situazione indubbiamente, come si diceva, segnata da molti colpi di scena.
01:11Segnata da molti colpi di scena, chiaramente ci sono degli impatti che affiorano, però una discriminante importante in questa situazione
01:21è capire se ci sarà un impatto temporaneo, che non vuol dire che non ci sarà un impatto, piuttosto che
01:27invece permanente e persistente.
01:29Gli scenari che al momento ancora hanno elevate probabilità di accadimento ci dicono che può essere più la prima, quindi
01:37un impatto ci sarà, probabilmente la crisi non si risolverà a brevissimo ma nemmeno ci vorrà troppo tempo.
01:44I prezzi dell'energia rimarranno un pochino più alti del previsto a breve e poi gradualmente torneranno a riaggiustarsi.
01:53Se questo è lo scenario, chiaramente le imprese italiane soffriranno un pochino su alcuni mercati, come ad esempio quelli del
01:59Golfo che ci hanno dato parecchie soddisfazioni in questi ultimi anni, ma nel complesso l'export italiano di beni nel
02:06totale nel 26 non dovrebbe andare in negativo.
02:09Quante imprese italiane stanno rivedendo i loro modelli di business in relazione ai paesi del Golfo in questo momento? Quante
02:17sono le imprese che hanno relazioni forti con i paesi del Golfo?
02:22Per quello che è il nostro osservatorio non stiamo assistendo per lo meno per ora, proprio in virtù della temporaneità
02:29che si sconta in questi effetti, in una revisione completa dei propri business plan.
02:34C'è indubbiamente un atteggiamento un pochino di stare alla finestra, di cautela, di non sottovalutazione della situazione che è
02:43giusto e a nostro avviso questa è una chiave interpretativa corretta perché prendere decisioni di uscire da questi mercati, alla
02:51luce anche di tutte quelle che sono le prospettive di sviluppo nel medio-lungo termine, soprattutto nel caso di una
02:57crisi che dovesse risolversi, potrebbe essere prematuro.
03:01Tersulli, lei ha detto di recente in questo momento l'impatto sull'export è gestibile.
03:08Sì, ma io ritengo che lo sia, ripeto, poi dipende dai settori, dai prodotti, dalle esposizioni a singole geografie, però
03:18nel complesso dell'export italiano secondo me ancora lo è.
03:21Chiaramente non si possono escludere degli scenari pessimistici, in alcuni casi anche estremi, ai quali però ancora si assegnano delle
03:29probabilità di accadimento relativamente basse, seppure in aumento.
03:33Come sta cambiando la geografia delle imprese che si aprono all'estero? Anche perché cambiano le relazioni con gli Stati
03:43Uniti, cambia la relazione con la Cina e con i paesi del Medio Oriente.
03:51Il rischio più grande che vede nello scegliere tra i diversi paesi, quando supportate le imprese nei loro modelli di
03:58business, qual è?
03:59Temono di più l'inflazione? Temono di più, alla fine, i dazi? Temono di più l'incertezza nel prendere decisioni
04:08che riguardano poi gli investimenti?
04:09Sì, l'incertezza che si riflette chiaramente sull'instabilità del quadro, le modalità di accesso ad un mercato è sempre
04:18chiaramente una variabile non facilmente gestibile per le imprese.
04:22C'è però da dire, senza magari esagerare, che una sorta di processo di apprendimento in questi ultimi anni c
04:29'è stato e i risultati forse del 2025 ce lo hanno confermato.
04:33Non è stato facile per le imprese, gli shock in questi ultimi anni si sono moltiplicati, non da ultimo quello
04:40relativo alla politica commerciale statunitense,
04:43però ci sembra che le imprese italiane, non solo quelle italiane, ma quelle italiane in modo particolare, abbiano mostrato una
04:49certa capacità di reazione.
04:51Se io le dico blocco dello stretto di Ormuz, quali sono i settori al momento più penalizzati?
04:56Stiamo raccontando dei fertilizzanti, stiamo raccontando dei prodotti agricoli.
05:02È cambiata un po' la graduatoria della tipologia di imprese?
05:06Allora, è chiaro che il blocco dello stretto di Ormuz crea problemi prevalentemente a commoditi energetiche, petrolio,
05:13poi sappiamo anche chiaramente il gas e come questo incide sulla quotazione del TTF europeo e tutti i riflessi che
05:20ha sul costo dell'elettricità in Italia.
05:22Sappiamo anche che la sola storia energetica non basta, ci sono appunto l'urea che va ai fertilizzanti,
05:29addirittura componenti dei semiconduttori, riguarda poco la nostra struttura produttiva, ma a livello globale potrebbe gestire uno shock.
05:39Quindi questi sono settori più esposti, però nella misura in cui i settori energy intensive sono quelli che ne potrebbero
05:46soffrire di più.
05:46Tutto però poi dipende dalla reazione, perché c'è un effetto diretto sull'inflazione da prodotti energetici,
05:52bisogna vedere se e come questa viene scaricata a valle e poi c'è il tema dei cosiddetti effetti di
05:58secondo ordine, i second round effect.
06:00Quelli sarebbero problematici, ma oggi non li vediamo se nelle negoziazioni chiaramente salariali si tenesse conto di effetti inflattivi permanenti,
06:08che ripeto, oggi non ci sono perché questo potrebbe portare poi a certi rialzi dei tassi di interesse, che però
06:14nello scenario base non vediamo.
06:16Veniamo anche al settore del legno arredo. Perché? Perché sta per aprire battenti il Salone del Mobile,
06:24una delle manifestazioni, una delle vetrine del Made in Italy più forti, capaci di attirare davvero tanti investitori internazionali.
06:35Le chiedo, approfittando quindi dell'evento che sta per partire, dalla manifestazione che sta per partire, che segnale arriva?
06:42Ma allora, tre numeri molto velocemente per dare un'attivazione del settore, del mobile appunto,
06:5044 miliardi e passa di fatturato, 13 miliardi di valore aggiunto e nel 25 quasi 14 miliardi di export.
07:00Insomma, io direi che sono i numeri di un settore da un lato molto rappresentativo per l'economia italiana
07:06e anche di un settore che è in relativa forma, seppure chiaramente ha alcune sfide che deve affrontare.
07:13In particolare, questi quasi 14 miliardi di export provengono da un anno in cui la performance non è stata brillantissima,
07:20con un tasso di variazione di poco sotto lo zero, però ricordiamo in un anno che nel complesso non è
07:26stato semplice.
07:27Poi sul totale dell'export italiano di beni abbiamo visto una performance positiva,
07:32che in parte però ha anche risentito di alcuni effetti temporanei.
07:36Vediamo due cose, dei trend sostanzialmente di lungo termine di cui il settore potrebbe beneficiare.
07:44Un po' il lascito, l'eredità del Covid è stato quello sostanzialmente di rivalutare il capitolo di spesa della casa,
07:51anche su certi beni di una certa qualità, si è un po' smorzato, ma alcuni di questi effetti rimangono.
07:56E anche sostanzialmente l'idea del consumatore è di orientarsi sempre di più su un acquisto di minori prodotti,
08:03di maggiore qualità, di una qualità che sia tracciabile, trasparente, sostenibile.
08:09Indubbiamente l'alto di gamma italiano, come il Salone del Mobile ci mostrerà,
08:13può rispondere a questo tipo di richieste dei consumatori.
08:16Dall'altro, l'affacciarsi, il mobile lo ha già fatto, ma l'affacciarsi ancora di più
08:21in una logica di diversificazione intelligente verso dei mercati nuovi,
08:25che oggi rappresentano poco per l'export italiano, ma che hanno potenzialità di crescita interessante.
08:30I mercati sono diversi, per citarne tre di quelli veramente più prospettici,
08:36noi abbiamo visto l'India, il Marocco e il Brasile.
08:39L'India si stanno affermando chiaramente incrementi del reddito disponibile,
08:43fenomeni di urbanizzazione che portano a una ricercatezza,
08:47in acquisti di beni durevoli di questo tipo, piuttosto che proprio uno shift delle preferenze
08:53dei consumatori che privilegia magari il mobile di alta gamma.
08:57O addirittura ci sono paesi come il Marocco, dove sostanzialmente la ricerca di esperienze turistiche,
09:02la valorizzazione del patrimonio culturale porta appunto il settore ricettivo a investire
09:07in un certo tipo di arredo di design che vedrebbe ben posizionato l'arredamento italiano,
09:13fino al Brasile, in cui ad esempio i numeri ci dicono che le prospettive del mercato dell'arredamento
09:18da qui al 2030 potrebbero registrare tassi di crescita significativi e che noi potremmo intercettare.
09:25Grazie davvero per essere stato con noi.
09:27Alessandro Terzulli, il blocco dello stretto di Ormuz,
09:32per le imprese italiane, per l'export delle piccole e medie imprese,
09:37con il distinguo tra i vari settori.
09:39Grazie davvero per essere stato con noi, grazie a tutti come sempre per averci seguito.
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