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  • 1 giorno fa
Verona, 14 apr. (askanews) - "Sicuramente è un Vinitaly in un momento particolare per il vino, per la situazione internazionale e il calo dei consumi. È una fiera di passaggio, di riflessione e studio, per capire cosa migliorare e far sì che il vino - che ci accompagna da 6-7 mila anni - resti una bevanda tipica nostra e piacevole. Credo che il vino faccia parte della cultura italiana, dell'animo di ognuno di noi: tutti abbiamo un nonno o un parente che faceva il vino in casa. Questo patrimonio culturale, rafforzato dal riconoscimento UNESCO della cucina italiana, è eccezionale: il vino ci deve accompagnare. È compito delle cantine produrre, raccontare e far assaggiare i vini, legati al territorio. Il vino non è alcol, ma cultura, passione, territorio: serve ad apprezzare, rilassarsi e stare con gli amici. Siamo contentissimi di questa manifestazione e dei 5 riconoscimenti presi da noi per i vini del territorio: Vermentino, Moscato di Terracina, Circeo, tutti molto legati alla nostra terra. Il Vinitaly è il concorso internazionale più importante al mondo, con la fiera più prestigiosa: vincere una piccola bandierina da mettere su Circeo o Terracina, nelle nostre zone stupende, è una grande soddisfazione, per noi e per chi ci visita" afferma Andrea Pandolfo, titolare insieme con il padre di Cantina Sant'Andrea. "A volte a livello mediatico ci sono cose strane: la dieta mediterranea è la migliore per la longevità, e un bicchiere di vino a tavola ne fa parte. Bere giusto rilassa e fa stare bene. Forse il nostro errore è stato trasformare il vino in qualcosa di troppo tecnico, da assaggiare e degustare. Facciamolo tornare alle origini, ai banchetti romani: il vino deve recuperare la convivialità. In cantina lo dico sempre: il buon piatto e il bicchiere di vino non sono un fine, ma un mezzo per una bella serata, con la coppietta o gli amici, per ricordare 'ho mangiato e bevuto bene, sono stato bene'. Quella è l'emozione che dobbiamo trasmettere con il vino", aggiunge.A confermare questo percorso per Cantina Sant'Andrea, anche i recenti riconoscimenti ottenuti nella guida 5StarWines - the Book 2027 - presentata nel corso di questa edizione di Vinitaly - dove diverse etichette della cantina hanno superato i 90 punti: l'Oppidum 2025 (90 punti), il Vermentino "253 Giorni" 2025 e il Circeo DOC Bianco Riflessi 2025, entrambi con 91 punti, e ancora il Capitolium 2023 e l'Hum Vigna Campo Soriano 2024, che raggiungono i 92 punti, a testimonianza di una qualità sempre più definita e riconoscibile.

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00:00Sicuramente è un Vinital in un momento abbastanza particolare per il vino, per la situazione internazionale, il consumo del vino.
00:06Quindi è un Vinital, credo, di passaggio, di riflessione, di studio, di capire quello che si può migliorare per far
00:12sì che il vino,
00:13cioè sono 6-7 mila anni che ci segue, che sia sempre una bevanda tipica nostra e piacevole.
00:18Perché credo che il vino fa parte della cultura italiana, dell'animo di ognuno di noi.
00:23Ognuno di noi aveva il nonno o qualche parente che si faceva il vino a casa.
00:27E tutto questo patrimonio proprio di cultura del vino, ancora di più oggi col fatto del riconoscimento dell'UNESCO, della
00:33cucina italiana, che è qualcosa di eccezionale.
00:35Cioè il vino fa parte della nostra cultura, quindi è qualcosa che ci deve accompagnare e spero ci accompagnerà veramente.
00:41Quello è un nostro compito, cantine, di fare prodotti, raccontare il vino, promuoverli, farli assaggiare, perché è un tutt'uno
00:48col territorio.
00:48Cioè ogni vino, cioè il vino non è alcol, il vino è una cultura, è un territorio, è una passione,
00:53è apprezzare, è un rilassarsi, è un stare con gli amici.
00:56Quindi siamo contentissimi, insomma, di questa manifestazione, di aver preso cinque riconoscimenti per tutti i vini del territorio,
01:03quindi col Vermentino, col Moscato di Terracina, col Circeo, quindi tutti i vini molto molto legati alla nostra terra.
01:09E il Vinitello è il concorso internazionale, nonché la fiera internazionale più importante al mondo.
01:15Quindi quando prendi una piccola bandierina, un premio e te la metti al Circeo, la metti a Terracina, la metti
01:19nelle zone, è veramente una soddisfazione per noi,
01:22ma poi penso anche proprio per chi viene nelle nostre zone che sono stupende, insomma.
01:26A volte ci sono anche a livello mediatiche cose strane, per cui la dieta mediterranea è la migliore per la
01:32longevità,
01:33ma nella dieta mediterranea un bicchiere di vino a tavola fa parte proprio del contesto.
01:37Cioè, insomma, il bere giusto al di là di quell'attimo è proprio, ti rilassa, stai bene.
01:43Cioè, forse errore nostro di aver trasformato il vino negli ultimi anni in qualcosa di un po' troppo tecnico,
01:50qualcosa più da assaggiare il vino, da degustare.
01:53Facciamolo tornare alle origini, ai romani che banchettavano, insomma, è per cui il vino deve tornare alla convivialità.
02:00Che ho sempre detto, mi piace dirlo in cantina, per cui il buon piatto e il bicchiere di vino non
02:04deve essere mai un fine,
02:05ma deve essere un mezzo per far passare una bella serata, una coppietta, stare dagli amici,
02:10ricordarti la serata perché hai mangiato, hai bevuto bene, sono stato bene.
02:13Quella è l'emozione, secondo me, che dobbiamo ritornare a dare con il bicchiere di vino.
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