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LA REPUBBLICA DI PLATONE di Mauro Bonazzi (Filosofia Antica)

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Trascrizione
00:02La Repubblica di Platone, un viaggio di liberazione
00:16Che la Repubblica di Platone sia uno dei grandi capolavori della filosofia è evidente a tutti.
00:22Ma di cosa tratti davvero? Ecco, questo è un punto tutt'altro che chiaro.
00:27Perché nella Repubblica Platone discute di tutto, tutte le sue teorie più importanti sono in qualche modo presentate e discusse.
00:34Ma qual è allora il suo centro concettuale?
00:37La risposta più diffusa rimanda al campo politico.
00:40La Repubblica, così si ripete, è il dialogo in cui Platone presenta la sua città ideale,
00:46inaugurando lo studio della filosofia politica, una lunga e gloriosa tradizione che ci porta fino a Machiavelli, Hobbes, Karl Marx
00:53e ancora oltre fino a John Rawls.
00:54In parte è vero. Nella Repubblica si parla della città ideale, la cosiddetta Callipolis, la città bella.
01:01Ma che questo sia il cuore dello dialogo è tutto da stabilire.
01:05Per fare un po' di chiarezza conviene prima di tutto attenersi al dialogo,
01:08seguire il suo movimento narrativo e argomentativo.
01:12Non dobbiamo in effetti dimenticare che quello con cui abbiamo a che fare è un dialogo.
01:16Platone non vi compare. A discutere sono Socrate e uno spaccato molto eloquente del mondo atteniese,
01:22con i suoi intellettuali, i suoi politici, i suoi cittadini aristocratici e democratici.
01:27E il tema di cui discutono è chiaro, ma non è quello della città ideale,
01:31che è menzionata, sì, ma solo marginalmente.
01:35Sceso al Pireo, al porto di Atene, per assistere a una processione religiosa,
01:40Socrate incontra alcuni amici che lo costringono a fermarsi per conversare insieme.
01:44E l'argomento della conversazione vira presto sulla relazione tra giustizia e felicità.
01:49Non è un tema di poco conto.
01:51Tutti, questa è una convinzione inamovibile per i greci antichi ed è difficile dare loro torto,
01:57tutti vogliono essere felici, vogliono vivere una vita felice.
02:01Ma come fare per vivere una vita felice?
02:04Per essere felici bisogna essere giusti. Ecco la tesi di Socrate.
02:08Solo una persona giusta può essere felice.
02:11La risposta di Socrate sembra banale, ma solo a prima vista.
02:14In realtà è una tesi molto radicale.
02:17Nel dialogo a un certo punto si racconterà la vicenda di Gige,
02:20un pastore che viveva in terre lontane, in quell'Oriente fantastico, pieno di storie misteriose e avventurose.
02:27Mentre pascolava al suo greggio, Gige si era imbattuto in un cadavere, nudo ma con un anello bellissimo.
02:32Gige aveva preso quest'anello e in seguito aveva scoperto che esso aveva un grande potere speciale.
02:38Girando il castone rendeva invisibili.
02:41Cosa fece dopo questa scoperta è presto detto?
02:44Sedotto alla regina, uccise il re conquistando il potere.
02:47Sono storie da mille e una notte, si dirà, che poco ci riguardano, ma non è così.
02:51La storia di Gige descrive un mondo molto simile al nostro.
02:54Perché la sua storia, la storia dell'invisibilità dell'anello, rispecchia una situazione fin troppo attuale.
03:00Tu, caro spettatore, che ascolti con un sorriso la storia di Gige, che mai, spero, ti sogneresti di uccidere qualcuno,
03:07cosa faresti se avessi quell'anello?
03:10Se potessi ottenere quello che desideri, qualunque sia la cosa che desideri, senza doverne pagare le conseguenze.
03:15Perché in fondo questa storia, dietro il velo del racconto fantastico, parla di una cosa molto più concreta.
03:23Parla dell'impunità, della possibilità di agire violando le regole, senza pagarne le conseguenze.
03:28Qualcuno vorrebbe rispettare la giustizia, le regole, quando potrebbe ottenere quello che vuole senza pagarne le conseguenze?
03:36Certo, si potrebbe osservare che la giustizia rimane comunque importante,
03:40nella misura in cui permette agli esseri umani di vivere insieme.
03:43In un mondo in cui tutti cercassero di prevaricare sugli altri, la vita diventerebbe impossibile per tutti.
03:49Ma è comunque una risposta debole.
03:51La giustizia ha una sua utilità, certo, ma nessuno individualmente preso vorrebbe essere giusto,
03:57vale a dire rinunciare a qualcosa quando potrebbe ottenere i suoi obiettivi impunemente.
04:02C'è qualcuno che è contento di pagare le tasse?
04:04E allora non conviene preoccuparci di realizzare i nostri obiettivi
04:08e pazienza se non tributeremo la giusta attenzione agli altri non rispettando le regole?
04:13Insomma, non sembra proprio che per essere felici si debba essere giusti.
04:17Sembra piuttosto il contrario, come sostiene il grande avversario di Socrate, il sofista Trasimaco.
04:23In fondo la giustizia, il rispetto delle regole, è un ostacolo per la realizzazione dei nostri desideri o progetti.
04:30Chi è giusto si preclude da solo la possibilità di una vita felice.
04:34Magari sarà una persona per bene, afferma Trasimaco Beffardo, magari, ma di sicuro è stupido perché non fa il suo
04:41bene.
04:41Chi ha ragione tra Trasimaco e Socrate?
04:44E tu, caro ascoltatore, sembra chiederci Platone, con chi stai?
04:48Socrate, ad ogni buon conto, continua ostinato.
04:50Non è possibile essere felici se non si è giusti.
04:54Sembrava una tesi banale.
04:55Adesso è chiaro che è una tesi radicale, che pochi sarebbero disposti a condividere.
05:01Ci vorranno in effetti otto libri, dal secondo al decimo, per capire cosa Socrate intenda veramente.
05:07Come fare in effetti per difendere questa posizione?
05:10Si tratta prima di tutto di capire cosa sia davvero la giustizia.
05:14Non è un problema semplice, e Socrate ha un'intuizione.
05:17Forse si potrebbe costruire una città giusta.
05:20Una volta che l'avremo costruita, che sarà davanti ai nostri occhi,
05:24sarà forse più facile capire in che cosa consiste la giustizia.
05:28E a quel punto si tratterà di vedere se questo concetto di giustizia che abbiamo ritrovato nella città
05:33si adatta pure a noi, alla nostra anima per usare il linguaggio di Platone.
05:37Solo così potremo stabilire se Socrate ha ragione oppure no.
05:41Ecco di cosa si discuterà nella Repubblica.
05:44La descrizione della città ideale, con la sua articolazione in tre classi,
05:48i produttori, i guardiani, i governanti filosofi,
05:51è una delle parti più conosciute e analizzate del dialogo.
05:55Ma è ormai chiaro che non costituisce il centro della Repubblica.
05:59Non a caso non viene detto quasi nulla di questa città e della sua architettura istituzionale.
06:04E quel poco che viene detto viene detto in toni bizzarri, spesso comici.
06:08In fondo tutto quello che sappiamo di questa città è che è divisa in tre classi,
06:12che vivono in modo diverso.
06:14La classe dei lavoratori vivrà come sempre,
06:16continuando a disporre e godere di libertà, di beni e di proprietà private.
06:21I governanti filosofi e guardiani, al contrario,
06:23vivranno in un regime di stretto comunismo.
06:26Un regime di comunismo che fa impallidire il comunismo di Marx.
06:30Non avranno ricchezze o proprietà, ma questo in fondo è un problema minore.
06:34A essere in comune saranno anche i figli e le mogli.
06:37Chi governa, spiega Socrate, non deve conoscere la parola mio,
06:41ma è con i figli che si pronuncia mio o mio la prima volta.
06:45Sono tesi estreme, difficili da valutare.
06:48Davvero è questo il regime ideale a cui pensa Platone?
06:50O forse Platone sta giocando con la tradizione dei dibattiti politici del suo tempo,
06:55che spesso conducevano a progetti utopistici inverosimili?
06:58La domanda rimane aperta.
07:01Ma intanto Socrate è riuscito a trovare quello che cercava,
07:04vale a dire la giustizia.
07:05Perché la città che ha costruito è una città che funziona bene.
07:09E funziona bene perché i suoi cittadini seguono un principio molto chiaro.
07:13Ognuno fa la sua parte,
07:15secondo le indicazioni di chi possiede la conoscenza di cosa è giusto fare.
07:19È la prima formulazione del principio
07:21che verrà conosciuto con la formula latina
07:23unicui quesum, a ciascuno il suo.
07:27Ecco la giustizia,
07:28il principio che sta alla base di una città ben organizzata.
07:32La giustizia è questo ordine non conflittuale tra le parti,
07:36secondo il loro valore.
07:37Chi vale di più,
07:38è giusto che governi e si prenda cura del resto,
07:41per il bene di tutti.
07:43Significativamente,
07:44e questo è il passaggio decisivo,
07:46la conclusione politica si applica anche a noi.
07:49Perché anche a noi,
07:50vale a dire la nostra anima,
07:51siamo esseri complessi,
07:53costituiti di tre parti.
07:55Dentro di noi si annida una parte bestiale,
07:58che pensa solo al proprio interesse
07:59e al raggiungimento del piacere.
08:01Ma c'è anche un'altra parte,
08:03che ha a che fare con la coscienza morale,
08:05per cui ad esempio proviamo vergogna o rabbia.
08:08E infine c'è anche una parte razionale,
08:10che si occupa del bene e del giusto.
08:12Anche noi siamo esseri composti,
08:14non meno della città.
08:15E come nel caso della città,
08:17anche nel nostro caso,
08:18la giustizia consiste nel creare un'armonia tra le diverse parti,
08:22che permette dunque all'insieme che noi siamo di funzionare bene.
08:26Ma è evidente allora che se la giustizia è questa,
08:28Socrate ha ragione.
08:29Se la giustizia è quell'equilibrio tra le tante pulsioni
08:32che si annidano dentro di noi,
08:34se la giustizia è quell'armonia
08:36che ci permette di funzionare bene,
08:38è chiaro che la giustizia è meglio dell'ingiustizia
08:40ed è la condizione necessaria per una vita felice.
08:43Al contrario, l'ingiusto, persino l'ingiusto perfetto
08:47che può fare quello che vuole senza pagarne le conseguenze,
08:50il tiranno, è la persona più infelice,
08:53perché pensa di essere libero
08:55e di poter fare quello che vuole.
08:57Ma in realtà è schiavo delle passioni più bestiali
08:59e meschine che albergano dentro di noi.
09:02La descrizione del tiranno che chiude il nono libro,
09:04in cerca di piacere sempre più brutali,
09:07per placare desideri sempre più violenti,
09:09è una delle sezioni più illuminanti del dialogo
09:12perché ci rivela la natura bestiale del potere.
09:14La conclusione di Socrate, scherzosa ma solo fino a un certo punto,
09:18culmina in un complicato calcolo matematico.
09:21La persona giusta sarà 729 volte più felice della persona ingiusta.
09:26Alla fine aveva ragione lui.
09:28Se vogliamo essere felici,
09:30non ci resta che prenderci cura della nostra anima,
09:33mettendola in ordine, facendola diventare giusta.
09:36La struttura argomentativa del dialogo è chiara,
09:39ma i problemi che rimangono aperti sono numerosissimi.
09:42Come è naturale che sia quando si ha a che fare con i grandi capolavori filosofici.
09:46La filosofia serve a chiarire la portata dei problemi,
09:49per le risposte c'è sempre tempo.
09:51In effetti, chi è la persona giusta?
09:53E come fare per diventare giusti?
09:55Nel corso della discussione emerge una risposta chiara.
09:59La persona più giusta e dunque più felice è il filosofo.
10:02Il filosofo è la persona più giusta e dunque più felice,
10:05perché è quella che meglio di tutti è saputo mettere ordine all'interno della propria anima.
10:10Non poteva che essere così, in effetti,
10:12visto che è proprio nell'anima del filosofo che la parte razionale è più forte.
10:17Ma cosa vuole davvero il filosofo?
10:19Al centro della Repubblica, esattamente a metà, compare un mito celeberrimo.
10:24È il mito della caverna.
10:26Ci invita a immaginare le nostre esistenze in un modo strano, ma solo in apparenza strano.
10:30Pensiamo di essere liberi, ma in realtà viviamo come in una caverna,
10:34incatenati e con gli occhi sempre fissi su uno schermo in cui si proiettano immagini
10:39che noi pensiamo essere reali.
10:41Viviamo schiavi dei nostri pregiudizi, insomma, chiusi nelle nostre bolle.
10:45Il filosofo è colui che riesce faticosamente a liberarsi da queste catene,
10:50uscendo dalla caverna alla scoperta della vera realtà.
10:53E fino a qua funziona tutto abbastanza bene.
10:56La filosofia è questo viaggio di liberazione.
10:59Quello che succede dopo, invece, è sorprendente.
11:02Dopo aver finalmente raggiunto questo luogo meraviglioso
11:05in cui può realizzare il suo desiderio di conoscenza e verità,
11:09il filosofo rientra nella caverna per annunciare agli altri la sua scoperta.
11:14Ma le cose non vanno come auspicava,
11:16perché gli altri, ben contenti delle loro catene, lo uccidono,
11:19così da poter continuare la loro vita da schiavi.
11:22In fondo è una metafora abbastanza trasparente della vicenda storica di Socrate,
11:27il maestro di Platone, colui che aveva cercato di svegliare Atene e in cambio era stato ucciso.
11:33Ma il mito, preso seriamente, è sconcertante.
11:36Perché il filosofo, che ha finalmente raggiunto il mondo della verità, dovrebbe tornare indietro?
11:41In fondo lui non ne ha nessuna voglia,
11:43e il popolo ancora meno tanto che lo uccide.
11:46E allora perché lo fa?
11:47Il testo non lo dice, e alcuni lettori moderni, non senza qualche ragione,
11:52hanno suggerito che Platone stesse forse rovesciando le carte in tavola.
11:55Il vero messaggio della Repubblica è che il filosofo non deve tornare nella caverna,
12:00perché la filosofia e la politica devono stare separate.
12:04Del resto, come avrebbe osservato Aristotele e con lui tanti altri lettori della Repubblica,
12:09le conoscenze metafisiche del filosofo non servono poi molto
12:13nell'oscurità della caverna in cui brancolano gli esseri umani.
12:17Davvero Platone intendeva una tesi così provocatoria?
12:21Difficile rispondere.
12:22Ma intanto, tra le righe del dialogo, è emerso un nuovo problema,
12:27molto importante e molto inquietante,
12:29quello della relazione tra conoscenza e azione, soprattutto azione politica.
12:34Fino a che punto conoscenza e azione vanno insieme?
12:38Davvero la conoscenza salva?
12:40Basta mettere lo scienziato al posto del filosofo
12:44e pensare alle sfide di cui ci occupiamo oggi,
12:46intelligenza artificiale, clonazione umana, editing genetico, la fissione nucleare.
12:51Basta pensare a queste sfide per capire che i problemi di cui parlava Platone sono gli stessi nostri.
12:57Sappiamo sempre più cose.
12:59L'universo ha sempre meno misteri per noi.
13:02È il bene e il male?
13:03Siamo sicuri di sapere cosa siano?
13:05E come fare, come vivere, come orientare le nostre scelte se non li conosciamo?
13:10Cosa ce ne facciamo di tutta la nostra potenza se non sappiamo come usarla?
13:16A leggerla con attenzione, la Repubblica continua a sollevare domande inquietanti
13:20e proprio per questo vale la pena di continuare a considerarla con grande attenzione.
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