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https://www.dailymotion.com/partner/x2nkh4e/media/video/details/xa3j15c
Mistero buffo è un'opera teatrale di Dario Fo.
Presentato per la prima volta come giullarata popolare nel 1969, è di fatto un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirati ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Ebbe molto successo e fu replicato migliaia di volte, perfino negli stadi. È recitato in una lingua reinventata, una miscela di molti linguaggi fortemente onomatopeica detta grammelot, che assume di volta in volta la cadenza e le parole, in questo caso, delle lingue locali padane.
Mistero buffo fu un'opera originale che influenzò molti autori e attori, e viene considerato un modello per il genere del teatro di narrazione, sviluppato in seguito da attori-narratori come Baliani e Paolini. Una differenza che tuttavia separa nettamente le rappresentazioni di Fo dagli spettacoli narrativi della generazione successiva è il diverso uso del corpo e delle potenzialità sceniche dell'attore. Nel Mistero buffo ogni suono, verso, parola o canto, uniti alla complessa gestualità utilizzata formano un insieme semantico inscindibile, di cui il racconto degli eventi è solo un canovaccio. Lo stile, irriverente e portato all'eccesso, si richiama infatti alle rappresentazioni medioevali eseguite dai giullari e dai cantastorie.
Il punto centrale dell'opera è costituito dalla presa di coscienza dell'esistenza di una cultura popolare, vero cardine della storia del teatro ma anche di altre arti, che è stata sempre, secondo Fo, posta in piano subalterno rispetto alla cultura ufficiale. Tramite l'esposizione di drammi religiosi, moralità e parabole in chiave satirico-grottesca ed anticlericale, Fo rovescia il punto di vista dello spettatore ponendo l'accento sulla mistificazione degli avvenimenti storici e letterari nel corso dei secoli. Per questo motivo l'opera prende il nome di "Mistero buffo", in riferimento ai Misteri riletti in chiave buffonesca. Le edizioni di Mistero buffo sono numerose e constano di differenti integrazioni durante il corso degli anni: Rosa fresca aulentissima, componimento di Cielo d'Alcamo che apre la rappresentazione, era assente nella prima edizione dell'opera. Lo stesso Dario Fo ha confermato che nella stesura dell'opera ha avuto una certa influenza la raccolta di novelle Le Parità e le storie morali dei nostri villani dell'antropologo chiaramontano Serafino Amabile Guastella.[1][2]
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Mistero buffo è un'opera teatrale di Dario Fo.
Presentato per la prima volta come giullarata popolare nel 1969, è di fatto un insieme di monologhi che descrivono alcuni episodi ad argomento biblico, ispirati ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Ebbe molto successo e fu replicato migliaia di volte, perfino negli stadi. È recitato in una lingua reinventata, una miscela di molti linguaggi fortemente onomatopeica detta grammelot, che assume di volta in volta la cadenza e le parole, in questo caso, delle lingue locali padane.
Mistero buffo fu un'opera originale che influenzò molti autori e attori, e viene considerato un modello per il genere del teatro di narrazione, sviluppato in seguito da attori-narratori come Baliani e Paolini. Una differenza che tuttavia separa nettamente le rappresentazioni di Fo dagli spettacoli narrativi della generazione successiva è il diverso uso del corpo e delle potenzialità sceniche dell'attore. Nel Mistero buffo ogni suono, verso, parola o canto, uniti alla complessa gestualità utilizzata formano un insieme semantico inscindibile, di cui il racconto degli eventi è solo un canovaccio. Lo stile, irriverente e portato all'eccesso, si richiama infatti alle rappresentazioni medioevali eseguite dai giullari e dai cantastorie.
Il punto centrale dell'opera è costituito dalla presa di coscienza dell'esistenza di una cultura popolare, vero cardine della storia del teatro ma anche di altre arti, che è stata sempre, secondo Fo, posta in piano subalterno rispetto alla cultura ufficiale. Tramite l'esposizione di drammi religiosi, moralità e parabole in chiave satirico-grottesca ed anticlericale, Fo rovescia il punto di vista dello spettatore ponendo l'accento sulla mistificazione degli avvenimenti storici e letterari nel corso dei secoli. Per questo motivo l'opera prende il nome di "Mistero buffo", in riferimento ai Misteri riletti in chiave buffonesca. Le edizioni di Mistero buffo sono numerose e constano di differenti integrazioni durante il corso degli anni: Rosa fresca aulentissima, componimento di Cielo d'Alcamo che apre la rappresentazione, era assente nella prima edizione dell'opera. Lo stesso Dario Fo ha confermato che nella stesura dell'opera ha avuto una certa influenza la raccolta di novelle Le Parità e le storie morali dei nostri villani dell'antropologo chiaramontano Serafino Amabile Guastella.[1][2]
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CortometraggiTrascrizione
00:00:00Ma che aspettate a batterci le mani, a metterle bandiere sul balcone?
00:00:07Sono arrivati i re dei ciarlatani, i veri guitti sopra il carrozzone.
00:00:14Venite tutti in piazza fra due ore, vi riempirete gli occhi di parole,
00:00:21la gola di sospiri per amore e poi farà tremila capriole.
00:00:28Napoleone primo andava a matto per sto dramma e ogni sera con la sua mamma ci veniva ad ascoltar.
00:00:40Napoleone di Francia piange ancora e si dispera da quel dì che verso sera ce ne andammo senza recitare.
00:00:51Eppure voi ragazze piangerete se il dramma non vedrete fino in fine.
00:00:58Dove se state attente imparerete a far l'amore come le regine?
00:01:05E non temete se la notte è scura, abbiamo trenta lune di cartone,
00:01:13con dentro le lanterne col carburo da far sembrare la luna un soleone.
00:01:19Napoleone francese per vederci da vicino venne apposta sul ticino contro i crucchi a guerreggiare.
00:01:31Napoleone primo che in prigione stava all'elba vi scappò un mattino all'alba per venirci a battere le mani.
00:01:42Ma che aspettate a battersi le mani, a metter le bandiere sul balcone?
00:01:49Sono arrivati il re dei giarlatani, i veri quinti sopra il carrozzone.
00:01:57Vedrete una regina scellerata, innamorata, conta del figlioccio.
00:02:04Far fuori tre, i mariti e una cognata, e dalla colpa al pato del pattaccio.
00:02:11Ma che aspettate a batterci le mani, a metter le bandiere sul balcone?
00:02:18Sono arrivati il re dei giarlatani, i veri quinti sopra il carrozzone.
00:02:26Venite tutti in piazza fra due ore, vi riempirete gli occhi di parole,
00:02:33la gola di sospiri per amore, e il cuor farà tre di la capriole.
00:02:43Allora, il primo discorso che vorrei fare, anzi che desidero fare,
00:02:49è quello legato all'origine della poesia italiana.
00:02:52Quando andiamo a scuola, ecco, se fate posto un attimo così ritrova subito...
00:02:57Mettiti pure anche qua, guarda, un po' più avanti in questa altezza
00:03:00dove ci sono questi due bambini.
00:03:01Di là, guarda, c'è ancora più fila.
00:03:04Sì, sì, sì.
00:03:06Ero amico in pensiero.
00:03:11No, per la verità devo dire che questa è una battuta addirittura di Petrolini,
00:03:15pensate un po'.
00:03:16Che aveva gente in ritardo, e allora come sta?
00:03:18Che cosa è successo? A casa, stanno tutti bene.
00:03:20Per tutto lo spettacolo, ogni momento si fermava, sta meglio, signora.
00:03:25Più che un testo vero e proprio, quello che adesso vado a rappresentare,
00:03:30il commento ha un testo molto importante.
00:03:32Si tratta di Rosa Fresca, oleontissima, cappare in vera estate.
00:03:35Di Ciullo, cielo, d'alcamo.
00:03:38Tutti a scuola, perché ho sentito subito il brusillo,
00:03:39tutti i ragazzi, lo conosco purtroppo.
00:03:41Ecco, purtroppo la grave colpa dei professori, dei maestri a scuola è quello di distruggere,
00:03:48di far diventare antipati anche le cose più divertenti, più grottesche, più simpatiche
00:03:53che ci abbia dato la cultura in Italia.
00:03:56Rosa Fresca, oleontissima, è un testo di un Giullare.
00:03:59Giullare è gente normalmente spiritosa.
00:04:01Gente che, dovendosi rivolgere a un pubblico, non tanto di bocca facile, come crede qualcuno,
00:04:07ma pretenzioso, era abituata a svolgere le cose con grande intelligenza e soprattutto grande umorismo.
00:04:14Ecco che in quel tempo, a dimostrare che non poteva altro essere che opera di gente colta,
00:04:21imperava, nel vero senso della parola, l'imperatore Federico II di Sveglia,
00:04:26il quale aveva organizzato una grande corte di poeti, scrittori, di scienziati anche,
00:04:31e così tutto quello che conosciamo in Sicilia di quel tempo viene addebitato,
00:04:35o meglio accreditato, alla produzione di questa corte.
00:04:38In questo caso, nel caso particolare di Rosa Fresca, oleontissima,
00:04:41che è l'opera più importante di quel periodo in Sicilia,
00:04:44devo dire che c'è un grosso sfarione, ma non è fatto a caso,
00:04:48è fatto proprio con l'intenzione di furto, rapina.
00:04:50E rapina sempre addosso, naturalmente, a un popolo minuto.
00:04:56Rosa Fresca, oleontissima, ha come testata il nome di un giullare,
00:05:01esattamente, Ciullo o Cielo d'Alcamo.
00:05:04Si dice che non può essere stato un giullare, vero, perché è troppo raffinato,
00:05:08troppo elegante, troppo intelligente, non può essere opera del popolo,
00:05:12soprattutto un popolo minuto.
00:05:14I storici dicono sempre, i ricercatori di una certa classe sociale,
00:05:18evidentemente, quelli che poi ritroviamo sui nostri testi di scuola,
00:05:21che il popolo è un pochettino tarduccio, ecco, stavo dicendo tardo,
00:05:26no, anzi, è addirittura bue.
00:05:28Non può librarsi nell'aeree, per quanta spinta, per il corso che faccia,
00:05:34pum, e si trova nel pantano in cui vive da sempre.
00:05:37Invece il poeta di corte, sottile, elegante, a lui basta un gesto,
00:05:41hop, like, e va, e non torna più.
00:05:47E invece voglio dimostrarvi che questo è un testo proprio del popolo.
00:05:52Cominciamo dal nome dell'autore, Ciullo o Cielo d'Alcamo?
00:05:56Cominciamo Ciullo d'Alcamo.
00:05:58Ebbene, non so, per un lombardo è facile intendere che significato ha ciullo.
00:06:04Certo, certe espressioni piuttosto triviale, come invece di
00:06:07«vammo riammazzato» c'è un'altra espressione un po' più triviale.
00:06:11Ecco, se voi dovete capirlo meglio, andate per esempio anche in Sicilia,
00:06:15esattamente ad Alcamo, sopra Palermo,
00:06:18e dite a uno che passa per la strada e gli sta un po' antipatico,
00:06:20testo di Ciullo!
00:06:22Un pugno nell'occhio vi arriva subito.
00:06:26Per capirci, vediamo cosa succede però a un professore di un liceo,
00:06:31di un ginnasio, che si trovi a voler essere sincero,
00:06:34per spiegare le cose come stanno veramente alla propria scolaresca,
00:06:37magari una scolaresca fatta di ragazzine e ragazzini,
00:06:40e comincia così, un po' sfrontato, a dire «beh, io vi voglio dire la verità».
00:06:44Ecco, i giullari si facciano appioppare sempre termini scurrivi.
00:06:47E' risaputo che ci sono centinaia di nomi di giullari
00:06:50e tutti hanno soprannomi scurrivi, significati scurrivi.
00:06:53Per quanto riguarda Ciullo, d'Alcamo, è una parolaccia.
00:06:56Infatti significa «sesso maschile d'Alcamo».
00:07:04Che cosa succede?
00:07:06In una scuola, gomitate, spernacchi, vanno sotto,
00:07:10subito fanno i disegni sulla lavagna,
00:07:12il professore viene chiamato Ciullo,
00:07:14anzi viene richiamato subito dal preside,
00:07:17il quale lo invita a fare bagaglio,
00:07:19e lo spedisce subito in Libia,
00:07:21dove abbiamo ancora un contratto decennale,
00:07:24ancora col vecchio regno italico,
00:07:26per inviare il professore Vescazzoni.
00:07:30Così va da Gaddafi a insegnare il Corano,
00:07:34con la veletta qua.
00:07:38non può, certo, il professore mettersi a raccontare una cosa,
00:07:42ottiene famiglia, non può esporsi in questa maniera,
00:07:44non può raccontare la verità,
00:07:45e soprattutto se insiste, per esempio,
00:07:48con l'apertura degli altri giullari,
00:07:50e fa l'esempio, per esempio dice,
00:07:52beh, non è il solo giullare, vi dicevo prima,
00:07:54ce ne sono centinaia di nomi scurrini,
00:07:55il più grande giullare che abbiamo avuto nella storia d'Italia,
00:07:58cioè ruzzante del Cinquecento,
00:08:03ruzzante è un nome scurrile,
00:08:04il più scurrile dico, come scurrile quello?
00:08:06Perché ruzzare in padovano significa andare con gli animali,
00:08:11non a passeggio,
00:08:14accoppiarsi ad essi,
00:08:15nei modi e nei metodi, nei tempi preferiti dai medesimi,
00:08:19non ho mai capito se i medesimi sono i ruzzanti o i ruzzati,
00:08:22non è importante,
00:08:23ma di modo anche in questo caso,
00:08:24dopo le risacchiate, eccetera, eccetera,
00:08:26che si sente da in fondo il preside,
00:08:27ciullo, ho capito,
00:08:30Libia,
00:08:31e come si può salvare?
00:08:33Ebbene, a salvare viene subito un grande professore,
00:08:35un maestro davvero universitario, importante,
00:08:37l'abbiamo tutti ancora nel cuore,
00:08:39da sempre,
00:08:41De Sanctis,
00:08:42è subito,
00:08:44De Sanctis,
00:08:46è sempre la spina in gola,
00:08:48ecco, De Sanctis spiega
00:08:50che non bisogna subito andare con la testa,
00:08:53con il mio ottusa,
00:08:54di fronte alle cose,
00:08:55hanno sempre un secondo piano,
00:08:58i fatti,
00:08:58infatti,
00:08:59se voi vedete,
00:09:00spiega De Sanctis,
00:09:02nel codice laurenziano,
00:09:03troviamo una specie di caccola di mosca sotto la C,
00:09:06che in verità è una sediglia,
00:09:08e la sediglia,
00:09:08voi sapete,
00:09:09dolcisce tutti i suoni,
00:09:11per cui non abbiamo più ciullo,
00:09:13ma cielo,
00:09:14d'alcamo,
00:09:14che è molto più azzurro,
00:09:16come...
00:09:17salvato il professore,
00:09:18che ha rimesso le valigie a posto,
00:09:19andiamo avanti.
00:09:21Per quanto riguarda rosa fresca e volentissima,
00:09:23cappare in vera l'estate,
00:09:24chi preferisce questo primo verso?
00:09:26È un giovane che corteggia una ragazza,
00:09:30si fa credere nobile,
00:09:32ricco,
00:09:33importante,
00:09:34però si scopre subito al pubblico,
00:09:38naturalmente,
00:09:39la sua vera origine,
00:09:40da un certo atteggiamento che prende,
00:09:42soprattutto da un libro,
00:09:43che per soprannome chiama Vangelo,
00:09:46sullo quale a un certo punto giura,
00:09:48e che era in verità il libro mastro
00:09:50che adoperavano i gabbelieri.
00:09:52I gabbelieri in Sicilia,
00:09:54in quel tempo e ancora oggi,
00:09:55vengono chiamati gru o grue.
00:09:57Perché?
00:09:58Perché al momento in cui dovevano iscrivere
00:10:01il nome e cognome
00:10:02di chi aveva steso la bancherella
00:10:04durante i mercati
00:10:05per riscuotere la tassa,
00:10:06sollevavano la propria gamba,
00:10:08la coscia diventava il tavolo,
00:10:11alzavano il gonnellone,
00:10:12sotto c'era il Vangelo legato sulla coscia,
00:10:15lo aprivano, segnavano,
00:10:16facevano mettere la firma,
00:10:17chiuso, riscotevano e via così.
00:10:19Gru o grue,
00:10:20è chiara la posizione.
00:10:22Ora questo gru o grue
00:10:23fa credere,
00:10:24e parlando e facendo dichiarazione d'amore
00:10:26alla ragazza,
00:10:26di essere nobile,
00:10:28ricco, eccetera, eccetera.
00:10:29Ma anche la ragazza,
00:10:30millante alla propria posizione,
00:10:32è alla finestra di un grande palazzo
00:10:35e fa credere al ragazzo
00:10:36di essere addirittura
00:10:36la figlia del padrone di casa.
00:10:38In verità è una ragazza
00:10:40che fa lavori domestici
00:10:42e piuttosto pesanti,
00:10:43una donna di servizio,
00:10:45dentro la casa.
00:10:46Da che cosa lo scopriamo?
00:10:48Da una cattiveria del gru,
00:10:49del gabbeliere,
00:10:50il quale a un certo punto,
00:10:52facendo dichiarazione d'amore,
00:10:54quasi la sfotte,
00:10:55dice
00:10:55Bella,
00:10:56quando ti vidi vestita di saio,
00:10:58di te mi innamorai.
00:10:59Il saio era un canapone,
00:11:01non era quello delle suore,
00:11:02dei frati,
00:11:03che portavano le donne
00:11:04quando andavano a lavare alla fonte.
00:11:06Si portavano addosso
00:11:07questa canapa apprettata
00:11:09per evitare di essere insaccherati,
00:11:10di bagnarsi completamente,
00:11:12la pretta faceva scivolare l'acqua
00:11:13e tornavano abbastanza in tonse.
00:11:15Però,
00:11:16che cosa aveva fatto innamorare il ragazzo?
00:11:18Non certo questo abito goffo,
00:11:20rigido.
00:11:21No,
00:11:22l'atteggiamento che pare nel Medioevo,
00:11:23e noi non lo sappiamo ancora,
00:11:25non l'abbiamo perduta questa cognizione,
00:11:27l'atteggiamento che prendevano le donne
00:11:29quando andavano alla fonte a lavare.
00:11:30Pare che si chinassero molto
00:11:33verso la fonte,
00:11:34per sciacquare,
00:11:35eccetera,
00:11:36eccetera.
00:11:36e nel movimento che sviluppavano del lavoro,
00:11:39pare determinassino un'alternativa dinamica,
00:11:43circolatorio o ondulatoria,
00:11:45in forma plastica,
00:11:47che determinava nel retro,
00:11:49detto gluteare,
00:11:50un piacere ai passanti
00:11:52che occheggiavano
00:11:53e risentivano.
00:12:00Noi,
00:12:01questo piacere erotico,
00:12:04sessuale,
00:12:05non possiamo più comprendere.
00:12:06Io ho provato, per esempio,
00:12:07oggi abbiamo le lavatrici,
00:12:09le lettere in campo.
00:12:10Ho provato a guardare il cerchio così.
00:12:14Dà uno un certo stordimento,
00:12:16ma non credo che sia sessuale.
00:12:19Se voi credete che sia una mia panzana,
00:12:21tanto per divertirvi,
00:12:22vi dirò che proprio il problema
00:12:24del lavandaio
00:12:25era tenuto in grossa considerazione
00:12:28nel Medioevo.
00:12:29Qui a Milano,
00:12:29all'alzare del Naviglio,
00:12:30ancora oggi,
00:12:31nella parte proprio medievale,
00:12:33se voi andate,
00:12:34trovate tutti i seggioni,
00:12:35uno dietro l'altro,
00:12:36in pietra,
00:12:37uno in fila all'altro,
00:12:38dove le ragazze andavano a lavare.
00:12:40E se fate attenzione,
00:12:41noterete che c'è una specie di balaustra,
00:12:43passamano,
00:12:44sulla sinistra,
00:12:45che è di qualche anno posteriore,
00:12:48anzi mezzo secolo posteriore,
00:12:49all'impianto,
00:12:51diciamo,
00:12:51dei lavatri.
00:12:53Questo perché
00:12:53fu il comune preoccupato
00:12:55degli annegamenti.
00:12:57Cioè che i giovani,
00:12:58passando,
00:12:59non si preoccupavano,
00:13:00flufferano.
00:13:01Adesso c'è il passamano,
00:13:03poi misero il passamano,
00:13:04per cui tranquillamente.
00:13:12Rosa, fresca,
00:13:14oleontissima,
00:13:15cappare in vera l'estate,
00:13:16le donne,
00:13:17te,
00:13:17desiero,
00:13:17pulselle maritate.
00:13:19Chiaro, no?
00:13:20Rosa, fresca,
00:13:21e aulente,
00:13:22profumata,
00:13:23che appari
00:13:23verso l'estate,
00:13:25le donne ti desiderano
00:13:27pulselle e maritate.
00:13:28Cioè a dire,
00:13:29sei talmente bella,
00:13:30gentile,
00:13:31delicata,
00:13:32che anche le donne,
00:13:34tanto quelle giovani,
00:13:35che le maritate,
00:13:37per non parlare delle belle,
00:13:37ma da quell'altro discorso,
00:13:39vorrebbero arrivare a far l'amore con te.
00:13:43dice così.
00:13:45E immaginate il professore,
00:13:47che spiega,
00:13:47per poter sapere,
00:13:48una ragazza nel medioevo,
00:13:49quando era piuttosto avvenente,
00:13:51attirava interesse,
00:13:52soprattutto nelle donne,
00:13:53e veniva corteggiata,
00:13:55e non era normale,
00:13:57subito il preside,
00:13:58ciullo!
00:14:03D'altra parte,
00:14:04nel paradosso,
00:14:06è un'espressione usata ancora oggi in Sicilia,
00:14:08sciacca, gela,
00:14:09si usa ancora a dire,
00:14:10presi pescatori,
00:14:11contadini,
00:14:13fighiuzza,
00:14:13bedda tu sì,
00:14:14con anche altro fighiuzza,
00:14:15ti avori ambrazzare.
00:14:16Ragazze,
00:14:17sei talmente bella,
00:14:18che anche le altre ragazze,
00:14:19avrebbero il piacere,
00:14:20di tenerti fra le braccia,
00:14:21ma non c'è nessuna morbosità,
00:14:23in questo discorso,
00:14:24sì,
00:14:24ma andate a raccontare la scuola,
00:14:25nelle nostre scuole,
00:14:26dove la morbosità,
00:14:28non è colpa dei ragazzi,
00:14:32vengono allevati,
00:14:33fino al momento,
00:14:33in cui cominciano a capire qualche cosa,
00:14:35e delle ragazze,
00:14:36naturalmente,
00:14:37pensate ai nostri asili,
00:14:40una bambina di tre anni,
00:14:42sono lì che giocano,
00:14:43a un certo punto il bambino fa pipì,
00:14:45la bambina guarda,
00:14:46suora,
00:14:48che cos'ha quel bambino lì?
00:14:50Non guardare,
00:14:51è una brutta malattia,
00:14:56fatti il segno della croce,
00:14:59che scaccia il maligno,
00:15:03si chiama anche maligno,
00:15:12come ci si salva,
00:15:14come ci si salva,
00:15:14questo povero professore,
00:15:15in una scuola come la nostra,
00:15:18ebbene,
00:15:19rosa fresca,
00:15:20voleontissima,
00:15:20capare in vera l'estate,
00:15:21eccetera,
00:15:22eccetera,
00:15:22le donne,
00:15:23te,
00:15:23desino,
00:15:23pulso,
00:15:25interviene subito a salvare,
00:15:28un grossissimo professore,
00:15:30che è uno dei più importanti,
00:15:32Dovidio,
00:15:33il quale spiega,
00:15:34dicono,
00:15:34non guardiamo una cosa così,
00:15:36un becero in forma,
00:15:37le donne,
00:15:37non è le donne,
00:15:39domine,
00:15:39è latino,
00:15:41domine,
00:15:41te desidero,
00:15:42pulselle e maritate,
00:15:44domine,
00:15:45domine,
00:15:46signori,
00:15:47domine,
00:15:48padroni,
00:15:49cioè sei talmente bella,
00:15:51che anche i padroni,
00:15:52i ricchi,
00:15:53i principi,
00:15:53ti desiderano,
00:15:55pulselle e maritate,
00:16:00misteri della poesia,
00:16:04oppure tradizioni,
00:16:05altolocate,
00:16:06non lo so,
00:16:07ora andiamo avanti,
00:16:07a un certo punto,
00:16:09il ragazzo veramente cresce,
00:16:11nella sua dichiarazione d'amore,
00:16:13dice,
00:16:13causa te,
00:16:14io non riesco a dormire,
00:16:15notte e giorno,
00:16:16trarmi focora,
00:16:17se ne abbi volontate,
00:16:18cioè fammi uscire da questo fuoco d'amore,
00:16:20se ne hai volontà,
00:16:22mi sa benissimo come,
00:16:23quando le ragazze abbiano volontà,
00:16:24di trarre fuori dal fuoco d'amore,
00:16:26i ragazzi,
00:16:27riescano,
00:16:28ma sui libri di testo,
00:16:30non c'è mai una volta,
00:16:31che su una postilla,
00:16:31un'indicazione,
00:16:32per cui,
00:16:33ah,
00:16:34ma è niente,
00:16:35il silenzio,
00:16:36per cui ci sono gli scappati dritti,
00:16:38ah,
00:16:39lo so,
00:16:40e i ritardati,
00:16:41eh,
00:16:41chi è,
00:16:42com'è,
00:16:44la ragazza subito risponde,
00:16:46piuttosto per le rime,
00:16:47se c'era ancora,
00:16:48qualche dubbio,
00:16:49che fosse veramente,
00:16:50di origine popolare,
00:16:52la risposta è sua,
00:16:53dice,
00:16:53ma vai a scopare il mare,
00:16:56anzi dice,
00:16:57puoi andare ad adorare il mare,
00:16:58puoi andare a seminare nel vento,
00:17:00con me,
00:17:00arrivare a fare l'amore,
00:17:01non arriverai mai,
00:17:02anzi,
00:17:03guarda,
00:17:03perché,
00:17:03proprio per levarti ogni illusione,
00:17:06ti dico subito,
00:17:06che piuttosto di accettare,
00:17:09una tua proferta,
00:17:11e soprattutto carnale,
00:17:13io,
00:17:14piuttosto mi faccio tondere il cranio,
00:17:16come facevano le ragazze,
00:17:17quando andavano a suona,
00:17:18e mi chiudo in un convento,
00:17:20e così nel convento,
00:17:21felice,
00:17:21beata,
00:17:22non ho più te,
00:17:22rompi in scatola,
00:17:23che vedi con queste proferte,
00:17:24eccetera,
00:17:25eccetera,
00:17:25vai nel convento,
00:17:26dice il ragazzo,
00:17:26anch'io vado nel convento,
00:17:28da frate,
00:17:29non da suono,
00:17:30anch'io mi faccio tondere il cranio,
00:17:31vado in un convento,
00:17:33mi preparo per bene,
00:17:34studio quando sono preparato,
00:17:36vengo nel tuo di convento,
00:17:37ti confesso,
00:17:38e al momento buono,
00:17:40gnaa,
00:17:42gnaa che te l'ho aggiunto io in verità,
00:17:44ma è implicito,
00:17:46tant'è vero che la ragazza reagisce violentamente,
00:17:49e dice,
00:17:49ma sei veramente un anticristo,
00:17:50un infame,
00:17:51ma come una sorella,
00:17:51una foto,
00:17:52un frate,
00:17:53vorresti arrivare a un peccato,
00:17:54uno scempio simile,
00:17:54e vattene,
00:17:55no è impossibile,
00:17:56io piuttosto di accettare una violenza tua,
00:17:58di questo genere,
00:17:59io mi butto nel mare,
00:18:00io mi annego,
00:18:02ti butto nel mare,
00:18:03e io mi butto anch'io nel mare,
00:18:04scendo negli abissi,
00:18:05ti prendo,
00:18:06annegato come sei,
00:18:07ti trascino fuori,
00:18:08ti stendo sulla sabbia,
00:18:10sull'arena,
00:18:11e vignacchi,
00:18:13la ragazza su,
00:18:15annegata,
00:18:17sì,
00:18:19ma la ragazza infallidendo,
00:18:21è molto,
00:18:23molto timida,
00:18:24dice,
00:18:25ma non si prova,
00:18:26non si prova nessuna soddisfazione,
00:18:28far l'amore con le annegate,
00:18:29sa tutto,
00:18:30perché una sua cugina,
00:18:30era annegata,
00:18:34uno è passato a dire,
00:18:35o sto a una annegata,
00:18:40meglio il pesce spada,
00:18:43la ragazza impallidisce,
00:18:52dice,
00:18:53guarda,
00:18:54vattene subito,
00:18:55non continuare con questi discorsi,
00:18:57osceni,
00:18:57infami,
00:18:58scurridi,
00:18:59se tu insisti,
00:19:00io mi metto a urlare,
00:19:02arrivano i miei parenti,
00:19:03e come ti trovano,
00:19:04ti ammazzano di legnate,
00:19:07se i tuoi parenti trovano,
00:19:09e che mi possono fare,
00:19:11una defense,
00:19:11ma mettoci,
00:19:12di duemila a gustare,
00:19:13non mi toccare,
00:19:14padre Tocco,
00:19:15un canto a vera ammari,
00:19:16viva l'imperador,
00:19:17grazie a Dio,
00:19:18intendi bella,
00:19:19quel che dico Eo,
00:19:20e non si capisce niente,
00:19:23e perché non si capisce,
00:19:25forse per il linguaggio,
00:19:26no,
00:19:26c'è un'altra ragione,
00:19:27la verità è che,
00:19:29c'è dietro,
00:19:30una storia,
00:19:31legata alla cronaca del tempo,
00:19:34di cui noi,
00:19:35non conosciamo niente,
00:19:36anche perché a scuola,
00:19:37badano bene,
00:19:38di raccontartelo,
00:19:39io ho fatto un'inchiesta,
00:19:41sul,
00:19:42100 testi scolastici,
00:19:43anche universitari,
00:19:45ho trovato per esempio,
00:19:46il 40% dove questo pezzo,
00:19:47è censurato,
00:19:48altri dove messo,
00:19:49senza neanche,
00:19:50un'indicazione,
00:19:51altri con dei papocchi,
00:19:53che non si capisce niente,
00:19:54e allora cerco di spiegare,
00:19:56faccio,
00:19:56questa volta io il maestro di scuola,
00:19:58se permettete,
00:19:59ecco che cos'è il discorso,
00:20:01dice il giovane,
00:20:03se i tuoi parenti stanno arrivando,
00:20:05e mi trovano che io ti sto facendo violenza,
00:20:07nulla mi potranno fare,
00:20:09perché all'atto in cui io li vedo,
00:20:10io affondo la mia mano,
00:20:12dentro la saccoccia dove tengo i denari,
00:20:14estraggo 2000 augustari,
00:20:16le monete di Augusto Federico Imperatore,
00:20:18che 2000 augustari erano 160 mila lire circa,
00:20:21non so qual è il cambio attuale,
00:20:22me ne vuoi vedere,
00:20:23100 sono una bella cifra,
00:20:25stendo la difesa,
00:20:26la difesa,
00:20:27il diritto di violenza,
00:20:28voleva dire,
00:20:30sul corpo della ragazza,
00:20:31e come vi avvicinate,
00:20:33parenti,
00:20:34io sollevo le mani,
00:20:36e grido,
00:20:36viva l'imperatore,
00:20:37grazie a Dio,
00:20:38che è il rito,
00:20:40chi mi tocca,
00:20:41dopo aver pagato la difesa,
00:20:42la tassa,
00:20:43e aver gridato questo,
00:20:45slogan,
00:20:46oggi diremmo,
00:20:46ecco che viene subito beccato,
00:20:49preso,
00:20:49e impiccato all'albero più vicino,
00:20:51senza processo,
00:20:52la difesa,
00:20:53defensa,
00:20:54era una legge,
00:20:55faceva parte della legge melfitane,
00:20:57inventate,
00:20:58da Federico II Imperatore,
00:21:01il quale Imperatore,
00:21:02se ne trovava in quel tempo,
00:21:04per una crociata,
00:21:06di là del mare,
00:21:07la crociata non la fece,
00:21:08un'organizzazione così commerciale,
00:21:11ma nel ritorno,
00:21:12approfittando della sua assenza,
00:21:13e soprattutto dell'assenza di tutto l'esercito,
00:21:15si ribellarono all'interno della Sicilia,
00:21:17i contadini,
00:21:18contadini di origine alaba,
00:21:20e aborigini,
00:21:20cioè del luogo,
00:21:21perché si rifiutavano di pagare la colletta,
00:21:24la colletta era una tassa,
00:21:25oggi colletta si dice,
00:21:26si pensa a raccogliere fondi,
00:21:28per aiutare qualcuno,
00:21:29un amico,
00:21:29allora era una specie di cinghia,
00:21:31che si portava al collo,
00:21:32erano costretti i contadini a portarlo,
00:21:34sopra c'erano delle iscrizioni,
00:21:35con delle tacche,
00:21:36che segnavano le tasse pagate,
00:21:38un contadino che veniva preso senza tacco,
00:21:40senza colletta,
00:21:41veniva bastonato o ammazzato,
00:21:42si rifiutavano di questa tassa ignobile,
00:21:45e si ribellarono approfittando,
00:21:46dicevo,
00:21:47della sortita,
00:21:48dell'uscita,
00:21:48dell'assenza dell'imperatore,
00:21:50l'imperatore era pernale,
00:21:51ma i baroni,
00:21:52i conti,
00:21:53si misero tutti quanti in armi,
00:21:55e per frenare la ribellione,
00:21:57visto che non potevano arginare,
00:21:58che fecero?
00:21:59Bruciarono,
00:22:00incendiarono il più grande,
00:22:01bosco della Sicilia,
00:22:03meglio dire,
00:22:03foresta,
00:22:04dentro il quale si erano asseragliati,
00:22:05questi contadini,
00:22:07e li bruciarono in gran parte,
00:22:10vedete che gli americani nel Vietnam
00:22:11non hanno inventato niente,
00:22:13gente colta,
00:22:14e andate a vedere,
00:22:17per ringraziare e premiare questi baroni,
00:22:20questi conti,
00:22:21questi ricchi,
00:22:22che si erano dati da fare,
00:22:23per arginare la rivolta,
00:22:25Federico II,
00:22:26quando arrivò in Italia,
00:22:27meglio dire nel sud dell'Italia,
00:22:29e arrivò a Melpi,
00:22:30ecco che istituì questa legge,
00:22:33il ringraziamento,
00:22:33questa legge era tutta gratificante,
00:22:36i nobili e i conti,
00:22:37e per quanto riguarda i padroni,
00:22:38e per quanto riguarda il diritto di stupro,
00:22:40è chiara questa cosa,
00:22:42c'era soltanto una tassa da pagare,
00:22:44che poi lui si intascava,
00:22:45ovvio,
00:22:45non certo la ragazza violentata,
00:22:48ora lo possiamo vedere bene,
00:22:49l'azione,
00:22:49come andava,
00:22:50il violentatore,
00:22:53abbastanza spogliato,
00:22:54in disabillé,
00:22:56sempre però,
00:22:57nudo magari,
00:22:58ma sempre con la sua saccoccia,
00:23:00piena del denaro,
00:23:01denaro contà,
00:23:02in spiccioli,
00:23:03vedo che un'amica fuori dei scusi,
00:23:04e avrebbe la moneta,
00:23:05che c'è un pezzo grosso,
00:23:07subito,
00:23:08arrivano i parenti,
00:23:09tracca da 2000 agustari,
00:23:11prego contare,
00:23:12viva l'imperatore,
00:23:13grazie a Dio,
00:23:13chi è?
00:23:15Questo gesto,
00:23:16un pochettino scurrile,
00:23:17triviale,
00:23:18non è che lo aggiungo io,
00:23:19faceva parte del rito,
00:23:20infatti,
00:23:21c'è ancora un'espressione oggi,
00:23:22a Sicilia,
00:23:24e a Napoli,
00:23:25mazziato e cornuto,
00:23:26mazzulato e cornuto,
00:23:28che significa,
00:23:28oltre ad essere cornuto,
00:23:29pure ti bastò,
00:23:30ti sfonto,
00:23:31sghignazzo su di te,
00:23:33e pensate che questi giullari,
00:23:34andavano a raccontare queste cose,
00:23:36nel mezzo alla gente,
00:23:38e quindi li provocavano mica male,
00:23:39qualcuno ogni tanto,
00:23:40dicono,
00:23:40ma che cornuto,
00:23:40ma che?
00:23:41Lo dicevano,
00:23:42la vostra situazione,
00:23:43per le leggi,
00:23:44che il padrone ha imposto,
00:23:45è da mazziato e cornuto,
00:23:47voleva dire,
00:23:47svegliatevi,
00:23:48erano dei sopillatori,
00:23:49della gentaglia,
00:23:50estremisti,
00:23:51si è chiaro,
00:23:52e questo è chiaro nella posizione,
00:23:54per quello ogni tanto,
00:23:55li tartassavano,
00:23:56li inchiodavano,
00:23:56li tagliavano la lingua,
00:23:57orpelli genetici,
00:24:00qualcuno dice,
00:24:02ebbene,
00:24:03tutto addosso a questa gente,
00:24:04che si muoveva,
00:24:05per far prendere coscienza,
00:24:06al popolo,
00:24:07ma oggi come oggi,
00:24:08possiamo aggiungere qualche cosa,
00:24:10anche noi siamo ammazziati e cornuto,
00:24:11specialmente,
00:24:12quando cominciamo ad andare a scuola,
00:24:14perché ci raccontano appunto,
00:24:15che questa è opera di aristocratici,
00:24:17di colti,
00:24:18di gente,
00:24:18che è di una certa classe,
00:24:20è opera del popolo,
00:24:21anche lì ci defraudano,
00:24:22ci sfottano,
00:24:23e ci fanno il gestaccio,
00:24:25di questo.
00:24:41Questa giullarata si chiama
00:24:43La nascita del giullare,
00:24:44è una giullarata ritrovata
00:24:46intorno al 1800,
00:24:48da un ricercatore siciliano,
00:24:50amico di Pitré,
00:24:52di Ragusa,
00:24:53però l'origine di questa giullarata
00:24:55è verso il 1200,
00:24:57se ne trovano degli spezzoni,
00:24:59se vogliamo chiamarli così,
00:25:00anche in Lombardia,
00:25:01in Francia e in Germania.
00:25:04Nascita del giullare,
00:25:05il giullare racconta in piazza
00:25:08la sua origine,
00:25:10era un contadino,
00:25:11uno che faticava dall'alba al tramonto,
00:25:14curvato sulla propria zappa,
00:25:17sulla vanga,
00:25:18alla sera se ne tornava a casa,
00:25:20distrutto completamente,
00:25:21non aveva voglia di parlare,
00:25:22di giocare con i bambini,
00:25:24né di abbracciare la propria moglie,
00:25:25si sdraiava sul paglione,
00:25:27sul pagliericcio,
00:25:29e si addormentava.
00:25:31Nero era il suo sogno,
00:25:34non c'era un'immagine,
00:25:35non c'era storia,
00:25:37alla mattina ancora col gallo che cantava,
00:25:39se ne andava al lavoro,
00:25:40era ancora notte,
00:25:41e di nuovo sempre sulla vanga,
00:25:43la terra,
00:25:44la prima ruggiata era il suo sudore per le zolle.
00:25:48Una sera si ritorna a casa
00:25:49e non fa la stessa strada,
00:25:51si perde e si trova davanti a una montagna tutta nera.
00:25:54Non gli importa,
00:25:55fa parte dei rumori veri della rappresentazione.
00:25:59Si trova davanti a una montagna tutta nera,
00:26:01chiede a un contadino
00:26:02che cos'è quella montagna?
00:26:04È una montagna lavica, evidentemente,
00:26:07senza uno stelo d'erba,
00:26:09senza una pianta,
00:26:10senza un fiore.
00:26:11E il contadino dice
00:26:12non è di nessuno,
00:26:13nessuno la vuole,
00:26:14nessuno ha mai pensato di farla propria.
00:26:17E ora il contadino
00:26:18va a vedere se trova magari
00:26:20la possibilità di farne qualche cosa.
00:26:24Graffia addirittura
00:26:25dentro certi anfratti della roccia
00:26:27e scopre che c'è un po' di terra,
00:26:29una terra nera, odorosa.
00:26:32Quindi va a chiamare sua moglie,
00:26:33i suoi figli e insieme
00:26:35cominciano a far terrazzi,
00:26:36ad andare a rubare la terra un po' dappertutto.
00:26:38Perfino nel Camposanto
00:26:39rubano la terra
00:26:40e pian piano la distendono,
00:26:42la distendono
00:26:42finché riescono con terrazzi
00:26:44a fare una specie di torre di babere
00:26:47con la terra tutto intorno.
00:26:49Ma non c'è l'acqua.
00:26:50La cercano finalmente,
00:26:51la ritrovano in cima alla montagna
00:26:52facendo un gran buco,
00:26:54l'acqua scende
00:26:56e diventa veramente un paradiso terrestre.
00:26:58Ma subito subentra il padrone
00:26:59che arriva a cavallo
00:27:00e vuole questa terra.
00:27:02Gli manda il notaio,
00:27:04gli manda il prete
00:27:05per convincerlo a cederla.
00:27:06Ma non c'è niente da fare.
00:27:08Il contadino non molla.
00:27:10È sua la terra.
00:27:11È delle sue braccia,
00:27:12della sua fatica,
00:27:13della fatica dei suoi figli
00:27:14e di sua moglie.
00:27:15E allora il padrone
00:27:16arriva una mattina
00:27:17a cavallo
00:27:18con tutti gli sgherri,
00:27:21fa afferrare il contadino,
00:27:23si cava i pantaloni
00:27:24e violenta la moglie
00:27:26davanti agli occhi
00:27:27dei figli
00:27:28e del contadino stesso.
00:27:31Il povero contadino
00:27:33strappa i legami,
00:27:35i legacci,
00:27:36le corde
00:27:37che lo tengono bloccato,
00:27:38prende una zappa,
00:27:39si vuole vendicare,
00:27:41vuole soprattutto
00:27:41vendicare il proprio onore.
00:27:43Ma la moglie gli dice
00:27:44no, non lo fare.
00:27:45È proprio quello
00:27:46che vogliono loro
00:27:46per poi ammazzarti.
00:27:48E che onore
00:27:48tu vuoi salvare?
00:27:50L'onore nostro.
00:27:51L'onore ce l'hanno
00:27:52chi la roba tiene,
00:27:54chi ha quatrini,
00:27:54chi ha potere,
00:27:55chi non ha niente
00:27:56come noi,
00:27:57non ha onore.
00:27:57Solo nella terra
00:27:58ritrova il proprio onore,
00:27:59salviamo il nostro onore.
00:28:01E ora il contadino
00:28:02molla la zappa,
00:28:04gli altri se ne vanno
00:28:06sghignazzando,
00:28:07sfottendolo
00:28:08e poi non riesce
00:28:09a guardare in faccia
00:28:10a sua moglie.
00:28:11I figli non lo guardano
00:28:11più in faccia.
00:28:12I figli si lasciano andare,
00:28:14si lasciano morire,
00:28:15non mangiano più,
00:28:16non ridono più,
00:28:17muoiono uno dietro l'altro,
00:28:18la moglie impazzisce,
00:28:19scappa su una montagna,
00:28:20solo il contadino
00:28:22decide di ammazzarsi,
00:28:23di impiccarsi.
00:28:24Arriva Gesù Cristo,
00:28:26arriva Gesù Cristo
00:28:27e subito gli parla
00:28:28e gli dice
00:28:28sì,
00:28:29sei stato bravo,
00:28:31hai avuto coraggio,
00:28:31hai tenuto la tua terra,
00:28:33ma non hai capito
00:28:34la cosa più importante.
00:28:36Non ti sei preoccupato
00:28:37degli altri,
00:28:39credevi di aver toccato
00:28:40il cielo con un dito
00:28:41sul fatto che avevi per te
00:28:42e per te solo
00:28:43la roba da mangiare.
00:28:44non hai pensato
00:28:45di distribuire
00:28:46e accomunare
00:28:47gli altri
00:28:48che come te
00:28:48erano disgraziati,
00:28:49ma era un pezzettino
00:28:50di terra,
00:28:51serviva soltanto per me
00:28:51e per la mia famiglia.
00:28:53È proprio quel poco
00:28:53che hai
00:28:54che devi dividere
00:28:55con gli altri
00:28:55se vuoi che gli altri
00:28:56dividano con te
00:28:57il tanto
00:28:58che tu hai bisogno
00:28:59di avere.
00:29:00Avresti avuto bisogno
00:29:01di avere appoggio,
00:29:02solidarietà,
00:29:03consigli,
00:29:04anche nella lotta,
00:29:05anche nella condizione
00:29:05in cui sei
00:29:06e così non hai
00:29:07soprattutto parlato
00:29:09agli altri,
00:29:09non hai descritto,
00:29:10non hai raccontato
00:29:11la tua storia
00:29:12perché gli altri
00:29:12ti raccontano
00:29:13la loro storia
00:29:13e insieme
00:29:14possiate combattere
00:29:16contro chi vi schiaccia
00:29:17continuamente,
00:29:18chi vi sfotte.
00:29:20Il contadino dice
00:29:20ma come faccio?
00:29:21Io non riesco
00:29:22a parlare agli altri,
00:29:23io ho il cervello
00:29:24rinsecchito dalla fatica,
00:29:25dal sole,
00:29:26dal vento,
00:29:27la mia bocca
00:29:28non riesce a proferire parole,
00:29:30a inventare,
00:29:31la mia lingua è intorcicata,
00:29:33dentro i denti,
00:29:34non sa esprimersi
00:29:35e allora
00:29:36ecco che subito
00:29:37Gesù Cristo dice
00:29:38farò un miracolo,
00:29:41afferra la sua testa,
00:29:44lo bacia
00:29:44e in quel momento
00:29:45subito la lingua
00:29:46si mette a muovere,
00:29:47inventa,
00:29:47costruisce parole,
00:29:48il cervello
00:29:48con un melograno
00:29:49esplode
00:29:49e il contadino
00:29:51comincia a saltare,
00:29:52va in mezzo alla piazza
00:29:53e sghignazzando
00:29:55e facendo ridere
00:29:56la gente
00:29:56racconta la propria storia
00:29:58e la forza del padrone,
00:29:59soprattutto abbassa,
00:30:01sfascia
00:30:01con la sua lingua
00:30:02che diventa un coltello,
00:30:03taglia la gara,
00:30:04grande vescica
00:30:04sulla quale se ne sta
00:30:05tutto il potere,
00:30:07il padrone,
00:30:08i suoi preti,
00:30:08i suoi vescoi,
00:30:09la sua religione,
00:30:11tutte le sue leggi
00:30:12e riesce a distruggere
00:30:13attraverso lo sghignazzo
00:30:15e a far prendere coscienza
00:30:17la gente.
00:30:17Questa è la storia
00:30:19del giullare.
00:30:20Il dialetto
00:30:21è quello
00:30:22lombardo
00:30:23in una trascrizione
00:30:24in glossario
00:30:25del 1200 circa.
00:30:27Comincio senza altro.
00:30:30se che giullare,
00:30:32oh,
00:30:32è il padrone,
00:30:34lo subito,
00:30:34è così,
00:30:36eia,
00:30:37che ne ho commette
00:30:38assai.
00:30:38Vedi chi,
00:30:39vedi tutti,
00:30:40ha regolato,
00:30:41ha spisato,
00:30:42ha spisato,
00:30:42un rino,
00:30:43ha spisato,
00:30:44anche quello
00:30:45quando vissiti i sinni andai intrupar cullate che sbrodo da fuori come una fontana, vedi chi?
00:30:52E ti, vegeto che tu hai i denti che sbalacca, una risada prof, ora come i grani di ris,
00:30:57e il fiolino ingubito che lei incontrò, una risada prof, la copola qui in davanti me lo stomico maravaggioso,
00:31:04affago ridere, pisardo ridere, vede, vede.
00:31:09No che non vuoi far ridere in quei, ho un'altra storia che vuoi raccontare di me,
00:31:14una storia istrista, questo poesimo che vuoi pensare, che a me non ero giulano,
00:31:20nessuno nascevo giulano, mi ero contadino, vilano, vilano che tutto il giorno andavo sulla terra a zappare,
00:31:28e qui esco nello, stai tu, la mia madre, come ha visto la cune, un'apricolo che stai,
00:31:33con i bei denciun con la faccia simpatico, di grande per fare giulare,
00:31:38e ne manco mica, sono davanti a un padellone, e guardandomi con questi oggi sbrigai,
00:31:43con la faccia in rubizza in Dregò, che vuoi dire, che bella faccia, vuoi fare giulare,
00:31:48e neanche Deo con le sortite dei nivoli, sempre curioso di guardare cos'è il tuo reato,
00:31:53che mi ha guardato, che mi sono sere con la sapa, e mi sono voltato, e lo ha detto,
00:31:57oh che bella faccia, guardami, pianto di sapatera, va a fare giulare,
00:32:02no, lo ha detto, Gesù, Gesù Cristo, che mi fa questo miracolo,
00:32:07vuoi che credete? Ma lo vuoi raccontare,
00:32:11mica vi ho detto, ero vilano, e andava dell'alba,
00:32:14questo il sole che tornava, e già ingrugnato,
00:32:17il sapare, svangare, far del sole, il sudore che scendeva,
00:32:21o l'era la prima acqua che sbagliava la terra,
00:32:25e questo è un trucchio, strappo, insudato,
00:32:28se tornava da me, da me, maggiore,
00:32:30e neanche come i fiori giocavo,
00:32:32neanche con la mia moglie di amore facevo,
00:32:34il stracato mi sbraccavo, se sono dentro un paion,
00:32:38e dormivo, no che non dormivo, svenivo,
00:32:42tocco, e costretto il gatto,
00:32:44e mi ha detto questo,
00:32:45e non te andavo a bocca,
00:32:47sempre lavorare, lavorare,
00:32:50sul padrone di questa terra,
00:32:53e una sera che sono tornato,
00:32:54sono partito, sono andato a un sentiero,
00:32:56che non è giù, ma ho fatto,
00:32:57ho sverdiato la strada,
00:32:59ho messo trovato in un po' di una riviera,
00:33:01o che era un montagno negro, tremendo,
00:33:04o come andava a un contadino,
00:33:05fratello, fratello, questo monte negro, tremendo,
00:33:11non sabbia,
00:33:12o il ciamen la cagata del diavolo,
00:33:16o che resumella,
00:33:18se non dai sto guardare,
00:33:20e mi ha detto un contadino,
00:33:21nessun che lo vuole,
00:33:22nessun col presa,
00:33:24nessun col vet depositato,
00:33:25roba che non dà niente,
00:33:27se non dai sto sgraffando,
00:33:29in frossa,
00:33:29ho trovato della terra,
00:33:31poca, ma in un brasaro,
00:33:32ma in smala, negra, in trafumata,
00:33:35e allora ho chiamato la mia moglie,
00:33:36mi vede,
00:33:37oi faremo un miracolo noi,
00:33:39questo tembracolo,
00:33:40il cervello,
00:33:41e cosa stendure le piede dintorno,
00:33:43e terra imitavamo,
00:33:44andavamo a sciapare le riviere,
00:33:46o i saghi del fiume dove che fa avanza,
00:33:48a sciapare,
00:33:49a imbrassare con le cavagne,
00:33:51con i rasi,
00:33:52con i ungi spracai,
00:33:53terra, giorno per giorno,
00:33:55lune per lune,
00:33:57i mesi,
00:33:58e il spurtare terra da partito,
00:34:00andavamo a rubare,
00:34:00dentro i seggi,
00:34:02o andarei su rivieri,
00:34:03dentro i cimiteri,
00:34:05siamo andavamo a rubare la terra dei morti,
00:34:06con la terra dei morti,
00:34:08o è stenduta,
00:34:10e giorno per giorno,
00:34:11che era un valone di terasse,
00:34:12poi sfrenda,
00:34:13i sdro,
00:34:14che non era acqua,
00:34:15acqua non era,
00:34:17e son andai,
00:34:18a cercare,
00:34:19a sbiusare,
00:34:19a fare le frope,
00:34:20con un picun,
00:34:21son andai insieme alla montagna,
00:34:23e in via sfemando,
00:34:24va,
00:34:25Christo,
00:34:26tu,
00:34:27l'acqua le sortia,
00:34:29hai vorbo le sfemare,
00:34:30per far sortir l'acqua,
00:34:32o il vene,
00:34:33l'acqua,
00:34:34l'acqua,
00:34:34il donge,
00:34:35dunque il vene,
00:34:36o inzampo,
00:34:37il curivo,
00:34:38andavo,
00:34:38di frope,
00:34:39e la gente,
00:34:40i fiol de mio,
00:34:41e son trogarmi,
00:34:42a imbrattare la mia donna,
00:34:44una sei sbragata,
00:34:45e te snudata,
00:34:46per il plazen,
00:34:47bella,
00:34:47questa è la mia donna,
00:34:48da mia moglie,
00:34:50dolce,
00:34:51questo è un sorriso,
00:34:53cui oggi sbrisai,
00:34:54quei zenni duri,
00:34:56che quando la cura,
00:34:57incurendo,
00:34:58sbattò,
00:34:58c'è anche l'altro,
00:34:59che par campane,
00:35:00e ding-dam-dam,
00:35:03dolce,
00:35:04cara,
00:35:04con un vedenco,
00:35:05seto,
00:35:06un bracacus,
00:35:07esto,
00:35:07un pagne,
00:35:09lo setto,
00:35:10rotasento,
00:35:10un camminarco,
00:35:11palda reina,
00:35:12quei sbasta,
00:35:13zappare un vaso,
00:35:14in pienio d'acqua,
00:35:15o il metè,
00:35:16ed è fuggiorso,
00:35:17la via,
00:35:17o la camina,
00:35:18che ne manca,
00:35:19una lacrima,
00:35:20descende,
00:35:22dolce,
00:35:22mia,
00:35:23amo,
00:35:23mo' ieri di mie,
00:35:24ho il plasir,
00:35:25quei scontenti,
00:35:26terra di noi,
00:35:27e quell'acqua,
00:35:27la descendeva,
00:35:28parfum,
00:35:29sortiva,
00:35:29e questo,
00:35:31me,
00:35:32o sbastare,
00:35:33lo ziorno,
00:35:33presso,
00:35:34sverdar,
00:35:34dezà,
00:35:35i erbori,
00:35:36cosa stornava,
00:35:37e ugheri,
00:35:38i parpai,
00:35:38che i volava,
00:35:39e io sei,
00:35:40i leguri,
00:35:41la viva,
00:35:42terra viva,
00:35:44o i provà,
00:35:44con un semento,
00:35:45de segolo,
00:35:46a metter,
00:35:46depresa,
00:35:47de dentro la terra,
00:35:48non fai tempo,
00:35:49voltare,
00:35:50vende,
00:35:51o esagerare,
00:35:51lo zior appreso,
00:35:54subito,
00:35:54un vergüe,
00:35:55col sortiva,
00:35:57tenero,
00:35:57vivasco,
00:35:58se avreva,
00:35:58coi oggi,
00:35:59pareva,
00:36:00che terra,
00:36:02una sera,
00:36:02mi son desmenticato,
00:36:03la sapa impiantata,
00:36:05e giura,
00:36:06presso,
00:36:07l'era fiorita,
00:36:09la sapa fiorita,
00:36:16che era il vilan,
00:36:17cui passava,
00:36:19fra dei dei miei,
00:36:19guardava,
00:36:21poi diceva,
00:36:22voglio,
00:36:22la sapa,
00:36:23che terra,
00:36:23che terra,
00:36:24che fai,
00:36:24che cunca,
00:36:26toque,
00:36:28desgraccio,
00:36:29col,
00:36:29brasi,
00:36:30cervello,
00:36:31o esche,
00:36:32fai,
00:36:32toque,
00:36:34e sgioia,
00:36:35coera,
00:36:35ma,
00:36:36un giorno,
00:36:37ho derivato,
00:36:38il patrón,
00:36:39di tutta la valle,
00:36:40col gran cavallon,
00:36:41di sovravie,
00:36:42col veniva,
00:36:43o l'hai sfermato,
00:36:44e l'ha detto,
00:36:45oi,
00:36:46cos'è,
00:36:47questa terra,
00:36:47che l'ho mai vista,
00:36:48di impregnata,
00:36:49occupare la torre,
00:36:51ma bella,
00:36:51infiorita,
00:36:52o l'è mia,
00:36:53signore,
00:36:54me l'ho fatta,
00:36:54brasa,
00:36:55con la mia moglie,
00:36:56con i fioli di me,
00:36:57brasa,
00:36:57fuor brasa,
00:36:58all'è mia,
00:36:59mia,
00:37:01mia,
00:37:01non c'è un nome,
00:37:02che non ti fai,
00:37:02per te,
00:37:03che tutto l'è mia,
00:37:05tutto,
00:37:06anche l'aria,
00:37:06che ti respira,
00:37:07l'è mia,
00:37:07respira poco,
00:37:09che l'è mia,
00:37:11tu sai,
00:37:11ma no,
00:37:12lo fai me,
00:37:13me,
00:37:13in tutta la valle,
00:37:14questo istante,
00:37:15guarda,
00:37:16legge,
00:37:16l'è mia,
00:37:17vai tranquillo,
00:37:18troppo troppo troppo,
00:37:19le andai via,
00:37:20regolando sul suo cavallone,
00:37:22lo giuro,
00:37:23presto,
00:37:23le vai to il preved,
00:37:24di infunda,
00:37:26andava impregando,
00:37:26col sudor,
00:37:27si spregava,
00:37:28un fasoletto,
00:37:29spartito,
00:37:30il montava verso da me,
00:37:31e come diceva,
00:37:32contadengo,
00:37:33dai sparlare,
00:37:33te,
00:37:33non ti fai,
00:37:34l'umine,
00:37:35mi sono detto,
00:37:35e che non fai,
00:37:36non fai superbia,
00:37:38che ti senti altro,
00:37:38che ti senti,
00:37:40che ne manco la camisa,
00:37:41tu aveva,
00:37:42e che ti senti superbia,
00:37:43e che di quando,
00:37:45te stesso,
00:37:46tu spiriti,
00:37:46te,
00:37:46e che ti senti,
00:37:47tanto di rison,
00:37:48che tu prendi,
00:37:49che non puoi essere,
00:37:51a te,
00:37:51non ti senti niente,
00:37:52che non fai,
00:37:52te senti,
00:37:53dà che l'indria,
00:37:54il padron,
00:37:54che adesso non vento,
00:37:56tu,
00:37:57non hai una pesata,
00:37:58non ti roveco,
00:37:59che andai giù,
00:37:59rispegando,
00:38:00e brastemando,
00:38:01e biastemando,
00:38:02di una maniera,
00:38:03e non fai subito,
00:38:05il segno,
00:38:05della cross,
00:38:06fa i so peccati,
00:38:08e non si era presso,
00:38:09dove arriva il notaro,
00:38:11grosso,
00:38:12vinto,
00:38:12con un gran culon,
00:38:13con la sopra,
00:38:15via un mulo,
00:38:16con un culo,
00:38:17un grasso,
00:38:18e quando le di San Dio,
00:38:20il notaro,
00:38:20del mulo,
00:38:21non si capiva,
00:38:22sull'era di San Dio,
00:38:23il culo del notaro,
00:38:24quello del mulo,
00:38:27quello del mulo,
00:38:28e quando le di San Dio,
00:38:29la rotuliamo,
00:38:30la rotuliamo,
00:38:30del papiere,
00:38:31come la fai vedere,
00:38:33che era un gran disegno,
00:38:34di segni,
00:38:35di nomi,
00:38:36di fai,
00:38:36tu mi dici,
00:38:37che tu vuoi parlare,
00:38:38dunque,
00:38:38tu vedi,
00:38:39questa qui,
00:38:39la montagna,
00:38:40che doveva essere tu,
00:38:41questo è il flume,
00:38:42la riviera,
00:38:42che si è andato intorno,
00:38:44e qui esco di ancora,
00:38:45che era il vecchio,
00:38:46il neppoleo,
00:38:46che si è andato,
00:38:47che era l'imperatore,
00:38:49e che il da sia,
00:38:50con esso,
00:38:50due figli,
00:38:51che sono,
00:38:51che si è andato,
00:38:52e che sento un altro,
00:38:53con le andate di Monega,
00:38:55e quindi sento,
00:38:55che sono due figli,
00:38:56che mi sento,
00:38:57che sono diviso la terra,
00:38:58per quattro,
00:38:59e che sento,
00:39:00che lo sei per il canto,
00:39:01il mondo,
00:39:02lo sei spassare,
00:39:02per un fiolo,
00:39:03l'altro,
00:39:03cosa si è andato,
00:39:04e quindi sento,
00:39:05che ho il flume,
00:39:06la riviera,
00:39:06che si è andato per una plena,
00:39:08le spassate,
00:39:09chi lo ha,
00:39:09che si è andato un giorno,
00:39:10e che si trova,
00:39:11che si è andato,
00:39:12e che si è andato,
00:39:12che sono tu nel mondo,
00:39:12a parlare,
00:39:13e si è andato,
00:39:14e non si è andato,
00:39:15adesso non trova,
00:39:16da che l'entretto,
00:39:28poi il branca,
00:39:30una zappa,
00:39:31godai una slinzata,
00:39:33con le sestre,
00:39:34ruverso sul mulo,
00:39:36andare puttunche letto,
00:39:38rotulando,
00:39:39che lo ci ha più visto,
00:39:40omnia parte,
00:39:45e giura presso,
00:39:46ero amo,
00:39:47a incantando,
00:39:48bico i fiori,
00:39:49la moglier de mi,
00:39:50ai trabbiando,
00:39:50complessire in tol campo,
00:39:53e fiù il deboto,
00:39:54il se sfermato a cantare,
00:39:56mi son voltato,
00:39:57e l'oghera li loga,
00:39:58o il patrone,
00:40:00questo il suo cavallo,
00:40:01indresato,
00:40:02un pregato,
00:40:03il ridevo,
00:40:04e ha presso,
00:40:05l'oghera i su sbiri,
00:40:06armai anche loro,
00:40:07e altri soldai,
00:40:08il son de sandui,
00:40:10tutti i sbiri,
00:40:10i son veni a preme,
00:40:12i son catati,
00:40:13ma li ha bloccato,
00:40:14sbagliato come un cristo,
00:40:16in croce,
00:40:16e tenuto,
00:40:17e il patrone,
00:40:18il sedesandio e sobrage,
00:40:20l'hai sborassato,
00:40:21contro la moglier de mi,
00:40:23sbrattuo per terra,
00:40:24sbrassale e sotane,
00:40:26insodato come fosse manza,
00:40:27vacca,
00:40:28insò,
00:40:29impregito dentro,
00:40:31e il fiù il demico,
00:40:32son lacrimavo de mi,
00:40:34che ho guardato,
00:40:35o stai tu,
00:40:36un impregasto rosata,
00:40:38o c'è palazzo di meo,
00:40:40per me o norto in ciodo,
00:40:42fermo,
00:40:43dit muñer che mi,
00:40:45co'era sotto il patrone,
00:40:47non farlo è quel che i vuole,
00:40:49parma sarte,
00:40:50che onor ti vuoi difendere,
00:40:52noi emo e onor no,
00:40:54onori a quel che roba i tegne,
00:40:56puenza,
00:40:56possanza,
00:40:58se noi no vemmo nostra terra,
00:40:59i sperdemo nostro onor,
00:41:01tegno la terra con nostro onor,
00:41:02e non pensare parmi che,
00:41:05parlu manza somma,
00:41:06par te,
00:41:08donna e amore mi son,
00:41:10non hai sbrutato la sapa,
00:41:12il cavagger patrón,
00:41:14il sare montà,
00:41:15e sebrà,
00:41:15che altri fa,
00:41:17e sregolà,
00:41:18sghignà,
00:41:19eeeh,
00:41:19e me,
00:41:20che me,
00:41:21oi che il plasir,
00:41:22di montare la moglie,
00:41:23ai ritorno,
00:41:24di vostro spasir,
00:41:25e regolando,
00:41:26e se andava,
00:41:28non è ditto,
00:41:29e se sturnavo,
00:41:30da maggiung,
00:41:31a casa noi,
00:41:32e non se guardava né oggi,
00:41:34come pecore se andava,
00:41:35come cavre,
00:41:37tristissima,
00:41:37mi non guardava,
00:41:38e oggi i miei fioli,
00:41:39i miei fioli non mi guardava,
00:41:40a me,
00:41:40i miei fioli non si guardava,
00:41:42ed è quel giorno,
00:41:43è malencolia,
00:41:44i fioli non cominciava,
00:41:46né a mangiare,
00:41:47né a rigor,
00:41:47né a prendere,
00:41:48né a giocare,
00:41:49andi a giocare,
00:41:51andi a mangiare,
00:41:52fai quei cosi,
00:41:53moriva,
00:41:55slanguiva,
00:41:55giorno per giorno,
00:41:56morti tutti,
00:41:58mi sono,
00:41:59e moglie di miei,
00:42:00di folia,
00:42:00l'hai già fatta,
00:42:01matala,
00:42:02gli ui,
00:42:02stanno regolando,
00:42:03una sera,
00:42:04l'hai spartita,
00:42:05o in base montagna,
00:42:07fermate,
00:42:08amormelo,
00:42:08non mi importa,
00:42:09stai infregato,
00:42:13e mi guardava,
00:42:14dintorno,
00:42:15solengo,
00:42:15con l'arrestato,
00:42:16tutti i campi,
00:42:17infioriti,
00:42:18dei fruti,
00:42:20allora,
00:42:21ho ilcatato una corda,
00:42:23l'ho subito,
00:42:23su un travò,
00:42:24ho fai del ligame,
00:42:25come su un metodo,
00:42:27cerco,
00:42:27dintorno,
00:42:28tirà,
00:42:29le cose,
00:42:30sono sligate,
00:42:32e su un montaggio,
00:42:33un travò,
00:42:34e guardando,
00:42:36il sole,
00:42:36con il descendere,
00:42:37o di,
00:42:37Dio,
00:42:38dica,
00:42:38un bel sole,
00:42:40stai,
00:42:41o i capisci,
00:42:42ben la lezione,
00:42:42che tu mi hai fatto,
00:42:44se vuoi dir,
00:42:45che ti temo poi,
00:42:46sconceder,
00:42:46plesir do te era,
00:42:48ma che te erano,
00:42:49puoi tenermi,
00:42:50bilan che son,
00:42:51niedo,
00:42:52sempo solare,
00:42:53e se questa è la vita,
00:42:54è la condizione,
00:42:55che sdeo tenere,
00:42:56par sempre,
00:42:57mi non la voglio,
00:42:57sta vita de merda,
00:42:59mi te la vendo,
00:43:01Deo,
00:43:02te ne sta vita,
00:43:04a fago per slanzarmi,
00:43:06impicarmi,
00:43:06che una mano,
00:43:07non ho mai toccato,
00:43:08adesso ora via,
00:43:08mi è volto,
00:43:10che era un zio,
00:43:12un magro,
00:43:13con gli occhi grandi,
00:43:15un naso lungato,
00:43:17una bocca grande,
00:43:18col sorrideva,
00:43:19e col me dice,
00:43:21bilan,
00:43:23te mi puoi dare di bevare,
00:43:24che cosete?
00:43:25Ma te pare,
00:43:25il momento di venire,
00:43:26domandare di bevare,
00:43:27non costaste i casi,
00:43:29ma dove hai,
00:43:29criança,
00:43:30ma dove hai,
00:43:30venite?
00:43:33a poi guardo che ne altri due,
00:43:35magre come lui,
00:43:38ingrignare,
00:43:39con l'invissigare tutta la pelle,
00:43:41e oggi sbrigare di negre,
00:43:42infondare,
00:43:43per la fame,
00:43:44perché se deve bere,
00:43:46dove hai bisogno di mangiare,
00:43:47gli altri,
00:43:47boh,
00:43:48avevo dobbere mangiare,
00:43:49per me in picco,
00:43:51sono andato a cercare,
00:43:52ma i giorni e giorni,
00:43:53che non facevo la cosina,
00:43:55ho cattato un po' di fame,
00:43:56ho fai buito,
00:43:57tre baslotti,
00:43:58che l'hai portato,
00:43:59un bicicletto di vino,
00:44:00bevete,
00:44:01ma niente,
00:44:01mi mangavo con una gulosia,
00:44:03ingrassi,
00:44:04intanto che guardava,
00:44:05e sorrideva,
00:44:07e il ziovino,
00:44:08il mio padre,
00:44:08mi disse,
00:44:09a te hai che mai in mente,
00:44:10che si può essere me?
00:44:13a me pare,
00:44:13Gesù Cristo,
00:44:15bravo,
00:44:16te hai dominato,
00:44:23hai dominato,
00:44:24e quello le pietre,
00:44:25e quello le paure,
00:44:26piacere,
00:44:29ho se sbravo,
00:44:30il mio padre,
00:44:31ho se il bel coraggio,
00:44:32sobbia ben,
00:44:33la tua storia,
00:44:35cosa ti fai,
00:44:35come hai tenuto il conto del patron,
00:44:37come hai sgrasato,
00:44:38come hai sbattato il prevedo del notaro,
00:44:40bravo,
00:44:42smalissia,
00:44:43errori che ti fai,
00:44:44to te,
00:44:45tenerte tutto per te,
00:44:46e altri non pensare,
00:44:47e altri come come a tino,
00:44:49che hai terra,
00:44:49che soffra,
00:44:50quei soldi,
00:44:51patrón,
00:44:52ma come si poteva pensare,
00:44:53quei altri,
00:44:53che appena,
00:44:54non mi mansa,
00:44:54su un fassoletto di terra,
00:44:55per me,
00:44:56per me,
00:44:56per il fiolo,
00:44:56se quel che pongo,
00:44:58e te gai,
00:44:59che dovrebbe ai altri,
00:45:00se altri ti vuoi,
00:45:01quello di grande,
00:45:02ed è tanto,
00:45:03che i puoi donarti,
00:45:05se sion,
00:45:06amor,
00:45:07sutegno,
00:45:09che ti sulengo,
00:45:10sei,
00:45:11questo di l'errore,
00:45:12e parla,
00:45:14dì,
00:45:14che racconta le storie,
00:45:15di te,
00:45:16quel che ti fa il padrone,
00:45:17o altri,
00:45:18lo tano,
00:45:18e sempre,
00:45:19che vuoi,
00:45:21parlare,
00:45:22ma come vuoi,
00:45:22parlare,
00:45:23raccontare,
00:45:24questo,
00:45:24la lingua,
00:45:25mi si intorpica,
00:45:26dentro le gingive,
00:45:27i denti,
00:45:27o il cervello,
00:45:28l'inquitao,
00:45:29del vento,
00:45:30e del sol,
00:45:31come ingresì,
00:45:32io,
00:45:33te hai ragione,
00:45:35è buono,
00:45:35ma vuoi farti un miracolo,
00:45:37e farò zulare,
00:45:39zulare,
00:45:40questo zulare,
00:45:41zulare,
00:45:42perché sti,
00:45:42e possi sparlare,
00:45:43o la gente,
00:45:44noi stamente parlare,
00:45:45o il farla regolare,
00:45:47sbragare,
00:45:47dell'isola,
00:45:48contro il padrone,
00:45:49che te lo abbia,
00:45:50ed marse,
00:45:51paura,
00:45:51e terror,
00:45:52che in spreca,
00:45:53loro,
00:45:53in sentai,
00:45:54sul gran besigom,
00:45:56de buagna,
00:45:56di uso,
00:45:57e immerdato,
00:45:58che te abbia,
00:45:59squarare,
00:46:00con la lingua,
00:46:01come coltello,
00:46:01sbusare,
00:46:03che si trova,
00:46:03per terra,
00:46:04e coraio,
00:46:04i prendi,
00:46:05a verdare,
00:46:05cos'è,
00:46:06qui,
00:46:07in tla terra,
00:46:08su il padrone,
00:46:10bene,
00:46:12ho mai catato la testa,
00:46:13come fissi,
00:46:15una tosi,
00:46:15inamorosa,
00:46:16ho mai catato,
00:46:17ho i labri,
00:46:18appresso,
00:46:18mi ha poggiato,
00:46:19sui medie,
00:46:20d'ongo,
00:46:20dolce,
00:46:21un vaso,
00:46:21mi ha portato,
00:46:23e deboto,
00:46:23come staccato la lingua,
00:46:24ho mai sentito,
00:46:26intorpigare,
00:46:26come vesiga,
00:46:27un coltello,
00:46:28con le parole,
00:46:29ho spruicato,
00:46:30il cervello,
00:46:31del minogran,
00:46:31cui sta intromito,
00:46:32il pancerco,
00:46:33che va,
00:46:34e le giambo,
00:46:35ho mai portato,
00:46:35visigando,
00:46:36sotto andando,
00:46:37nella piazza,
00:46:37vuoi cominciare a chiamare gente,
00:46:40gente,
00:46:41colai,
00:46:41vuoi raccontarne,
00:46:43lo spadrone,
00:46:45le salezze,
00:46:45da quelli che fanno,
00:46:46di scegliere,
00:46:48e che fanno,
00:46:49regolare,
00:46:49regolare,
00:46:50che bruso,
00:46:51il padrone,
00:46:52si sbraga,
00:46:53snasa,
00:46:54immutandato,
00:46:55snudo,
00:46:56di quei ombri,
00:46:57regalo,
00:46:57venia a gente,
00:46:58con laio,
00:46:59è il giurario,
00:47:01è il giurario,
00:47:02è il giurario,
00:47:04è il giurario.
00:47:17Il grammo,
00:47:18l'ho detto tante volte,
00:47:19è una tecnica di rappresentazione,
00:47:22che proviene da molto lontano,
00:47:25è il parlare onomatopeico,
00:47:26cioè riuscire a far capire discorsi,
00:47:29senza in verità dire parole stabilite da un codice,
00:47:32da un glossario,
00:47:33da un dizionario,
00:47:34non fanno assolutamente parte della normalità,
00:47:37sono suoni inventati di volta in volta,
00:47:39che con ritmo,
00:47:41richiamano l'idea a certe azioni,
00:47:43discorsi,
00:47:44e soprattutto a racconti,
00:47:46a storie.
00:47:48Questo pezzo che io recito,
00:47:50è legato ad altri di tradizione medievale,
00:47:53oppure del Cinquecento,
00:47:54del Seicento,
00:47:55cioè del Nascimento,
00:47:57che abbiamo già eseguito altre volte.
00:48:00Questa sera proprio,
00:48:01recitiamo lo slang del grammo americano.
00:48:04Uno slang relativo,
00:48:06non è quello dei suborghi,
00:48:07no, anzi,
00:48:08è dei grandi scienziati,
00:48:09dei tecnici,
00:48:10è quello di un mondo,
00:48:12dove,
00:48:12non so se avete mai assistito a una lezione di fisica,
00:48:15a me è capitato,
00:48:16ho dato anche degli esami,
00:48:18due per la precisione,
00:48:20meccanica razionale,
00:48:21e le prime due o tre volte
00:48:23che sono entrato nell'aula
00:48:24a sentire parlare questi craponi,
00:48:26questi testoni,
00:48:27mi sembrava veramente di essere all'estero,
00:48:29che parlavano,
00:48:30che dicevano delle cose,
00:48:31tutti,
00:48:33termini,
00:48:33proprio da gergo.
00:48:35Ecco,
00:48:35questa sera il gioco è un po' lo stesso.
00:48:38Chi sviluppa il discorso è un grandissimo uomo di cultura,
00:48:43uno scienziato,
00:48:44un genio,
00:48:45il quale tiene lezione ai suoi allievi,
00:48:48anche loro tutti geni,
00:48:49tutti con delle antenne incredibili.
00:48:52La cosa importante di questo discorso è il fondamento,
00:48:56cioè questo grande tecnico,
00:48:58cerca di dimostrare che attraverso la scienza,
00:49:00attraverso l'organizzazione,
00:49:02attraverso tutto quello che un certo potere riesce a sviluppare,
00:49:06mettiamo tra parentesi il potere imperialistico,
00:49:09si arriva sicuramente a prendere tutto il potere,
00:49:12non può sfuggire il potere a chi ha organizzazione tecnica e scienza avanzata,
00:49:17la tecnologia soprattutto.
00:49:19Ora, questo discorso lo fece un'altra volta anche Kissinger,
00:49:22a proposito,
00:49:23c'era dietro Nixon che gli suggeriva l'ora,
00:49:26Forte invece no,
00:49:28non poteva suggerire,
00:49:29è uno degli uomini più spiritosi del mondo,
00:49:31a me piace molto,
00:49:32mi spiace che sia decaduto,
00:49:34perché mi ricordo i suoi arrivi,
00:49:37per esempio,
00:49:39vi ricordate?
00:49:40Ah, che bello!
00:49:42Era un personaggio vivo,
00:49:44pieno di umorismo,
00:49:47talento umoristico,
00:49:48forse inconscio,
00:49:50prego, passa pure,
00:49:52metti di dove vuoi, prego,
00:49:56no, non devo scherzare,
00:49:57perché è sempre molto imbarazzante,
00:49:58si è accomodo.
00:50:00allora dicevo di questo straordinario personaggio
00:50:03che è Forte,
00:50:04è veramente pieno di risi,
00:50:09di sorrisi,
00:50:11grande nuotatore,
00:50:12sapete benissimo,
00:50:13perché proprio lui esce,
00:50:14lo batte in tacto,
00:50:15e pluff,
00:50:16tum,
00:50:17quando batte torna indietro,
00:50:18tum,
00:50:18quando batte,
00:50:21ha una virata che si chiama
00:50:22la virata Forte,
00:50:24è un clown,
00:50:25è un clown che per buon anno,
00:50:27era,
00:50:27era,
00:50:30tristezza,
00:50:31come passa il tempo,
00:50:32già era,
00:50:32era il clown,
00:50:34il più grande clown
00:50:35del governo americano,
00:50:37della grande tradizione americana,
00:50:38la sua camminata,
00:50:39non so se avete visto,
00:50:40perché,
00:50:42viene avanti il cretino,
00:50:45tanto non è più presidente,
00:50:47si può anche parlarne male,
00:50:48non può scherzare,
00:50:49non parlarne male,
00:50:50il suo numero,
00:50:52speciale,
00:50:52è quello della discesa degli aerei,
00:50:56ah,
00:50:57è straordinario,
00:51:00arriva l'aereo,
00:51:01appena non hanno ancora toccato terra,
00:51:03appena si apre,
00:51:04spalanca la mortiera,
00:51:06lui,
00:51:06tum,
00:51:07tum,
00:51:08non c'è la scala,
00:51:10non aspetta neanche che mettono la scala sotto,
00:51:14quando arrivo a Roma,
00:51:16io,
00:51:16era mattina,
00:51:17alle 11,
00:51:18stavo vedendo,
00:51:19la ripresa,
00:51:20in diretta,
00:51:20le telecamere che impazzivano,
00:51:22perché,
00:51:23volevano evitare di afferrare certi numeri,
00:51:26in caso di dire,
00:51:28c'erano quelli con la scaletta,
00:51:29sapete che c'è una specie di organizzazione,
00:51:34un'auto con sopra,
00:51:36un camioncino,
00:51:37anzi,
00:51:37con la scaletta,
00:51:38e corre sulla pista,
00:51:40non era ancora arrivata,
00:51:42che subito questo,
00:51:42dai dai,
00:51:42poi addio,
00:51:43aspetta,
00:51:43aspetta,
00:51:43dobbiamo arrivare insieme,
00:51:44e quello,
00:51:45non aspetta,
00:51:45ve lo tengo,
00:51:47non aspetta,
00:51:48e lo voglio sentire,
00:51:50aspetta,
00:51:50si apre la portiera,
00:51:51aspetta,
00:51:53e allora appena arrivato,
00:51:54sopra il pelo,
00:51:55è arrivato così,
00:51:57tra la scaletta era lì,
00:51:59lui subito,
00:52:00il terzo gradino,
00:52:12il grande cascatore,
00:52:14e quando è arrivato,
00:52:15c'era l'interprete americano,
00:52:17che ha presentato subito,
00:52:18il nostro presidente,
00:52:19il presidente della Repubblica,
00:52:20subito aiutandolo,
00:52:22a stare in piedi,
00:52:23il presidente della Repubblica Italiana,
00:52:25e lui ha ferrato la mano dell'interprete,
00:52:27via signora,
00:52:30e poi l'ha,
00:52:30no,
00:52:31non c'è un minuto,
00:52:33eh,
00:52:33ah,
00:52:34ah,
00:52:36ah,
00:52:36ah,
00:52:38ah,
00:52:39ah,
00:52:39ah,
00:52:39ah,
00:52:43ah, ah,
00:52:44ha fatto che sia scomparsa,
00:52:45speriamo in quest'altro,
00:52:48avrà qualche altro numero suo particolare,
00:52:50non si è ancora scoperto,
00:52:51se vede che adesso in America,
00:52:53con carte,
00:52:53c'è tutta una trasformazione,
00:52:55straordinaria,
00:52:55un po' la stessa che,
00:52:56ecco c'è,
00:52:57il compagno che addirittura,
00:52:58si è messo già un pezzo,
00:52:58non piove,
00:53:00un foglio,
00:53:01cosa c'è?
00:53:03Ha le lampade sulla testa?
00:53:07Va bene,
00:53:08tieniti pure il tuo pezzo di carta in testa,
00:53:10no,
00:53:11siamo in democrazia qua,
00:53:12Carter ha vinto,
00:53:16no,
00:53:16dicevo che veramente
00:53:17si sta trasformando tutto
00:53:18in un modo palese,
00:53:20è ovvio che con Carter
00:53:21eh,
00:53:23anche il nostro governo
00:53:24diventerà
00:53:25completamente diverso,
00:53:27insomma,
00:53:28ci saranno nomini nuovi
00:53:29alla nostra direzione,
00:53:31sicuramente,
00:53:32pare che ci sia un certo
00:53:32Andreotti,
00:53:33un ragazzo,
00:53:34sta avendo su adesso
00:53:35che forse,
00:53:37il tecnocrate diceva,
00:53:39tiene lezione,
00:53:40e a proposito della grande tecnologia americana
00:53:42che ha determinato
00:53:43eh,
00:53:44grandi imprese,
00:53:46e che era la chiave,
00:53:48a secondo il generale,
00:53:49a secondo gli strateghi,
00:53:50Kissinger per esempio,
00:53:52altro numero,
00:53:52sarà la limitazione di sordi,
00:53:55anche lui se ne va,
00:53:56quanti personaggi
00:53:57se ne vanno,
00:53:59Kissinger diceva,
00:54:00attraverso la nostra alta tecnologia,
00:54:03la nostra scienza avanzata,
00:54:04l'organizzazione,
00:54:05e soprattutto la potenza finanziaria,
00:54:07noi riusciremo senz'altro
00:54:08ad avere il mondo per noi,
00:54:10conquisteremo tutto il mondo,
00:54:12infatti si è visto
00:54:13cosa è successo in Vietnam,
00:54:14grande tecnologia avanzata,
00:54:16macchine straordinarie,
00:54:17bombe di tutti i tipi,
00:54:18bomba,
00:54:19biglia,
00:54:19birillo,
00:54:20visca di pesce,
00:54:22a chiodo fisso,
00:54:22a chiodo di ritorno,
00:54:24strane biglie che andavano davanti al sole,
00:54:26l'esplosione a grappolo,
00:54:27rigrappolo,
00:54:28ammazzava gente,
00:54:29sbragava,
00:54:29ammazzava,
00:54:30distrutto,
00:54:31poi tutti i prodotti chimici,
00:54:34la diossina,
00:54:37adesso se l'hanno imprestata per se,
00:54:39vedo.
00:54:45Tutta questa tecnologia
00:54:46veramente straordinaria,
00:54:47avevano delle cimici meccaniche
00:54:49che trillavano,
00:54:51delle macchinette,
00:54:52usate così,
00:54:52che vedevano,
00:54:54o meglio sentivano,
00:54:55i Viet Cong,
00:54:56anche a un chilometro di distanza,
00:54:58bastava un chilometro,
00:54:58che cosa?
00:55:01Eccolo,
00:55:01c'è un Viet Cong
00:55:02a un chilometro di distanza,
00:55:03forse ci sono due,
00:55:04eccoli qua,
00:55:05si avvicinano,
00:55:05si avvicinano,
00:55:06sono a 400 metri,
00:55:08se no,
00:55:08se ne stanno andando,
00:55:09poi fuori campo,
00:55:11arrivava dentro una pistola così,
00:55:13era un Viet Cong.
00:55:20con tutte queste macchine,
00:55:22tecnologia avanzata,
00:55:23alla fine,
00:55:23hanno dovuto prendere le valigie,
00:55:25vi ricordate,
00:55:25con la partenza di elicottero,
00:55:26tutti attaccati,
00:55:27con quegli americani,
00:55:28che buttavano giù,
00:55:29con lo scarpato,
00:55:30dice,
00:55:30ma non hai il passaporto,
00:55:31non vieni in America,
00:55:33e tutti con le loro valigie,
00:55:34tac, tac, tac,
00:55:35non ci fa bene l'aria,
00:55:36pare abbiamo detto.
00:55:38A proposito della tecnologia,
00:55:40c'era un grandissimo uomo politico dell'Oriente,
00:55:45e lo ridico sempre,
00:55:46un maoista tremendo,
00:55:48un certo Tse Tung,
00:55:51diceva,
00:55:51voi americani avete davvero una grossa tecnica,
00:55:55avete mezzi straordinari,
00:55:56siete arrivati con la scienza,
00:55:58a livelli incredibili,
00:56:00impensabili,
00:56:01soltanto 50 anni fa,
00:56:03eppure voi perderete,
00:56:04perché vi dimenticate sempre di un particolare,
00:56:06piccolo,
00:56:07vi dimenticate sempre dell'uomo.
00:56:20Noi siamo ai primordi,
00:56:22siamo veramente,
00:56:23stiamo scrivendo sulla pagina bianca,
00:56:26che è la nostra forza,
00:56:29anche se volete,
00:56:30siamo veramente indietro,
00:56:31a proposito della tecnologia,
00:56:33ma noi vinceremo,
00:56:34perché per noi l'uomo è sempre,
00:56:37in ogni momento,
00:56:38davanti a tutto,
00:56:39l'uomo la sua dignità.
00:56:42Ecco tutta la storia,
00:56:43un po' di questa,
00:56:44diciamo,
00:56:46dimostrazione,
00:56:47di questa lezione,
00:56:48si imposta su questa chiave finale,
00:56:50che vi ho detto.
00:56:52Cominciamo senza anni,
00:56:53tecnocrate che comincia a esporre,
00:56:56alcune macchine.
00:57:05notate che c'è un'algera pronuncia tedesca dentro,
00:57:09e di origine germana.
00:57:10lei si imbola la fragilia,
00:57:13s reporta la fragilte Figurella si smarta in vivo,
00:57:15a farla blackmailata,
00:57:18adesso decide
00:57:18che es毀 un bellissimo,
00:57:22che non c'è un pode,
00:57:24senti che ci capiremo,
00:57:27grandsana costanoarti,
00:57:29il ruina μποrei faremo,ửso
00:57:34farlo or strikeile dollare, dai,
00:57:38dai, dai, dai, posso musrare».
00:57:40Il nostro corso gratuito www.mesmerism.info
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00:59:10Io credevo di dire sprolongui
00:59:13Invece dicevo cose precise
00:59:17Volevano andare all'ambasciata
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