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  • 1 giorno fa
Chi sono le menti brillanti del vino italiano? I rivoluzionari che ne hanno cambiato le sorti? «Sparkling Minds» racconta le loro storie attraverso due linee narrative: da un lato l'innovazione principale che hanno portato in questo settore e dall'altro un ritratto personale, una «confessione» inedita sulla propria vita.

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Trascrizione
00:00Ion di Santi era, per fare un'analogia, come una macchina con le gomme sgonfie, il carburatore da regolare, il
00:05motore da risettare, però la macchina c'era, il motore c'era e le gomme erano buone.
00:11Quindi quando abbiamo rimesso a posto dal meccanico queste cose, la macchina è partita e ha fatto dei risultati straordinari.
00:23Dietro ad ogni bottiglia c'è una storia. Vi porto in viaggio tra le menti frizzanti del vino italiano.
00:28Io sono Alessandra Dalmonte e questo è Sparkling Minds.
00:34Giampiero Bertolini, amministratore delegato di Biondi Santi dal 2018.
00:39Io partirei proprio dalla storia di questa azienda che è un monumento del vino italiano.
00:43È una responsabilità? Come vive questa missione?
00:47È una responsabilità enorme che io sento sulle spalle.
00:49Io quando sono arrivato in questa azienda, il 4 novembre appunto del 2018, è stato un momento di emozione immensa
00:58quando sono entrato in questo viale per la prima volta,
01:01perché non ero mai stato in quell'azienda.
01:04Mi avevano già assunto ma non ero stato ancora in quell'azienda.
01:07Mi sono sentito addosso un macigno, ma anche una carica immensa, perché per chi fa il mestiere nostro è come
01:14per un ingegnere andare a guidare la Ferrari.
01:16Si sente questa responsabilità, ma si sente altrettanta passione e voglia di portare avanti questa storia nel totale rispetto di
01:25quello che è stato Biondi Santi,
01:26nel totale rispetto del DNA di Biondi Santi.
01:28Che quella è una cosa che fin dal primo momento in azienda a tutte le persone ci siamo chiariti e
01:35ci siamo allineati,
01:36perché noi venivamo da un'acquisizione che aveva fatto scandalo, tra virgolette,
01:40perché una famiglia francese che acquisisce un'azienda di Montalcino come Biondi Santi, devo dire, è stata una situazione molto
01:47difficile all'inizio.
01:49Quindi ho dovuto rompere un po' questa situazione.
01:52I francesi molto intelligentemente hanno pensato a mettere una persona italiana.
01:56Ma ci sono stati dei momenti in questa fase di rodaggio?
01:59Quella ha pensato, non ce la faccio, non ce la si fa?
02:01No, perché io ho abbastanza chiaro, questo mi era un po' dalla mia esperienza professionale,
02:07che se c'è una marca solida la marca poi viene fuori.
02:10Pensavo di metterci più tempo, invece ho capito che Biondi Santi era veramente un'azienda molto più forte come marchio
02:18fuori rispetto a quella che era la mia idea.
02:20Però non ho mai pensato come ci si potesse fare, perché quella è un'azienda incredibile,
02:24un'azienda unica, con una storicità pazzesca.
02:27Insomma, la famiglia ha inventato il nome Brunello, ha fatto il primo Brunello, ha coerentemente fatto i vini per 130
02:32anni.
02:33Abbiamo tutti i vini in cantina, cioè c'è tutto per essere un successo e nessuno in Italia acquista.
02:50Allora, facciamo un gioco, si chiama Etichetta Nuda.
02:53Le chiedo di iscrivere la parola che rappresenta la visione del suo lavoro e dell'azienda su questa etichetta.
03:01La parola è la parola meraviglia.
03:04Meraviglia? Come mai meraviglia?
03:06Meraviglia è una parola che ho assorbito in Biondi Santi nel tempo.
03:12Soprattutto vedo negli occhi delle persone, quando ci vengono a trovare invitati da noi,
03:18che si meravigliano di una serie di cose che non avrei mai pensato prima.
03:22Una volta noi abbiamo fatto una degustazione, abbiamo una bellissima cantina storica, dove facciamo le degustazioni.
03:29E in questa cantina abbiamo fatto una degustazione che era rappresentativa della vita di Franco Biondi Santi.
03:35Abbiamo messo a confronto la prima vendemmia di Franco, la 1971, con la 2012.
03:42I colori dei due vini sono assolutamente indistinguibili,
03:44però quello ha suscitato veramente un senso di meraviglia di questi vini,
03:48che ogni volta che noi apriamo queste bottiglie, devo dire, viene fuori.
03:52Questo fa parte un po' del DNA dell'azienda, sia per i vini, ma sia anche per il luogo stesso,
03:58che è un luogo di meraviglia assoluto.
04:00Lei si sente una sparkling mind?
04:02Ma io direi di sì, perché forse anche troppo per il lavoro.
04:05E questo mi viene un po' criticato dalla famiglia, che penso sempre al lavoro, eccetera.
04:11Ma poi perché mi piace anche poter sempre cercare di pianificare,
04:15o mettere cose nuove, parlarne con le persone.
04:18Quindi sì, devo dire, se per sparkling mind intende questo, penso di sì.
04:23Quando il 4 novembre 2018 entrò in Biondi Santi, a chi strinse le mani?
04:26Allora sì, c'era la famiglia presente nella persona di Jacopo Biondi Santi,
04:30che è la persona che ha venduto l'azienda a Descour.
04:33Però devo dire di entrare subito in sintonia, perché è una persona simpaticissima.
04:38Lui mi chiamava sempre Giampierino.
04:39Mi diceva, Giampierino, cosa facciamo oggi?
04:41Lui veniva ogni tanto, poi, nei mesi successivi al greppo,
04:45facevamo delle degustazioni insieme, abbiamo imparato molto dal suo palato,
04:50da quello che lui diceva.
04:51Quindi è stato un periodo di un anno e mezzo circa di lavoro insieme con la famiglia,
04:56dove abbiamo continuato ad imparare una serie di cose.
04:59Poi la famiglia ha deciso di staccarsi e noi abbiamo preso la strada indipendentemente da loro.
05:06Ecco, che azienda avete trovato quando c'è stata l'acquisizione?
05:09Come erano messi i conti?
05:10Lo vuole sapere davvero?
05:11Lo voglio sapere davvero.
05:13L'azienda era messa non benissimo, perché gli ultimi 15-20 anni,
05:18da un punto di vista finanziario, era stata un po' gestita in modo approssimativo, direi.
05:24Quando sono arrivato, le faccio un esempio, non riuscivamo a fittare le macchine per i dipendenti,
05:30perché non ci davano credito.
05:31Le banche venivano molto contente di essere da Biondi Santi,
05:34ma poi quando guardavano i bilanci non credevano al business plan che noi avevamo preparato.
05:42Quindi è stato un momento molto duro.
05:45Poi dopo, quando è partita la macchina, Biondi Santi era, per fare un'analogia,
05:49era come una macchina con le gomme sgonfie, il carburatore da regolare, il motore da risettare.
05:54Però la macchina c'era.
05:56Quindi quando abbiamo rimesso a posto dal meccanico queste cose,
06:00la macchina è partita e ha fatto dei risultati straordinari.
06:03Lei si è trasferito a Montalcino a un certo punto. Perché?
06:06Ma beh, perché una volta arrivato da Biondi Santi,
06:11abbiamo iniziato un periodo che io lo chiamo di transizione,
06:14che è un periodo per me fondamentale stato,
06:18perché abbiamo messo nella testa delle persone l'idea di dover essere umili e imparare e ascoltare il territorio.
06:27E onestamente ascoltare il territorio non si può fare dalla schivania di un ufficio
06:31o da una casa a Firenze dove vive la mia famiglia.
06:35Quindi ho deciso di spostarmi lì a vivere gran parte della settimana a Montalcino
06:40e ho passato tutte le mie prime vacanze estive a Montalcino.
06:43Le dico che il primo giorno, la prima settimana a Montalcino,
06:46io sono andato in giro a presentarmi ai carabinieri, ai pompieri, al sindaco,
06:51a tutte le persone perché mi sembrava giusto che ero l'ultimo arrivato in questa comunità,
06:57in un'azienda che comunque è rappresentativa del territorio
07:00e stava a me andare a farmi conoscere.
07:03Lei non ha mai avuto paura di non saper gestire una cosa così importante come questo tipo di vino?
07:10Ma diciamo che questa carica emotiva mi viene anche da una certa paura in certe situazioni,
07:16senz'altro sì, però io ho sempre imparato una cosa e questo devo dire mio padre mi ha insegnato questo.
07:22Io ho sempre imparato che alla fine bisogna avere il team che funziona bene,
07:28che lo rispetti, che ti rispetti e quindi basarsi molto anche sulle persone.
07:34Io oggi partecipo a tutte le sessioni di degustazione dei nostri vini
07:39che sono periodiche, ogni mese noi degustiamo tantissime parcelle
07:43e quindi stando con il team ho acquisito una certa fiducia anche nel vino,
07:47nello stile, in quello che noi dobbiamo difendere, che mi ha aiutato.
07:51Magari possiamo raccontare la figura dell'enologo che è Federico Radi.
07:55Lui è un po' quello che dà continuità, no? Questo stile del vino.
07:59Come vi interfacciate, come lavorate insieme?
08:02È diciamo uno scambio continuo, abbastanza anche informale.
08:06Lui è toscano proprio nel cuore, viene dalla Maremma,
08:09ha sempre lavorato in Toscana e quindi ha una buonissima sensibilità.
08:15Noi siamo un po' i guardiani di quella cosa e dobbiamo cercare di portarla avanti nel tempo.
08:20Diamo qualche numero, quindi 100.000 bottiglie circa, la produzione?
08:25Circa, sì. Abbiamo circa 33 ettari oggi in produzione,
08:29quindi non è una grandissima produzione, ma questo è frutto anche di una selezione
08:34che noi facciamo molto accurata e alla base della nostra strategia
08:38che abbiamo creato nel 2018, una strategia di valore, non di volume.
08:43E per fare questo una delle basi è fare la distribuzione giusta nel giro per il mondo,
08:47quindi essere nelle giuste città degli Stati Uniti,
08:50nei giusti locali delle città degli Stati Uniti,
08:53o a Hong Kong, o a Londra, o a Milano.
08:56Noi dobbiamo essere nei migliori posti, perché lì si crea veramente il valore.
09:00In qualche anno vi avete raddoppiato il prezzo delle bottiglie?
09:03Sì, noi abbiamo fatto un riposizionamento importante.
09:07Eravamo i primi a non dare valore ai nostri vini.
09:09Quindi mi ricordo che quando entrai decidemmo di fare un raddoppio del Rosso di Montalcino
09:15come prima cosa e il mio direttore commerciale mi guardò e mi disse
09:19ma ora chi lo vende questo vino?
09:21In quel modo lì abbiamo creato una tensione sul mercato importante
09:25e oggi il Rosso di Montalcino è un prodotto che vorremmo averne di più
09:29perché è una domanda molto importante.
09:31Stessa strategia poi l'abbiamo portata in step successivi su Brunello e sulla riserva
09:37e oggi abbiamo creato un equilibrio sul mercato dove questi nuovi prezzi
09:41sono prezzi che il mercato ha pienamente assorbito.
09:45Il Rosso oggi conta nel nostro portafoglio circa un 20-25% della produzione.
09:49Il Brunello conta un 65% e il resto è la riserva.
09:54Il Rosso è la nostra porta per i giovani.
09:57I giovani per accedere a Biondi Santi oggi devono partire necessariamente dal Rosso di Montalcino
10:02che è quello più abbordabile anche in termini di prezzo
10:04e poi convincerli a provare quindi Brunello o la riserva.
10:09Quindi sarebbe importante poter allargare il Rosso di Montalcino
10:13per avere una audience maggiore da coinvolgere poi sui vini più posizionati, più in alto.
10:21Allora oggi Biondi Santi è una cantina chiusa al pubblico.
10:23Possiamo dire che l'apriremo?
10:25Possiamo dirlo sì, però l'apriremo in maniera sempre abbastanza limitata
10:30perché l'idea nostra è di poter ospitare persone che hanno veramente passione
10:35e capiscono cosa c'è dietro Biondi Santi.
10:38Non comprano il marchio ma comprano la storia, comprano il vino,
10:43comprano tutto quello che c'è dietro a quella bottiglia di vino.
10:46Ecco, l'idea mia, la mia visione è di poter aprire a queste persone di più
10:50una volta che avremo la possibilità di fare un investimento anche nell'ospitalità
10:55che è un qualcosa che è previsto nei prossimi anni.
10:58Dice che il vino si è in crisi, si beve meno.
11:00Questo posizionamento sicuramente alto e elitario, appunto, non per tutti, va bene.
11:06Io credo che vini come Biondi Santi o vini posizionati nella fascia alta del mercato
11:12sono vini che vanno oltre la bottiglia e il liquido.
11:16Quando uno acquista una bottiglia di Biondi Santi acquista un pezzo di storia.
11:21Cioè questa è una bottiglia che ha bevuto la regina Elisabetta,
11:24che Frank Sinatra se la portava in aereo quando andava in giro.
11:27Cioè uno acquisisce qualcosa di particolarmente unico.
11:31Gennaio 2020 succede un'altra cosa, cioè a lei viene chiesto di non essere più solo il manager
11:35ma anche un po' l'imprenditore, no?
11:37Cioè di metterci la faccia un po' di più.
11:39Come mai?
11:40Sì, dopo un anno qualcosa che ero lì, prima di Natale mi chiama appunto il proprietario
11:45e dice, ma vieni su il 2 gennaio, facciamo due chiacchiere a Parigi, eccetera.
11:51Io dissi, ma strano, che cosa vorranno?
11:54Arrivo a Parigi, mi ricordo quella mattina, entro in questo ufficio bellissimo.
11:58C'era lui, altre due persone del board e mi dicono,
12:01Gian Piero non ci sono problemi con Gian Piero.
12:04Il manager è a posto, mi disse.
12:07Questo mi fa molto piacere.
12:08Però adesso dobbiamo fare uno step in più.
12:10E mi chiese appunto di diventare più l'imprenditore dell'azienda,
12:15quindi la faccia dell'azienda, rappresentare l'azienda.
12:18Il che voleva dire è girare molto più per il mondo, parlare dei vini,
12:22parlare anche degli aspetti tecnici dei vini, quindi indottrinarmi in questa cosa.
12:27E lui dissi, ma non l'ho mai fatto, certamente mi ci metterò e cercherò di farlo.
12:32E devo dire che è stato un bel passaggio perché mi ha insegnato molto questo.
12:39È vedere le cose e fare uno switch mentale, anche di linguaggio, di comunicazione e tutto,
12:45che ho dovuto imparare a farlo.
12:48Lei prima lavorava già nel mondo del vino, ha lavorato per 16 anni in Frescobaldi.
12:53Come è stato assunto?
12:54Sono stato assunto grazie a una mia ex collega che lavorava con me da Frescobaldi,
13:03che ha passato il mio nominativo a un Ed Hunter e loro mi hanno contattato.
13:09E quindi diciamo ha iniziato un processo, come lei ben sa, abbastanza lungo di varie interviste.
13:16Mi ricordo dopo il primo colloquio con tre francesi,
13:20che poi erano tre membri del board di Piondi Santi, questo l'ho capito dopo,
13:26queste persone non erano molto convinte di prendermi perché dissero all'Ed Hunter
13:31che non erano riusciti a farmi abbastanza domande e non avevamo capito quindi bene chi fosse,
13:36perché ero stato io troppo forse proattivo nel far domande, nel voler capire com'era la situazione dell'azienda,
13:42com'era il business, cosa avevano in testa.
13:43E allora mi ricordo che l'Ed Hunter mi disse, Gian Piero mi sa che dobbiamo cambiare un po' la
13:48strategia
13:49perché loro la vogliono rivedere, stavolta venga a Parigi, vada a Parigi e faccia,
13:55quindi andai a Parigi e lì mi fece un sacco di domande e poi andammo avanti in questa selezione di
14:01sette interviste,
14:02di cui l'ultima con lo psicologo, dove mi sentivo un po' strano in questa situazione.
14:08Però le diede l'idoneità alla fine se lo psicologo.
14:10Mi dette l'idoneità.
14:12E alla fine dopo 4-5 mesi abbiamo chiuso, a giugno abbiamo chiuso, a settembre sono entrato in azienda
14:17col ruolo di direttore marketing in quel momento e sono entrato in questo mondo.
14:23Ma come è passato lei da Procter & Gamble a Frescobaldi, quindi dal mass market al vino?
14:28È successa una cosa per caso perché il vino è sempre stata parte della mia famiglia,
14:32perché mio padre appunto lavorava, aveva delle alberghe, aveva dei ristoranti
14:35e la prima bottiglia di Biondi Santi l'ho vista nella cantina di mio padre,
14:38quindi è stato un po' un ritornare alle origini.
14:40Mi trovavo a sciare un weekend sull'Appennino Toscano e tramite un amico ho conosciuto
14:48l'amministratore delegato del gruppo Frescobaldi, una persona straordinaria.
14:54Dopo due giorni che sciavamo insieme lui mi dice
14:56ma io avrei una posizione per te, se ti interessa.
15:00Io nel mondo del vino mi piace il vino, ho fatto corsi sul vino, ero appassionato,
15:05lavorarci, no?
15:06Ma te pensaci perché avrai bisogno di una persona con la tua formazione,
15:10nel mondo del vino siamo molto indietro dal punto di vista di certe professionalità,
15:15quindi mi farebbe piacere.
15:17E allora ho cominciato questa idea, hanno parlato con mia moglie,
15:20abbiamo cominciato a ragionare su questa cosa.
15:22Veniamo a due innovazioni invece in Biondi Santi degli ultimi anni proprio legate al vino.
15:27Allora, una in realtà non è un'innovazione, è la famosa ricolmatura, no?
15:30Beh, la ricolmatura è una cosa straordinaria, significa praticamente prendere un'annata vecchia,
15:35una 83, una 55, una 64 e analizzare tutte le bottiglie e vedere quelle che hanno perso liquido nel tempo,
15:43quindi il livello del vino si è abbassato.
15:46Ecco, quelle bottiglie noi le apriamo, sentiamo il vino e se il vino è buono a quel punto lì noi
15:53apriamo un'altra bottiglia
15:54della solita annata, che quindi è un investimento rilevante, e ricolmiamo la quantità di vino
16:02per avere le bottiglie sempre in piena forma.
16:04E invece in vigna c'è questa struttura Biondi Santi, questo ombrello, come lo chiamiamo?
16:09Abbiamo, il nostro team tecnico ha disegnato una struttura che è molto flessibile
16:13e che ci permette di poter gestire l'apparato fogliare della vigna nel periodo prevendemmiale
16:21in modo flessibile, molto flessibile. Questo cosa significa?
16:25Significa che a seconda della stagione noi abbiamo la possibilità di avere una maggiore copertura
16:29o minore copertura del frutto a seconda del caldo, se lo vogliamo proteggere o meno.
16:35E questo è un qualche cosa che ci sta dando già dei frutti molto interessanti
16:40e preserva davvero la qualità dell'uva, che non viene quindi colpita dal sole
16:47ed è un'uva molto sana e quindi più buona alla fine.
16:50Senta, tra Brunello, Rosso e Riserva, preferito?
16:54È una bella domanda questa.
16:56Beh, la Riserva è il vino iconico con cui Biondi Santi è diventato Biondi Santi,
17:03quindi diciamo che ci sono alcune vendemmi, alcune annate della Riserva
17:07che non possono non essere il vino preferito di quell'annata,
17:10come quella che sta per uscire, che è la 19, che è straordinaria.
17:13Ma se no devo dire che un vino che ci sta dando tantissime soddisfazioni è il Rosso di Montalcino.
17:19Il Rosso è un bel vino.
17:20Il suo abbinamento preferito con il Rosso?
17:22Il Rosso sta bene con tantissime cose, anche un risotto alla parmigiana, per esempio,
17:27che è un piatto che io amo tantissimo.
17:30Questi sono vini che hanno una sapidità, un finale quasi salato,
17:35che si sposa bene con certe tipologie di cibi.
17:39non vanno sopra il cibo, ma proprio lo complementano.
17:42Cioè anche la Riserva Biondi Santi è un vino che è un vino gastronomico,
17:46non è un vino da meditazione, è un vino da mangiarci insieme,
17:50mangiarci anche cose delicate.
17:52Beh, chiuderei con che meraviglia.
17:53Grazie mille Gian Piero.
17:54Grazie, grazie.
17:55Il viaggio di Sparky Minds continua.
17:58Alla prossima puntata.
17:59Grazie a tutti.
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