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  • 1 giorno fa
C'è chi cerca una via d'uscita dalla guerra e chi invece proprio adesso sta pensando di entrare in guerra. Sono due linee molto divaricate da una parte gli europei che fin dall'inizio si sono chiamati fuori da questo conflitto e stanno attraversando una crisi nei rapporti atlantici, una crisi nella relazione con gli Stati Uniti. Non una crisi inedita, non una crisi senza precedenti, Anzi.C'è una lunga serie di crisi atlantiche provocate regolarmente da guerre mediorientali e schoc energetici. Ma lo stesso Trump, che parlerà tra poche ore alla nazione per la prima volta un discorso completo sul tema della guerra, lo stesso Trump sta cercando una via d'uscita. E nel frattempo, Invece nel mondo arabo gli atteggiamenti sono molto diversi e forse il caso più interessante è quello degli Emirati Arabi Uniti.In passato qualcuno definì gli Emirati Arabi Uniti una moderna Sparta, che è un paese piccolo ma agguerrito e con una visione molto bellicosa dei rapporti internazionali. Gli Emirati Arabi Uniti, per quanto piccoli, avendo ingenti risorse finanziarie legate al petrolio, ma non solo perché Dubai è ricca per altri motivi che niente hanno a che vedere con il petrolio, gli Emirati Arabi Uniti hanno sempre perseguito una politica estera molto aggressiva, non solo nelle immediate vicinanze, perfino in Africa.È anche una strategia militare. Un Paese che spende molto per armarsi, per difendersi. In questi giorni, in queste ore, gli Emirati Arabi Uniti stanno cercando di promuovere alle Nazioni Unite, qui a New York una risoluzione per legittimare autorizzare un intervento militare che liberi lo Stretto di Hormuz. Il principio è limpido e trasparente, lo stretto di Hormuz non appartiene all'Iran.l'Iran non ha nessun diritto di bloccarlo, anzi. C'è una delle leggi più antiche su cui si fonda il diritto internazionale fin dal 1700 è la libertà di navigazione e quindi, in nome di questo diritto internazionale, gli Emirati Arabi Uniti vorrebbero una risoluzione dell'ONU che autorizzi un intervento militare e si dicono pronti a partecipare, a essere parte di questo intervento militare per liberare Hormuz e garantire la transitabilità dello Stretto a tutti, neutralizzando il ricatto del regime iraniano.Questo atteggiamento degli Emirati è molto determinato, ma non è unico nel mondo arabo. Si traggono delle conseguenze da questa guerra molto diverse rispetto all'Europa. Per esempio, gli arabi sono sensibili a quello che dice Trump quando afferma che lo Stretto di Hormuz non è un problema degli Stati Uniti che hanno l'autosufficienza energetica. Loro invece tutti gli arabi del Golfo, e sono tanti dall'Arabia Saudita occupata, Bahrain, Oman hanno un bisogno vitale che lo stretto di Hormuz sia libero transitabile che il ricatto iraniano sia sconfitto per sempre.

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00:03C'è chi cerca una via d'uscita dalla guerra e chi invece, proprio adesso, sta pensando di
00:09entrare in guerra. Sono due linee molto divaricate, da una parte gli europei che fin dall'inizio si
00:19sono chiamati fuori da questo conflitto e stanno attraversando una crisi nei rapporti atlantici,
00:26una crisi nella relazione con gli Stati Uniti, non una crisi inedita, non una crisi senza precedenti,
00:33anzi c'è una lunga serie di crisi atlantiche provocate regolarmente da guerre medio orientali
00:41e shock energetici, ma lo stesso Trump che parlerà tra poche ore alla nazione, per la prima volta
00:50un discorso completo sul tema della guerra, lo stesso Trump sta cercando una via d'uscita
00:58e nel frattempo invece nel mondo arabo gli atteggiamenti sono molto diversi e forse il caso
01:05più interessante è quello degli Emirati Arabi Uniti. In passato qualcuno definì Emirati Arabi
01:14Uniti una moderna Sparta, che è un paese piccolo, ma agguerrito e con una visione molto bellicosa
01:26dei rapporti internazionali. Gli Emirati Arabi Uniti per quanto piccoli, avendo ingenti risorse
01:34finanziarie legate al petrolio, ma non solo, perché Dubai è ricca per altri motivi che niente
01:42hanno a vedere con il petrolio, gli Emirati Arabi Uniti hanno sempre perseguito una politica
01:46estera molto aggressiva, non solo nelle immediate vicinanze, perfino in Africa e anche una strategia
01:56militare, un paese che spende molto per armarsi e per difendersi. In questi giorni, in queste
02:03ore, gli Emirati Arabi Uniti stanno cercando di promuovere alle Nazioni Unite, qui a New York,
02:09una risoluzione per legittimare, autorizzare un intervento militare che liberi lo stretto
02:19di Hormuz. Il principio è limpido, è trasparente, lo stretto di Hormuz non appartiene all'Iran,
02:26l'Iran non ha nessun diritto di bloccarlo, anzi c'è una delle leggi più antiche su cui
02:33si fonda il diritto internazionale, fin dal 1700 è la libertà di navigazione e quindi
02:40in nome di questo diritto internazionale, gli Emirati Arabi Uniti vorrebbero una risoluzione
02:46dell'ONU che autorizzi un intervento militare e si dicono pronti a partecipare, a essere parte
02:55di questo intervento militare per liberare Hormuz e garantire la transitabilità dello stretto
03:03a tutti, neutralizzando il ricatto del regime iraniano. Questo atteggiamento degli Emirati
03:14è molto determinato, ma non è unico. Nel mondo arabo si traggono delle conseguenze
03:21da questa guerra molto diverse rispetto all'Europa per esempio, gli Arabi sono sensibili a quello
03:31che dice Trump quando afferma che lo stretto di Hormuz non è un problema degli Stati Uniti
03:36che hanno l'autosufficienza energetica, loro invece, tutti gli Arabi del Golfo, e sono
03:41tanti dall'Arabia Saudita, Kuwait, Bahrain, Oman, hanno un bisogno vitale che lo stretto
03:50di Hormuz sia libero, transitabile, che il ricatto iraniano sia sconfitto per sempre.
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