Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 settimane fa
La terza edizione di Pact4Future sarà articolata in tre giornate, ognuna dedicata a un tema chiave per comprendere e affrontare le sfide del nostro tempo: People, Purpose e Planet.Il forum, organizzato dall’Università Bocconi e dal Corriere della Sera, torna a Milano dal 24 al 26 marzo 2026, confermandosi come uno spazio di riferimento per il confronto sui grandi temi della contemporaneità, dopo il successo delle prime due edizioni.Dal futuro della scuola alle nuove generazioni, dal senso profondo dell’impresa e della ricerca fino al cambiamento climatico e ai suoi effetti su salute e migrazioni, il forum offrirà un percorso che intreccia le dimensioni sociale, economica e ambientale per dare forma a un futuro condiviso.Le tre giornate seguiranno un filo conduttore comune: l’interdipendenza.A cura di Daniele Manca, Vicedirettore Corriere della Sera. Purpose under pressure. Dalla promessa alla responsabilitàIl purpose oggi non è più una dichiarazione identitaria. È un impegno che deve reggere alla verifica dei numeri. Le nuove regole europee sul reporting di sostenibilità hanno alzato l’asticella: ciò che un tempo era racconto ora è accountability.Ma la vera domanda non è se le grandi imprese riusciranno ad adeguarsi. La domanda è: cosa succede quando questa pressione arriva nelle filiere, nelle PMI, nelle aziende familiari, nei campioni del made in Italy?Questo pomeriggio non celebra il purpose. Lo mette alla prova.Ne osserva l’impatto sulle decisioni, sui sistemi di controllo, sulla reputazione. E soprattutto misura quanto costa – e quanto vale – essere coerenti. Il purpose non si dichiara. Si rendiconta.Quando il purpose diventa realtà per l’impresa? Quando smette di essere una promessa e diventa una sequenza di scelte misurabili, verificabili, comparabili. Il reporting di sostenibilità – soprattutto nell’era delle nuove norme europee – è lo strumento che può trasformare la narrazione in responsabilità: obbliga a chiarire che cosa è davvero rilevante, a collegare impatti, rischi e opportunità alla strategia, a rendere trasparenti governance e sistemi di incentivazione, e a connettere le informazioni ESG con i risultati economico-finanziari. La trasparenza non è neutrale: orienta i comportamenti delle imprese, influenza le decisioni degli investitori, ridefinisce le priorità manageriali. Proprio per questo il reporting di sostenibilità espone anche a rischi concreti: indicatori scelti perché “comodi”, selezione opportunistica delle informazioni, disallineamento tra ciò che si racconta e ciò che si decide rischiano di far perdere senso al purpose e di esporre le imprese a pesanti rischi reputazionali.Un bilancio credibile si riconosce dalla qualità e completezza dell’informazione, dalla comparabilità, dall’assurance indipendente e – soprattutto – dalla coerenza tra sostenibilità e performance dell’impresa. Perché il purpose, oggi, non si misura dalle dichiarazioni, ma dalla capacità di sostenerle con i fatti e rendicontarle con trasparenza.Con Annalisa Prencipe, KPMG Chair in Accounting, Università Bocconi. Trasparenza, reputazione, rischioLa trasparenza è diventata una condizione di accesso al mercato. Ma non è neutrale, e non è priva di conseguenze. Rendicontare significa esporsi: agli investitori, ai media, ai regolatori, alla società civile. Ogni dato pubblicato, ogni target annunciato, ogni impegno assunto costruisce fiducia – oppure la mette a rischio.Dove finisce la rendicontazione credibile e dove inizia il greenwashing? Quando un errore diventa manipolazione? E quali sono le responsabilità concrete di amministratori e manager quando ciò che viene dichiarato non trova riscontro nelle scelte strategiche o nei risultati?La tavola rotonda affronta il lato meno rassicurante del purpose: contenziosi, richiami delle autorità, perdita di reputazione, reazioni dei mercati. Attraverso casi reali e analisi delle pratiche aziendali, si discuterà di qualità dell’informazione, assurance indipendente, coerenza tra incentivi e obiettivi ESG, e del ruolo di revisori, regolatori e investitori nel presidiare l’affidabilità dei dati. Perché oggi la trasparenza non è solo un valore etico. È un’infrastruttura di fiducia. E quando si incrina, il costo per l’impresa può essere molto più alto di quanto previsto.Con Marco Ventoruzzo, Professore Ordinario di diritto commerciale, Università Bocconi e Federica Calvetti ESG Coordinator, Eurizon e Damaso Zagaglia, Vice President - EMEA Sales ISS Corporate. Purpose e reporting lungo la filiera: cosa cambia tra piccola, media e grande impresaLe nuove regole sulla sostenibilità non colpiscono tutte le imprese allo stesso modo, ma nessuna è davvero fuori dal perimetro. La grande impresa è direttamente esposta agli obblighi normativi e al giudizio dei mercati; la media impre...

Categoria

🗞
Novità
Commenti

Consigliato