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Affitti brevi: un mercato in crescita ma con ostacoli nella gestione professionale. L'Italia vanta un patrimonio immobiliare enorme, ma la rapida evoluzione del settore degli affitti brevi ha reso difficile una sua completa professionalizzazione.

Il fenomeno è stato accelerato dalla digitalizzazione e dalle numerose piattaforme online, che hanno permesso a molti proprietari di gestire autonomamente i propri immobili. Questo ha portato a una frammentazione del mercato, con molti affitti a livello amatoriale.

Il legame culturale italiano con l'immobile, spesso visto come un bene ereditato e familiare, rappresenta un ulteriore freno alla delega della gestione a terzi. La paura di affidare un bene così prezioso a sconosciuti è un fattore da non sottovalutare.

L'introduzione di nuove normative, come l'aumento di imposte specifiche e l'obbligo di certificazioni, sta spingendo verso una maggiore professionalizzazione. Queste regole rendono più complesso l'autogestione e aprono le porte a realtà specializzate.

Scopri come modelli di gestione innovativi rispondono a queste esigenze, garantendo sicurezza e tutela dell'immobile, e trasformando il mercato degli affitti brevi in un settore più strutturato e affidabile.

#AffittiBrevi #GestioneImmobiliare #TurismoItalia

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Trascrizione
00:00Ed eccoci con un nuovo appuntamento di Psofatto, l'Italia si racconta.
00:05In questa puntata parleremo dell'annoso problema degli affitti brevi e poi di inclusione,
00:11un aspetto da coltivare fin dall'infanzia.
00:14Sposteremo quindi la nostra attenzione sulla musica come nutriente biologico
00:19e infine avremo ospite la scrittrice Daniela Stallo per parlarci del suo nuovo romanzo
00:24che riapre il dibattito sulla legge 194.
00:27Come sempre avremo anche i curatori delle nostre rubriche, vi aspettiamo tutti subito dopo la sigla.
00:59Ed eccoci dopo la sigla e il sommario come sempre in studio con la prima ospite di questa puntata,
01:05tra l'altro in collegamento da Dubai, parliamo del mercato degli affitti brevi.
01:11Lo vediamo ovviamente concentrato nel nostro paese dove è un fenomeno che cresce,
01:16però fatica a decollare sul fronte più strategico, ovvero la gestione professionale.
01:22Secondo alcune stime di settore, infatti nel nostro paese solo una casa su tre è gestita in maniera professionale,
01:29ovvero in altre parole due case su tre restano fuori da modelli strutturati,
01:34spesso inutilizzate o gestite saltoriamente dai proprietari stessi.
01:37Facciamo allora il punto della situazione con la prima ospite in collegamento.
01:41Diamo il benvenuto a Gaia Troisi, che è imprenditrice nel settore dell'hospitality e co-founder di Alceus.
01:47Gaia, buongiorno, ben trovata e essendo anche a Dubai, grazie in particolare per essere riuscita ad essere in collegamento con
01:54noi quest'oggi.
01:55Ben trovata davvero.
01:57Allora, ho dato giusto qualche input di riflessione per introdurre questo tema.
02:04Cosa ci dice questo squilibrio esattamente?
02:07Allora, sicuramente ci dice che il mercato degli affitti brevi è un mercato che si è evoluto molto rapidamente.
02:14Questo perché in Italia c'è un patrimonio immobiliare pazzesco, quindi abbiamo tantissimi mobili, quindi tantissime proprietà,
02:22ma il problema è che ovviamente nel momento in cui un mercato cresce così rapidamente è difficile poi che anche
02:30il settore si professionalizzi di conseguenza.
02:33Ok? Questa è una cosa molto importante perché abbiamo visto spessissimo che nel momento in cui un mercato cresce bisogna
02:40stare attenti con quella che è la professionalizzazione.
02:43Un'altra cosa molto importante è che con l'avvento del digitale ci sono tantissime piattaforme che hanno permesso di
02:50poter affittare molto più rapidamente gli immobili.
02:53Quindi molti proprietari hanno iniziato ad affittare anche autonomamente.
02:57Questo ovviamente ha portato ad avere tantissimi affitti a livello amatoriale e quindi anche una frammentazione di quello che è
03:04il settore.
03:05Adesso per fortuna la situazione sta cambiando ma stiamo andando sempre di più verso una professionalizzazione.
03:10Ti ringrazio. Quindi se io dovessi chiederti nello specifico quali sono le principali ragioni di questo ritardo nella professionalizzazione del
03:19settore,
03:19tu ci risponderesti da una parte l'avvento del digitale e dall'altra un fenomeno che è assolutamente fisiologico. È
03:26corretto?
03:27Allora, assolutamente sì. Volevo aggiungere una cosa, ovvero la parte dal punto di vista culturale.
03:34Ovvero, noi sappiamo tutti che in Italia l'immobile per un proprietario è visto come un bene quasi familiare.
03:42Questo perché, non so se sapete, ma la maggior parte degli immobili sono ereditati.
03:47Quindi ovviamente una persona che si trova un immobile magari dalla nonna, da un parente stretto,
03:53ha un legame affittivo con l'immobile di un certo tipo. Quindi fa fatica ad affidare l'immobile in gestione
04:00magari a una persona che non conosce.
04:02Quindi questo è anche un altro punto molto importante che ha portato ad avere una professionalizzazione in ritardo nel settore.
04:10Perché giustamente un proprietario non sa chi affidare l'immobile, non sa di chi può affidarsi.
04:15Inoltre abbiamo visto che con questa crescita e con all'inizio delle barriere all'ingresso molto basse,
04:21perché prima non c'era una vera regolamentarizzazione di quello che è il settore degli affitti brevi.
04:26Molte persone hanno iniziato a fare questo lavoro, ma a livello molto amatoriale.
04:29Quindi non rispettando quelle che sono le normative.
04:33E quindi adesso, ovviamente, nel momento in cui anche le normative stanno aumentando,
04:37è normale che anche un proprietario che non sa come gestire al meglio l'immobile,
04:42stia iniziando a valutare la possibilità di darlo invece a persone che fanno questo di professione.
04:47Ecco, diciamo l'introduzione Gaia di queste nuove regole stanno influenzando le scelte dei proprietari ed immobili.
04:56Mi viene in mente per esempio l'aumento dell'acidolare secca, il cine obbligatorio, però lo lascio spiegare a te
05:03ovviamente.
05:05Certo, allora, in realtà sono delle cose positive.
05:09Cioè il fatto che ci sia una maggiore regolamentarizzazione nel settore,
05:13permette di fare in modo che persone che non lo fanno in maniera professionale non possano più lavorare.
05:18E quindi in questo modo cosa succede?
05:21Che moltissime case vengono liberate, e sappiamo tutti che abbiamo avuto anche un problema,
05:26il fatto che magari in molte città come Firenze, come Venezia, non si trovavano neanche più case per vivere.
05:31Quindi nel momento in cui le normative aumentano, è normale che molte persone che non sanno fare il lavoro,
05:37abbandonano, quindi il settore diventa più strutturato, più professionale,
05:42e ovviamente i proprietari nel momento in cui vedono che serve per fare questo lavoro,
05:47avere conoscenza in materia di punto CIN, CIR, ISAT, insomma tutte quelle che sono le normative che adesso hanno imposto,
05:55è normale che vadano a pensare di poter dare l'immobile in gestione a delle realtà come la nostra,
06:01che sanno lavorare in maniera professionale, perché se prima potevano gestirle autonomamente,
06:06adesso con queste normative non possono più.
06:09Ecco, parlando del vostro modello di gestione che ci permette di mettere in risalto quelle che possono essere le soluzioni
06:15al problema,
06:16come funziona per garantire sicurezza e tutela dell'immobile, perché è comprensibile,
06:23tanto più in un mindset come quello italiano dove ci dicevi prima che viviamo l'immobile come un dono,
06:29un legame familiare, qualcosa che abbiamo ereditato e di cui facciamo fatica a disfarcene o a dare in affidamento a
06:36terzi.
06:37Quindi il vostro modello come funziona, dove sta la soluzione?
06:41Allora, noi siamo nati proprio per rispondere a questa esigenza,
06:45perché apprezziamo tanto in realtà questo legame che ci si è creato tra i proprietari e i propri immobili
06:51e anche il fatto che è un mercato bellissimo quello del settore degli affitti brevi.
06:56Il nostro focus è stato di riuscire a standardizzare, quindi quella che è la gestione,
07:02mantenendo però quella parte emotiva.
07:05Quindi il nostro modello si basa proprio su due pilastri,
07:09la standardizzazione di quelle che sono le classiche problematiche
07:13che noi abbiamo visto nel corso della nostra esperienza,
07:15perché io e il mio socio abbiamo più di dieci anni di esperienza combinata in questo settore,
07:19quindi sappiamo un po' quelle che sono le problematiche classiche che si devono risolvere,
07:23quindi abbiamo standardizzato quello che è il processo,
07:26mantenendo però anche un rapporto umano con il proprietario.
07:29Quindi secondo noi è molto importante, essendo anche italiani,
07:32mantenere anche un pizzico di artigianalità in quello che è questo mercato,
07:36proprio perché è giusto che il proprietario abbia anche un legame con le persone
07:42che poi si occupano della gestione del suo immobile
07:46e che quindi lui si senta al sicuro a poter dare il mobile in gestione, in questo caso a noi.
07:52Chiarissimo, poi immagino che sia fondamentale anche proprio l'aspetto di formazione dei property manager, è così?
07:59Assolutamente, quello che facciamo noi è formare tutti quelli che sono i property manager,
08:04che con noi collaborano, questo per creare un sistema dove i proprietari possano essere soddisfatti,
08:11dare a noi l'immobile in gestione e avere property manager locali che ci permettono di poter gestire al meglio
08:19queste strutture,
08:20che ovviamente sono su tutto il territorio italiano.
08:22Quindi la base del nostro lavoro è quello di standardizzare, formare property manager
08:28e mantenere poi un rapporto con quello che è il proprietario.
08:32Sì, diciamo che cercate di ottemperare un po' a tutte le varie specificità,
08:37mantenendo autentico la nostra considerazione che abbiamo nei confronti del patrimonio immobiliare,
08:44che per l'appunto sul fuori italiano è vastissimo.
08:46Gaia, un'ultima domanda, se dovessi farti una domanda specifica, ovvero da qui ai prossimi 5 anni mettiamo,
08:54come intravedete l'evoluzione di questo mercato degli affitti brevi e soprattutto a fronte di quello che dicevamo prima,
09:03cioè di questa crescente regolamentazione nel settore?
09:06Sì, allora sicuramente aumenteranno le normative, questo perché, ed è giusto che sia così,
09:13bisogna professionalizzare del più il settore, quindi secondo me andiamo verso una professionalizzazione del settore,
09:18ci saranno normative sempre più stringenti, si libereranno anche tanti immobili,
09:23quindi ci saranno meno immobili adibiti ad affitto breve ma con più qualità.
09:27Essendoci standard ovviamente qualitativi maggiori, andremo sempre di più verso un modello simile a quello degli hotel,
09:34ovviamente relativo agli appartamenti, quindi agli affitti brevi, ma sempre più regolamentarizzato.
09:41Grazie Gaia, grazie per averci fatto entrare in questo vostro settore,
09:45che poi riguarda un po' tanti, coloro che stanno cercando case e coloro che l'hanno da affittare,
09:51per cui davvero grazie, grazie a Gaia Troisi, buon lavoro Gaia.
09:54Grazie a voi.
09:56Buona giornata e adesso invece è il momento della nostra Costanza Marana,
10:00che torna a raccontarci di letteratura, una boccata d'ossigeno di cultura, ascoltiamola insieme.
10:14Salve e benvenuti anche oggi nelle nostre piccole letture quotidiane.
10:20Oggi affronteremo la poesia di Pablo Neruda, è un poeta cileno e leggeremo dalle sue vive parole
10:32da una raccolta poetica d'amore e di vita, in cui esprime tutti i suoi ideali
10:40e sprofonda nell'immensità della bellezza, della natura sconfinata.
10:49A. Immensità di pini, rumore d'onde che si infrangono, gioco lento di luci,
10:59campana solitaria, crepuscolo che cala sui tuoi occhi, bambolina,
11:04conchiglia terrestre, in te la terra canta.
11:11Cantano in te i fiumi e la mia anima li insegue, come tu vuoi e laddove a te piace.
11:20Indicami la strada sul tuo arco di speranza e libererò delirante il mio stormo di frecce.
11:29Sto vedendo intorno a me la tua cintura di nebbia
11:36e il tuo silenzio incalza le mie ore braccade ed è in te,
11:42nelle tue braccia di pietra trasparente che ancorano i miei baci
11:49e la mia umida ansia si annida.
11:52A. La tua voce misteriosa che l'amore colora e piega nel tramonto che risuona e muore.
12:01Così, nelle ore profonde sui campi, ho visto piegarsi le spighe nella bocca del vento.
12:12La mattina è gonfia di tempesta nel cuore dell'estate.
12:19Come bianchi fazzoletti da Dio viaggiano le nubi.
12:25Il vento le scuote con le sue mani peregrine.
12:29Cuore infinito del vento che palpita sul nostro silenzio innamorato.
12:35E ronza tra gli alberi, orchestrale divino, come una lingua piena di guerre e di canti.
12:45Vento che rapina a fulminio le foglie secche e devia le frecce palpitanti degli uccelli.
12:53Vento che le travolge in onda senza spuma e sostanza, senza peso e fuochi inclinati.
13:00Si rompe e sommerge il suo volume di baci combattuto sulla porta del vento dell'estate.
13:12Perché tu possa ascoltarmi, le mie parole si fanno sottili a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia.
13:23Collana, sonaglio ebro, per le tue mani dolci come l'uva.
13:28E le vedo ormai lontane le mie parole, più che mie, sono tue.
13:34Come edera, crescono aggrappate al mio dolore antico.
13:39Così si aggrappano alle pareti umide.
13:42È tua la colpa di questo gioco, coento.
13:46Stanno fuggendo dalla mia buiatana, tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.
13:52Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi, e più di te sono abituate alla mia tristezza.
14:00Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti, perché tu le ascolti come voglio essere ascoltato.
14:08Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle, tempeste di sogni possono ancora abbatterle.
14:17Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
14:22Pianto di antiche bocche, sangue, di antiche suppliche.
14:27Amami, compagna, non mi lasciare seguimi, seguimi.
14:31Compagna su quest'onda di angoscia.
14:34Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
14:38Tutto ti prendi tu, tutto.
14:41E io le intreccio tutte in una collana infinita.
14:47Per le tue mani bianche, dolci come l'uva.
15:01Grazie, grazie sempre Costanza.
15:03Continuiamo a parlare dei libri e lo facciamo perché vogliamo parlare di inclusione.
15:07L'inclusione che si impara fin da piccoli.
15:10Ed è proprio con questa consapevolezza che l'autrice brasiliana Isabel Sintra,
15:15che fra l'altro è pubblicata in diversi paesi del mondo,
15:18è arrivata in Italia con il titolo Il Corvo Postino.
15:22Un libro illustrato che invita i bambini a guardare oltre il colore, i confini e le differenze
15:28attraverso una storia dedicata e simbolica sul pregiudizio.
15:32Le diamo il benvenuto.
15:33Isabel, buongiorno.
15:34Buongiorno.
15:36Buongiorno, buongiorno a tutti.
15:39Sono molto felice di stare qui oggi, grazie.
15:42Noi e grazie anzi ti dico per essere riuscita nel tuo soggiorno italiano
15:47a trovare il tempo per questa intervista, davvero un onore.
15:52Allora, Il Corvo Postino l'ho accennato, l'ho anticipato,
15:56parla di pregiudizio attraverso appunto una favola per bambini.
16:00Ecco, perché hai scelto proprio una storia simbolica con animali all'interno
16:06per affrontare un tema così delicato come il razzismo?
16:12Il razzismo, come si dice, come tu bene hai detto, è un tema delicato.
16:18Per questo è un argomento che bisognava di un ambiente, un'ambientazione,
16:28perché le favole sempre stanno a svolgere in foreste, in bosche, in contesto naturale.
16:36E così io penso che per questo è scelto una favola.
16:46E gli animali anche, per me, stiamo sempre, come si può dire in italiano,
16:57un po' difficile per me, ma le favole attribuiscono agli animali
17:02le caratteristiche dell'umano, di noi umani.
17:07E questo è un gioco che i bambini amano fare.
17:13E tutto questo per fare il bambino si sentire più tranquillo, più felice con quale storia.
17:26E non sta pesato, non sta pesante se è così, con gli animali.
17:31La maggiore, l'hai spiegato perfettamente, c'è una maggiore identificazione per il bambino.
17:40Diventa più facile quindi anche recepire e accogliere il messaggio.
17:45Nel libro il protagonista è appunto un corvo nero che sogna di volare con le colombe bianche.
17:52Quanto c'è di personale in questa storia e nella figura di Geppino?
17:58Assolutamente tutto.
18:00Io devo dire che sì, perché sono nata in Brasile e in Brasile ha un contesto del rassismo
18:10bastante grande e io penso che sempre che aveva una situazione di rassismo
18:21il Geppino stava nascosto dentro di me a affrontare, a tentare di dire qualcosa.
18:29E dopo l'idea adulta è che io ho pensato perché non iscrivere una storia per aiutare altri bambini?
18:41E assolutamente, io penso che in questo senso scrivere per me è anche un processo di guarigioni.
18:51è bello, è bello, è un atto di speranza anche e così devo dire che assolutamente è personale e mi
19:01fa bene.
19:03Fa bene e viene spesso, emerge spesso anche in trasmissioni, io lo dico sempre, il fatto che scrivere non sia
19:11solo per gli altri
19:12ma sia anche proprio un processo catartico di terapeutico, quindi vedi che anche tu lo confermi.
19:22Hai vissuto, dicevi del Brasile che purtroppo vive una dose di rassismo piuttosto diffusa, piuttosto elevata,
19:29però tu hai vissuto anche in tanti paesi diversi.
19:32Ecco, questa esperienza internazionale a tuo avviso ha influenzato il tuo modo di raccontare l'inclusione e la diversità?
19:40Io devo dire che per la mia esperienza personale, il rassismo si appresenta sempre in lo stesso modo in tanti
19:54paesi.
19:55Forse un po' di meno qui, un po' di più in altro, però sta lì.
20:02E' una cosa interessante che sempre che stiamo, io e mio fratello viaggiamo per l'Allemagna, Francia, Inglaterra anche, il
20:14Brasile,
20:15e sempre che stiamo a leggere la storia del Corvo Gepino, la reazione dei bambini è sempre la stessa,
20:25indipendente del paese, il senso di empatia è molto grande, dopo la storia.
20:32Ma perché è fatto così per il Gepino, non si può fare così, solo perché lui stava nero?
20:38E' molto bello questo. E così io vedo che portare il tema rassismo al centro dell'attenzione è importante, mondialmente.
20:54Io penso che l'approccio è lo stesso per me, io sento così.
20:59In qualche paese, in ogni paese, io lavoro e porto la storia in stesso modo.
21:08E' molto bello, è molto bello vedere la reazione.
21:13Molte volte il papà e mamà anche stanno presenti con il bambino e tutti stanno con quello senso di empatia.
21:22E' bello di vedere questo.
21:24Tra l'altro hai citato tuo fratello e ti volevo proprio chiedere della vostra collaborazione,
21:30perché le illustrazioni sono realizzate da lui.
21:33E com'è nata questa liaison, oltre che familiare anche professionale?
21:39Cioè siete in grado insieme di, un po' il braccio e la mente, no?
21:44Di fondere le immagini con le parole per cercare di trasmettere meglio,
21:49di completare questo messaggio rivolto appunto ai più piccoli.
21:54Sì, io sempre dico che è una benedizione poter lavorare con lui,
22:01perché fin da bambini siamo molto insieme a giocare, a fare tutto.
22:08Ezeka, che il nome è Ezeka Sintra, lui stava un bambino che stava a disegnare da molto piccolo,
22:17da 5-6 anni stava a disegnare sul marciapede, in strada, qualche superficie bianca,
22:28stava a fare qualcosa e tutta la gente stava a dire, ma hai solo 5-6 anni?
22:34E fare così, così bello a disegnare? Tante cose difficili.
22:41E per noi lavorare insieme è leve, perché non si conosciamo molto bene.
22:48Quindi hai molta onestità per dire, non mi piace così, io voglio fare diverso, si può fare differente.
22:58E' buono. Io devo dire che il processo per noi, quando sto a finire il testo, invio per lui,
23:10facciamo una videoconferenza, una videocamata, stiamo a riflettire sul testo e dopo di questo lui fa
23:20l'illustrazione per me, invia per me, oltre a videochiamata per riflettere, io voglio dire se mi piace, se no.
23:31Tom è una persona meravigliosa, è mio fratello caro, ma devo dire che è molto piaceroso lavorare con lui.
23:46E' una benedizione, penso che più di questo tu non potessi esprimere, ti sarà anche infinitamente grato
23:52e ricambierà queste belle parole che hai espresso nei suoi confronti.
23:56Insomma, il fatto di lavorare fin da piccoli, fin dall'infanzia, sul tema dell'inclusione e del pregiudizio della diversità,
24:04l'abbiamo capito, lo sappiamo, ormai è assodato, è fondamentale.
24:07Avete intenzione di scrivere ancora qualcosa del genere, Isabel?
24:14Del genere?
24:15Già pensavo su questo tema, perché io penso che stiamo allora anche con libri, con personaggi neri,
24:34che hanno un conto di favole che abbiamo fatto.
24:39Immaginere è una idea interessante per farlo, dobbiamo studiare un po' di più e pensare un po' di più insieme,
24:49però già parliamo di questo, forse in un futuro prossimo.
24:55E allora noi vi aspettiamo, ci sarà qualche prossima videochiamata allora per potervi accordare e poter fare brainstorming.
25:04Isabel, grazie, grazie a te e anche un abbraccio a tuo fratello, grazie per essere stata la nostra ospite in
25:10questa puntata, davvero.
25:12Grazie, grazie a te, un abbraccio.
25:15Buon proseguimento di giornata e adesso invece torna la nostra Rosalia Messina, ascoltiamola.
25:31Bentornati a Una Tisana, un libro.
25:35Vi parlo di un romanzo, dell'ultimo romanzo pubblicato da Michele Mari, i convitati di Pietra, e in Audi 2025.
25:48La storia narrata da questo romanzo prende avvio da una data precisa, il 22 luglio 1975.
25:57È il primo anniversario della maturità per una classe di liceali, ex liceali milanesi.
26:05Sono una trentina di ragazzi e ragazze e durante questa prima cena di anniversario
26:16nasce un'idea, un progetto, quasi uno scherzo che però diventa veramente progetto,
26:25una macabra riffa che consiste nell'accumulare un patrimonio
26:36attraverso i contributi annuali di ciascuno degli ex liceali
26:41e di investirlo e incrementarlo opportunamente, finché rimasti in vita gli ultimi tre, si spartiranno
26:55la somma, che sarà una somma ingente.
26:59Nessuno si vorrà assumere la responsabilità di avere avuto l'idea.
27:11questo progetto, questa riffa, diventa poi centrale nella vita di parecchi, se non di tutti i personaggi.
27:21Personaggi che devono fare i conti con la presenza costante delle morte, altrui o propria,
27:32nei propri pensieri.
27:33Qualche volta nelle azioni, che non sono sempre azioni commendevoli,
27:42a volte sono grottesche, a volte sono paradossali, a volte sono atroci.
27:49I personaggi sono disegnati come in un fumetto
27:55e vi avverto che il fumetto e il cinema sono molto importanti
28:07perché sono simili ai personaggi dei fumetti.
28:13Perché sono disegnati con tratti biografici e tratti psicologici essenziali.
28:22Non sono personaggi a tutto tondo, però sono riconoscibilissimi.
28:28Quando ci si abitua ai loro nomi e cognomi, li si ricorda bene.
28:38Tutta la narrazione ruota intorno a questo gioco.
28:42Questo gioco feroce sembra poi essere l'unico legame reale fra i 30 ex liceali,
28:51anche se ci sono dei casi di rapporti amicali solidi, veri,
28:58con uno spessore anche duraturo.
29:02Nulla legava le loro vite, al di là del fatto casuale e ormai superatissimo
29:08di aver fatto parte della stessa classe per un pugno di anni scolastici.
29:12Certo, c'era la riffa della morte, che però, una volta impostata,
29:16poteva prescindere dallo stanco rituale dei simposi.
29:20Anzi, lo doveva, se non altro per una questione di eleganza.
29:23Questo è il pensiero di qualcuno, però, in realtà, le cene continueranno a farsi
29:30ben oltre il 2026, che è l'anno in corso, o il 2025, che è l'anno della pubblicazione.
29:39Perché ci sono alcune morti precoci e ci sono invece delle lunghe sopravvivenze.
29:45In realtà è in scena una generazione di borghesi che non hanno avuto problemi economici,
29:55che hanno potuto anche curare le svariate patologie che man mano si presentano
30:02senza doversi ridurre sull'astrico.
30:06L'ambientazione, anche l'ambientazione è fatta in fondo di dettagli.
30:11C'è Milano attraverso gli indirizzi di abitazione degli ex liceali,
30:24le chiese in cui si svolgono i funerali, qualche interno borghese
30:33e anche le località di vacanza.
30:41Però, ripeto, i personaggi sono perfettamente, una volta che ci si abitua a nomi e cognomi,
30:48sono perfettamente ricordabili e ricordati.
30:54A un certo punto, devo dire, che ci si stanca di seguire i personaggi,
31:01le loro sessioni, i loro rituali ripetitivi,
31:06però c'è un recupero nel finale,
31:09quando i sopravvissuti ormai sono davvero pochi,
31:18torna prepotente, direi, una certa umanità
31:22che riesce quasi a commuovere.
31:25Michele Mari, i convitati di Pietra e in Audi 2025
31:30e se vorrete, alla prossima tisana.
31:34Ciao!
31:44Grazie, grazie ovviamente sempre anche a te, Rosalia.
31:48E adesso parliamo di altro, parliamo di musica che non è un semplice ascolto,
31:53ma un vero e proprio nutriente capace di dialogare con le cellule.
31:58Translational Music di Emiliano Toso, che tra poco avremo in collegamento,
32:02riscrive il codice del benessere nei primi mille giorni di vita.
32:05Una cosa curiosa, quindi approfondiremo meglio con l'autore.
32:09Li diamo il benvenuto, Emiliano, buongiorno!
32:12Buongiorno Francesca, buongiorno a tutti!
32:15Del tuo, come con gli altri ospiti, tu sei un biologo molecolare
32:20e volevo chiederti in che momento hai capito che la musica poteva diventare
32:25non solo una passione, ma anche un vero e proprio strumento di ricerca e di benessere.
32:31C'è stato quel click che è scattato?
32:35Sì, me l'ha insegnato la vita a 40 anni,
32:37ha deciso di unire le mie due più grandi passioni, che sono la musica e la scienza.
32:43Era uno scienziato fino a quel momento soltanto, la musica la coltivavo segretamente.
32:48Poi ho deciso di farmi il regalo più bello della mia vita,
32:51l'ho deciso durante una doccia, per i 40 anni,
32:55ho detto mi faccio il regalo più bello, voglio condividere con i miei amici più cari la mia musica.
33:00È la prima volta che l'ho fatta ascoltare al mondo.
33:02E da quel momento la vita mi ha insegnato, mi ha dato tutti gli strumenti
33:07affinché io la potessi condividere, potessi fare addirittura dei concerti
33:11e farla diventare il mio lavoro.
33:13Quindi la mia parte dello scienziato è diventata poi quella che studia
33:16come mai questa musica che ha sempre fatto bene a me,
33:19una volta condivisa ho visto che facesse bene anche agli altri,
33:23quindi avesse un'importante influenza sulla salute delle persone, degli animali e delle piante.
33:30Ti ringrazio.
33:31Quindi potremmo dire che Translational Music traduce,
33:37lasciami passare il termine, la biologia molecolare in musica.
33:42Cerchiamo di semplificare in modo tale che tutti o per prima possiamo seguirti
33:46in questo tuo mondo affascinante che fonde appunto due saperi,
33:50delle competenze che sembrano lontane ma che invece possono assolutamente coesistere.
33:54Tu sei la dimostrazione vivente.
33:56E ti chiedo come possono quindi le vibrazioni sonore dialogare con il nostro corpo e con le cellule
34:03e non solo. Perché parliamo dei primi mille giorni di vita? Sono così fondamentali?
34:10Sì, la cosa più semplice per spiegare Translational Music,
34:13un nome un po' difficile che mi è venuto dal mio linguaggio scientifico probabilmente,
34:18è questo gesto, un mare di cellule sotto un cielo di musica.
34:23E l'ho sempre immaginato così, un mare di cellule, la parte più materiale, la nostra parte,
34:28il nostro corpo, la bellezza di cui siamo fatti, gli esseri viventi di cui siamo fatti,
34:3450 mila miliardi di esseri viventi che popolano il nostro corpo, lo fanno vivere, lo fanno funzionare così bene.
34:41Da qui parte una musica attraverso le emozioni che arriva ad un piano un pochino più alto,
34:46quella dell'arte, grazie a questo piano più rarefatto, più leggero,
34:50queste emozioni si possono spargere in tutto il mondo e ricadere come una pioggierellina
34:55su miliardi di altre cellule, di tutte le altre persone.
34:58Questo mi sono immaginato quando l'universo, il mio nuovo manager, mi ha dato questa missione
35:04di portare questa musica nel mondo e ho deciso di farlo a piedi scalzi con un tamburo per iniziare
35:10e poi con il mio pianoforte accordato a 432 Hz.
35:14Si è visto proprio che questa musica arriva alle nostre cellule.
35:17Questo si è visto non soltanto con gli effetti biochimici, cioè la musica che ascoltiamo di solito
35:22dalle nostre orecchie, il nostro cervello, gli ormoni, la funzionalità dei nostri organi,
35:27ma anche dagli effetti biofisici, cioè arrivano delle vibrazioni a tutte le cellule del nostro corpo,
35:34alla nostra pelle, anche a quelle non deputate all'ascolto.
35:38Quindi attraverso queste informazioni le cellule cambiano proprio il modo di passare dal DNA alla materia,
35:44dall'informazione alla materia.
35:46Questo grazie ad un processo che si chiama rigenerazione cellulare,
35:50per cui in ogni istante della nostra vita ogni cellula del nostro corpo, ogni essere vivente,
35:55decide come passare dal DNA che ha ricevuto nel momento della sua nascita
36:01alla materia, alle proteine, in base a come percepisce l'ambiente esterno.
36:06Quindi nel momento in cui arriva questa musica, si abbassano i livelli di stress,
36:10aumenta la fiducia nella vita, si entra un po' dentro di noi,
36:14è una musica, diversamente da una musica di esibizione,
36:17che di solito andiamo a sentire ad un concerto,
36:19qui entriamo in un'esperienza in cui è importante il silenzio,
36:23la nostra musica che abbiamo dentro, il nostro silenzio.
36:26Quindi attraverso questo le nostre cellule entrano in uno stato di benessere, di salute,
36:31che può essere anche utile, io lavoro spesso negli ospedali,
36:34per accompagnare un processo di terapia, una chemioterapia,
36:38un processo di guarigione.
36:41Quindi oltre alla chirurgia e alla chimica,
36:43la medicina finalmente ritorna ad utilizzare la musica
36:47come un potente strumento per la salute dell'uomo.
36:51Ti ringrazio.
36:52E non solo questo, ma serve una frequenza particolare,
36:56cioè i tuoi strumenti sono accordati a 432 Hz.
37:02Qual è il significato di questa frequenza, Emiliano?
37:06Sì, è proprio un'accordatura che significa di una nota alla centrale,
37:12che significa poi cambiare tutte le altre note del pianoforte,
37:15migliaia poi di armoniche del pianoforte,
37:18e quindi di portare le informazioni a delle frequenze leggermente diverse
37:23da quelle in cui siamo abituati negli ultimi 80-90 anni,
37:27in cui è stato deciso di accordare tutti gli strumenti musicali,
37:31la musica che ascoltiamo di solito, a 440 Hz.
37:34Questo non è che faccia male, la musica che ascoltiamo di solito
37:37è però più una musica di esibizione,
37:40quindi una musica molto brillante per i concerti,
37:43per conquistare il pubblico, lo vediamo.
37:46Questo tipo di musica che veniva utilizzata nel passato
37:49da molti musicisti, è stata chiamata sempre scientific pitch,
37:54cioè proprio un'accordatura che lavora sulla nostra salute,
37:58questo lo si capiva prima ancora che lo potessimo dimostrare scientificamente.
38:02è stata abbandonata, ma è importante questo tipo di accordatura,
38:07Giuseppe Verdi si era anche battuto con uno statuto speciale per mantenerla,
38:11perché vedeva che lui, i suoi musicisti e il pubblico stavano meglio con quel tipo di musica.
38:17È una musica che porta dentro, proprio porta dentro di noi,
38:20diversamente dall'altra che porta fuori all'esibizione,
38:23questa ci porta ad una condivisione, ad un cerchio.
38:26Io nei miei concerti chiedo alle persone di avvicinarsi al pianoforte,
38:30di toccarlo, di sentire le vibrazioni con le mani,
38:33addirittura qualcuno si sdraia sotto il pianoforte,
38:36è meraviglioso sentire la musica che ti attraversa,
38:39e sentirci musica.
38:41Sentirci musica significa lasciare andare anche i pesi della nostra giornata,
38:45della nostra materia, un attimo sentire la magia di cui siamo fatti.
38:50Senti, abbiamo una chicca, non abbiamo i tempi televisivi adatti purtroppo,
38:56però almeno un là, e non è solo una nota musicale in questo caso,
39:01diamo lo regia, ascoltiamo, proprio un minuto scarso,
39:05poi sfumiamo la danza della vita, ascoltiamola insieme.
39:37Musica
40:04Musica
40:17Grazie regia per questo brevissimo assaggio, meglio di niente,
40:21tanta gratitudine per aver avuto questa opportunità.
40:24Se da neofita, ma da fruitrice, dovessi commentare così a caldo,
40:30ti direi che rigonciglia l'anima, ecco.
40:34E questo mi serve anche, questa mia considerazione,
40:37per chiederti un'altra cosa.
40:38Parlavamo prima della medicina che è tornata a dialogare,
40:44e so che nel tuo percorso hai incontrato tante figure,
40:47una tra queste è Bruce Lipton,
40:49che ha integrato anche il tutto con pratiche di meditazione e di yoga.
40:57Ecco, se prima parlavamo di scienza, salute, sanità,
41:01adesso ti chiedo, scienza e dimensione spirituale,
41:04quanto è altrettanto importante che dialoghino tra di loro?
41:09È bellissima, ecco, da spettatore come hai fatto tu,
41:13vedo che nel mondo questi tre mondi si stanno rincontrando,
41:17c'è una cosa meravigliosa.
41:19In questo momento storico, per alcuni aspetti,
41:21così difficile, con così tanti cambiamenti,
41:25così tanta sofferenza e anche con così tante situazioni
41:30che sembrano fuori da un'umanità,
41:33sembra che non corrispondano alla nostra umanità,
41:35le cellule di cui siamo fatti, parliamo di materia,
41:38ma come giustamente tu mi inviti a fare,
41:42ci accompagniamo insieme anche ad una dimensione più emozionale,
41:46addirittura più spirituale.
41:47Questi tre mondi si stanno finalmente ricontattando,
41:51si stanno riunendo, come dicevo prima,
41:54scienza e arte hanno deciso di ridarsi la mano
41:57per delle conoscenze fondamentali per la nostra salute,
42:01per le nostre evoluzioni,
42:02e naturalmente c'è la parte della spiritualità,
42:05la parte più alta, che è quella fondamentale,
42:09ricontattare, poter ricontattare la nostra anima,
42:12la nostra parte più sottile,
42:14capire, sentire la fiducia nella vita,
42:17poi ognuno la chiama come vuole nell'esistenza, in Dio,
42:20in qualcosa di più grande che ha generato il mondo,
42:22che ha generato tutta questa bellezza,
42:24e io trovo veramente fondamentale in questo momento,
42:28sempre, ma soprattutto in questo momento storico,
42:31per l'uomo, per rilassarsi un attimo
42:33e sentire che qualsiasi cosa accada in questa giornata,
42:37in questa vita, serve per,
42:40mi dà la possibilità di amare,
42:42di amare me stesso, di amare la natura,
42:44di amare le persone intorno a me,
42:45di amare questo flusso della vita,
42:48che ha deciso di far incarnare quest'anima in questo corpo.
42:51E poi anche...
42:53No, no, ti lascio finire Emiliano, scusami.
42:56La musica io credo sia anche un pretesto,
42:59un po' a volte,
43:00per ricontattare questo spazio d'anima,
43:02che ha così desiderio di essere ascoltato,
43:05al di là di tutte le cose di cui abbiamo a che fare.
43:08Ogni tanto dico,
43:09la mia parte è lo scienziato,
43:10che chiede sempre il perché,
43:11vuole sapere il perché di tutto,
43:13è curiosa, la mia parte artistica,
43:16che vuole danzare tra i colori e tra la musica del pianoforte,
43:20che ho lì dietro,
43:21e la mia parte spirituale,
43:23che dice, va bene così,
43:24qualsiasi cosa accada,
43:25siamo qui per imparare ad amare,
43:27e quindi mi rilasso nella fiducia della vita.
43:31Grazie Emiliano,
43:32grazie,
43:32un bellissimo messaggio,
43:33tra l'altro,
43:33su cui dovremmo riflettere,
43:35dicevo,
43:36sono entrata a gamba tesa,
43:37non volevo interromperti,
43:38insomma,
43:38c'è bisogno di essere in sintonia,
43:41e rientrare,
43:42risintonizzarsi,
43:43ecco,
43:43se dovessi utilizzare questo verbo,
43:45è forse quello che mi arriva,
43:47così più,
43:49di impatto.
43:51Emiliano,
43:51complimenti per tutto quello che fai,
43:53anche in ambito sanitario,
43:54perché va ad alleviare le sofferenze,
43:58aiutare in questo percorso difficile,
44:00spesso che le persone devono affrontare,
44:02quindi davvero,
44:03grazie,
44:03grazie per questa commissione tra scienza,
44:06musica,
44:07arte e anche spiritualità,
44:09davvero a tutto tondo,
44:10grazie,
44:11un abbraccio da parte nostra,
44:13buon lavoro.
44:14E ora,
44:14quasi in chiusura di puntata,
44:16l'ultima ospite,
44:17l'ultima intervista di questo appuntamento con Ipsofatto in Italia si racconta,
44:21la scrittrice Daniela Stallo è tornata di recente in libreria,
44:25con il suo nuovo romanzo dal titolo,
44:27mezzanotte,
44:28meno un quarto pubblicato,
44:29ed edizioni goda di Volpe,
44:31per la collana Amaranto.
44:33Una vicenda personale,
44:34ma al contempo capirete il perché collettiva,
44:38cercando un responsabile dell'evento,
44:40e soprattutto dando voce a chi si muove tra le pieghe più oscure della legge 194.
44:46Così abbiamo anche l'occasione per fare un ripasso,
44:49e ricordare di che cosa si tratta.
44:50Le diamo il benvenuto.
44:51Daniela,
44:52buongiorno,
44:52ben trovata.
44:53Buongiorno,
44:54grazie,
44:55grazie per l'invito.
44:56Grazie.
44:56Grazie a te per averlo accolto.
44:59Allora,
44:59partirei,
45:00prima di affrontare le varie tematiche del libro,
45:03delle tue pagine,
45:04partirei proprio da ricordare di che cosa si tratta quando parliamo della legge 194.
45:10Allora,
45:12la legge 194 e la legge 194 del 78 è una legge sull'interruzione volontaria di gravidanza,
45:20una legge fondamentale per il percorso giuridico italiano,
45:24ma soprattutto fondamentale per la salute della donna.
45:30viene pubblicata nel 78 e entra in vigore dopo pochissimo,
45:34quindi pubblicata a maggio e entra in vigore in giugno.
45:37La donna può ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni
45:45per motivi familiari, per motivi economici, per motivi anche di salute,
45:52mentre dopo i 90 giorni soltanto per malformazioni del nascituro o per gravi problemi di salute,
46:02quindi si parla di aborto terapeutico.
46:04Chiaramente è una legge fondamentale, è una conquista civile
46:09che ha chiuso un percorso di aborto clandestino
46:14che aveva caratterizzato l'Italia sino ad allora.
46:20Grazie, grazie Daniela per averci appunto ricordato di che cosa si tratta.
46:24Arriviamo alle tue pagine appunto, al tuo nuovo romanzo.
46:27Vogliamo accennare qualcosa sul titolo?
46:31Spesso sono evocativi, riescono già a farci intuire dove stiamo andando.
46:35Non lo trovo così anticipatorio, ma vorrei capire perché Mezzanotte meno un quarto?
46:43Sì, allora il titolo in effetti si doveva chiamare il responsabile
46:47perché la protagonista, che è una direttrice di banca,
46:51ricorre all'interruzione volontaria di gravidanza dopo i 90 giorni,
46:56quindi si tratta di un aborto terapeutico, di un aborto importante
47:00verso il sesto mese di gravidanza.
47:03Si doveva chiamare il responsabile perché in questo giorno e mezzo
47:06in cui la protagonista è in reparto, ripercorre la sua vita
47:14e si chiede chi sia il responsabile del suo percorso in quel reparto,
47:19se davvero questa maternità era necessaria, se davvero questo percorso,
47:23questa procedura era necessaria.
47:25Poi con la casa editrice abbiamo deciso che il responsabile
47:27non andava bene come titolo, ricordava più un thriller
47:31e quindi abbiamo parlato di Mezzanotte meno un quarto,
47:34che è il momento in cui succede l'evento, ma è un evento
47:39ed è un titolo simbolico perché segna a Mezzanotte meno un quarto
47:44un passaggio, quindi un momento prima e un momento dopo
47:49nella vita di una persona.
47:50È proprio una soglia, un on-off, ciò che eravamo prima
47:55e ciò che eravamo dopo.
47:57Io credevo che nella vita di una persona ce ne fosse uno solo,
48:00un momento fondamentale in cui cambiamo.
48:03Invece ce ne sono tanti, tanti Mezzanotte meno un quarto,
48:07tante soglie in cui cambiamo, soglie irreversibili
48:12in cui non siamo più quello che eravamo prima.
48:14Io li chiamo di solito spartiacque, riguardano tutti noi effettivamente,
48:18mi trovi d'accordo.
48:20Senti, Daniele, il romanzo nasce da una memoria fisica,
48:22ovvero una cicatrice quasi invisibile che riporta la protagonista nel passato.
48:28Ecco, quanto è stato importante il corpo come punto di partenza narrativo
48:32per raccontare questa storia, questa vicenda?
48:37Sì, allora, è stato volontario in effetti partire dalla narrazione del corpo
48:42perché volevo proprio invertire l'autorità della letteratura, della scrittura
48:48che normalmente, soprattutto nella cultura occidentale,
48:52parte dalla mente.
48:54Mentre partire dal corpo significa ridare valore al nostro strumento,
49:00lo strumento con cui noi abbiamo esperienza nei confronti del mondo.
49:05È chiaro che l'emotività o il percorso della mente
49:09non è escluso da, anzi è fondamentale in questo libro,
49:14questo libricino di 120 pagine,
49:16però partire dal corpo significa dare valore al fatto che il corpo sente,
49:21il corpo soprattutto ricorda,
49:23ricorda anche quando la mente censura determinate cose.
49:27E il corpo è un archivio,
49:29infatti la protagonista parla di cicatrici,
49:32parla di macchie sulla pelle,
49:34il corpo diventa il nostro tramite.
49:39Nella filosofia contemporanea ad esempio si parla del corpo come presenza,
49:44cioè il fatto che un corpo sia presente in un sit-in,
49:46ad esempio in un'assemblea,
49:48il fatto di esserci è già un messaggio.
49:51Quindi ecco, volevo invertire almeno inizialmente
49:55l'autorità del racconto,
49:56quindi cominciare dal corpo
49:58e la narrazione del corpo precede quella della mente.
50:07Anche questo è un altro punto di riflessione sicuramente importante,
50:10chi ti ha letto ti leggerà,
50:12adesso capirà ancora meglio il perché di questa scelta narrativa.
50:18Volevo chiederti,
50:19tu definisci il libro un atto politico in forma narrativa appunto, no?
50:25Secondo te, quanto trattare attraverso le pagine di un libro
50:31argomenti sociali che vadano a parlare di diritti
50:35e che vadano a riaprire delle discussioni,
50:37perché questo libro ha riaperto delle discussioni sulla legge 194
50:41che sembrano chiuse,
50:42che sembrano date per scontate,
50:45è importante?
50:46Ovvero, detto in altri termini, Daniela,
50:48quanto la scrittura ci può aiutare a regolare certi messaggi?
50:54Allora, io credo che scrivere gialli,
50:58scrivere dell'uomo sia fondamentale,
51:01però io in questo libro volevo parlare di denuncia civile,
51:06di denuncia politica,
51:07nell'eserbo ci ho messo Gramsci,
51:09perché Gramsci afferma che la scrittura,
51:13non la letteratura, non mi permesso troppo,
51:15ma la scrittura deve essere un impegno civile.
51:21Questo libro è in parte autobiografico,
51:24in parte pluribiografico,
51:26perché io ho messo insieme delle testimonianze di altre donne,
51:31ho ritrovato delle coincidenze,
51:33e in questo momento è fondamentale,
51:35un momento storico delicatissimo,
51:38politico delicatissimo,
51:40ho messo insieme queste testimonianze,
51:43perché la legge 194 è una legge
51:48che viene applicata a volte in maniera fantasiosa,
51:51a volte in maniera molto rigida,
51:54ma sicuramente viene applicata come se fosse una punizione.
51:58Quindi io ritengo che la legge 94 sia una legge dello Stato,
52:03una legge fondamentale,
52:05una legge che non deve essere eliminata.
52:08Siamo, ripeto, in un periodo storico
52:10in cui da più parti questa legge
52:13si vorrebbe che fosse in disuso.
52:16Penso, ad esempio,
52:18lo abbiamo letto sui giornali,
52:22del Vescovo di Sanremo
52:23che ha fatto installare una campana
52:26che ogni sera alle 8 suona per i bambini non nati,
52:32ma in generale il fatto che questa legge
52:35non venga applicata in maniera esatta,
52:40soprattutto dal punto di vista emotivo.
52:43Le donne vengono considerate colpevoli
52:47e quindi anche nella procedura sanitaria
52:52questa cosa si vede.
52:54Il fatto, ad esempio,
52:55che la protagonista abbia questa interruzione di viravidanza
52:59accanto alle donne
53:01che invece in quel momento stanno partorendo.
53:04Quindi queste sono quasi delle punizioni,
53:07ce ne sono altre.
53:09Non voglio parlare del libro,
53:11voglio parlare del fatto che
53:13è fondamentale che la letteratura,
53:15che la scrittura
53:16sia un impegno civile
53:18e sia un impegno politico.
53:20Tra l'altro tu racconti di questa protagonista
53:22che vive questi due giorni intensi
53:25all'interno di un ospedale
53:27tra giudizi, solitudini, burocrazia,
53:31perché c'è anche quella,
53:31non lo dimentichiamo.
53:33Io credo che tu abbia messo
53:34anche un po' un ingrediente aggiuntivo,
53:36un po' anche lo sguardo oltre al vissuto,
53:38la raccolta di testimonianze,
53:40anche un po' un taglio giornalistico,
53:42se posso esprimere il mio parere.
53:45Daniela, un'ultima domanda,
53:46siamo in chiusura di puntata.
53:49Volevo chiederti,
53:50nel romanzo emergono anche molti luoghi comuni
53:54sulle donne senza figli
53:55e il peso dello sguardo sociale
53:57nei loro confronti.
53:58Che tipo di riflessioni volevi aprire
54:01su questo tema?
54:02Il fatto che non avere figli
54:05nella società contemporanea
54:06ancora viene considerata
54:08come una vergogna sociale.
54:09il fatto che la donna
54:11che non ha figli
54:11non ha contribuito alla società
54:13in qualche maniera egoista.
54:16Questa vergogna sociale,
54:17questo giudizio in generale
54:19sulla donna,
54:21sino a quando è vergogna sociale,
54:23cioè viene dal di fuori,
54:26possiamo anche accettarla,
54:28possiamo anche delimitarla,
54:31ma quando questa vergogna sociale
54:32poi viene interiorizzata,
54:34tante donne mi hanno scritto questo,
54:36viene interiorizzata,
54:37diventa un senso di inadeguatezza.
54:40Infatti la protagonista nel libro dice
54:43non sono gli altri che mi fanno vergognare,
54:45mi vergogno da sola
54:46a non avere figli.
54:48Il giudizio sulla donna,
54:50non soltanto per questo,
54:52ma in generale,
54:52è ancora pesantissimo.
54:55Daniela, grazie.
54:57Sono argomenti che toccano molto
54:59la società,
55:01l'hai detto bene,
55:01l'individuo stesso in primis,
55:03ma anche a livello collettivo,
55:05occorrerebbe tantissimo tempo
55:06per sviscerare tematiche del genere.
55:09Purtroppo la televisione ci permette
55:11di dare delle pillole,
55:12ma mai di avere dei tempi così lunghi.
55:15È stato un grande piacere
55:16averti nostra ospite in questa puntata
55:18e grazie ancora Daniela.
55:19Grazie a voi, grazie.
55:21E chiaramente insieme a Daniela Stallori,
55:23ringrazio tutti voi che ci avete seguito,
55:25la regia,
55:27e ovviamente Ant per tutto quello che fa,
55:29e non solo per gli abiti
55:30di cui mi vesto in ogni puntata.
55:32Insomma, appuntamento alla prossima.
55:33Grazie ancora a tutti e a tutte.
55:35Grazie a tutti.