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  • 10 mesi fa
Intervista a Federico Baccomo e Simone Spada, sceneggiatore e regista della terza stagione di Call My Agent - Italia. Su Sky e NOW dal 14 novembre.
Trascrizione
00:00Abbiamo Lea, quella francese, perché sofisticata, intelligente, ma anche una gran caracazzi, come dice nella letta.
00:07Vittorio, quello ambizioso americano, che vuole sempre il ruolo principale, e Gabriele, appunto, quello italiano.
00:18Ha chiamato Ficarra.
00:19Sì.
00:19Dice che Piccone ha perso la testa.
00:21Sto facendo il digiuno a intermittenza.
00:24Se Brad Pitt è 60 anni e poi è un giovanotto.
00:26Un patto perso migliore a Brad Pitt e devi stare a digiuno tre anni.
00:28È impossibile non chiedervi della scena iniziale del primo episodio il saluto al personaggio di Marzia Ubaldi, che c'è
00:34una cosa meta, perché anche lei ci ha lasciato.
00:36Come è stato girare quella scena?
00:39Allora, secondo me è stata ben scritta, ben pensata e giusta, direi una scena giusta.
00:46Io Marzia non l'ho conosciuta, perché sono un nuovo regista e non l'avevo neanche avuto mai il piacere
00:54in altri film precedenti di incontrarla.
00:58Ne avevo apprezzato le qualità d'artista guardando questa serie e altre cose che aveva fatto.
01:06Ho sentito da parte di tutti loro, degli attori, un legame profondo con lei e chiaramente è stata una cosa
01:15molto delicata questa dipartita di Marzia.
01:18E' stato come doveva essere, l'abbiamo girata, spero con grazia, che è una parola che dobbiamo cominciare a frequentare
01:27con un po' più di forza.
01:31Però, insomma, questo è stato.
01:34In termini di scrittura, diciamo che tutta la stagione è partita da lì.
01:38Nel momento che è venuta a mancare Marzia Ubaldi, ci siamo chiesti cosa possiamo fare.
01:47Possiamo fare quei trucchetti che spesso avvengono nelle serie in cui un tizio viene trasferito in Australia.
01:53Io non avrei accettato la serie a quel punto.
01:55Io non avrei accettato di scriverla perché è una pigrizia, in realtà.
01:59Oppure ricasti, oppure ricasti, che peggio.
02:02Ah, ricastare poi.
02:03No, in questo caso, visto che abbiamo una serie che cerca di giocare molto sulla realtà e succedono queste cose,
02:09si trattava di inaugurare una nuova stagione con una scena che era comunque, non dico triste, ma che aveva un
02:17certo portato emotivo.
02:18Che è un problematico in una serie comedy che di solito parte proprio con una musica up tempo, tutti felici.
02:26Però era necessario in qualche modo pagare questo tributo.
02:32E questo si è rivelato in realtà prezioso anche a livello narrativo perché ci ha dato possibilità di far crescere
02:37i nostri personaggi
02:38che improvvisamente si trovano senza quella che era la mamma della CMA.
02:41Per cui abbiamo cercato di integrare un evento triste in una storia che potesse rendere onore a chi aveva reso
02:50grande,
02:51non soltanto la CMA, ma la CMA come serie televisiva.
02:54E a proposito sempre di quel momento, si legge una lettera e si parla delle tipologie di attori,
03:00l'attore americano, l'attrice francese e l'attore italiano, anche qui molto meta perché quelli poi sono dei veri
03:07attori.
03:07Io voglio chiedervi se le descrizioni che avete dato a ognuno di loro poi corrispondono veramente agli interpreti.
03:14Cioè l'astrico è veramente l'attore italiano o no?
03:17No, in realtà no.
03:18Proprio perché sono dei grandi attori e riescono a interpretare ruoli diversi dalla loro personalità.
03:25L'astrico è un grande professionista.
03:26Gabriele è un professionista a suo modo, ma è un pasticcione, è uno molto insicuro.
03:30Ed è quello che appunto ci mette più passione che non vorrei dire talento, ma diciamo professionalità.
03:38Però i personaggi sì, sono quelli lì, per cui abbiamo Lea, quella francese perché sofisticata, intelligente,
03:44ma anche una gran caracazzi come dice nella lettera.
03:48Vittorio, quello ambizioso americano che vuole sempre il ruolo principale e Gabriele appunto quello italiano.
03:54E ci piace sempre giocare su questo effetto appunto meta, in cui il cinema diventa lo specchio più o meno
03:59deforme di quello che poi è la tua vita.
04:02Invece c'è una battuta che secondo me diventerà già calta un meme quando arriva la Fanelli che dice
04:08qualcuno ha ordinato una grande diva.
04:10Voglio sapere come avete lavorato su questo aspetto della diva e secondo voi perché nel cinema italiano contemporaneo è così
04:16difficile creare il divismo?
04:19Una cosa che un po' ci manca rispetto appunto al cinema francese o al cinema americano.
04:23Perché secondo voi?
04:24Ma perché noi forse, intanto l'Italia ha avuto un periodo di grandi divi, poi c'è stato un periodo
04:31in cui il divismo in qualche modo era scemato,
04:35che secondo me corrispondeva pure forse con l'ingresso in forma della televisione, delle prime fiction,
04:42che in qualche modo hanno un po' tolto quel laurea di mistero, perché il divo deve avere del mistero, deve
04:48essere desiderato.
04:50In più i socials a me uccidono il divismo, invece di aumentarlo, perché se sappiamo ovunque sta una persona, cosa
05:00mangia, che cosa fa quotidianamente,
05:02in tempo reale eccetera, leviamo quella sorta di mistero.
05:06Mi piace pensare che forse il più grande divo di questo momento è Checco Zalone, che non fa niente se
05:10non i suoi film ogni tre anni,
05:12quindi sparisce dalle scene e infatti quando entra con i suoi film fa un disastro dal punto di vista positivo
05:17del botteghino.
05:18Ma a parte questa cosa, non lo so, quello che ci manca, forse non siamo un paese che ha bisogno
05:28di grandi divi,
05:30siamo un paese più artigianato, il cinema nasce anche dall'artigianato, ci piace viverlo così,
05:37forse questo, non ci ho proprio tanto pensato la tua domanda, però questo vorrebbe essere.
05:43E infine, siccome si parla sempre anche di Hollywood, Ficarra e Picone, insomma, avranno una vita difficile mettere in crisi
05:50il loro rapporto,
05:50a un certo punto Picone dice proprio che il restyling ogni tanto ci vuole.
05:54Ecco, un'altra cosa del cinema italiano è che i nostri attori di punta cambiano poco,
05:59cioè sono un po' arresti a cambiare fisicamente, sta cambiando questa cosa, penso a Marinelli, Borghi che si sono trasformati,
06:04perché c'è ancora questa reticenza secondo voi a cambiare, a trasformarsi nel nostro cinema?
06:12Guarda, velocemente posso provare io?
06:13Allora, io credo che ci sia un problema di, a volte noi abbiamo proprio un problema di coraggio,
06:18che non dipende soltanto da noi autori, quindi non dipende solo dagli attori, ma dipende anche proprio dal sistema.
06:24A volte è come se certe volte abbiamo bisogno di non, di stare in una comfort zone,
06:29faccio una critica a noi stessi, però dipende anche dal sistema, dai produttori.
06:35Se ci fossero, infatti i film che tu citi, cioè G. Grobo, che tra l'altro io ero aiutoregista di
06:40Gabriele all'epoca,
06:42o Non essere cattivo, che tra l'altro io ero aiutoregista, erano, sono stati film, soprattutto G. Grobo,
06:48film in cui loro sono proprio, perché erano film pensati e non a caso sono diventati dei film culto.
06:56Probabilmente cercare di essere un pelino più coraggiosi noi, essere più imperfetti,
07:02potrebbe portare anche gli attori a mettersi più in gioco.
07:05Quindi non ne faccio una colpa degli attori, è una colpa condivisa.
07:10Sarebbe bello, sta già accadendo però, vedo che sta già accadendo sotto varie forme,
07:16sia al cinema che in televisione, che si cerchi qualcosa di diverso.
07:21Sì, io lo vivo anche dal punto di vista della scrittura.
07:25Io venendo dai romanzi, il primo romanzo mio era una sorta di commedia, quasi comico.
07:31Quando si è trattato di scrivere il secondo, io ho portato una roba più drammatica
07:35e mi è stato detto non cambiare, il pubblico non ti seguirà.
07:39E secondo me invece il trasformismo è la base di una forma artistica di espressione,
07:42perché noi siamo tante cose, le famose moltitudini.
07:44E ho visto che in un mondo già più piccolo, come quello editoriale rispetto al cinema,
07:49c'era quella paura di perdere il seguito.
07:52E forse quella paura lì è quello che ci muove, soprattutto in un sistema che è un pochino più problematico.
07:57Per cui cosa succede se cambio anche semplicemente il colore dei capelli?
08:01Io ho i capelli tinti.
08:03È un'altra cosa che ad esempio non si poteva fare, perché passo dal bianco al rosa.
08:07Però mi dico, guarda che poi la gente ti giudica oppure non ti...
08:09Ecco, questa cosa qui di aver paura di cambiare, perché chi ti ha amato potrebbe non seguirti
08:13e chi non ti ama continuerebbe a non amarti, potrebbe essere uno di quei motori di freno
08:19che ci portano a essere sempre noi stessi.
08:22Grazie mille.
08:23Grazie a te.
08:23Grazie a te.
08:43Grazie a te.
08:48Grazie a te.
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