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  • 2 anni fa
Le Déluge: intervista a Gianluca Jodice
Trascrizione
00:08Ogni re è condannato dalla natura, non si può regnare innocentemente
00:15Maestà, ho il compito di accogliere voi e la vostra famiglia
00:19Allora Gianluca, partirei dall'utilizzo degli spazi
00:24Mi hanno colpito molto, come è organizzato gli spazi dalla prima scena, atto per atto
00:31Cambiano e credo che siano molto cinematografici, sembra una banalità dirlo
00:38Ma sono molto cinematografici, quindi come è organizzato lo spazio sul set per il film?
00:46Lo spazio ovviamente segue i tre atti
00:51E ogni atto ovviamente racconta uno stadio evolutivo della situazione e della personalità dei personaggi
01:02E ha un codice espressivo diverso
01:05Movimenti di macchina, fotografia, quindi non solo spazio
01:09Per quanto riguarda lo spazio, sì, nel primo atto il protagonista, anche se sembra quasi una provocazione dirlo
01:18È il salone, più che i personaggi, nel senso che l'obiettivo era ricostruire, stando sempre nella stessa stanza
01:27L'immaginario settecentesco
01:29Quindi ricordare i Versailles e tutto il mondo del regime, dell'ancien regime
01:39Insomma, per poi andarlo a decostruire, a distruggere
01:47Negli atti successivi, quando si entra ovviamente nelle celle
01:52E non solo lo spazio, ovviamente materialmente è cambiato
01:57Ma sono cambiati gli obiettivi
02:01Non ci sono più gli obiettivi medi
02:04E i movimenti di macchina, le carrellate sinuose
02:07Ma c'è una macchina a spalla
02:09Che è un codice, voglio dire, molto poco frequentato dai film storici
02:13Quando appunto dai dei si passa agli uomini, no?
02:17Ci sono grandangoli spinti, i movimenti di macchina a spalla, frenetici
02:21Quindi c'è proprio un cambiamento al di là dello spazio di tutto il codice della rappresentazione
02:29Fino a quello finale, che lo spazio rimane lo stesso perché ci sono le celle
02:32Però si ritrova una certa pacificazione
02:36La macchina da presa è sempre ferma
02:37Non ci sono movimenti di macchina quasi
02:39Ci sono molti primi piani e dettagli
02:42Tutto ha il sapore più abbiamo voluto dare quasi di un requiem finale
02:46C'è anche emotivamente quasi una conciliazione
02:50Un avvicinamento dei carcerieri e dei rivoluzionari
02:54Non ci sono più quelle aggressività, quelle vessazioni precedenti
02:58Che c'erano nel secondo atto
03:00Ma c'è quasi una... come se questa tragicità investe tutti
03:06Non solo la parte sconfitta che sta andando a morire
03:13Hai detto, il film lo dice, che in un certo senso
03:17Questo periodo dà il via alla storia contemporanea
03:21È lì la nascita della storia contemporanea
03:27Ed è strano, assurdo pensarlo perché comunque la storia contemporanea è nata da un evento
03:32Comunque sanguinosissimo, sanguinolento
03:36E' un evento violento, drammatico
03:39Quindi insomma come ragioni su questo passaggio
03:43Su questa violenza che poi ha portato all'epoca moderna
03:46Guarda, io ho letto e ascoltato molte interviste di uno storico marxista
03:54Tra l'altro francese, molto importante sulla rivoluzione francese
03:59Che dice una cosa abbastanza scovada, inquietante
04:07Che può essere presa anche male
04:11Dice che molto probabilmente la violenza politica della contemporaneità
04:18Il germe è nato dal terrore della rivoluzione francese
04:24Il germe dell'odio per l'avversario politico
04:31Che non è un avversario dialettico
04:34Ma diventa odio
04:36Questo slittamento
04:38Lui lo fa nascere da lì
04:41Tant'è che
04:44Nella scena finale del film dove c'è quel salotto dei rivoluzionari
04:51Dopo pochi mesi si taglieranno la testa tra di loro
04:55Quindi il fiume della storia, del trauma
05:00Cioè avvolge tutto e tutti
05:05Anche, questo è un aneddoto insomma periferico
05:09Però il ragazzo che interpreta il personaggio che li accoglie nella torre all'inizio
05:15Poi si vede pure alla fine
05:16Che era realmente il procuratore della comune
05:20Che era addetto alla sorveglianza così
05:23Fu, dopo Luigi XVI, fu decapitato anche lui e ghigliottinato
05:28Perché fu giudicato dalla convenzione troppo vicino e empatico ai reali durante la prigionia
05:35Quindi ci fu una
05:38Cioè una
05:40Una violenza che
05:43Era quasi un obiettivo e non un mezzo
05:47Cioè a un certo punto
05:50Questa cosa insomma
05:51Poi storicamente da giudicare e analizzare è difficilissima
05:54Quindi non mi avventuro proprio
05:56Non cercare di trascinarmi in cose
05:59Di cui non governo il senso
06:02Però voglio dire
06:03Questo è il materiale incandescente che ho provato a mettere su
06:09Poi è incredibile
06:11Vedendo il film ci si accorge di questo
06:13È incredibile quanto ci siano dei riverberi modernissimi
06:19È una storia modernissima di questi
06:20Diciamo potenti
06:22Che in tutti i modi anche quando è finita
06:26Cercano di rimanere attaccati al proprio trono
06:31Al proprio regno
06:31Ed è una roba che comunque vediamo e ascoltiamo oggi tuttora
06:36Non so che ne pensi
06:37Ma di questo perché lo dici sul Luigi XVI
06:41Sul re e la regina?
06:44Beh soprattutto all'inizio anche un po' si
06:47Beh diciamo che in loro c'era un totale sconvolgimento proprio di comprensione
06:53Perché voglio dire
06:54L'irruzione di quelle istanze di illuministe
06:58Di identità, di guaglianza
07:01Eccetera
07:02Era proprio una cosa che non comprendeva
07:06Non sulla quale non erano d'accordo
07:09Era una cosa
07:11Infatti quel passaggio quasi ironico
07:14Nel dialogo lungo sull'uguaglianza
07:17Quando il giovane dice
07:18Ma lei non capisce
07:19Lui non capisce bene di che si tratta l'uguaglianza
07:22Perché è un'irruzione del nuovo
07:27Infatti una cosa che in sede di documentazione
07:30Mentre scrivevamo il film mi ha colpito moltissimo
07:32Era leggere l'epistolario di Maria Antonietta
07:36Con gli ambasciatori, con le amiche, con la man
07:39E le lettere o gli articoli di Robespierre
07:43Che erano quevi perché erano dello stesso anno
07:46E sembrava di leggere Maria Antonietta
07:49Una regina delle favole
07:52Come scriveva e quello di cui scriveva
07:54Che poteva essere del 600, del 500
07:56Se invece leggevi articoli di Robespierre
08:00Sembrava uno di oggi
08:02Che parlava come un sindacalista di oggi
08:04Cioè c'era proprio una separazione antropologica
08:09Sembravano due tipi di secoli diversi
08:13Quindi c'è proprio uno scontro di...
08:15Cioè non c'è la comunicazione
08:19Ultima cosa
08:19Mi piace la verità con cui poi hai raccontato la storia
08:22Perché finora, insomma, questo è un periodo storico
08:25Che è sempre stato poi visto e rivisto al cinema
08:27Nella serialità, sempre con un certo fascino
08:29Sempre con una certa aurea
08:31Sempre con un certo trucco
08:32Ecco
08:33Qua si va dritti ai personaggi
08:35Si va dritti al senso
08:37Si va dritti al dramma
08:38Perché comunque un periodo storico che ha vissuto
08:41Se vogliamo anche un po' troppo no
08:42Sotto una luce patinata
08:44Ecco
08:46Si
08:46Ebbè la scommessa era questa
08:48Cioè
08:48E' sempre molto eccitante
08:52Quando scopri un punto di vista nuovo
08:55Su storie e personaggi visti e stravisti
08:59Anche rappresentati benissimo
09:01Però quando compi uno slittamento di punto di vista
09:07Era molto interessante
09:09Poi questo è un segmento di quel periodo
09:11Che breve, così recintato nello spazio e nel tempo
09:15La prigione è che neanche i francesi hanno mai preso così di petto
09:19C'è solo qualche seriaccia, polpettonaccio televisivo
09:23Che racconta tutta la rivoluzione
09:25Quindi raccontando tutto racconta anche un poco quel passaggio
09:29Ma insomma nella sua forza sia drammatica che emblematica
09:35Storicamente neanche i francesi l'hanno mai preso così di petto
09:40Grazie, grazie Gianluca
09:42Grazie a te
09:43E ho bisogno che tu abbia paura con me
09:46Grazie a te
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