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  • 2 giorni fa
La nostra intervista al regista di Chiamami col tuo nome: Luca Guadagnino.
Trascrizione
00:01Professor Perlman, benvenuto. Grazie di avermi accolto. Ne siamo lieti.
00:05Sicuro di sé, eh? Sì.
00:08Nei tuoi film si respira sempre una certa sensualità molto elegante e delicata.
00:13In questo particolare caso come hai costruito questa storia intima e sensuale, però anche molto dolce e commovente?
00:23I propri film li gira nel modo in cui penso viva la propria vita.
00:27E quindi siccome io mi ritengo una persona curiosa degli altri, semplicemente ho approcciato questo film con estrema curiosità nei
00:36confronti della trama, dei personaggi, ma soprattutto dei miei attori e della loro particolare essenza di esseri umani all'interno
00:47del setting che avevamo costruito per loro.
00:49E proprio con loro come hai lavorato? Ce li hai lasciati liberi, diciamo, davanti alla telecamera o comunque li hai
00:55guidati in un certo modo?
00:56Io non giro in digitale ma giro in pellicola, quindi non uso telecamere ma uso cineprese.
01:03Non si tratta di lasciare né libri né... è una sorta di grande equivoco e soprattutto di incomprensione del meccanismo
01:10con cui si fanno i film.
01:11Quello in cui io penso che un attore venga lasciato o libero oppure venga, come dire, messo sotto il gioco
01:17della dittatura del regista.
01:18Sono due, diciamo, estremi che non appartengono al modo in cui si fanno i film.
01:23Diciamo che quando si fa un film si deve conoscere la persona con cui si sta facendo il film e
01:28con essa bisogna cominciare una danza che dura per tutte le riprese,
01:31in cui ci si seduce a vicenda e si cerca di portare dolcemente quella persona a aprire completamente la propria
01:38essenza di fronte alla macchina da presa.
01:41Insomma, in questo film poi c'è anche molta... cioè si respira molta cultura, arte, cioè i passatempi dei personaggi,
01:48insomma, sono libri, musica.
01:51Come mai hai scelto di calare la storia in questa dimensione?
01:53Questo romanzo, chiamami col tuo nome, di Andrea Asiman, si svolge nell'88 in Italia e parla di una famiglia
02:00di gente, diciamo, intellettuali che vivono in questo modo.
02:05Quindi è il libro che mi hai portato in quella direzione. Poi se mi chiedi se mi interessa il mondo
02:10di questo libro, ti dico di sì, è per questo che poi ho anche fatto il film.
02:16Hai scelto quindi di seguire proprio molto strettamente il libro?
02:21Sai, un libro parla di un professore universitario, di sua moglie, di libri e di cultura. Certamente non trasformiamo quella
02:26storia, la storia di un gruppo di gente che non sono partecipi della cultura.
02:31dobbiamo essere, se uno fa un film lo fa perché vuole fare quella storia.
02:36Certo. E questa dimensione un po' comunque molto fisica, insomma, intima, per gli attori è stato magari un po' più
02:45difficile di altri?
02:48Perché? No, non credo. L'attore è un attore. L'attore sta lì per creare una interpretazione che possa risultare
02:55profonda e vera e non si pone il limite o il problema della nudità o dell'intimità. È una questione
03:02indifferente.
03:03Stanno lì per fare un film.
03:05E sei, diciamo, contento del percorso?
03:07Non capisco, non capisco quegli attori che dicono, io non bacio sullo schermo, io non mi metto nudo.
03:11Trovo che sia un'aberrazione e un'enorme mancanza di senso di cinema.
03:17E come sei contento, diciamo, del percorso che sta avendo questo film?
03:21Nei vari festival?
03:23Quali sono le cose importanti?
03:27Lo sai quali sono.
03:30Quali sono le cose importanti?
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