00:00Nel film ci sono molte battute importanti, questo è merito di questo signore qui vicino a me, non so se
00:04conosci, si chiama Gianni Amelio?
00:06Sì, ho sentito quel commento.
00:13A guerra finita, onesti e furosi saranno tutti morti.
00:17Poveria!
00:18E a far l'Italia resterà solo che i furbi.
00:21Il personaggio di Montesi dice, a guerra finita gli onesti e coraggiosi saranno tutti morti, a rifare l'Italia saranno
00:27i furbi.
00:28E' una cosa che è successa veramente o è sempre stato un po' così da noi, secondo voi?
00:33Beh, che i furbi sono quelli che poi escono vincitori, ma con la consapevolezza di non essere stata guadagnata, ma
00:39soltanto di essere stati furbi, penso sia una cosa che è successa molte volte.
00:43Anche senza arrivare ad un contesto importante come quello della guerra.
00:49Nel film ci sono molte battute importanti, questo è merito di questo signore qui vicino a me, non so se
00:53conosci, si chiama Gianni Amelio?
00:55Sì, ho sentito quel commento.
00:57Che ogni giorno veniva e sparava e scriveva dei macigni su dei fogli di carta di cui ho delle foto
01:04bellissime, ogni tanto me le riguardo.
01:07E queste battute, l'importanza delle parole dette nel film sono il risultato di un processo creativo meraviglioso che ho
01:15avuto la possibilità e la fortuna di fare,
01:17con una chiacchierata fatta con Gianni da un anno e mezzo prima di arrivare sul set.
01:22E poi tutte queste belle chiacchiere al bar sotto casa sua e poi su casa in cucina a chiacchierare del
01:27film e pensando ai personaggi.
01:30E poi quando sono arrivati i miei compagni di viaggio, ancora meglio, che sono straordinari.
01:33Quindi abbiamo cercato di fare un film che parlasse di guerra ma in una maniera non canonica, che avesse dei
01:39personaggi ben strutturati,
01:41che fossero in grado di creare dei livelli molto alti di empatia con il pubblico, mettendo anche l'audience di
01:46fronte a delle domande non di facile risposta.
01:49E a questo mi aggancio parlando di Giulio, che è un personaggio che inizia come quello che ha un ideale
01:54contro la guerra
01:55e però poi per cercare di contrastarla fa una cosa molto provocatoria e abomevole, cioè chiedere a un soldato di
02:01rinunciare anche a una parte del suo corpo per salvarsi.
02:04Tanto che poi in una scena del film, quando per la prima volta un soldato rifiuta il suo trattamento,
02:09lui si fa una serie di domande rispetto alla giustezza del suo atto.
02:14Dice allora io sto facendo una cosa vera, cioè giusta per davvero oppure no?
02:18E il film secondo me passa un messaggio molto importante, che è a cosa siamo disposti a rinunciare per la
02:24libertà,
02:25quanto vale il nostro punto di vista e che cosa è giusto e cosa è sbagliato rispetto a dove vediamo
02:30il caso.
02:31E questo, tutto grazie a Gianni Averro.
02:34Il set è molto bello perché guardando il film ho detto, beh, questo è proprio tutto all'Italia,
02:38perché si parte dai dialetti del nord fino a quelli delle isole e mi sono chiesta,
02:43nel film ci sono varie frasi che dicono non ho capito niente, però si capisce tutto,
02:47oppure solo i soldati si capiscono tra di loro e quindi mi sono chiesta,
02:50ok, questa è una situazione particolare, è la guerra.
02:53Però cos'è che ci accomuna noi italiani? Che cosa noi ci capiamo subito?
02:58E mi sono dato una risposta, spero, forse perché abbiamo molto la vita, magari più di altri paesi,
03:03per questo questi soldati vogliono vivere e lo preferiscono anche al dovere.
03:07Voglio chiedere a Gianni Averro, secondo lei, che cos'è che ci accomuna veramente tutti noi italiani?
03:11Io non so se ci capiamo in quanto italiani, io so che nel film i soldati si capiscono anche se
03:24parlano
03:25dialetti diversi perché sono innocenti, hanno quello spirito di povera gente che si avvicina
03:36all'altra povera gente. Per questo uno scappa dalla guerra, perché non ritiene giusto che sia ucciso
03:48anche un soldato nemico dal momento che, come lui, addirittura parla una lingua che è ancora forse
03:57più comprensibile del dialetto sardo, perché c'è a un certo punto un ragazzo sardo che dice delle cose
04:06e nessuno capisce, anzi qualcuno dice ma che sta dicendo?
04:13Ecco, sono tutti soldati, giovani, 19 anni, 20 anni, che fanno una guerra insensata,
04:22vanno verso un massacro in nome di che cosa? In nome di un potere che dall'alto ha deciso di
04:30mandarli
04:31al massacro. Non è una guerra che loro sentono in quanto una guerra, per esempio, di difesa della propria
04:41casa. Un nemico ti entra in casa, tu reagisci. No, è una guerra politica che avrebbe dovuto risolversi
04:50con la politica e invece è stata risolta col massacro di innocenti. E' l'innocenza che accomuna questi ragazzi.
05:01Non è cambiato molto. Abbiamo anche rivivato le mascherine, quindi il film è molto attuale, anche se...
05:07Grazie mille, grazie. Grazie, grazie.
05:20Grazie.
05:25Grazie.
05:30Grazie.
05:31Grazie.
05:33Grazie.
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